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STRATEGIE E TATTICHE DI CONQUISTA
e' gia' all'opera La nuova inquisizione
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18 agosto 2005
Così l’islam radicale continua la sua avanzata affondando le sue radici: nella profondità delle viscere delle civiltà che ha occupato.
Dopo l’attentato terroristico a New York, l’Islam ha occupato sempre di più le pagine dei giornali e gli schermi TV, e durante un’intervista fatta a un imam di Roma, questi ha parlato di cittadinanza e diritto al voto che non aveva ancora, ma che non c’era problema per lui, perché sia lui che gli altri islamici hanno dei figli, che sono quindi di seconda generazione e tutti con la cittadinanza italiana, testualmente ebbe a dire, con tono sornione: .....ora stanno studiando, potranno diventare avvocati, dottori o quello che vorranno, poi entreranno a far parte della società italiana e qualcuno di loro andrà anche al potere e allora ne riparleremo….. Io ho sentito qualcosa di simile a una frustata allo stomaco, la percezione di una minaccia incombente che si è tradotta in realtà, quando le bombe nella metropolitana di Londra ci hanno distolti dal sogno del multi culturalismo. Più passa il tempo più mi rendo conto che Oriana Fallaci,che caratterialmente può anche essere aggressiva, ma quanto a ragionamento e logica è veramente una persona lucida e consapevole, da aver anticipato di qualche anno tutti noi.
Ecco come funziona la strategia della conquista, per la quale non bisogna dimenticare il disegno architettato già nel 1928 dai fratelli musulmani che si sono costituiti come gruppo di conquista a partire dall’Egittto proiettandosi attraverso lo spazio e il tempo e di cui ci sono le prove, fra le quali molte ne ho pubblicate anch’io. Ora mi vorrete scusare se le mie spiegazioni vi potranno sembrare poco sofisticate, ma io sono persona semplice e non ho retrovirus mentali idonei alla doppia faccia..
1 – favorire l’emigrazione verso tutti i paesi dell’occidente 2 – favorire i matrimoni misti, dei loro uomini con donne occidentali, che però si debbono convertire, in modo che i figli restino islamici. – Per le donne il discorso è molto diverso di solito vengono già promesse in giovinezza a islamici rimasti in patria altrimenti se scelgono qui liberamente spesso finiscono uccise dalla famiglia o debbono fuggire. 3 – i figli assumono la cittadinanza del paese in cui sono nati 4 – molti imam emigrano provvisoriamente o stanzialmente, verso questi paesi e si occupano dell’educazione religiosa islamica dei figli di nuova generazione, mentre al contempo questi studiano nelle scuole delle popolazioni locali condividendone le professioni e scalando la società per entrare nei gangli del potere. 5 – mantenere le rigide prescrizioni coraniche, nella preghiera, nelle abitudini alimentari, negli abiti e nei comportamenti, per distinguersi dalle popolazioni locali e mostrare, la propria superiorità morale. 6 – cercano di costruire più moschee possibili, nelle quali viene predicato il razzismo ideologico e religioso, l’odio e il diritto alla conquista della civiltà nella quale ci si è inseriti. 7- stringere rapporti ed alleanze, con comunisti , dissidenti, no global, estremisti di sinistra, che nelle società democratiche hanno possibilità d’azione e di ascolto, ma sono in perenne contestazione con il potere e odiano gli stati Uniti, che rappresentano l’unico grande baluardo che può fronteggiarli. 8 – sostenere pubblicamente moderazione, ma al contempo mai dissociarsi dai fratelli che scelgono il terrorismo, chiamandoli semplicemente resistenti e condannando gli Stati Uniti che vengono paragonati a un grande diavolo. 9 – divulgare anche pubblicamente l’odio, predicandolo sia verso le società che li hanno capiti e sono in grado di combatterli, alle quali indirizzano nel contempo i loro attacchi terroristici per tenerli occupati su molti fronti, per aumentarne le difficoltà. 10 – proseguire nel pretendere dei distinguo, e arrivare ad ottenere di applicare la sharia ai confratelli in fede, anche se sono inseriti in una società laica e in qualche paese riescono persino ad ottenerla. 11 – fare in modo che i figli crescano nella scala sociale e quando saranno entrati a far parte del potere, organizzare dal basso proteste di massa guidate, per far cambiare le leggi e dato che la maggioranza silenziosa, non ha mai lo stesso peso, se non nelle elezioni, è probabile che ci riescano.
Ebbene questa sembra fantapolitica, ma non lo è e per dimostrarvelo non a parole, vi pubblico qua sotto un fatto che supererà di gran lunga le mie semplici parole.
Lisistrata
Vedi i seguenti link - Rassegnastampa |
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Su Asianews l'originale dell'articolo che trovate qua sotto
Bangladesh – 13 gennaio 2004 Inquisizione islamica per la setta degli AhmadiyyaDhaka (AsiaNews) – Il Ministero degli Affari Religiosi ha messo all’indice le pubblicazioni della setta Ahmadiyya, dietro pressione dei fondamentalisti islamici che giudicano il gruppo come “non musulmano”. Il movimento anti-Ahmadiyya Hifazate Khatme Nabuwat Andolon (HKNA) ha addirittura fatto dei sit-in per giorni interi chiedendo al governo di dichiarare l’Ahmadiyya un movimento non islamico. Finora il governo si è limitato a mettere all’indice le pubblicazioni, che dall’8 gennaio non possono essere stampate, vendute e conservate. Ma l’HKNA ha lanciato un ultimatum: entro 2 settimane vi deve essere il bando della setta dall’ortodossia musulmana, altrimenti vi saranno rappresaglie. L’Ahmadiyya è un gruppo religioso di circa 100 mila persone in Bangladesh che si riferiscono a Maometto, ma non lo considerano l’ultimo profeta. La decisione del Governo di proibire i libri dell’Ahmadiyya ha riscosso l’applauso dei fondamentalisti, ma lascia perplesse molte fasce dell’opinione pubblica. Shahajan Ali, musulmano, assistente sociale di 45 anni, ha dichiarato ad AsiaNews che “gli Ahamadiyya dovrebbero essere bollati come non musulmani perché non seguono Maometto, l’ultimo e più grande profeta dell’Islam”. Ma Sumona Chisim, una donna di 40 anni ha detto: “Ho visto in televisione le immagini degli aggressivi raduni dell’HKNA. Gli Ahmadiyya non hanno mai causato problemi a nessuno e praticano la loro fede pacificamente. Il Governo dovrebbe piuttosto fermare l’HKNA, ma pur di avere popolarità finisce con l’accontentarli”. Sheik Hasina, ex Primo Ministro e attuale capo dell’Awamy League, il partito di opposizione in una conferenza stampa, ha fatto notare che nell’Islam nessuno ha il potere dell’ortodossia: “Solo Dio, ha detto, può giudicare chi è musulmano e chi non lo è; il Governo non ha potere di farlo”. E ha aggiunto: “Prima di mettere all’indice le pubblicazioni degli Ahmadiyya, il governo dovrebbe bandire i libri di Moududi perché contengono molte affermazioni contro l’Islam e contro Maometto”. Abul Ala Moududi è il fondatore del partito Islamico, attualmente parte della coalizione di governo. In generale i bangladeshi temono la crescita del potere dei fondamentalisti. Uno studente afferma: “Oggi è toccato all’Ahmadiyya; in futuro essi potrebbero eliminare anche con la violenza altre minoranze del paese”. Padre Bijoy Edward Pereira, rettore del Seminario Diocesano, afferma che per ora non vi è nessuna minaccia per le pubblicazioni cristiane. Egli è piuttosto “dispiaciuto per la politica morbida del governo verso i movimenti islamici più aggressivi”. Alla fondazione del Bangladesh, nel 1971, lo stato si era proclamato laico. Nel 1988, la costituzione venne emendata per definire il Bangladesh uno stato islamico. Vi sono circa 200 milioni di Ahmadiyya in tutto il mondo. Il movimento è nato nell’attuale Pakistan nel XIX secolo e si fonda sul desiderio di far rivivere l’Islam nella non-violenza e nella tolleranza. Il maggior disaccordo con la comunità musulmana risiede nel fatto che gli Ahmadiyya credono che ci possano essere altri profeti dopo Maometto, il che è considerato blasfemo dall’Islam maggioritario. (RR)
Mi rivolgo ora a coloro che sono fra le comunità che simpatizzano con l’islam: Avete capito finalmente con chi abbiamo a che fare o pensate ancora che potrete voi un giorno strumentalizzarli quando i loro voti vi saranno serviti? Non riuscite acapire che si serviranno loro di voi, come hanno sempre fatto.
Eppure nella storia politica e religiosa, esempi di questo tipo ce ne sono tanti. Hitler e il nazismo, che si è servito delle classi che lo hanno sostenuto, ma poi le hanno decapitate, mandandole nei campi di “concentramento” cioè sterminio e gli altri hanno dovuto assoggettarsi al nazismo Lenin e Stalin, che si sono serviti delle classi moderate e socialiste, ma poi le hanno decapitate, spedendo centinaia di migliaia di intellettuali moderati nei gulag a morire e tutta la popolazione si è dovuta assoggettare al comunismo. Koneini, che si è servito dei comunisti e dei socialisti e poi li ha decapitati, anche letteralmente e tutta la popolazione si è dovuta assoggettare al komeinismo.
Potete leggere anche queste notizie sul Bangladesh:
17.08.05 BANGLADESH - Bangladesh, 50 bombe
esplodono simultaneamente in
...
Eccheccavolo ci vuole ancora per farvi capire che stiamo affondando nell’inferno dell’islam? Qualcuno con la scimitarra in mano mentre vi dice: convertitevi o perderete la testa? E un attimo dopo la vostra testa potrà rotolare ai suoi piedi…. |
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Inanità della crociata antiterrorista “Nessuno ha compreso la vera strategia di conquista di Maometto, dall’ottavo secolo, della quale il terrorismo fa integralmente parte, come la guerra psicologica o la ‘guerra dei ventri’ (espansione demografica), o l’occupazione territoriale interna secondo la strategia della ‘pelle di leopardo’. I politici, i militari, gli intellettuali occidentali non conoscono rigorosamente nulla dell’islam, del suo permanente ‘dovere di dissimulazione’, del suo lessico ambiguo; non hanno mai aperto un Corano; mai letta la predica di un imam tradotta dall’arabo; mai discusso con un musulmano di base. Affrontano un nemico che non conoscono, ma che li conosce bene; loro non lo dichiarano ‘nemico’, mentre lui li proclama ‘nemici’. Quando i responsabili occidentali, credendo di far bene, assicurano che bin Laden e la sua rete Al Qaida‘non rappresentano l’islam, si sbagliano. Seguono perfettamente la linea della strategia guerriera caldeggiata dal Corano contro gli infedeli, da dodici secoli”. […]
Le forme della guerra a venire “I gadgets tecnologici, le armi sofisticate non possono nulla contro la forza dei rivoltosi, niente contro i terroristi. Quattro mujaheddin determinati […] sono più efficaci di centinaia di missili. Perché noi siamo entrati nell’era della ‘guerra totale’, lì dove non esistono più regole e ogni mezzo è utile. La guerra è affare di volontà molto più che di mezzi tecnologici. Questa sopravvalutazione della tecnologia da parte dell’occidente può costargli caro. Non serve a nulla possedere un arsenale nucleare se non è possibile servirsene, se si aprono le frontiere e si adotta il diritto del suolo. D’altra parte, dal momento in cui il nemico è già impiantato in massa nel vostro territorio, la guerra non può più prendere la forma di un confronto infrastatuale, ma sarà un fronteggiamento psichico, neoarcaico, in cui i missili a lunga gittata non sono di alcuna utilità. In Europa ci dirigiamo verso una guerra che avrà due forme principali, già cominciate: 1) le azioni terroristiche, massive o minime ma moltiplicate; 2) la guerriglia di conquista territoriale interna, strettamente mescolata alla criminalità, forma di jihad perfettamente conforme agli insegnamenti del Corano. […] Vivremo il cedimento molle dello Stato centrale impotente, la nascita di milizie di difesa neofeudali, lo scivolamento nella guerra civile, questa levatrice di storia”. “Il neo-terrorismo si autoinvita nella panoplia degli arsenali di guerra. Fino a oggi il terrorismo provocava distruzioni limitate; ormai, con mezzi rustici ma temibili, può acquisire la forza di rottura e le capacità militari tipiche delle armate organizzate. Il neoterrorismo sarà un mélange di risorse primitive e di armi sporche, il figlio bastardo della tecnica e dell’arcaismo. I colpi non verranno da uno Stato preciso e individuabile. […] I militari sono ghiotti di armi ipersofisticate. Ma sono in ritardo di una guerra. Il futuro sarà infatti in Europa uno sgradevole misto di guerra terrorista astuta e di guerra civile. Gli attacchi contro le Twin Towers e il Pentagono non sono stati che un piccolo inizio, un intermezzo tra una portata e l’altra, al confronto di ciò che ci attende.[…] Da circa dieci anni in Francia, Gran Bretagna e Belgio soprattutto, innumerevoli fatti dimostrano l’evidenza tonitruante di un’occupazione sorda che progredisce, in totale impunità. Gli sforzi dei media, degli intellettuali, dei politici, degli eletti per dissimulare, esorcizzare, nientificare la terribile verità, hanno qualcosa di commovente, di toccante, ma anche di sordido. E’ evidente che lo Stato di diritto repubblicano così come lo conosciamo non potrà ristabilire la situazione; che il punto di non ritorno è oltrepassato; che la progressione virale della malattia non può più essere arrestata da medicamenti e che un passaggio sanguinario nella sala operatoria è inevitabile, ahinoi. […] Tutto è possibile sul fronte interno ma certamente non il ritorno al tranquillo ordine pubblico, incivilito, gendarmesco e piccolo-borghese, protetto da un fantomatico ‘ministero per la Sicurezza’. E’ troppo tardi. L’incendio è già iniziato e ha oltrepassato i pompieri”.
Guillaume Faye, “Avant-guerre, Chronique d’un cataclysme annoncé”, L’Aencre 2002
per una migliore lettura del titolo, prendi il font holliwood hill |
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