Ricevo e pubblico da Gaetano Saglimbeni - sito web gaetanosaglimbenitaormina - indirizzo e@mail

Per Nichi Vendola in Puglia i nodi sono già venuti al pettine

Si infrangono sui “ticket” dei medicinali

11 maggio 2005

 

Le promesse di Rifondazione comunista - e proprio per una legge delle sinistre  
”Toglieremo quegli odiosi balzelli a carico dei pazienti e aumenteremo nel contempo i posti-letto negli ospedali”, aveva annunziato il pupillo di
Bertinotti in campagna elettorale. Ma la risposta del suo assessore alla Sanità lo ha raggelato: “Impossibile, perché violeremmo i parametri dell’accordo Stato-Regioni”.  “La legge che non lo consente”, spiegano i leader  del centrodestra, “è delle sinistre-Ulivo di Prodi e compagni, non nostra”.

 

Prima doccia fredda, alla Regione Puglia, per il governatore di Rifondazione comunista eletto nell’aprile scorso. Le promesse di Nichi Vendola sulla sanità (“Aboliremo immediatamente i vergognosi ticket sui medicinali e aumenteremo i posti-letto negli ospedali”) si sono infrante su una legge che le sinistre-Ulivo (non Berlusconi ed il centrodestra) hanno approvato alla fine della scorsa legislatura. Furente, il pupillo di Bertinotti: “Noi andremo avanti con il nostro programma”, proclama con il piglio del grande condottiero che non si arrende davanti al alcun ostacolo. Solo che l’assessore, legge alla mano, non intende cominciare la sua attività con una “figuraccia” ed il presidente è costretto a subire anche gli sfottò della sua parte politica (quella esclusa dalla giunta), non soltanto l’ironia ed il sarcasmo della opposizione (“Non lo ricordava più, l’on. Vendola, di averla votata anche lui, quella legge”, dice il presidente uscente Raffaele Fitto). 

 

Il “Nichi furioso”, lo chiamano i comunisti italiani di Cossutta e Diliberto, che il presidente (per beghe interne alla coalizione) non ha voluto in giunta. Ed i militanti della Italia dei valori (anch’essi lasciati fuori, con grande amarezza del capo Di Pietro) si abbandonano a cupe previsioni sulle sorti della coalizione delle sinistre che è riuscita a conquistare il governo della Regione. Seriamente preoccupato anche il Boselli dei socialisti Sdi (che in Puglia si chiamano “autonomisti”), visto che l’assessore che osa resistere ai “diktat” del governatore è uno dei suoi, Alberto Tedesco, già assessore alla Sanità in un precedente governo di centrosinistra, nel 1993. 

 

Cosa è accaduto, dunque, per sconvolgere in maniera così aspra ed in certi momenti drammatica la festosa atmosfera di una vittoria (la   prima di un militante di Rifondazione comunista alla presidenza di una Regione) che Bertinotti ha definito “il primo e decisivo passo sulla strada che dovrà portarci nel 2006 alla conquista del governo nazionale”? E’ accaduto quello che è inevitabile che accada quando nel palazzo del potere irrompe con furore la grande “armata Brancaleone” delle sinistre-Ulivo, con tanti capi e capetti interessati alla spartizione del bottino.

 

Era fin troppo chiaro che Nichi Vendola, nella assegnazione di incarichi, consulenze e prebende varie, avrebbe privilegiato i movimenti di piazza che con i loro voti avevano contribuito in maniera determinante alla sua vittoria (no-global, disubbidienti, centri sociali, pacifisti anti-americani, amici di Saddam Hussein e specialisti in “espropri proletari”); e le particolari simpatie del neo governatore per tutta questa gente non potevano non creare gelosie e risentimenti tra partiti e partitini. E’ nata così la rottura con i comunisti di Cossutta e Diliberto, con il Di Pietro dell’Italia dei valori. Ed è già tanto che si sia ricucita, almeno per il momento, quella con il Rutelli della Margherita, che sarebbe stata certo molto più grave e preoccupante per Prodi e compagni.

 

E adesso, ricomposta in qualche modo (non superata) la crisi tra partiti e partitini, gruppi e gruppuscoli, è scoppiata la prima grossa grana sul programma, quella della sanità. “Toglieremo subito i vergognosi ticket sulla salute, quegli odiosi  balzelli che colpiscono la povera gente”, aveva solennemente proclamato il candidato Vendola in campagna elettorale. “E penseremo subito a far crescere i posti-letto nei nostri ospedali, che il centrodestra ha ridotto al lumicino, a cominciare da quelli in rianimazione, che in tutta la Puglia sono 177 e noi porteremo immediatamente a 240”. Promesse al vento, purtroppo, assolutamente inattuabili: per effetto di una legge delle sinistre che lo stesso Vendola, da deputato, aveva approvato: quella che nel 2001 ha trasferito alle Regioni gran parte delle competenze sulla sanità che prima appartenevano allo Stato.

 

Si è tanto polemizzato su questo passaggio di competenze. I leader delle sinistre-Ulivo, quando si sono resi conto che la legge in certe regioni creava più danni che vantaggi, sono stati abilissimi (non c’è limite, purtroppo, alla sfrontatezza) nel far credere agli italiani che era stato il centrodestra di Berlusconi a farla. Come? Con la modifica della Costituzione (pensate un po’, amici lettori) che in Parlamento è stata approvata solo in due dei quattro passaggi necessari tra Camera e Senato, avrà bisogno anche di un referendum per essere approvata definitivamente, e, se sarà approvata, non potrà entrare in vigore prima del 2012. Falsità totale, quindi: solo che i professionisti della mistificazione e della menzogna riescono a sfruttare appieno, in maniera cinica e spregiudicata, la buona fede della gente, contando molto (lo dico da giornalista) sulla connivenza di certi giornali che si dicono di informazione e troppo spesso disinformano, scrivendo di politica in modo da non far capire niente a nessuno.

 

Avviene anche questo, nella politica italiana: che il valore di un politico si misuri non con la sua capacità di fare, ma con la sua abilità nel raccontare balle e farle passare per verità. Ci sono riusciti, quelli delle sinistre-Ulivo, a far passare per verità la più grossa balla della loro grancassa propagandistica, quella sulla “sanità mortificata da Berlusconi” (non da Prodi, Fassino, Bertinotti e compagni), ed i risultati delle recenti elezioni amministrative e regionali ne hanno dato piena conferma. Andate a chiedere all’uomo della strada di chi è la colpa se i ticket sulle medicine sono alti ed i posti in ospedale  sempre meno: vi risponderà senza esitazione che è tutta colpa di Berlusconi e del suo governo.

 

Antonio Bassolino, governatore post comunista della Campania, richiesto per ben due volte dal sen. Nania di Alleanza nazionale di spiegare in una trasmissione televisiva se era stato lui a mettere i ticket sui medicinali (in base ad una legge votata nel 2001 dalle sinistre-Ulivo) o Berlusconi, è stato abilissimo a svicolare per mezzora parlando di tutto tranne che di ticket. Conosceva benissimo, il presidente della Regione Campania, le balle che i suoi uomini avevano spudoratamente raccontato in campagna elettorale sui “ticket imposti da Berlusconi”, ed altro non ha saputo o potuto fare, per salvare la faccia, che rifiutarsi di rispondere. Stanno così le cose, purtroppo.

 

E adesso in Puglia, paradossalmente, quella legge (“decisamente mal fatta”, dicono quelli del centrodestra) colpisce uno di quelli che  l’hanno voluta ed approvata, impedendo al neo governatore Ni chi Vendola di realizzare quello che (un po’ troppo irresponsabilmente e demagogicamente, bisogna dire) aveva promesso agli elettori. Mi domando e gli domando: non lo sapeva, l’on. Vendola, che quella legge imponeva alle Regioni il rispetto di determinati parametri, per mantenere la spesa entro precisi limiti di bilancio? E se lo sapeva (non poteva non saperlo, visto che l’aveva votata), perché ha raccontato balle, ingannando la gente in maniera così cinica e spregiudicata? Solo per raccattare i voti necessari a vincere la battaglia elettorale contro il governatore uscente del centrodestra?

 

E’ toccato al neo assessore alla Sanità richiamare alla realtà il  governatore della Puglia. “Altro che aumentare i posti-letto”, gli ha detto chiaro e tondo, cifre alla mano, il socialista Alberto Tedesco. “Dobbiamo eliminarne 2 mila e 700, non possiamo non eliminarli se vogliamo restare entro i parametri fissati nell’accordo Stato-Regioni. E di abolire i ticket, non se ne deve parlare neppure, perché i conti salterebbero”. Ed è successo il finimondo, con minaccia da parte del “Nichi furioso” di licenziare in tronco l’assessore appena nominato. Minaccia poi ritirata, per quel che ne sappiamo, almeno per adesso. Ma l’intera giunta è in fibrillazione. Per la gigantesca grana della sanità e per le clamorose esclusioni operate dal “Nichi furioso”, destinate a lasciare profonde lacerazioni nella coalizione delle sinistre-Ulivo.

 

E’ cominciata male, molto male, l’avventura del primo militante di Rifondazione comunista alla guida di una Regione. Gli unici ad esultare, comunque vadano le cose, sono i grandi protagonisti dei movimenti di piazza. E’ la prima volta che no-global e disubbidienti, tute bianche e nullafacenti senza arte né parte, anti-americani amici di Saddam Hussein e specialisti in “espropri proletari”, siedono ed operano ufficialmente nelle stanze del potere. Super-pagati, ovviamente, anche con contratti di consulenti: tuttologi, esperti in tutto ed in niente.

 

I moderati dell’Ulivo protestano, per un uso così disinvolto del denaro pubblico da parte di un comunista “doc” come il Vendola di  Rifondazione comunista? A questi signori (che io continuo a chiamare “utili idioti”, visto che sono stati loro, con i loro voti determinanti non meno di quelli dei movimenti di piazza, a portarlo alla presidenza della Regione Puglia) vorrei ricordare che il Comune di Roma, con il sindaco post-comunista Walter Veltroni, ha pagato profumatamente per una consulenza sul lavoro femminile la terrorista Silvia Baraldini che non ha mai lavorato in vita sua, condannata in America a 43 anni di carcere, estradata in Italia, accolta in aeroporto dall’ex ministro comunista Diliberto come una “eroina” ed oggi agli arresti domiciliare. Non le hanno mai sapute, queste cose, i moderati dell’Ulivo che siedono in Campidoglio?

 

Non hanno mai saputo che la Regione Toscana ha pagato non meno profumatamente il terrorista ergastolano delle Brigate rosse prof. Giovanni Senzani per una consulenza sul “lavoro in carcere” (ma lui, a differenza della Baraldini, conosce almeno la materia da trattare, avendo con il carcere una certa dimestichezza). Non hanno mai saputo che sindaci e presidenti di Regioni delle sinistre-Ulivo hanno pagato e continuano a pagare come “consulenti per la pace nel mondo” i pacifisti anti-americani che sfilano nei cortei inneggiando a Saddam Hussein e dando del “criminale a Bush”?

 

Se tutto questo è vero (come è vero, purtroppo, terribilmente e disgustosamente vero), non mi sorprenderei affatto, lo dico con molta franchezza ai moderati dell’Ulivo che oggi storcono il naso dinanzi alle “bizzarrie politico-amministrative del Nichi”, se al governatore super-comunista della Regione Puglia venisse in mente di affidare una consulenza sugli “espropri proletari nei supermercati” a qualcuno dei suoi amici, certamente esperti in materia. Pagandolo con i soldi dei pugliesi, naturalmente, in nome della libertà e della democrazia. La politica delle sinistre è fatta di queste ed altre “pagliacciate”, anche se l’ex democristiano neo compagno Prodi finge di non saperlo.

Gaetano Saglimbeni 

 

Nichi Vendola

 

Queste le dichiarazioni di Nichi Vendola nell'intervista rilasciata subito dopo aver vinto le regionali, leggi il seguito su Il Manifesto

«Con me hanno vinto tutti»
Nichi Vendola riattacca il telefono dopo gli auguri «sinceri» di Berlusconi. Ci racconta la vittoria che «finalmente» gli ha trasformato il marchio di radicale in quello di uomo che governa «insieme» ai moderati. E descrive la Puglia che sogna: senza ticket sanitari, aperta all'altra sponda dell'Adriatico, capace di valorizzare il proprio territorio e la propria agricoltura ma di non scambiare la cultura solo con la sagra del polpo
ANTONIO MASSARI
Alle 20,15 squilla il suo cellulare: «Presidente, che piacere sentirti: sei gentile a chiamarmi. Lo so, lo so: sono sinceri i tuoi auguri, lo so. Grazie. Davvero. Ti ringrazio per queste parole». Dall'altro capo del telefono c'è Silvio Berlusconi. «Un segno di civiltà», commenta Nichi Vendola, passeggiando nel suo comitato mentre le telecamere di Otto e mezzo lo incalzano per il collegamento. Giacca e pantaloni neri, maglietta nera, scarpe nere, si accomoda e infila l'auricolare. «Un segno di civiltà - ripete - Che gli auguri fossero sinceri l'ha voluto sottolineare più volte: mi ha detto di essere disponibile a discutere subito dei problemi della Puglia, come avrebbe fatto se avesse vinto Fitto»......

 

Queste le  priorità che hanno portato Nichi Vendola a vincere le elezioni regionali - dal sito Articles

Abolizione dei ticket sanitari e credito alle pmi. Queste le due leve della ripresa economica pugliese annunciata da Vendola.  Il nuovo governatore rivedrà anche il piano delle privatizzazioni: manterrà sotto il controllo pubblico l'acquedotto, mentre sarà ceduta la Seap, che gestisce gli aeroporti.

 

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