Ricevo e pubblico da Gaetano Saglimbeni - sito web gaetanosaglimbenitaormina - indirizzo e@mail - prendi il font Holliwood hill

SIAMO TUTTI SCHEDATI

la globalizzazione della stupidita' nella politica di casa nostra

Io, cittadino italiano, sono “schedato” dal ministero dell’Interno.

 perche' non dovrebbe essere schedato anche l’immigrato clandestino?

 

21 luglio 2005

 

Leggo sui giornali che le sinistre e gli ulivisti al completo sono contro la proposta avanzata dal ministro della Giustizia, il leghista Roberto Castelli, per la istituzione (tra le misure anti-terrorismo da adottare in Italia) del prelievo obbligatorio della saliva agli immigrati (compresi i clandestini, ovviamente), necessario per ricavarne il Dna. E con le sinistre-Ulivo (a leggere certi giornali) sarebbero d’accordo, in questa occasione, uomini di alcuni partiti della stessa maggioranza, tra cui Udc e An).

 

La “globalizzazione della stupidità”, chiaramente, ha fatto e continua a fare proseliti anche nella politica di casa nostra. “Si tratta”, dicono i super-garantisti delle sinistre “illuminate”, “di una sorta di schedatura che potrebbe porre problemi di costituzionalità e non può essere accettata in un Paese democratico che si appella al rispetto dei diritti fondamentali della persona”. E francamente non capisco, al di là delle nobilissime parole che possono dir tutto e niente e servono solo al populismo demagogico di certa politica, come e perché possano o debbano essere considerate una “mancanza di rispetto” nei confronti degli immigrati clandestini le misure che un governo libero e democratico adotta per difendere la vita dei cittadini e degli stessi immigrati che vengono in Italia per lavorare serenamente.

 

Due settimane fa sono andato al Comune di Taormina, dove risiedo, per il rinnovo della carta di identità. Mi hanno rilasciato in pochi minuti e del tutto gratuitamente (ciò che prima non avveniva) una nuovissima e funzionalissima carta di identità elettronica e multi-uso, nella quale è stato anche inserito un quadratino per la impronta digitale. Sì, il funzionario del Comune mi ha invitato a poggiare l’indice della mano sinistra su uno speciale tampone ad inchiostro, come un tempo facevano solo nelle carceri, ed ha trasferito automaticamente la mia impronta agli archivi della polizia ed alla grande “banca dati” istituita presso il ministero dell’Interno.

 

 

Ricordo le accesissime polemiche cui diedero vita qualche anno fa le sinistre, quando il governo Berlusconi annunciò la decisione presa dal ministero dell’Interno per il rilevamento della impronta digitale da conservare negli archivi della polizia e soltanto a fini di polizia giudiziaria. Bertinotti, Diliberto, Fassino e Pecoraro Scanio accusarono i governanti del centrodestra di essersi trasformati in “biechi aguzzini”, “repressori delle libertà democratiche” pronti a schedare tutti noi poveri cittadini, se non proprio in “nazi-fascisti” che programmavano già i nuovi forni crematori.

 

Adesso, la mia impronta digitale è non soltanto negli archivi della polizia e nella “banca dati” del ministero dell’Interno: è impressa addirittura sulla mia carta di identità, come avviene in tutti i Paesi democratici del mondo che non sono costretti ad ascoltare quotidianamente in televisione le scemenze dei Pecoraro Scanio. E se il ministero mi dice che, per difendere la vita dei cittadini dai barbari attentati dei terroristi, si rende necessario anche il prelievo della mia saliva, non mi tirerò certo indietro. Non mi ritengo per nulla uno “schedato”, privato delle mie libertà personali, né per l’impronta digitale che ho già dato né per l’eventuale prelievo della saliva se mi sarà richiesto.

 

Io, cittadino italiano, sono già uno “schedato”, liberamente e democraticamente schedato. Perché non dovrebbe esserlo anche l’immigrato che sbarca clandestinamente in Italia senza carta di identità e spesso senza dirci neppure da quale Paese proviene? Chi può garantirci che, tra quei disperati, non ci sia un terrorista islamico in pectore, pronto a farsi saltare in aria in un autobus o nella metropolitana, in un cinema o all’ingresso di un condominio, ed a far saltare in aria con lui le nostre famiglie ed i nostri bambini?

 

I Paesi democratici hanno certamente dei doveri: la tutela della vita dei cittadini in primo luogo, insieme al rispetto delle loro libertà. E nessuno potrà mai venirmi a raccontare, nemmeno in tempi di “globalizzazione della stupidità”, che siano da considerare una  “mancanza di rispetto” nei confronti degli immigrati clandestini le misure anti-terrorismo che i cittadini italiani (come in tutti i Paesi del mondo libero e democratico) accettano responsabilmente senza sentirsi mortificati nella persona o privati dei loro diritti.

 

Chi continua a ripetere baggianate del genere, in qualsiasi partito o coalizione politica egli militi, dovrebbe rendersi conto di aver superato non soltanto i limiti del buon senso, ma anche quelli della decenza.

 

Gaetano Saglimbeni 

Avvia una discussione sul forum

Vai su La Zanzara splinder

Torna a home