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Ricevo e pubblico da Gaetano Saglimbeni - sito web gaetanosaglimbenitaormina - indirizzo e@mail - prendi il font Holliwood hill LA PATTUMIERA DELLA STORIA Pro' memoria per il leader delle sinistre Ulivo prof. Prodi L’Italia vuole stare nel mondo con chi fa la storia, non con chi E' destinato a restare per sempre nella pattumiera della storia
31 luglio 2005
“Truppe occupanti”: così il prof. Romano Prodi, leader delle sinistre-Ulivo e candidato alla presidenza del Consiglio nelle elezioni del 2006, ha definito le truppe italiane in missione di pace nell’Iraq. In missione di pace, è il caso di ricordarlo allo smemorato professore: inviate non a far la guerra (che era già finita, quando sono partite dall’Italia), ma per contribuire alla ricostruzione di un Paese che aveva appena ritrovato la libertà e la democrazia. clicca sulle immagini per vedere le truppe d'occupazione
Occupanti (non è necessario essere professori per capirlo, basta leggere qualsiasi vocabolario della lingua italiana) sono gli studenti che occupano una scuola per protesta, contro il volere del preside e dei professori; ed occupanti sono i militari che occupano un Paese contro il volere dei governanti. Non è questo, chiaramente, il caso dei militari italiani in missione di pace. Ma il prof. Prodi, più che da leader di una coalizione democratica, parla da militante di uno dei tanti partiti, gruppi, gruppuscoli e movimenti di piazza dell'estrema sinistra, e non sorprende affatto che, parlando dei militari italiani, usi lo stesso linguaggio del Bertinotti di Rifondazione comunista, di Bin Laden o dei terroristi amici di Saddam Hussein (sono loro, appunto, che hanno sempre definito e definiscono “truppe occupanti” quelle italiane). Come non sorprende che il professore, non nuovo alla fanfaronate, accusi il governo Berlusconi di “avere esposto quei ragazzi a grossi rischi”: per le sinistre-Ulivo, chiaramente, non andavano incontro ad alcun rischio i ragazzi che il premier ex comunista D’Alema inviò nel 1999 nel Kosovo, senza neppure una decisione dell’Onu, o i nostri piloti che andavano con i nostri aerei a bombardare Belgrado.
Al prof. Prodi vorrei dire semplicemente che gli italiani sono fieri ed orgogliosi di aver mandato i loro ragazzi in Iraq (su invito dell'Onu) e lo sono ancora di più i nostri militari che si stanno prodigando con impegno e sacrifici (anche della vita) per contribuire a mantenere la democrazia in Iraq e assicurare a quel popolo la libertà che da 35 anni non sapeva cosa fosse. Felici, i nostri ragazzi, di essere in Irak accanto ai militari dei Paesi del mondo libero e democratico, non dalla parte di dittatori sanguinari e terroristi.
Vedo che il prof. Prodi è anche contro l'Onu, oltre che contro gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, i Paesi dell’Est europeo che non vogliono neppure sentir parlare del comunismo che li ha oppressi per quarant’anni; e adesso anche contro il francese Chirac ed il tedesco Schroeder che, viste le sempre più dissennate “sparate” del Prodi “solo contro tutti”, non hanno perduto tempo a mollarlo (con il chiaro proposito di diventare anch’essi, come Berlusconi, grandi amici degli Stati Uniti).
E mi domando: perché il professore, che dice di voler salvare l'Italia dal Berlusconi troppo amico dell’americano Bush e dell’inglese Blair (facendola schierare con gli amici del Bertinotti di Rifondazione comunista, dei comunisti “doc” Cossutta e Diliberto, del “verde” Pecoraro Scanio, e dei no-global, centri sociali, pacifisti anti-americani che danno del "criminale" a Bush e inneggiano nei cortei a Saddam Hussein e Bin Laden), non ci dice chi sono oggi i suoi amici, i grandi della Terra con i quali (in caso di vittoria delle sinistre ed estrema sinistra nelle elezioni del 2006) l'Italia dovrebbe trattare in campo internazionale?
Sono lo spagnolo Zapatero ed il cubano Fidel Castro, i suoi grandi ideali di leader mondiali, insieme al “principe dei terroristi” Bin Laden ed agli sgozzatori amici di Saddam Hussein che, "gentilissimi" con la signora Giuliana Sgrena, reporter del quotidiano “il manifesto” dell’estrema sinistra, l'hanno rimandata sana e salva a casa in cambio di una dozzina di miliardi che il Berlusconi capo del governo italiano di centrodestra ha pagato per farla liberare?
La politica (non mi stanco di ripeterlo, caro prof. Prodi) è una cosa seria e non può essere trattata a livello di farsa. L'Italia vuole stare nel mondo con chi fa la storia, non con chi è destinato a restare per sempre nella pattumiera della storia.
Gaetano Saglimbeni
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