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Ricevo e pubblico da Gaetano Saglimbeni - sito web gaetanosaglimbenitaormina - indirizzo e@mail - prendi il font Holliwood hill
DECRETO SALVA SCAPAGNINI PER CATANIA ??? No!
29 Agosto 2005
Il “Corriere della Sera” ha pubblicato in prima pagina e con grande risalto la notizia di un decreto votato dal governo per Catania, nel quadro dei provvedimenti fissati per legge in favore delle città che dal primo luglio 2004 hanno assunto “iniziative per la trasformazione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro con i lavoratori socialmente utili”, e lo ha battezzato “decreto salva-Scapagnini”, ricordando che il sindaco della città etnea è da quasi sei anni (riconfermato nelle elezioni di quest’anno) il medico personale del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Si tratterebbe quindi, a leggere l’articolo firmato da Mario Sensini, dell’ennesimo decreto ad hoc del governo di centrodestra per favorire una determinata persona, nel caso in specie il sindaco di Catania, come per il famigerato “salva-Previti” che avrebbe favorito o favorirebbe (non si sa ancora) l’ex ministro di Forza Italia nei procedimenti giudiziari in corso. Il decreto, già pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, prevede lo stanziamento di 18 milioni di euro l’anno a favore del Comune di Catania, a partire dal 2005, per il sostegno della occupazione. E l’articolista osserva che tutto è stato fatto in modo che a beneficiare del provvedimento potesse essere e fosse la sola Catania, tra le città del Sud con più di 300 mila abitanti. E dunque, più “mirato” di così (insinuava l’articolista) non poteva farlo, il presidente del Consiglio.
Si dà il caso però che altre grandi città di eguali caratteristiche nel Sud non potessero beneficiare del provvedimento non perché fosse stato studiato ad hoc per il medico personale di Berlusconi, ma perché quei Comuni avevano già beneficiato, prima di Catania, di analoghi provvedimenti. Il riferimento, come lo stesso articolista ha ritenuto di dover ricordare, è ai decreti approvati dal governo Berlusconi l’anno scorso per Palermo (sindaco Giuseppe Cammarata di Forza Italia) e per Napoli (sindaco Rosa Russo Jervolino, delle sinistre-Ulivo).
E dunque, dov’è il “caso” da prima pagina creato dal “Corriere della Sera”, che parla di decreto salva-Scapagnini? Il caso, decisamente sorprendente, era che il Comune amministrato dal medico personale di Berlusconi, pur avendo maturato il diritto agli interventi dello Stato per l’occupazione dal luglio 2004, non ne avesse ancora potuto beneficiare; ed era anzi l’unica città del Sud con più di 300 mila abitanti a non averne beneficiato. Bel favore davvero, da parte di Berlusconi, al suo medico personale.
Sono logica e buon senso a dire, a chiarissime lettere, che il caso non esiste per nulla. E allora, perché è stato creato, con rilievo nazionale addirittura da prima pagina? Chiaramente, le valutazioni del primo giornale italiano seguono altra logica: quella dell’attacco ad hoc e ad ogni costo contro il governo Berlusconi, qualunque cosa faccia. C’è il salva-Previti, il salva-Scapagnini, il salva-Berlusconi, il salva-amici di Berlusconi; ma per completezza di informazione, nel lungo elenco dei favori elargiti dal governo del centrodestra, dovrebbe figurare (lo dico da giornalista, oltre che da cittadino) anche il salva-Jervolino, firmato un anno fa in favore del sindaco delle sinistre di Napoli, e pure qualche salva-Bassolino, firmato negli ultimi anni a favore del governatore più dissipatore del denaro pubblico in Italia, il post-comunista Antonio Bassolino presidente della Campania.
L’articolista ha spiegato anche che i 18 milioni di euro stanziati dallo Stato per il sostegno all’occupazione a Catania sono arrivati in tempo per salvare il Comune dal fallimento, citando i debiti che l’amministrazione guidata dal medico personale di Berlusconi ha con le librerie locali per i buoni-scuola (c’è qualche Comune in Italia, grande o piccolo, che non ne abbia?) ed un presunto debito che avrebbe con una compagnia di balletti brasiliani che si è esibita tempo fa al teatro “Bellini” ed i cui componenti hanno organizzato di recente una manifestazione di protesta dinanzi al Consolato italiano di Rio de Janeiro. “Così”, ha scritto il mio collega Sensini, “il sindaco Scapagnini potrà finalmente pagare i ballerini brasiliani”.
Non li pagherà, né con questi soldi arrivati dallo Stato né con altri. Umberto Scapagnini ha ripetuto ieri ai giornalisti quello che ha sempre dichiarato, e cioè di aver già da tempo notificato alla compagnia brasiliana, con atto ufficiale, che il Comune non ha alcuna competenza e responsabilità per debiti eventualmente contratti dal teatro.
Serviva, certo, ipotizzare che il Comune di Catania fosse sull’orlo del fallimento: altrimenti, che decreto salva-Scapagnini sarebbe stato… La realtà, per fortuna, è diversa: non c’è alcun pericolo di fallimento, per il Comune, e l’intervento dello Stato non è per nulla un grazioso regalo, ma uno stanziamento fissato per legge in favore dei grossi e piccoli centri del Sud che hanno trasformato in occupazione a tempo indeterminato i rapporti precari con i lavoratori socialmente utili. Adesso i catanesi sanno che al medico personale di Berlusconi il governo di centrodestra ha dato semplicemente, con un anno di ritardo, quello che a Palermo ed a Napoli aveva dato l’anno scorso.
Gaetano Saglimbeni
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