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DECRETO SALVA SCAPAGNINI PER CATANIA ??? No!
e' UN INTERVENDO DOVUTO PER LEGGE COME IL SALVA jERVOLINO PER NAPOLI

Umberto Scapagnini

 Rosa Russo Jervolino

 

 

29 Agosto 2005

 

Il “Corriere della Sera” ha pubblicato in prima pagina e con grande risalto la notizia di un decreto votato dal governo per Catania, nel quadro dei provvedimenti fissati per legge in favore delle città che dal primo luglio 2004 hanno assunto “iniziative per la trasformazione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro con i lavoratori socialmente utili”, e lo ha battezzato “decreto salva-Scapagnini”,  ricordando che il sindaco della città etnea è da quasi sei anni (riconfermato nelle elezioni di quest’anno) il medico personale del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

Decreto salva-Scapagnini con l’8 per mille - Corriere della Sera

Così il Comune potrà pagare i ballerini di Rio e i librai

ROMA - I ballerini brasiliani saranno felici. I librai di Catania pure. Come il loro sindaco, del resto. Sicuro che le casse dissestate del Comune assalito dai creditori sarebbero state presto rimpinguate dal governo. Il provvedimento «quasi» ad hoc atteso da Umberto Scapagnini, il sindaco di Forza Italia che è anche medico personale del premier, Silvio Berlusconi, è infatti puntualmente arrivato. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale con la data del 18 agosto e quindi già in vigore. Confermandosi assai ben mirato perché Catania si rivela l’unica città ad avere alla lettera tutti i requisiti per usufruire dei 18 milioni di euro l’anno a partire dal 2005 messi a disposizione del governo per il sostegno dell’occupazione.
OTTO PER MILLE - Librai e ballerini brasiliani saranno dunque pagati. Per l’esattezza con una parte dei fondi dell’8 per mille destinati dai cittadini alla gestione diretta dello Stato. La copertura dei 18 milioni di euro viene infatti assicurata in parte con soldi prima accantonati dal governo per le esigenze del ministero degli Affari Esteri, in parte con la riserva destinata all’Orientamento e la modernizzazione del settore agricolo e per il resto (ovvero per 10 milioni di euro a partire dal 2006) proprio dall’8 per mille dell’Irpef di competenza dello Stato. Un gruzzoletto di circa 140 milioni di euro l’anno (il 13% dell’8 per mille complessivo, gran parte del quale va alla Chiesa cattolica) al quale nonostante i vincoli di destinazione, perché i fondi dovrebbero finanziare interventi di interesse sociale o a carattere umanitario, il governo è sempre più spesso costretto a ricorrere. Prima per le esigenze più disparate dei conti pubblici, con la Finanziaria del 2004 che svincolava 80 milioni di euro l’anno della quota statale. Oggi, intaccando anche la quota residua per gli interventi sociali e umanitari, per risolvere le grane del Comune etneo. E solo di quello, non di altri.....  Segue su Il Corriere                             
Mario Sensini - 21 agosto 2005

 

Si tratterebbe quindi, a leggere l’articolo firmato da Mario Sensini, dell’ennesimo decreto ad hoc del governo di centrodestra per favorire una determinata persona, nel caso in specie il sindaco di Catania, come per il famigerato “salva-Previti” che avrebbe favorito o favorirebbe (non si sa ancora) l’ex ministro di Forza Italia nei procedimenti giudiziari in corso. Il decreto, già pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, prevede lo stanziamento di 18 milioni di euro l’anno a favore del Comune di Catania, a partire dal 2005, per il sostegno della occupazione. E l’articolista osserva che tutto è stato fatto in modo che a beneficiare del provvedimento potesse essere e fosse la sola Catania, tra le città del Sud con più di 300 mila abitanti. E dunque, più “mirato” di così (insinuava l’articolista) non poteva farlo, il presidente del Consiglio.

 

Si dà il caso però che altre grandi città di eguali caratteristiche nel Sud non potessero beneficiare del provvedimento non perché fosse stato studiato ad hoc per il medico personale di Berlusconi, ma perché quei Comuni avevano già beneficiato, prima di Catania, di analoghi provvedimenti. Il riferimento, come lo stesso articolista ha ritenuto di dover ricordare, è ai decreti approvati dal governo Berlusconi l’anno scorso per Palermo (sindaco Giuseppe Cammarata di Forza Italia) e per Napoli (sindaco Rosa Russo Jervolino, delle sinistre-Ulivo).

 

E dunque, dov’è il “caso” da prima pagina creato dal “Corriere della Sera”, che parla di decreto salva-Scapagnini? Il caso, decisamente sorprendente, era che il Comune amministrato dal medico personale di Berlusconi, pur avendo maturato il diritto agli interventi dello Stato per l’occupazione dal luglio 2004, non ne avesse ancora potuto beneficiare; ed era anzi l’unica città del Sud con più di 300 mila abitanti a non averne beneficiato. Bel favore davvero, da parte di Berlusconi, al suo medico personale.

 

Sono logica e buon senso a dire, a chiarissime lettere,  che il caso non esiste per nulla. E allora, perché è stato creato, con rilievo nazionale addirittura da prima pagina? Chiaramente, le valutazioni del primo giornale italiano seguono altra logica: quella dell’attacco ad hoc e ad ogni costo contro il governo Berlusconi, qualunque cosa faccia. C’è il salva-Previti, il salva-Scapagnini, il salva-Berlusconi, il salva-amici di Berlusconi; ma per completezza di informazione, nel lungo elenco dei favori elargiti dal governo del centrodestra, dovrebbe figurare (lo dico da giornalista, oltre che da cittadino) anche il salva-Jervolino, firmato un anno fa in favore del sindaco delle sinistre di Napoli, e pure qualche salva-Bassolino, firmato negli ultimi anni a favore del governatore più dissipatore del denaro pubblico in Italia, il post-comunista Antonio Bassolino presidente della Campania.

 

L’articolista ha spiegato anche che i 18 milioni di euro stanziati dallo Stato per il sostegno all’occupazione a Catania sono arrivati in tempo per salvare il Comune dal fallimento, citando i debiti che l’amministrazione guidata dal medico personale di Berlusconi ha con le librerie locali per i buoni-scuola (c’è qualche Comune in Italia, grande o piccolo, che non ne abbia?) ed un presunto debito che avrebbe con una compagnia di balletti brasiliani che si è esibita tempo fa al teatro “Bellini” ed i cui componenti hanno organizzato di recente una manifestazione di protesta dinanzi al Consolato italiano di Rio de Janeiro. “Così”, ha scritto il mio collega Sensini, “il sindaco Scapagnini potrà finalmente pagare i ballerini brasiliani”.

 

Non li pagherà, né con questi soldi arrivati dallo Stato né con altri. Umberto Scapagnini ha ripetuto ieri ai giornalisti quello che ha sempre dichiarato, e cioè di aver già da tempo notificato alla compagnia brasiliana, con atto ufficiale, che il Comune non ha alcuna competenza e responsabilità per debiti eventualmente contratti dal teatro.

 

Serviva, certo, ipotizzare che il Comune di Catania fosse sull’orlo del fallimento: altrimenti, che decreto salva-Scapagnini sarebbe stato… La realtà, per fortuna, è diversa: non c’è alcun pericolo di fallimento, per il Comune, e l’intervento dello Stato non è per nulla un grazioso regalo, ma uno stanziamento fissato per legge in favore dei grossi e piccoli centri del Sud che hanno trasformato in occupazione a tempo indeterminato i rapporti precari con i lavoratori socialmente utili. Adesso i catanesi sanno che al medico personale di Berlusconi il governo di centrodestra ha dato semplicemente, con un anno di ritardo, quello che a Palermo ed a Napoli aveva dato l’anno scorso.

 

le solite bufale dell'opposizione

 

 

Gaetano Saglimbeni 

 

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