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Ricevo e pubblico da Gaetano Saglimbeni - sito web gaetanosaglimbenitaormina - indirizzo e@mail
“I disubbidienti non li vogliamo” dicono le sinistre, “i loro voti si'”
6 settembre 2005
“Con i movimenti di piazza non abbiamo e non dobbiamo avere niente a che fare”, le ipocrite parole del socialista Boselli, segretario dello Sdi. Ma i capi e capetti dei movimenti di piazza, in Regioni e Comuni ”rossi”, incassano già le consulenze d’oro pagate con i nostri soldi. Il record degli “esperti” fasulli a Nichi Vendola e Piero Marrazzo, governatori delle Regioni Puglia e Lazio.
“No, con quella gente noi non abbiamo, non vogliamo e non dobbiamo avere niente a che fare”, rispondono adesso in coro i leader delle sinistre-Ulivo, seriamente preoccupati dai rilevamenti degli ultimi sondaggi, secondo i quali la maggioranza degli italiani considera “molto negativa” e addirittura “inquinante” la presenza del movimenti di piazza nelle file della Unione di Romano Prodi.
Una situazione estremamente imbarazzante, certo, oltre che allarmante, perché no-global e disubbidienti, tute bianche e pacifisti anti-americani che da anni mettono a ferro e fuoco le nostre città non soltanto sono stati determinanti nella elezione del primo militante di Rifondazione comunista, Nichi Vendola, alla presidenza di una Regione, la Puglia, ma i loro capi e capetti occupano già posti di responsabilità, molto ben retribuiti, in tante amministrazioni “rosse” (Regioni, Province, Comuni), chi come assessore, chi come presidente di commissione, chi come consulente (pagato a peso d’oro, come esperto in qualsiasi cosa, anche se non ha mai fatto nulla in vita sua).
Nichi Vendola, alla Regione Puglia, ha raggiunto in pochi mesi autentici record, in fatto di “consulenze d’oro”, seguito a ruota dai suoi colleghi neofiti Piero Marrazzo (quello di “Mi manda Rai 3”) nel Lazio, Mercedes Bresso in Piemonte, Agazio Loiero in Calabria e dall’ex ministro Claudio Burlando in Liguria, sull’esempio (assai poco edificante) di quello che avevano fatto e continuano a fare Antonio Bassolino in Campania, Claudio Martini in Toscana, il sindaco Walter Veltroni a Roma. Come si fa a mandare a casa tanti animatori dei cortei di piazza anti-Berlusconi, tutti già sistemati con emolumenti da grandi dirigenti (e magari con segretarie ed auto blu a disposizione), dicendo che la loro presenza è “inquinante”, oltre che nella Unione di Prodi, anche nelle pubbliche amministrazioni?
“L’Unione delle sinistre e degli ulivisti”, cerca di spiegare Enrico Boselli, segretario dei socialisti Sdi, sapendo di muoversi in una sorta di campo minato, “è fatta di partiti e uomini seri, non di frange estremiste e dissennate che protestano in piazza contro Bush incendiando i cassonetti della spazzatura e le auto dei poveracci che non dispongono di garage per tenerle chiuse, fracassando vetrine di grandi multinazionali e negozi di piccoli esercenti e lanciando bottiglie molotov contro la polizia. Scendiamo in piazza anche noi, certo, insieme a Prodi ed a tutti i leader della opposizione; ma la nostra condanna per i violenti è sempre stata molto dura, anche nei confronti dei leader dei movimenti che non sono riusciti purtroppo ad isolare e neutralizzare estremisti e spacca-vetrine. Continueremo a farlo, naturalmente, per scongiurare il pericolo che una minoranza estremista ed intollerante possa pregiudicare la nostra campagna elettorale ed il ritorno delle sinistre al potere”.
Impresa ardua, quella del socialista Boselli e dei suoi alleati. Perché in realtà, nella “armata Brancaleone” guidata dal prof. Prodi, a tutto si pensa tranne ad isolare i violenti. Ed i leader dei movimenti oltranzisti (da Luca Casarini, grande capo dei disubbidienti del Nord-Est, a Francesco Caruso, leader dei disubbidienti del Sud) sono impegnatissimi in questi giorni a presentare addirittura un loro candidato alle primarie per la poltrona di presidente del Consiglio. Che potrebbe essere il genovese don Andrea Gallo, il prete “rosso” che da anni guida i tumultuosi cortei dei no-global, o lo stesso Luca Casarini. O l’avellinese don Vitaliano della Sala, anche lui, come don Gallo, molto amato dal leader delle sinistre-Ulivo.
E dunque, come fanno a dire, il prof. Prodi e compagni, che loro con i movimenti di piazza non c’entrano e non vogliono entrarci? C’entrano, eccome! La Regione Puglia, al Nichi Vendola di Rifondazione comunista, l’hanno regalata i disubbidienti ed i no-global, i centri sociali ed i pacifisti anti-americani, con i loro voti. Ed i capi elettori del neo compagno Piero Marrazzo, nel Lazio, sono stati i “consulenti d’oro” del sindaco Veltroni (tuttologi esperti in tutto, piano regolatore e problemi sociali, scuola, scottature solari e circolazione stradale) che in questi anni hanno guidato i cortei anti-Bush e anti-Berlusconi, inneggiando a Fidel Castro, Saddam Hussein e Bin Laden.
Non sanno nulla, di queste cose, il prof. Prodi ed i suoi compagni della sinistra?
Gaetano Saglimbeni |
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