Ricevo e pubblico da Gaetano Saglimbeni - sito web gaetanosaglimbenitaormina - indirizzo e@mail

I DISOCCUPATI DI PRODI

Meglio che in Europa: disoccupazione dal 12 al 7,5 per cento

Mai dal 1992 tanti occupati in Italia, ma per il professore siamo al disastro

Incapacità a leggere i numeri o abitudine alla menzogna?

 

21 settembre 2005

 

 

 

La disoccupazione è stata sempre una grossa "piaga" dell'Italia, dagli anni della prima Repubblica (centrosinistra senza comunisti) ai governi delle sinistre-Ulivo presieduti da Prodi, D'Alema, Amato (con i comunisti). E adesso, apprendiamo dai dati statistici forniti dall’Istat, il centrodestra ha fatto il miracolo: la disoccupazione in Italia non soltanto è la più bassa dal 1992 ad oggi, ma è anche più bassa di quella registrata mediamente nella Unione europea. Ricordo gli sfottò di Fassino, Rutelli e compagni a Berlusconi sul milione di posti di lavoro promessi in cinque anni. Mancano ancora sette mesi alla fine del suo mandato di presidente del Consiglio ed i nuovi posti di lavoro sono già un milione e mezzo.

 

Dovranno cercare altri argomenti, i signori delle sinistre-Ulivo, per continuare a dir male di Berlusconi e del suo governo. Al tempo dei governi Prodi, D'Alema e Amato, la disoccupazione in Italia era oltre il 12 per cento e adesso siamo al 7,5. Cosa è successo, per determinare un miracolo del genere? E' successo  che il governo di centrodestra, di fronte ad un problema drammatico come quello della mancanza di lavoro, ha dato immediata esecuzione ad una serie di provvedimenti legislativi che facevano parte di un piano per l'occupazione preparato dal prof. Marco Biagi (uomo di sinistra, assassinato dalle Brigate rosse), che i governi Prodi, D'Alema e Amato, su pressioni dei sindacati loro amici e sostenitori, si erano rifiutati di approvare. Ed i risultati si sono visti subito, con grande disappunto (e qui siamo al grottesco) degli "illuminati" politici delle sinistre-Ulivo e dei sindacati loro fiancheggiatori che, rigettando sdegnosamente quel piano, non avevano esitata ad accusare il povero Biagi di essere "nemico dei lavoratori e servo del capitalismo". 

 

La realtà, piaccia o non piaccia a Prodi e compagni, è questa, chiara ed inequivocabile. La disoccupazione è scesa nel nostro Paese dal 12 per cento (registrato nel 2001 con l'ultimo governo delle sinistre-Ulivo presieduto da Amato) al 7,5, mentre in Germania è salita all'11,8, in Francia al 10,2 e nella Unione europea è ferma da mesi al 9,8. Indici che soltanto il neo compagno Prodi non conosce (o finge di non conoscere). Per lui, l'Italia è sempre allo sfascio, anche in fatto di occupazione, ed aspetta che arrivi lui a salvarla.

 

Solo che non mi sembra siano rassicuranti per gli italiani le referenze che il candidato delle sinistre-Ulivo alla presidenza del Consiglio è in grado di esibire su quello che è riuscito a fare in Europa, se i posti di lavoro nel vecchio continente sono, come si è visto, a livelli più che preoccupanti e in Germania la disoccupazione è tornata addirittura agli indici disastrosi dell’immediato dopo-guerra. Qualcosa evidentemente non ha funzionato.

 

E' da quattro anni che il prof. Prodi proclama che, grazie all'euro, tutto va benissimo in Europa e soltanto nell'Italia di Berlusconi va tutto malissimo. I casi sono due: o sono balle quelle che ci racconta l'Eurostat (una struttura, è il caso di ricordarlo, che opera alle dirette dipendenze della Commissione europea della quale il professore ha fatto parte per cinque anni) o sono balle quelle che lui ha raccontato e continua a raccontare agli italiani. Io propendo per questa seconda ipotesi. E siamo in molti, in Italia, a pensarla così.

  

Gaetano Saglimbeni 

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