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Ricevo e pubblico da Gaetano Saglimbeni - sito web gaetanosaglimbenitaormina - indirizzo e@mail NUOVE SPECULAZIONI E MENZOGNE A SINISTRA PER L'ENNESIMA ASSOLUZIONE DI BERLUSCONI
"legge su misura" dicono le sinistre "NO E' UNA NORMA IN LINEA CON L'EUROPA"
28 settembre 2005
Come ampiamente annunciato (visto che la nuova legge è stata approvata tre anni fa, che la Corte costituzione ha respinto tutti i ricorsi presentati e la Corte di giustizia de L’Aja l’ha ritenuta “perfettamente in linea con le direttive europee”), per Silvio Berlusconi, il premier più processato del mondo, è arrivata l’ennesima sentenza di assoluzione: l’ottava in 12 anni, se i conti sono esatti. E gli oppositori delle sinistre-Ulivo, maestri in speculazioni, mistificazioni e menzogne, hanno trovato il modo di dire, ancora e sempre, che è stato assolto in forza di una legge che è stata confezionata su misura per lui, quella sulla parziale modifica del falso in bilancio che il Parlamento italiano ha approvato nel 2002 per uniformarla alle norme esistenti in tutti i Paesi della Unione.
Notizia da titolo a cinque colonne in prima pagina, per il “Corriere della Sera”, il quale ha dedicato anche due pagine interne alle argomentazioni denigratorie delle sinistre. E mi domando quante pagine avrebbe dedicato alla vicenda, il quotidiano indipendente milanese super-innamorato del candidato prof. Prodi, se la sentenza del tribunale di Milano fosse stata di condanna per il presidente del Consiglio: forse l’intero giornale, addirittura in edizione straordinaria. Non ha potuto farlo, perché tutto, a dispetto di mestatori e ciarlatani, è andato secondo logica, buon senso e previsioni (e non poteva andare diversamente).
Immagino il disappunto dell’editorialista indipendente Enzo Biagi, grande sponsor e amico di Prodi, ed anche quello che scriverà domenica prossima nella sua rubrica “Strettamente personale”: parlerà certamente dell’ennesimo scandalo, come ha fatto il grande Bocca quando i giudici dello stesso tribunale di Milano, l’anno scorso, hanno assolto Berlusconi dall’accusa di avere impedito all’allora presidente dell’Iri prof. Prodi di svendere le aziende alimentari statali Sme all’editore di “Repubblica” Carlo De Benedetti. Aspettano da anni, i due “grandi vecchi del giornalismo italiano”, di vedere il Berlusconi condannato anche ad un solo giorno (o almeno un’ora) di reclusione, per avere la possibilità di definirlo “pregiudicato”; e adesso si consolano nell’apprendere che la Procura di Milano sta istruendo un nuovo processo al presidente del Consiglio, sempre per presunte irregolarità amministrative alla Fininvest al tempo in cui ne era il presidente, oltre che il padrone assoluto.
Cosa è accaduto, dunque, con quest’ultima assoluzione? E’ accaduto quel che tutti sapevamo: e cioè che portare avanti il processo All Iberian per presunte irregolarità contabili cui i vertici della azienda avrebbero fatto ricorso per disporre di “fondi neri” all’estero tra il 1989 ed il 1995, era fatica sprecata, perché “il fatto non è più previsto come reato”, in Italia come in tutti i Paesi della Unione europea. Ed i mistificatori delle sinistre-Ulivo si sono ancora una volta strappati i capelli e le vesti di dosso per accusare Berlusconi di essersi fatto approvare dal Parlamento una legge su misura.
Una falsità, nient’altro che una falsità, perché il Parlamento italiano altro non ha fatto che adeguare la normativa italiana a quella europea, limitandosi a seguire scrupolosamente le norme vigenti da anni nei Paesi della Unione.
E dunque, come possono affermare i leader delle sinistre-Ulivo (ed i giornali loro sostenitori scrivere con titoloni in prima pagina) che Berlusconi è “salvo grazie alla sua legge” perché “il falso in bilancio non è più reato”?
“Il falso in bilancio”, ha spiegato il ministro della Giustizia, Castelli, “non è stato per nulla depenalizzato. La nuova legge, approvata dal Parlamento italiano (non dal signor Berlusconi) in linea con i principi della nostra Costituzione e le direttive europee, prevede la non punibilità di irregolarità contabili, per le società non quotate in borsa (è il caso, appunto, della Fininvest), in assenza della querela di un socio o di un creditore e quando le somme oggetto delle presunte irregolarità siano al di sotto del 5 per cento del bilancio della azienda o dell’1 per cento del suo patrimonio netto”. E dunque, i giudici di Milano, contro il parere del pubblico ministero che chiedeva l’assoluzione per prescrizione, hanno accolto le richieste della difesa assolvendo gli imputati (Berlusconi ed alcuni dirigenti della azienda) “perché il fatto non è più previsto dalle legge come reato”.
Piaccia o non piaccia alle sinistre del neo compagno Prodi, la realtà è questa. Mi domando (e domando ai mistificatori della opposizione): cosa avrebbe dovuto fare il Parlamento italiano, nel maggio del 2002, rinviare di due o tre anni l’adeguamento della nostra legge alle norme europee per consentire ai giudici del tribunale di Milano di condannare Silvio Berlusconi con la vecchia legge?
Quella legge, lo ripeto, è stata giudicata “legittima” dalla Corte costituzionale, “perfettamente in linea con le direttive europee” dalla Corte di giustizia de L’Aja.
Non piace a Prodi, Fassino, Bertinotti, Diliberto e Pecoraro Scanio, ai nuovi leader dei movimenti di piazza Agnoletto, Casarini e Francesco Caruso, ai giornalisti Enzo Biagi e Giorgio Bocca? Piace agli italiani seri (ed è quello che conta) che il nostro Paese, anche nel campo giudiziario, sia in linea con i principi fondamentali della nostra Costituzione e con le direttive della Unione europea.
Dovremmo forse vergognarci di aver votato una legge seria, come quelle in vigore da tempo nella Unione europea della quale facciamo parte? E’ una domanda che esige risposte precise da parte dei ciarlatani e mistificatori della politica.
(se volete leggere gli articoli precedenti andate qui e qui)
Gaetano Saglimbeni |
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