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Ricevo e pubblico da Gaetano Saglimbeni - sito web gaetanosaglimbenitaormina - indirizzo e@mail LA DISOCCUPAZIONE IN GERMANIA CRESCE all'11,7 x cento e in italia scende al 7 x cento
Ennesima smentita alle balle raccontate dal neo compagno prodi
30 settembre 2005
Buone e incoraggianti notizie per la ripresa della economia italiana, ma decisamente brutte (ed in serie, quasi una al giorno) per la grancassa propagandistica delle sinistre-Ulivo e del candidato alla presidenza del Consiglio prof. Romano Prodi. La disoccupazione, che in Italia è scesa al 7,5 per cento (l’indice più basso dal 1992), è salita in Germania all’11,7 (indice tra i più alti dagli anni del dopoguerra). Mettiamoci anche i dati diffusi ieri dall’Eurostat sulla fiducia dei consumatori e degli imprenditori (che in Germania e Francia è scesa rispettivamente di 1 e 2 punti, mentre in Italia è cresciuta di quasi 2 punti), e quelli di pochi giorni fa sul Pil (il prodotto interno lordo che dal -0,5 del primo trimestre è salito in Italia al+0,7 del secondo, mentre in Germania è rimasto al palo, in Francia è cresciuto soltanto dello 0,2 e nella media della Unione europea dello 0,3 per cento), ed il quadro (davvero nefasto per i catastrofisti delle sinistre) è completo. Non ne ha azzeccata e continua a non azzeccarne una, il professore neo compagno Prodi.
Con l’euro, a sentire l’ex presidente della Commissione europea, il vecchio continente era diventato una sorta di “valle dell’Eden”. Tutti ricchi e felici, i Paesi della Unione, grazie a quella preziosissima manna caduta dal cielo (la moneta unica, appunto), della quale soltanto la “derelitta” Italia di Berlusconi non aveva saputo approfittare: per “incapacità dei suoi uomini di governo”, a giudizio del professore e degli “illuminati” leader comunisti e dell’estrema sinistra che sono oggi di nuovo i suoi grandi alleati (dopo che lo avevano cacciato da Palazzo Chigi, nel 1998, per consegnare la prestigiosa poltrona all’allora segretario Ds ex Pci Massimo D’Alema).
E adesso scopriamo non soltanto che erano tutte “balle” quelle che il presidente della Commissione europea ci ha raccontato per anni, visto che in Europa, con l’euro, stavano tutti male e qualcuno anche peggio di noi; ma anche che la ripresa economica in Italia va meglio che in Germania e Francia. L’ultimo dato sulla disoccupazione in Germania (causa prima, hanno spiegato economisti e politologi, della pesante sconfitta elettorale del governo rosso-verde di Gerhard Schroeder), dicono che i nuovi “senza lavoro” in un mese, anziché diminuire (come era nelle attese o soltanto nelle speranze elettorali delle sinistre), sono aumentati di quasi 40 mila unità (e le previsioni per i prossimi mesi sono tutt’altro che incoraggianti), mentre in Italia i nuovi posti di lavoro creati nel secondo trimestre del 2005 sono stati ben 213 mila (161 mila dei quali a tempo pieno e indeterminato), che hanno ridotto il tasso di disoccupazione dal 7,9 per cento al 7,5.
Roba da far venire il mal di pancia, al professore neo compagno Prodi ed ai suoi amici delle sinistre-Ulivo (sindacati di parte compresi), tutti impegnati in questi giorni nella campagna elettorale per le primarie. Cosa diranno adesso agli elettori, i grandi maestri del disfattismo catastrofico Prodi, Bertinotti, Fassino, Rutelli, Cossutta, Diliberto, D’Alema, Castagnetti, Rosy Bindi, Pecoraro Scanio, Di Pietro, ed i sindacalisti Epifani, Pezzotta e Angeletti: che il governo Berlusconi (in una Italia bollata come “fanalino di coda in Europa insieme alla Grecia” dall’ex presidente della Commissione europea) ha fatto il miracolo, riuscendo addirittura, partendo dal dedito pubblico più alto e spaventoso d’Europa (avuto in eredità dai governi di centrosinistra e delle sinistre-Ulivo), a far meglio di Germania e Francia? Cosa scriveranno giornali e giornalisti, i grandi opinionisti (da Eugenio Scalfari a Enzo Biagi) che hanno sponsorizzato e propagandano con intere pagine le frottole del neo compagno Prodi, che Berlusconi ed i suoi sono stati più bravi del “rosso-verde” Schroeder in Germania?
Continua a ripetere, il catastrofista-principe Prodi, che l’Italia è allo sfascio, che la nostra economia è, ancora e sempre, “sull’ultimo vagone del treno europeo”. Ed ignora o finge di ignorare che sull’ultimo vagone del treno (parlo di quello mondiale, non europeo) c’è l’economia della Unione dell’ex presidente della Commissione prof. Prodi, superata persino da quelle di Argentina e Brasile che erano boccheggianti fino a qualche anno fa; e gli unici Paesi che nel vecchio continente hanno risentito poco della crisi, insieme alla Spagna che continua a beneficiare del poderoso impulso dato alla sua economia dal moderato Aznar (non certo da Zapatero), sono quelli che, pur facendo parte della Unione, non hanno voluto e non vogliono l’euro: Gran Bretagna, Svezia e Danimarca. Era questa l’Europa della ricchezza e del benessere che il prof. Prodi ha additato per anni come modello alla “derelitta” Italia?
“Per nostra fortuna”, è il durissimo commento del premier Berlusconi, “l’Italia non è quella che è stata per troppi anni infangata dall’ex presidente italiano della Commissione europea ed è oggi presentata in un quadro sempre più catastrofico dai giornali che, avendo sponsorizzato ufficialmente la candidatura del professore per le politiche del 2006, si sono prestati e si prestano (purtroppo) a fare da grancassa propagandistica alle sue falsità. I numeri che sono già usciti confermano, e lo confermeranno ancora di più quelli che usciranno nei prossimi giorni e mesi, quello che noi del centrodestra diciamo da sempre, che la crisi è stata dell’intera Europa, non soltanto italiana”.
“Una crisi”, tiene a ricordare il presidente del Consiglio, “che in Italia è stata aggravata drammaticamente da un cambio euro-lira (un euro contro 1936,27 lire) illogico e assolutamente ingiusto, fin troppo gravoso e penalizzante per le famiglie italiane che hanno visto dimezzati d’un colpo stipendi, pensioni ed i risparmi di una vita. Non é stato il governo dell’imprenditore Berlusconi, come gli italiani sanno benissimo (soltanto il professore ed i suoi vecchi e nuovi amici fanno finta di non saperlo), ad accettare con incredibile superficialità (irresponsabilmente, dovremmo dire) quel cambio-capestro imposto dall’Unione europea di Prodi, ma il governo delle sinistre-Ulivo presieduto da Amato, il quale aveva preso il posto di D’Alema che a sua volta aveva sottratto la poltrona al prof. Prodi pugnalato da Bertinotti”.
“Sono queste”, conclude Silvio Berlusconi, “le cose che i giornali cosiddetti d’informazione e indipendenti dovrebbero ricordare agli italiani, anziché prestarsi a riempire pagine e pagine con le mistificazioni e menzogne dei professionisti del catastrofismo che tanto danno hanno fatto e continuano a fare alla immagine ed al prestigio del loro e nostro Paese”.
Gaetano Saglimbeni |
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