Ricevo e pubblico da Gaetano Saglimbeni - sito web gaetanosaglimbenitaormina - indirizzo e@mail 

ENNESIMA SMENTITA DEI CATASTROFISTI DELLE SINISTRE

La produzione industriale e' cresciuta in Italia piu' che in Europa,

ma i giornali “sponsor” di Prodi scrivono poco o nulla


 

17 Ottobre 2005

 

 

Ferma nel primo semestre, è salita a +0,9 %  in luglio e +1,3% in agosto: la crescita più forte degli ultimi otto anni, a sentire gli analisti. Ma per Rutelli siamo sempre allo sfascio ed il ministro Tremonti a “Porta a porta” lo mette a tacere.

 

 “Bloomberg”, la più importante Tv economico-finanziaria del mondo (proprietà del sindaco di New York), ha dato la notizia in mattinata e l’ha ripetuta per l’intera giornata, ospitando i commenti (più che positivi) di autorevoli analisti ed economisti interpellati dalla sede di Londra. Una notizia non da poco, se è vero (ed è tutto vero, per fortuna dell’Italia e degli italiani) che la produzione industriale nel nostro Paese, dopo mesi di stagnazione, “è cresciuta e continua a crescere oltre le previsioni degli analisti”. Ma per il più importante quotidiano italiano, il “Corriere della Sera”, una informazione del genere non meritava neppure un titolino in pagina interna ed è stata relegata nelle cinque righe finali di un articolo sulla nuova manovra correttiva in discussione al Consiglio dei ministri (per non dare un dispiacere al prof. Prodi, suppongo, visto che il giornale di via Solforino è tra gli “sponsor” del candidato delle sinistre contro Berlusconi).

 

“Tra produzione industriale che cresce e le esportazioni che hanno ripreso a tirare”, leggo nell’articolo di Mario Sensini, “il 2005 potrebbe chiudere non a ‘zero’ come dicono le previsioni, ma con un +0,4, se non +0,5. Il che potrebbe voler dire, anche, un deficit che a consuntivo si rivela più basso del 4,3 di uno o due decimali”. Non spiega però, l’articolista, di quanti punti è cresciuta la produzione industriale, che per gli analisti amanti delle statistiche è “la più forte degli ultimi otto anni”.

 

Questi i dati dell’Istat diffusi e commentati con grande risalto dalla rete televisiva internazionale Bloomberg (molto più attenta del “Corriere della Sera”, chiaramente, alle informazioni economiche che riguardano l’Italia). Ferma nel primo semestre del 2005, la produzione industriale è cresciuta a +0,9 in luglio e addirittura a +1,3 in agosto, ben oltre le previsioni degli stessi analisti che avevano ipotizzato una crescita complessiva non superiore allo 0,4.

 

E dall’Eurostat (che opera alla dipendenze della Commissione europea della quale il prof. Prodi ha fatto parte fino al dicembre scorso) arriva la conferma che non si tratta di dati isolati eì quindi poco indicativi, ma di una tendenza che punta decisamente a consolidarsi, sostenuta com’è da altri rivelamenti statistici non meno importanti e incoraggianti. Quello sul Pil, per esempio: il prodotto interno lordo, che misura la reale ricchezza di un Paese, dal –0,5 del primo trimestre è passato nel secondo a +0,7, mentre in Germania è rimasto fermo al dato di marzo (che era di un modestissimo +0,1), in Francia è cresciuto dello 0,2 e nella media della Unione europea dello 0,3. E la disoccupazione continua a segnare ancora molti punti a favore dell’Italia: in Germania è all’11,8 per cento, in Francia al 9,8, nella Unione europea all’8,9 ed in Italia al 7,5 (la più bassa dal 1992). Roba da far venire il mal di stomaco, al professore ed ai suoi amici delle sinistre-Ulivo.

 

Più che legittimi i salti di gioia dei leader del centrodestra, così  pesantemente e tropo a lungo bersagliati da Prodi e compagni. “Sono state smentite con i numeri, non con le chiacchiere, le Cassandre del disfattismo catastrofico”, ha dichiarato il premier Berlusconi. “Più di un punto percentuale recuperato in soli tre mesi, dal –0,5 al +0,7, è la crescita più rapida degli ultimi quattro anni. E la mia convinzione è che i dati del terzo trimestre saranno ancora più consistenti. Così, i professionisti delle mistificazioni e delle menzogne saranno messi definitivamente a tacere”.

 

Il Rutelli della Margherita è stato già zittito, a “Porta a porta”, da Giulio Tremonti. Continuava a ripetere, l’ineffabile Cicciobello, che “l’Italia è allo sfascio, sull’orlo del precipizio”. Sono bastate poche cifre, che il ministro della Economia ha tratto da documenti ufficiali e inconfutabili (quelli che i disfattisti della opposizione fingono di non leggere), per fargli cambiare faccia e tono.

 

“Cambiate argomenti, ammesso che ne abbiate altri, meno faziosi e deprimenti, da sottoporre agli elettori”, il caustico e sferzante invito di Tremonti. “Non sarà facile, certo. Ma noi non vi chiediamo di dire ai vostri elettori che il governo Berlusconi ha fatto miracoli, che è riuscito, partendo dal debito pubblico più alto d’Europa (avuto in eredità dai governi di centrosinistra e delle sinistre-Ulivo), a far meglio di Germania e Francia e addirittura, in certi settori (vedi quello, importantissimo, della occupazione), della stessa Unione europea. Vi chiediamo semplicemente di documentarvi e non raccontare balle agli italiani. E’ un diritto-dovere dell’opposizione contestare l’operato del governo, se ritiene che le cose che fa non vanno bene; ma deve farlo con i numeri, non con le menzogne, con la grancassa propagandistica del disfattismo più nero e catastrofico che serve solo a gettare fango sul nostro Paese. Chiediamo troppo? Penso che cose del genere, nei Paesi che vivono di democrazia, si possano e si debbano non soltanto chiedere, ma pretendere da avversari politici seri”.  

Gaetano Saglimbeni 

 

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