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Ricevo e pubblico da Gaetano Saglimbeni - sito web gaetanosaglimbenitaormina - indirizzo e@mail disoccupati tedeschi cercano lavoro in sicilia anche come raccoglitori d'arance
L'Incredibile titolo a tutta pagina del giornale “Bild Am Sonntag”
15 Dicembre 2005
Domanda (più che legittima) che gli italiani rivolgono al prof. Prodi, leader delle sinistre-Ulivo: come presidente della Commissione europea, non ci ha raccontato per anni che la Germania, come tutti gli altri Paesi dell'Unione, era diventata con l’euro “ricca e felice” e soltanto l’Italia di Berlusconi era “finita in miseria”? Cosa succedeadesso, che siamo noi italiani a dare lavoro ai disoccupati tedeschi?
“Incredibile!”, ha titolato a tutta pagina il giornale tedesco “Bild Am Sonntag” per annunciare una delle notizie più clamorose dell’anno. I disoccupati tedeschi, sempre più angustiati dalla mancanza di lavoro in patria, vengono a cercarlo in Italia, il lavoro, ed in particolare in Sicilia, nell’isola che per più di un secolo ha esportato il maggior numero di lavoratori in Germania. Sono le conseguenze della profonda crisi che l’euro ha provocato in tutti i Paesi della Unione europea ed in Germania si è fatta particolarmente sentire nel campo della occupazione. “Un disastro”, dicono gli economisti seri, non legati al “super-carrozzone” di Bruxelles, ricordando che la disoccupazione in Germania è attualmente all’11,6 per cento, la più alta dagli anni del dopoguerra, con ben 5 milioni di senza lavoro.
Cosa vengono a fare in Sicilia i disoccupati tedeschi? Si offrono per lavorare nei campi, come fanno da decenni gli immigrati (regolari e clandestini) che arrivano nell’isola dai Paesi del Nord Africa. Sono ben 3.000 le richieste di lavoro arrivate dalla Baviera ad un agrumicoltore di Palagonia, una cittadina di 18 mila abitanti in provincia di Catania, che era stato intervistato dal giornale tedesco sulla sua attività di esportatore di arance e limoni a Rosenheim, dove ha un ufficio di rappresentanza.
“Troppe le richieste arrivate, sia al mio ufficio di Rosenheim che al mio sito internet”, dice sbalordito l’esportatore, Salvatore Cultrone, “ed è impossibile prenderle tutte in considerazione. Tedeschi, per la campagna di raccolta in corso, ne abbiamo potuto impegnare per adesso una ventina (c’era anche un ex impiegato di banca, Rudolf Walch, 50 anni, di Monaco), con un compenso di 8 euro l’ora. Vedremo in futuro, se (come si prevede) la produzione continuerà ad andar bene nel prossimo anno, ma non illudiamo nessuno. Sono un centinaio i siciliani che lavorano stabilmente per noi ed altrettanti gli immigrati africani che impegniamo solo saltuariamente, e non possiamo certo mettere tutta questa gente da parte per dare il lavoro ai tedeschi che si offrono in massa”.
Una realtà che ha dell’incredibile, certo. Ma non sorprende per nulla gli analisti, quelli che leggono con la dovuta attenzione (non con la superficialità dei pressappochisti della politica e della economia) i dati che sull’occupazione in Europa pubblicano da tempo gli istituti di statistiche (Eurostat, l’Istat, Ocse, etc.). La disoccupazione in Germania, come ho già ricordato, è all’11,6 per cento, la più alta dagli anni terribili del dopoguerra: causa prima, si è detto, del crollo delle sinistre alle recenti elezioni regionali e politiche, con l’uscita di scena dell’ex cancelliere rosso-verde Gerhard Schroeder. Ed in Francia la situazione non è meno preoccupante, anche se la disoccupazione (in paurosa crescita per l’intero anno) si è adesso fermata al 9,8 per cento. Va molto meglio l’Italia, per nostra fortuna: qui la disoccupazione, dal 12 per cento dei tempi del Prodi presidente del Consiglio (1996-1998), è scesa con il governo Berlusconi al 7,5 per cento (“Mai tanti occupati in Italia, dal 1992”, ha scritto il Corriere della Sera).
Domanda (più che legittima, mi pare) che gli italiani rivolgono al prof. Prodi, leader delle sinistre-Ulivo: come presidente della Commissione europea, non ci ha raccontato per anni che la Germania, come tutti gli altri Paesi dell’Unione, era diventata con l’euro “ricca e felice” e soltanto l’Italia di Berlusconi era “finita in miseria”? Cosa succede adesso, che siamo noi italiani a dare lavoro ai disoccupati tedeschi? Gaetano Saglimbeni |
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