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DELIRIO D'ONNIPOTENZA
Dentro la giustizia italiana
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Giancarlo
Caselli |
Luciano Violante |
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L'adesione al
manifesto si trova in fondo alla pagina |
29
gennaio 2005
Dagli anni di
piombo ad oggi sono trascorsi molti anni, ma già allora faceva
capolino la giustizia deviata.
Il fatto che
ha cominciato a mettere in evidenza quello che oggi è sfociato in un
delirio di onnipotenza si è manifestato, quando alla conclusione di
un importante referendum, dal quale è emersa inconfutabilmente la
volontà popolare, di vedere riconosciuta la responsabilità dei
Giudici nel loro operato, come d’altra parte ogni professionista
deve avere, è andata invece persa e mai applicata nella realtà della
vita quotidiana, mettendo in mostra il mondo lobbistico e il
corporativismo, di cui questa particolare categoria di lavoratori fa
parte “il partito dei giudici”.
Ma l'apoteosi
l'abbiamo vista quando il giudice milanese Clementina Forleo, è
riuscita a creare uno strano e incomprensibile teorema ideologico,
per lasciare andare liberi dei feroci terroristi islamisti, che per
loro straordinaria fortuna, sono molto vicini all’odio che le
sinistre nutrono per l’America e Berlusconi, con una sentenza da far
accapponare la pelle, anche se il filosofo Vattimo si è permesso di paragonarli ai partigiani italiani, resistenti nella seconda guerra
mondiale.
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un'immagine significativa di quello che il
giudice Clementina Forleo ha voluto affermare con la sua sentenza -
l'immagine è
stata presa dal
blog
daw |
Per contro abbiamo appena visto rifiutare l’asilo politico a due
profughi cubani, colpevoli solo di stare dalla parte sbagliata, cioè
di vivere in quella parte di mondo in cui impera il comunismo più
bieco.
Ma questo
giudice, cioè Clementina Forleo, (ahimè per me donna) tempo fa ha
pensato bene di liberare l’imam di Cremona
accusato di terrorismo, per un cavillo di competenza territoriale e
ha pure mandato liberi i rumeni che rapirono una ragazza in macchina
con il proprio fidanzato e la violentarono, semplicemente perché uno
dei due teneva in tasca il suo numero telefonico e lei dall’alto
della sua somma sapienza, non si era sentita sicura “che la ragazza
non fosse consenziente”, e mandò liberi anche gli albanesi che
utilizzavano i minori nei furti, sostenendo che erano consenzienti.
Ed infine, ma prima ancora ebbe il coraggio di rifiutare l’accusa di
diffamazione fatta dalle figlie di Enzo Tortora contro il pentito
Melluso, che con le sue menzogne aveva permesso quel procedimento
vergognoso, onta di tutta la magistratura, che aveva portato Enzo
Tortora a morire per le ingiustizie subite. Vi suggerisco
di leggere questo interessante articolo, pubblicato sul
Tempo
su questo giudice milanese, che non si è
accontentata di assolvere e liberare criminali e terroristi, ma
durante tangentopoli ha mandato assolti tutti i componenti del PC
incriminati, assolvendo persino Craxi, ma soltanto dopo la sua
morte, perché non vi era più "luogo a procedere".
Insomma un vero
capolavoro di giustizia colorata di rosso cupo, proprio come il
sangue delle vittime.
Negli anni di
piombo subire un attentato terroristico e vedere l’applicazione di
due pesi e due misure fra le vittime e i colpevoli era all’ordine
del giorno, peccato che erano le vittime a pagare due volte e i
colpevoli a uscirne quasi indenni.
Io sono
legittimata a dirlo, perché sono stata una delle persone travolte dal “gruppo
comunisti combattenti” appartenenti a prima linea, che si sono visti
elargire a spese dei contribuenti italiani, la possibilità di andare liberi, con un discreto gruzzolo e la
nuova identità per ricominciare altrove le loro attività.
Io invece, che in conseguenza del loro attentato ho
fatto fallimento, sono rimasta segnata a vita: ho perso i diritti
civili, ho perso la mia fonte di reddito, ho subito sequestri e
processi per il fallimento, da cui sono uscita assolta perché io non
avevo fatto bancarotta per furbizia, ma perché vittima di un
attentato terroristico, ma nessun giudice si
è preso la briga di farmi restituire una briciola di giustizia.
In tutta onestà posso però dire di aver incontrato un giudice degno
del suo titolo e del suo lavoro, era quello del tribunale dei fallimenti, che mi ha vista
nella luce di quello che ero realmente:
vittima del terrorismo,
ha
cercato di evitarmi, nei limiti del rispetto della legge,
l’accanimento giudiziario, perché questo ho in realtà subito, oltre
all'attentato: un accanimento
giudiziario, che voleva a tutti i costi dimostrare un teorema
impossibile:
che i terroristi erano motivati da un fondamento di giustizia,
proprio come sta accadendo ancora oggi.
In questi
ultimi anni abbiamo purtroppo visto una recrudescenza di questa mala
gestione della giustizia ad opera di questa lobby potente ed
intoccabile, che tutto può fare e commettere, ma che mai rende
giustizia e soprattutto non rende mai conto dei suoi errori ed anche
quando sono macroscopici e indifendibili, non fa nulla per
ripararli.
Possiamo andare con la memoria a Enzo Tortora, per passare
attraverso la persecuzione giudiziaria operata contro Vincenzo
Muccioli che aveva avuto l’ardire di fare qualcosa che lo Stato
Italiano, non era stato mai in grado di realizzare, per attraversare
mani pulite e arrivare a Giulio Andreotti, passando anche per Bruno Contrada,
che si era permesso di fare nomi intoccabili e che prendo ad esempio
per capire quanto denaro pubblico costano queste velleità arroganti
e pretestuose, tutte miranti a ribaltare gli equilibri e le forze di
potere, anche se sono frutto di una scelta democratica espressa dai
cittadini nelle urne, semplicemente perché non sono quelle dalla cui parte, si sono assestati
comodamente sui loro scranni, i giudici - provate a visitare il
sito
Società Civile, ed anche
Qn.quotidiano per capire la complessità del castello giudiziario
e da cui sono derivati un’altra serie di corsi e ricorsi sia in
tribunale, che in Parlamento e nel Senato come questo pubblicato su
Eius.it del cui costo, ovviamente, risponderanno come
sempre di tasca propria i contribuenti.
E’ ignobile
l’accanimento giudiziario e la pervicacia con cui sono stati portati
avanti azioni ingiuste contro i cittadini tutti, perché anche se
sono politici o divi della TV, restano cittadini e persone con la
loro vita, sensibilità, diritti, doveri e tutto quello che a
ciascuno di noi sta a cuore.
Chi ha restituito a Enzo Tortora un briciolo
di ciò che gli è stato tolto? Chi lo ha fatto con Andreotti? E chi
la vita a quelli che se la sono tolta in carcere? Chi ha messo nel
ridicolo di fronte a tutto il mondo, il capo del governo durante un
G8 in cui si svolgeva un dibattito sulla delinquenza e poi, non
bastassero questi atti di straordinaria ingiustizia, ci dobbiamo
confrontare quasi ogni giorno con ancor maggiori atti di ordinaria
ingiustizia, infatti abbiamo visto lasciare andare a piede libero i
terroristi che hanno sequestrato l’Achille Lauro e hanno ucciso
l’ebreo Klinghofer buttandolo a mare con la sua sedia a rotelle (atto
che definirlo nazista è poco). Abbiamo assistito alla “fuga” del
terrorista Cesare Battisti in Francia. Abbiamo visto lasciare andare
libero un guidatore d’auto albanese ubriaco, che investì un bimbo
sulla sua bicicletta, mentre cercava di rintracciare la sua
prostituta, poiché la condanna comminatagli non superava i due anni,
abbiamo visto tornare all’ovile, i due assassini di Novi Ligure che
hanno massacrato la madre e il fratellino di lei, abbiamo visto
liberare affidandole un impiego di responsabilità, l’assassina di
suor Maria Laura Mainetti.
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Bruno Contrada |
Giulio Andreotti |
Enzo Tortora |
Giovanni Falcone |
E che dire
della morte di Giovanni Falcone, accaduta proprio perché una grossa
parte delle toghe rosse lo avevano lasciato solo, in quanto definito
“avversario politico” e non solo, ma gli avevano persino attribuito
l’attentato nella sua villa, come una finta che lui si sarebbe
provocato da solo, intanto Caselli prendeva il posto che avrebbe
dovuto spettare a Falcone, nel tribunale di Palermo,
e che fa ora Giancarlo
Caselli, assieme al suo amico Luciano Violante? Tentano la scalata
alla superprocura antimafia il primo (procura che aveva contestato
negli anni di Falcone) e alla Corte Costituzionale il secondo,
portando avanti così super legittimati, dalle reciproche posizioni
assunte quello che in realtà è la giustizia da molti anni “IL
PARTITO DEI GIUDICI ROSSI”.
Leggi un articolo
pubblicato sul
blog controcorrente
Lo abbiamo
visto all’opera questo partito all’apertura del nuovo anno
giudiziario, quanta spocchia e arroganza, quanta presunzione e
quanta pericolosità sta dimostrando.
La prova di
una piccolissima parte di quanto descritto la possiamo trovare nei
registri della Corte di Strasburgo, per la quantità abnorme di
sentenze emesse contro la giustizia italiana, per
gli abusi commessi, per il mancato rispetto dei diritti civili dei
cittadini, condannandola ogni volta al pagamento dei danni
provocati, ma anche questi sono denari che escono dalle tasche dei
contribuenti e non da quelle dei giudici, che come ho già scritto,
si sono ben guardati dal rispettare la volontà popolare dimostrata
nel referendum sulla responsabilità.
Ormai ci
appare chiaro che tutto ciò che corrisponde alla democrazia e al suo
rispetto, non abita dalle parti dei tribunali e delle procure.
Infatti i signori giudici, non si sono mai presi la briga di farsi
un’assicurazione a tutela dei danni che possono procurare, anche in
buona fede, mettendo in essere un comportamento al limite del
delinquenziale, come quello di coloro che guidano macchine che non
assicurano, infischiandosene altamente del diritto delle loro
vittime.
Se la
perfezione non è nella natura umana, tutti gli uomini sono fallaci,
perché i giudici italiani si sono attribuiti il precetto
dell’infallibilità, dimostrando a quali vette è arrivato il loro
delirio d’onnipotenza e la certezza di restare perennemente
impuniti? Perchè non alziamo tutti la voce e gridiamo: NON NE
POSSIAMO PIU' !!!
Se andiamo
avanti su questa strada, non ci resterà che pregare che uno tsunami pietoso scenda su di noi e travolga i
tribunali d'ingiustizia quando questi giudici togati, solo
nell’immagine, ma paludati di vergogna e ignominia nella mente e
nell’anima, si trovano riuniti nel consesso del loro partito.
Lisistrata
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Chi
lo desidera può aderire al
MANIFESTO PER LA RIFORMA DELLA MAGISTRATURA.
Oggetto:
Il popolo italiano rifiuta di essere rappresentato da codesta
magistratura!
I cittadini aderenti a questo manifesto, intendono sollecitare
il Governo ad adoperarsi, quanto prima, ad una radicale
riforma dell’attuale organizzazione della magistratura
italiana.
Gli ultimi avvenimenti:
*assoluzione di terroristi kamikaze;
*messa in libertà di feroci assassini;
*inquisizione nei confronti degli organi di polizia piuttosto
che degli autori di atti di eversione dell’ordine pubblico….
stanno colmando ogni misura di tollerabilità delle azioni
della magistratura, che ormai rappresenta soltanto i propri
interessi al posto di quelli dei cittadini italiani, che
dovrebbe difendere.
E’ promossa una raccolta di firme, attraverso appropriati
mezzi di comunicazione, per dare sostegno a questo manifesto.
Firma del sottoscrittore..........................
Comune di residenza................................
--------------------------------------------------------------------------------
Attenzione: Le sottoscrizioni dovranno essere inviate al
seguente indirizzo:
riformiamolamagistratura@yahoo.it
Si invitano i sottoscrittori a dare la massima diffusione a
questo manifesto.
Il Promotore: Laura Biancalana
Conosci Laura Biancalana su
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Carlo Pelanda |
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