MATRIMONI FRA COPPIE GAY

Un problema di coscienza, una libera scelta,  o un problema di legge?

 

19 giugno  2005

L’umanità e i suoi contrasti – è possibile sanarli?

 

In Italia la questione dei matrimoni gay non si è ancora posta nei termini che si è affrontata in altri paesi, come in Olanda e in Belgio e nell’ultimora in Spagna, che per le nuove leggi sulle coppie omosessuali, hanno portato in piazza 1 milione e mezzo di cittadini, che non concordano sull’ondata di liberismo che il premier Zapatero ha messo in campo, con la nuova legge che dovrà essere approvata a giorni. I manifestanti rivendicano il fatto che la parificazione fra i matrimoni gay e quelli eterosessuali, discrimina i secondi, cioè le famiglie classiche e non posso dare loro completamente torto, perché ritengo sia grave, che venga sancito per legge il termine con cui si debbono chiamare i propri genitori, che non saranno più madre e padre, ma semplicemente genitori.  E se un figlio vuole affettuosamente chiamare la propria madre mamma o mamy e il proprio padre: papà o papy, potrà farlo, o incorrerà in sanzioni di legge? Non usiamo tutti noi verso le persone che amiamo nomignoli affettuosi che nessuno può impedirci di usare? Ci vogliono leggi anche per stabilire questo?  Ritengo aberrante l’intromissione della legislatura fino a questo livello di confidenza fra persone, madri, padri, figli che siano.

 

In natura le coppie eterosessuali sono normalmente generatrici di figli e questo permette la sopravvivenza della specie. Le coppie gay invece non hanno questa opportunità, la natura non consente loro questa opportunità e non per colpe recondite o manifeste, semplicemente per effetto biologico e a meno che non siano persone che possono svolgere attività sessuale su due fronti, non possono prolificare, né dentro né fuori dal matrimonio.

 

La questione è spinosa e come tutti anch’io posseggo delle convinzioni che sono il frutto di esperienza e di ragionamento logico. Fermo restando che ogni uomo ha il diritto di vivere la propria natura senza che gli altri si debbano permettere di giudicare o peggio emarginare, non sono completamente d’accordo sulla formula del matrimonio, penso che le coppie possano gestirsi la loro scelta, attraverso una convivenza che essi stessi dovrebbero avere il diritto a ratificare, con una semplice deposizione formale della propria volontà e costituire coppie di fatto con tutti i diritti e i doveri che hanno le coppie “regolari” .

E’ infatti assurdo che quando uno dei due, che costituiscono la coppia gay si ammala, o per sua sfortuna muore, le famiglie possano intervenire escludendo il partner dalle scelte mediche, magari arrivando ad impedire l’assistenza fisica alla fine del percorso della vita, appropriandosi persino delle spoglie del parente defunto e poi escludere dall’asse ereditario il partner convivente e alla peggio, buttandolo fuori dall’appartamento diviso per anni in comune. 

Ritengo però che per ovviare a queste ingiustizie, non ci sia bisogno di ricorrere a bizantinismi, ma sia sufficiente del buon senso, come un registro civico che renda ufficiale la convivenza, con diritti e doveri uguali a quelli di due coniugi, anche se le reciproche famiglie non sono d’accordo e la cosa dovrebbe anche estendersi all’assistenza sanitaria nazionale, nonché al pensionamento e alle eventuali assicurazioni, che le persone possono reciprocamente sottoscrivere.

 

Non concordo invece sul fatto che davanti ad una possibilità di adozione, una coppia gay ed una coppia etero abbiano lo stesso tipo di diritto, in questo caso verrebbe meno il diritto dei bambini, ad avere entro i limiti del possibile, l’opportunità di avere una famiglia, con genitori di entrambi i sessi. A meno che non esista una difficoltà oggettiva all’adozione, in mancanza di entrambi i sessi, due madri o due padri sono meglio di un istituto, che per quanto possa essere valido, non assomiglia nemmeno lontanamente ad una famiglia e non è in grado di dare calore affettivo pari a quello dei rapporti individuali.

Esiste anche il problema, o meglio la possibilità,  che alcuni gay (donne soprattutto) possono avere figli o attraverso una relazione fisica o per inseminazione artificiale, in questo caso finché le legislazioni in uso continueranno a considerare i figli come una proprietà biologica, il problema non può nemmeno essere sollevato e il nascituro, resta di chi lo ha partorito.  Ma io mi dissocio anche da questa posizione, non ritengo che i figli siano un semplice prodotto biologico, anche se passano attraverso questo meccanismo.
Secondo me i
 figli sono di chi li ama e li alleva nel miglior modo a lui possibile.

 

C’è da dire che probabilmente questa legge proposta da Zapatero, in fondo sia solo il frutto di anni di ingiustizie, razzismo ed emarginazione, ma come spesso accade, per sanare un eccesso se ne producono altri, mentre sarebbe molto più opportuno trovare una formula più equa per tutti.

Lisistrata

Qui puoi trovare alcuni articoli sulle manifestazione di Madrid

 

Unioni gay grande folla contro Zapatero - da il Corriere della sera

 

UNIONI GAY/ SPAGNA, DE LA VEGA: UN CORTEO PER NEGARE DIRITTI - da Gaynews

  

A Madrid almeno 500mila persone contro la legge sulle unioni gay - da Rainews24 

 

Purtroppo esiste tutt’ora una grossa fetta di umanità che ancora discrimina gli omosessuali o peggio li condanna alla clandestinità perché se venissero scoperti la condanna sarebbe a morte.  In questo caso troviamo la cultura musulmana intransigente e veramente crudele nei confronti di chi è diverso dalla maggioranza, ma dato che questa cultura si sta insinuando fra le pieghe della nostra, accade un riflusso che porta a galla violenze che noi non possiamo condividere e meno ancora accettare in nome del multiculturalismo.  E’ giunta l’ora di dire NO alle intolleranze religiose dovunque queste si annidino. E guardate cosa è successo persino da noi:

 Da "La Repubblica" del 16.06.05 di CLAUDIA RICONDA
Arcigay la spunta su Capleton
"Non scriverò più canzoni omofobiche", via libera all´esibizione. La sua performance alla rassegna Metarockdi Pisa ha rischiato di saltare per l´opposizione dell´associazione - In passato aveva scritto testi del tipo "bruciate i finocchi"


Stavolta ha rischiato lui di bruciare. L´uomo che si vanta di dire «le mie parole sono fuoco», che qualche anno fa incitava le folle cantando «bruciate il finocchio», «tutti i gay a morte» e «non vi vanno le ragazze? La vostra testa rotolerà sulla strada», ecco, uno così, ha rischiato di non cantare in Toscana. Fino alle sei di ieri sera non c´era spazio per Clifton Bailey, alias Capleton, artista di punta del reggae contemporaneo, in questa regione che ha fatto della lotta alle discriminazioni sessuali molto più di una bandiera: ne ha fatto una legge. Se il suo concerto di stasera a Pisa, nell´ambito della rassegna Metarock, alla fine si farà, è perché Alessio De Giorgi, presidente di Arcigay Toscana, l´ha spuntata. E´ riuscito a far firmare a Capleton una piattaforma di intenti in cui in sostanza l´artista promette che: non produrrà e non scriverà più testi in cui si disprezzano le minoranze sessuali o di genere, non canterà più canzoni omofobiche in nessun paese del mondo, non istigherà più pubblicamente alla violenza omofobica, né incoraggerà la vendita di album con contenuti ed esortazioni alla violenza contro gli omosessuali. Non proprio un´abiura del passato, cioè in sostanza le scuse per quel «bruciate il gay», ma comunque una presa di distacco dal passato ben più articolata di quella che lo stesso Capleton aveva fatto a febbraio: non canterò più quelle canzoni, aveva dichiarato, e mi dispiace se qualcuno si possa essere sentito offeso o le abbia mai interpretate.

Il concerto dunque si farà, ma i nervi sono rimasti scoperti per molte ore: la Toscana è una delle poche regioni che si è impegnata, istituzionalmente, nella tutela delle minoranze omosessuali, ha una legge contro le discriminazioni, ha inserito principi molto avanzati nel suo statuto in materia di rispetto dei diritti civili e delle forme di convivenza. Scoprire, come è successo ieri, di aver dato il proprio patrocinio, come Regione, a una manifestazione, Metarock, che ha tra gli ospiti un cantante con un passato dichiaratamente omofobico, quale Capleton, ha messo molto in agitazione.  leggi il seguito su Arcigay

Capleton - artista reggae

Sizzla - cantante giamaicano

CANTANTE INCITA AD UCCIDERE I GAY: ANNULLATO CONCERTO A BOLOGNA
ARCIGAY: SIAMO SOLLEVATI. NESSUNO OSPITEREBBE UN CANTANTE CHE INVITA A BRUCIARE GLI EBREI
Annullato il concerto bolognese del cantante giamaicano Sizzla che incita a “Sparare ai finocchi”. Arcigay: “Il concerto è saltato per le proteste delle associazioni gay e per i diritti umani. Vigileremo affinché non se ne organizzino altri”

“Sparate ai finocchi” e “I finocchi devono essere uccisi” canta la star della musica giamaicana Sizzla Kalonji il cui concerto bolognese, in programma per giovedì 23 giugno al Palanord, è stato annullato in seguito alla cancellazione del suo tour in Francia per le proteste delle associazioni gay e per i diritti umani.

“Siamo sollevati dalla notizia della cancellazione, che ha anticipato una nostra ferma presa di posizione contro lo spettacolo previsto a Bologna – commenta il presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice - Incitare ad uccidere o a sparare alle persone omosessuali è un’istigazione a delinquere che non può essere tollerata. Nessuno si sognerebbe di dare un palco a chi inneggia all’uccisione degli ebrei, delle persone di colore o di altre minoranze. Vigileremo affinché questi concerti non trovino ospitalità in Italia”. 
leggi il seguito su Arcigay

 

Ma non bastano queste manifestazioni di intolleranza che pur se gravi, si risolvono per lo più in termini dialettici, mentre nel mondo islamico l'omosessualità è un reato considerato gravissimo e le pene inflitte, possono arrivare sino alla lapidazione. In uno dei paesi apparentemente più emancipati dell'Islam: l'Egitto i gay vengono processati, come potete vedere qua sotto, ma non soltanto in Egitto, bensì in quasi tutto il mondo islamico.

 

 Dal sito Oliari

 

OMOSESSUALI CONDANNATI NEI PAESI ISLAMICI

Per centinaia di milioni di persone nel Medio Oriente, Africa e Asia l'ascesa del fondamentalismo islamico ha significato cadere in un'era di oscurantismo religioso ed intolleranza e la parte più liberale e progressista dell'Islam è dovuta arretrare in posizioni di difesa, sacrificando la vita di molte persone.

Il fattore che unisce i fondamentalisti islamici in tutto il mondo è il tentativo di istituire uno stato religioso dove ogni aspetto della vita sia determinato dai principi contenuti nel Corano e nelle tradizioni mussulmane; questo sigifica uno stato dove l'omosessualità è illegale e punita con il carcere e spesso con la morte.
L'omosessualità è attualmente illegale in 26 paesi islamici: Afghanistan, Algeria, Bahrain, Bangladesh, Bosnia, Iran, Giordania, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Kuwait, Libano, Libia, Malesia, Mauritania, Marocco, Oman, Pakistan, Qatar, Arabia Saudita, Sudan, Siria, Tajikistan, Tunisia, Turkmenistan, Emirati Arabi uniti e Yemen.
Tra questi, l'Iran, la Mauritania, l'Arabia Saudita, il Sudan e lo Yemen prevedono la pena di morte; il Pakistan prevede la fustigazione ed almeno due anni di carcere; in Malesia la pena arriva fino a 20 anni e negli Emirati Arabi fino a 14, mentre in Bangladesh e libia la pena è rispettivamente di 7 e 5 anni di carcere.
L'Iran è comunque il paese più zelante nel reprimere l'omosessualità: dal 1980, quando i fondamentalisti hanno preso il potere sotto la guida dell'Ayatollah Khomeini, oltre 4000 gay e lesbiche sono stati giustiziati, stando a quanto riferisce il gruppo in esilio per i diritti dei gay, Homan.
In soli tre paesi a maggioranza mussulmana non ci sono leggi contro l'omosessualità: l'Egitto, l'Indonesia e l'Iraq, anche se in questi paesi il clima verso le persone omosessuali rimane comunque estremamente pesante.
Per i gay e le lesbiche che vivono in quei paesi dove vi è un ritorno alle leggi islamiche, volute dai fondamentalisti, essere omosessuali vuol dire ancora perdere non solo ogni diritto alla dignità, ma anche la propria vita.
(Fonte: Peter Tatchell, OutRage! Londra)

 

visita questi siti:

Il corano e l'omosessualità

Paesi e leggi che condannano gli omosessuali

 

il disegno rappresenta una lapidazione rituale di due uomini

 

Lisistrata

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