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LE VIOLENZE
SESSUALI
Colpa delle donne o patologie
endemiche del maschio umano?
Due modi
diametralmente opposti di porsi davanti alla questione della
violenza sessuale
3 luglio
2005
Riporto due analisi diverse fatte da
due giornaliste, che per combinazione hanno quasi lo stesso cognome, ma un
modo diametralmente opposto di affrontare la questione della
violenza sessuale e di conseguenza cambia il modo di ragionare,
arrivando a conclusioni molto diverse, anticipando che con la
Signora Ida Magli, autrice della seconda analisi, mi trovo in
perfetta concordanza, mentre con la Signora Bruna Magli mi trovo in
assoluto contrasto.
Dissento quasi completamente dalla
prima analisi, che porta il titolo "meno violenze se le donne
fossero prudenti", lo trovo squallido, frutto di una capacità di
ragionare estremamente limitata, chiusa entro vecchi schemi e non
aperta al diritto e alla libertà dell'individuo, di disporre della
propria persona entro i leciti confini di una scelta, che non può
essere limitata dal fatto che secondo la signora Bruna Magi:
una donna dovrebbe fare attenzione ad uscire da sola la sera...
essere prudente per salvaguardare la sua diversità dal maschio......
Cara signora Bruna Magi, l'unico
punto su cui concordo con lei è che la diversità esiste: eccome che
esiste, per tutto il resto, le posso solo dire:
Come la mettiamo signora Bruna
Magi se la vittima dello stupro è una bambina che gioca sotto casa
o un bambino che con i compagni sta giocando a pallone in un parco?
E se la vittima è
una donna che sta semplicemente prendendo la metropolitana, o una ragazza di 15 anni, che nel bel mezzo di un
pomeriggio sta tranquillamente seduta su una panchina di un parco
pubblico con il suo ragazzo?
E se è una ragazza che all'uscita
della scuola, mentre si avvia verso casa, viene aggredita e stuprata
da un branco di maschi assatanati? E di ragazze handicappate
violentate nell'istituto in cui erano ricoverate o pazienti di
psicologi e di dentisti, mai sentito nulla in merito?
Non si accorge di essere superficiale e di spostare la colpa dai
colpevoli alle vittime?
Quello che è peggio Signora Bruna
Magi è, che lei stessa è donna e magari ha avuto la fortuna di
non essere mai molestata, ne stuprata, ma non mi venga a dire, (perché non
ci crederei) di non aver mai saputo di padri che violentano sia i figli
femmine che i figli maschi... non ha mai sentito parlare di zii
violentatori, o vicini di
casa? Ha mai letto di bimbi violati o stuprati all'asilo, o a
scuola e peggio ancora, utilizzati nella pornografia, o molestati
quando si recano al catechismo?
Cosa raccomandiamo a questi ragazzini?
Gli diciamo che debbono stare in casa, sotto le gonne protettive
della madre? O forse è troppo poco, meglio se dentro i pantaloni del
padre?
Ma non si informa signora Bruna Magi?
Lei scrive, ma non li legge i giornali? E' accaduto pochi giorni fa a Barletta: un ragazzo 14enne ha subito
ripetuta violenza da un uomo di 57 anni. Cosa doveva fare o non
fare questo ragazzino, secondo lei? Non doveva uscire di casa? Non doveva parlare
con gli uomini? Insomma che consiglio gli darebbe per la sua
diversità biologica?
Mi dia retta signora, accetti un
consiglio disinteressato: continui a fare la giornalista, se le
piace, ma si limiti a riportare le vicende così come avvengono,
perché quando si cimenta con l'analisi, la sua mente scade in
banalità retrograde ed offensive per le vittime di ogni età, sesso e
condizione sociale, perché secondo la psicologa Silvia Vegetti Finzi,
da lei citata, sarebbe persino imprudente
girare eleganti, sfoggiando il proprio stato sociale.
Di conseguenza, secondo la signora
Bruna Magi: gentili signore, tenete a mente la lezione che questa
giornalista ha la presunzione di impartirvi:
Uscite di casa solo al mattino o al massimo alle prime ore del
pomeriggio.
Vestitevi sciattamente, possibilmente con abiti che
superino il ginocchio e non portate nulla che attiri l'attenzione,
guardatevi bene dallo scoprire l'ombelico in estate e già che ci
siete evitate l'orologio d'oro, la
catena con il brillantino che incautamente il vostro innamorato vi
ha donato e non portate nemmeno al braccio la borsetta di Valentino,
meglio se utilizzate una borsa della spesa e delle belle
scarpacce basse e sfondate, però potreste ovviare a tutto
infilandovi sotto un bel burka, o un chador sopra un gonnellone
lungo e pesante che vi arrivi ai piedi... così non sarete
tentatrici....
Non
farete gola a nessuno, né a chi è in cerca di rivendicazioni
sessuali, né a chi è in cerca di riscatti sociali e ricordate
di non salire sulla metropolitana da sole, ma fatevi accompagnare
sempre da un maschietto, perché questo secondo la signora Bruna
Magi è un deterrente assolutamente valido, peccato che ogni tanto
accada, che il maschietto che vi accompagna abusa di voi, ma
questo alla signora Magli non viene nemmeno in mente....
Peccato che i fatti l'abbiano
ampiamente smentita.
E se per caso svolgete un lavoro i cui
turni si estendono fino a tarda notte, stesso discorso, ergo:
licenziatevi!
E a proposito signora Bruna Magi di
fronte a una violenza subita da una vittima, che sia uomo o donna
non cambia, per la vittima è la stessa cosa, anzi per un uomo
potrebbe essere addirittura peggio.
Una parolina la voglio spendere anche
per il giornale Libero, che ha pubblicato questo obbrobrio
psico-analitico: Signor Vittorio Feltri, ma le legge le scempiaggini
che scrivono i suoi giornalisti o si limita a firmare il giornale e
non dà almeno l'incarico di controllare i contenuti a un capo
redattore? O debbo pensare che Lei e la sua testata, a cui
sono molto affezionata, in realtà sia una testata maschilista o
peggio misogina? Spero proprio di no e che mi dia una risposta
che possa fugare i miei dubbi o dovrò per forza rivedere
le mie scelte.
Lisistrata
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Meno
violenze se le donne fossero prudenti di
Bruna Magi -
Libero
L'estate
degli stupri: 7 in 10 giorni, titolava Libero di martedì 28
giugno. Tra le vittime, come sappiamo, una quindicenne di Bologna,
un'altra studentessa a Milano, una sul Lago di Como, un'impiegata di
Vigevano di ventisei anni che aveva deciso di concedersi il sollievo
di un bagno nel Ticino, una disabile di quarantacinque anni nella
stazione di Milano, eccetera, eccetera... Tra gli stupratori,
nordafricani, rumeni, slavi. Probabilmente purtroppo non sarà finita
qui, per la stagione. Commentava il criminologo Francesco Bruno su
Il Giornale: « Un tipo di teppismo che unisce ricchi e poveri. I
primi spinti dalla voglia di trasgressione, i secondi avviliti dalla
loro miseria: con questo atto vogliono affermare la loro esistenza
in un un mondo che sembra non accorgersi di loro ». Boh, non sarà
piuttosto che se ne infischiano, di quel mondo che li ignora? Ne
deduceva la psicologa Silvia Vegetti Finzi sul Corriere della Sera:
« C'è in loro anche l'impulso a prendersi quella ricchezza che
appare a portata di mano, e che è così difficile raggiungere
onestamente » . Un mare di commenti, più o meno scontati. Mai un
ragionamento semplice quanto l'uovo di Colombo: e se le donne
usassero maggior prudenza? Una banalità, cioè l'uso di un po' di
sale in zucca, traduzione popolare ma efficace del pomposo latino "
cum grano salis". Orrore Pare di sentirle, le urla di protesta,
perché significherebbe limitare la libertà delle donne. Libertà di
girare mezze nude senza accompagnatori, o imprudente disattenzione
nel rientrare a casa tardi da sole. È da quando le streghe sono
tornate, e le donne hanno avuto il diritto di prendersi la notte,
che si deve poter fare tutto quello che frulla in testa. E quindi
non si può chiedere alle donne di ragionare, sarebbe umiliante,
perché la parità fra i sessi stabilisce che non ci sia nessuna
preclusione. Giustissimo nei confronti di ogni diritto sociale,
molto dubbio di fronte a delitti come lo stupro: perché non è vero
che uomini e donne in questo caso sono uguali. Un uomo intelligente
e affettuoso capisce l'onta di una donna violentata, a maggior
ragione se con questa donna ha legami di sangue o affettivi, padre,
fratello, marito, amante, fidanzato che sia. Ma non potrà mai
sentire come e quanto lei l'orrore di mani non desiderate che
brancolano sul suo corpo, un fiato fetido che alita in faccia, la
puzza di una pelle estranea che viola i suoi ricordi d'amore, il
dolore fisico che le strazia la carne. Non sono del tutto uguali,
uomini e donne, di fronte al sesso, chi lo sostiene è ipocrita. E
per molti aspetti è anche bello che sia così: non varrebbe la pena
di usare un po' di prudenza, senza per questo sentirsi umiliate,
affinché quella dolce differenza non sprofondi nel baratro
dell'orrore?
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L'omicidio dello stupro evidenzia il significato
primario della vittoria sul nemico
di
Ida Magli
dal blog
Controcorrente
Violentare una
donna obbligando l’uomo che l’accompagna ad assistere allo stupro
connota in maniera evidente il significato primario che questo tipo
di violenza ha sempre avuto, in tutti i tempi, presso qualsiasi
popolo: la vittoria sul nemico. Violentare le donne alla fine di una
battaglia segnala, molto di più che la consegna delle armi, una
disfatta totale, priva di onore, da parte del vinto e al tempo
stesso un’ira, una rabbia, un odio pieno di disprezzo distruttivo da
parte del vincitore. Sotto questo aspetto il pene è soltanto
un’arma, un’arma reale che non ha nulla a che fare con il desiderio
erotico, e che, in quanto supera i confini del corpo dell’altro, lo
ferisce, l’annienta tanto quanto con una uccisione. Di fatto
sostituisce l’uccisione.
I maschi sanno bene che in guerra questi comportamenti sono sempre
avvenuti e continuano ad avvenire. Quello che i governanti, i
politici, i leader della nostra società non vogliono ammettere ormai
da molti anni è che una guerra endemica ci tormenta, ci incupisce,
importata all’interno delle nostre ridenti città sotto l’egida della
pace solidale, dell’accoglienza senza confini, della ottusa
negazione dei bisogni naturali dell’uomo, dei caratteri che plasmano
questi bisogni diversamente da individuo a individuo, da popolo a
popolo. E, per favore, non cominciamo subito a parlare di razzismo.
Gli italiani sono Italiani e non la razza italiana, così come i
romeni o i marocchini sono Romeni e Marocchini e non la razza romena
o quella marocchina. Il problema vero consiste nella violenza e
nell’odio che si scatena sia verso la propria terra che verso quella
in cui arrivano, in coloro che non possono che disprezzarci per
quello che siamo e per quello che appariamo ai loro occhi: dei
vigliacchi. Ricchi vigliacchi che non difendono la propria patria,
che elargiscono con compiaciuta benevolenza cibo, vestiti, scuole
per «integrarli», ossia per allontanarli da tutto ciò che hanno
amato e che amano. Questo significa forse che i violentatori debbono
trovare delle giustificazioni? Certamente no. Ma non è punendone uno
o due che risolveremo il gravissimo futuro che incombe su di noi e
che i nostri governanti ci hanno voluto preparare a tutti i costi,
senza tener conto del minimo buon senso, dell’ansia che sempre di
più gli Italiani hanno espresso nella speranza di essere ascoltati e
di salvarsi. Un popolo è uguale a un individuo: possiede una
personalità, un Io nel quale si identifica e si riconosce. Questo è
vero per noi così come è vero per tutti gli stranieri che vengono da
noi. Il livello di guardia è stato superato perché adesso sono molto
numerosi: gli Italiani non li sopportano più e gli stranieri si
sentono di poter cominciare a imporsi e a vincere.
Non serve proporre castrazioni: queste vengono effettuate su
individui portatori di patologie compulsive nell’ambito della
sessualità. Gli stranieri violentatori non sono malati e debbono
essere puniti in quanto responsabili di quello che hanno fatto.
Occorre però configurare il reato di tentato omicidio proprio in
base al principio che il pene è un’arma, viene usato come arma, e
che il confine del corpo è delimitato all’esterno, non all’interno,
come tutti sappiamo benissimo. La cicatrice che una violenza
sessuale lascia sulla donna che ne è stata vittima non si cancella
più.
A questo punto è indispensabile una riflessione ulteriore, una
riflessione che riguarda la gestione della giustizia. Da noi è
praticamente inesistente. O si eliminano i patteggiamenti, i
benefici, i rinvii ai vari gradi di giudizio per anni e anni, oppure
è inutile parlare di giustizia. Anche questa, del resto, una delle
cause di disprezzo nei nostri confronti da parte degli stranieri
immigrati. Non sulla nostra bontà saremo giudicati e apprezzati, ma
sulla nostra giustizia?
Ida Magli pubblica un giornale on line
dal titolo
Italiani Liberi -
che costituisce anche un'associazione
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violenze sessuali
parte II |
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