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L'UOMO NERO
ESISTE
Lettera aperta a Vittorio
Feltri - direttore di
Libero
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L'uomo nero - rappresentato da
Sergio Tosoni |
3 luglio
2005
Lo so che lei
non leggerà
questa mia lettera e probabilmente farà come la volta scorsa: non mi
risponderà e perché dovrebbe farlo? Io sono solo una sua lettrice
rimasta sconcertata dal pressappochismo misogino di una sua
redattrice, (Bruna Magi) quindi sono una signora nessuno. Ma
anche se così vengo considerata, non mi interessa il suo parere
inespresso, mi dispaccio solo che gran parte dell’umanità, anche
quella su cui avevo riposto la mia stima, venga meno davanti a
situazioni che la dovrebbero vedere più impegnata e soprattutto più
comprensiva dei diritti delle vittime, e non solo quando le vittime
lo sono per motivazioni ideologiche o politiche….
I due pesi e le due misure sono una forma mentis
che non ha la mia approvazione.
Comunque volevo solo comunicare a lei che spero
voglia trasmettere alla Signora Magli una notizia molto interessante,
che riguarda un marocchino che operava nella provincia di Varese.
Questi nel giro di alcuni mesi ha stuprato almeno 9 donne, cioè
quelle che hanno avuto il coraggio di denunciare lo stupro,
facendolo sapere alla comunità.
Gli stupri
avvenivano la notte,
ma non perché le donne fossero per strada di minigonna svestite,
pance e ombelichi al vento, e perciò responsabili secondo la Magi
almeno di imprudenza o peggio provocazione, visto che le donne
stuprate erano tutte piuttosto datate, e fra esse vi era addirittura
un’ottuagenaria, ma questo era il metodo scelto dal bellimbusto,
che le seguiva durante il giorno e scoperta la loro abitazione, vi
si introduceva la notte, mantenendo al buio la stanza in cui le
stuprava, picchiandole se queste accennavano a resistergli..
Il furbacchione
si toglieva
addirittura le scarpe mettendosi del nastro adesivo sulle dita dei
polpastrelli e probabilmente anche dei piedi, con l’intento di non
lasciare impronte ed infatti queste non sono state trovate, ma il
DNA del suo sperma sì. Per fortuna!!!!!
Un'ultima cosa Signor
Vittorio:
Ho letto anche
l'articolo relativo allo stesso episodio riportato
su Libero,
ma ho trovato notizie non precisamente identiche a quelle riportate
ne Il giornale e in altri quotidiani, e onestamente mi sembra
difficile questa volta credere alla sua notizia, per la quale il
violentatore non essendo riuscito a violentare una vittima, le abbia
chiesto scusa e le abbia baciato le mani, visto che altre le ha
mandate all'ospedale.
Lisistrata
Una vittima
dell'uomo nero, non una persona imprudente o provocatrice
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Clandestino in manette: stuprò 9 anziane -
notizia presa da
Il Giornale
Maghrebino, clandestino, di giorno gessatore (in nero) in un
cantiere edile, di notte violentatore di donne sole in età avanzata:
dalle non più giovani alle vecchiette. Questo, secondo l'esito delle
indagini che hanno portato all'arresto di un 42enne marocchino, il
ritratto dello stupratore che nell'arco di dieci mesi ha stuprato,
in provincia di Varese, 9 donne in età comprese fra i 50 e gli 80
anni. L'ottuagenaria - 82 anni per l'esattezza - è stata la prima
vittima, e risale al settembre del 2004.
L'ultima denuncia è recente, del 15 giugno scorso. Tutte le
aggressioni sono avvenute di notte, in casa delle vittime
violentate. L'immigrato è stato arrestato dai carabinieri che,
coordinati dal sostituto procuratore Loredana Giglio, l'hanno
individuato dopo complesse indagini supportate dalle analisi di
laboratorio sul Dna fatte dal Ris di Parma. E proprio il Dna indica
che in cinque casi, sui nove denunciati, l'autore della violenza è
sicuramente lui. Altri due casi sono ancora sotto esame in
laboratorio per i riscontri,
mentre
per altri due non sono stati trovati reperti da analizzare. Ma le
modalità delle aggressioni sono sempre le stesse, quasi una
fotocopia, rilevano gli investigatori. Il 42enne manovale marocchino
si metteva in azione solitamente di giovedì, fra le 2 e le 6 del
mattino, e agiva in un'area compresa fra i comuni di Oggiona Santo
Stefano, Cassano Magnago, Solbiate Arno, Albizzate e Jerago con
Orago. Dopo aver individuato e scelto la vittima nei giorni
precedenti, seguendola al supermercato e appurando dove abitava,
la notte dell'assalto il
maghrebino andava in bicicletta sotto la casa della donna. Si
toglieva le scarpe e si metteva del nastro adesivo sui polpastrelli,
per non lasciare impronte, poi si arrampicava sul balcone o sul
davanzale della finestra aggrappandosi ai tubi delle grondaie o del
gas. Entrava nella camera della donna sola, nel buio completo, le
metteva una mano sulla bocca, a volte pronunciava qualche parola in
francese (una sola volta, pare, in arabo) e la violentava. Se la
donna resisteva con particolare tenacia, la picchiava. Poi se ne
andava e scompariva nel buio della notte, sicuro di non essere stato
visto dalle sue vittime, che infatti di lui, nella denuncia,
fornivano descrizioni basate su altri particolari come «l'odore acre
della pelle».
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