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Perché la maggior parte della
sinistra è affascinata e sta dalla parte dell'Islam
C’è una domanda
che spesso mi tormenta e a cui fatico a dare una risposta:
perché larga parte della sinistra sembra affascinata e spesso
sta dalla parte dell’Islam? L’Islam (il termine significa
“sottomissione”) è esattamente il contrario dei valori ai
quali storicamente la sinistra fa riferimento; la sinistra si
è sempre vantata di aver difeso gli ideali di progresso
peccando semmai per eccesso e non per difetto; l’Islam è la
negazione del progresso, di ogni progresso, sociale, politico,
economico, scientifico. Diventa allora per me indispensabile
porre alcune domande al “popolo” della sinistra.
Alle femministe (ma ce ne sono ancora? Me le ricordo
bene in piazza a gridare: “è mia e me la gestisco io”) a tutti
quelli, uomini e donne, che credono e si battono per la parità
tra i sessi e per le pari opportunità, a chi ha condotto
battaglie per il divorzio e per l’aborto dico: leggete un
attimo:
Corano, IV Sura: Versetto 15: “Se le vostre donne avranno
commesso azioni infami , portate contro di loro quattro
testimoni dei vostri. E se essi testimonieranno, confinate
quelle donne in una casa finché non sopraggiunga la morte o
Allah apra loro una via d'uscita.”
Versetto 34
:”Gli uomini sono preposti alle donne, a causa della
preferenza che Allah concede agli uni rispetto alle altre e
perché spendono [per esse] i loro beni. Le [donne] virtuose
sono le devote, che proteggono nel segreto quello che Allah ha
preservato. Ammonite quelle di cui temete l'insubordinazione,
lasciatele sole nei loro letti, battetele. Se poi vi
obbediscono, non fate più nulla contro di esse. Allah è
altissimo, grande”
Sura II:
Versetto 228 :”Le donne divorziate osservino un ritiro della
durata di tre cicli , e non è loro permesso nascondere
quello che Allah ha creato nei loro ventri, se credono in
Allah e nell'Ultimo Giorno. E i loro sposi avranno priorità
se, volendosi riconciliare, le riprenderanno durante questo
periodo. Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in
base alle buone consuetudini, ma gli uomini sono superiori.
Allah è potente, è saggio.”
Tale iman Mohammed Kamal Mustafa ha scritto pure un Vademecum
sul modo di picchiare le mogli. E sapete di dov’è? Non si
trova in Iran o in Iraq o in Pakistan, ma è consigliere della
Federaciòn Espanola de Entidades Religiosas Islàmicas e
l’esimio iman di Valencia, Abdul Majad Rejab, gli ha dato
ragione sentenziando:”L’iman Mustafa è islamicamente corretto.
Picchiare la moglie è una risorsa”, mentre l’iman di
Barcellona, Abdelaziz Hazan, ha aggiunto:”L’iman Mustafa si
limita a riferire ciò che è scritto nel Corano. Se non lo
facesse, sarebbe un eretico”. E non stiamo parlando di
terroristi, questo è l’Islam istituzionale delle moschee, è la
parola di alcuni tra i più prestigiosi iman europei.
Alle
femministe, alle donne in genere quindi chiedo: tutto ciò
non contrasta con la nostra Costituzione? La Costituzione
Italiana non stabilisce l’uguaglianza tra i sessi? Non difende
la libertà delle donne? Non vieta atti discriminatori? Non
sostiene che i coniugi godono di uguali diritti e doveri?
Avete mai fatto una manifestazione per i diritti delle donne
islamiche? Non per quelle di Kabul, ma per quelle che abitano
a Milano, Genova, Roma, Napoli. Oppure, perché non ne
organizzate una a Rabat, o a Teheran, o a La Mecca, o a
Medina, o a Damasco? Oppure i valori in cui credete non sono
universali (neppure quelli della nostra Costituzione) e
valgono sono per la nostra cultura? Parità tra i sessi,
uguaglianza e dignità, divorzio e aborto non sono valori di
“sinistra”? Allora chi li nega, chi li calpesta continuamente
è di destra? Quindi l’Islam è di destra?
Ai comunisti
atei di una volta (ma ce n’è rimasto qualcuno?) quelli che
si sarebbero mangiati i preti a colazione, quelli che il Papa
non deve intromettersi, a questi mi permetto di ricordare
quanto diceva Feuerbach:”La religione è l’infanzia
dell’umanità. La gloria di Dio si fonda esclusivamente
sull’abbassamento dell’uomo, la beatitudine divina solo sulla
miseria umana, la divina sapienza solo sull’umana follia, la
potenza divina solo sulla debolezza umana”. E Marx rincarava
la dose:”La religione è il gemito della creatura oppressa,
l’anima di un mondo senza cuore, così com’è lo spirito di una
condizione di vita priva di spiritualità. Essa è l’oppio per
il popolo. La critica della religione è dunque, in germe, la
critica della valle di lacrime di cui la religione è l’aureola
sacra.” A loro dunque chiedo: non è forse l’Islam un
potentissimo narcotico delle masse? Il sintomo di una
condizione umana e sociale alienata? Il frutto di una società
malata? (sempre citando Marx) Oppure questi paradigmi sono
valsi solo per la religione cristiana dell’800? Cosa ne
pensate di una religione totalizzante che, di fatto, riconosce
come unica legge suprema ciò che insegna il Corano, che aspira
a teocratizzare ogni Stato? Ve li mangiate anche loro a
colazione? Non insorgete? Perché domani potrebbero aspirare ad
uno stato islamico italiano fondato sulla Sharia. Se abitaste
in uno dei vari paesi islamici, come potreste far valere il
vostro sacrosanto diritto a pretendere una legge fatta dagli
uomini e per gli uomini? Vi siete mai chiesti che fine
fareste? Non sentite ribollire il sangue nelle vene? E’ giusto
che in molti paesi islamici le altre religioni siano
discriminate? Fa parte della loro cultura e quindi va bene
così? Dal Corano:
Versetto 85: “ Chi vuole una
religione diversa dall'Islàm, il suo culto non sarà
accettato , e nell'altra vita sarà tra i perdenti.”
II Sura: Versetto 191:”Uccideteli ovunque li incontriate,
e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione
è peggiore dell'omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa
Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi
assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei
miscredenti.”
Sura IV: Versetto 84 :”Combatti dunque per la causa di
Allah - sei responsabile solo di te stesso e incoraggia i
credenti. Forse Allah fermerà l'acrimonia dei miscredenti.
Allah è più temibile nella Sua acrimonia, è più temibile nel
Suo castigo.”
Versetto 89: “Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono
loro e allora sareste tutti uguali. Non sceglietevi amici
tra loro, finché non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi
volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li
troviate.”
Beh certo, se applicassimo a questi versetti un’analisi
testuale e una critica ermeneutica anziché prenderli alla
lettera, forse non sarebbero così devastanti. Peccato però che
questo non avviene o qualcuno è al corrente di un Islam
moderato che interpreta il Corano con un taglio laico e
ammette la critica testuale? La libertà di professare la
religione che si vuole e quindi anche di professarsi
apertamente ateo è un valore di sinistra? Quindi chi lo
calpesta è di destra? Quindi l’Islam è di destra?
E ancora: nei matrimoni misti, sapete darmi dei dati
statistici su quale sia la percentuale relativa alla
conversione alla fede cristiana del coniuge musulmano? E quale
sia invece la percentuale opposta? Può un musulmano,
liberamente, cambiare la sua religione e diventare cristiano?
No, non può! E può una donna musulmana sposare un uomo di
un’altra fede religiosa? NO, non può! Questo non è forse un
atto discriminatorio? Considerare un’altra religione inferiore
o addirittura da eliminare non è razzismo?
Ai ragazzi e alle ragazze dei centri sociali chiedo: ma se
foste in un paese islamico, i vostri centri esisterebbero?
Potreste andarci a bere una birra, farvi una canna, ascoltare
un po’ di rock e, perché no, farvi una scopata? Perché non
aprite un centro sociale in un qualsiasi paese islamico? E’
troppo “occidentale” aprire un centro sociale alternativo al
modello “occidentale”? Se poi vi fanno storie, un po’ di sana
disobbedienza civile. E che ci vuole, lo fate in tutta Europa
non avrete certo timore a farlo là, o sì? La liberalizzazione
delle droghe leggere non è forse un tema di sinistra? Ma come
la pensano gli islamici in proposito? Essere contro le droghe
leggere vuol dire essere di destra? Quindi l’Islam è di
destra?
A tutti gli omosessuali, uomini e donne, di destra e di
sinistra, chiedo: non vi pare un po’ troppo facile fare le
manifestazioni a New York, a Londra, a Roma (sì, proprio dove
c’è il Papa), a Parigi? Perché non farne una dove chi si
dichiara omosessuale è veramente discriminato e rischia la
vita o il carcere? Che so, a La Mecca (l’equivalente di Roma
per i cristiani), al Cairo, a Teheran, nei territori
palestinesi, perché non lottare per gli omosessuali arabi? E
dei matrimoni tra omosessuali cosa ne pensano gli islamici?
Avete mai provato a chiederglielo? Noi gli omosessuali
dichiarati ce li abbiamo in parlamento e mi sembra giusto:
avete conoscenza di qualche omosessuale che sieda in qualche
parlamento di un qualsiasi stato islamico? (ma ci sono i
parlamenti, lì?)
Maometto,
secondo la tradizione islamica, condannò l'omosessualità
maschile: "Dio maledirà due volte chi commetterà il
peccato di Lot". I giuristi più legati alle norme coraniche
considerano che la sodomia debba essere trattata come la
fornicazione e punita allo stesso modo. In molti paesi arabi è
ancora prevista la pena di morte o il carcere per chi è
sorpreso in atti omosessuali; in Palestina gli imam spesso
emettono sentenze che scagionano un omicida che abbia ucciso
un omosessuale. Secondo le antiche interpretazioni giuridiche
della legge sacra, gli sposati non schiavi saranno messi a
morte per lapidazione, mentre uno scapolo libero riceverà 100
frustate e sarà esiliato per un anno. Nelle sentenze che
seguono i processi per sodomia appare tuttavia spesso l'accusa
di "matrimonio tra uomini": questo, in riferimento alle
antiche norme coraniche pare permetta ai giudici di condannare
a morte anche degli omosessuali non sposati.
Quanto al lesbismo, pare che
non sia esplicitamente considerato dalla legge islamica:
secondo Maarten Schild, autore di "Sessualità ed erotismo
maschile nelle società musulmane", il sesso tra donne è
considerato in quanto "sesso fuori del matrimonio e quindi
paragonabile all'adulterio", la pena tradizionale è sempre
quindi la morte o le cento frustate.
Abd al-Azim al Mitaani, sceicco e professore all'università
religiosa di Al Azhar (Il Cairo), dice in un intervista
riportata dal Manifesto del 25 ottobre 2001: "Per quanto
riguarda la sodomia, la maggior parte dei dottori dell'Islam
considera che sia l'attivo che il passivo devono essere messi
a morte”. E precisano anche che se una bestia viene
sodomizzata, l'uomo deve essere giustiziato e l'animale
abbattuto. L'omosessualità è attualmente illegale in 26 paesi
islamici: Afghanistan, Algeria, Bahrain, Bangladesh, Bosnia,
Iran, Giordania, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Kuwait, Libano,
Libia, Malesia, Mauritania, Marocco, Oman, Pakistan, Qatar,
Arabia Saudita, Sudan, Siria, Tajikistan, Tunisia,
Turkmenistan, Emirati Arabi uniti e Yemen.
Tra questi, l'Iran, la
Mauritania, l'Arabia Saudita, il Sudan e lo Yemen prevedono la
pena di morte; il Pakistan prevede la fustigazione ed
almeno due anni di carcere; in Malesia la pena arriva fino a
20 anni e negli Emirati Arabi fino a 14, mentre in Bangladesh
e libia la pena è rispettivamente di 7 e 5 anni di carcere.
L'Iran è comunque il paese più zelante nel reprimere
l'omosessualità: dal 1980, quando i fondamentalisti hanno
preso il potere sotto la guida dell'Ayatollah Khomeini, oltre
4000 gay e lesbiche sono stati giustiziati, stando a quanto
riferisce il gruppo in esilio per i diritti dei gay, Homan.
Se questi
temi sono di “sinistra”, allora chi nega tutto questo e
non solo a parole, ma con la violenza, è di destra? O no?
Allora l’Islam è di destra? E di quella peggiore?
A tutti i
laici (e io sono tale), a quelli che sostengono che lo
Stato e la religione devono restare separati, cosa ne pensate
delle teocrazie? La teocrazia è la negazione della democrazia,
o no? E’ vero o no che nessun paese islamico ha sottoscritto
presso l’ONU la Dichiarazione Universale dei Diritti
dell’Uomo? E’ vero o no che nei paesi islamici la Sharia è
l’unico riferimento per ciò che riguarda i diritti umani?
Avete mai provato a chiedere a un islamico cosa ne pensa, ad
esempio, di Dante Alighieri che ha messo Maometto all’inferno,
o di Voltaire, o di Darwin e dell’evoluzionismo, o di Freud, o
della psicanalisi, ecc.ecc.? Qual è il riferimento massimo,
per un laico, che consente una convivenza democratica? Forse
la Costituzione? E per un islamico? Forse il Corano e, di
conseguenza, la Sharia? Avete mai provato a chiedere ad un
islamico:”Ma se dovessi scegliere tra obbedire alla
Costituzione del paese che ti ospita o a quello che ti comanda
il Corano, come ti comporteresti? In caso di contrasto, a cosa
dai la precedenza?” Beh, fatelo, chiedeteglielo!
Ai pacifisti
senza ma e senza se, ai sostenitori di una società
multiculturale, ai sostenitori dell’integrazione ad ogni
costo, chiedo: ma siete sicuri che loro, gli islamici,
vogliano integrarsi? Leggete per favore, il Corano punisce
l’integrazione: Corano, III Sura: Versetto 12: “Di' ai
miscredenti: " Presto sarete sconfitti. Sarete radunati
nell'Inferno. Che infame giaciglio!".
Versetto 216:” Vi è stato
ordinato di combattere, anche se non lo gradite. Ebbene, è
possibile che abbiate avversione per qualcosa che invece è un
bene per voi, e può darsi che amiate una cosa che invece vi è
nociva. Allah sa e voi non sapete.”
Sura IV: Versetto 74 :”Combattano dunque sul sentiero di
Allah, coloro che barattano la vita terrena con l'altra. A
chi combatte per la causa di Allah, sia ucciso o vittorioso
,daremo presto ricompensa immensa.”
Sura V: Versetto 33:” La ricompensa di coloro che fanno la
guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la
corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che
siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che
siano esiliati sulla terra: ecco l'ignominia che li toccherà
in questa vita; nell'altra vita avranno castigo immenso”
Visto che noi italiani abbiamo una crescita demografica
pari a zero o poco più, mentre i musulmani che stanno qui
si raddoppiano ad ogni generazione (un buon musulmano deve
avere almeno 5 figli per moglie) cosa accadrà tra 50-80 anni?
Cosa accadrà quando loro saranno il 50% della popolazione o
forse di più? A questo, ci avete mai pensato? Cosa accadrà
allora? Perché questa non è un’opinione, accadrà perché è una
pura e semplice questione matematica. Se la democrazia
rappresenta per loro più un mezzo piuttosto che un fine, cosa
potrà accadere nel momento in cui saranno (o potranno essere)
la maggioranza relativa della popolazione? Volete qualche
dato: eccolo! .Considerando i regolari e gli irregolari, il
numero di musulmani che vivono in Italia risulta essere
stimato oltre il milione. In Europa il loro numero si attesta
sui dieci milioni, ed è costantemente in aumento. Infatti, il
numero dei neonati musulmani nella Comunità Europea ogni anno
è pari al 10%; a Bruxelles arriva al 30% e a Marsiglia tocca
il 60%. Sto esagerando? Sono paranoico?
L’anno era il 1974, la sede
l’Assemblea delle Nazioni Unite, il personaggio l’algerino
Boumedienne: cosa disse? Ecco:”Un giorno milioni di uomini
abbandoneranno l’emisfero sud per irrompere nell’emisfero
nord. E non certo da amici. Perché vi irromperanno per
conquistarlo. E lo conquisteranno popolandolo coi loro figli.
Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria”.
Recentemente
in parlamento è stata votata una legge sacrosanta che
tutela gli animali in quanto esseri “senzienti”, cioè capaci
di provare dolore; a prendere a calci un cane si rischia il
codice penale. Agli animalisti chiedo: ma la macellazione
halal praticata dagli islamici che consiste nello sgozzare
l’animale ancora vivo e lasciare che muoia dissanguato in una
lenta agonia, vi sembra rispettosa di un essere “senziente”?
Non avete nulla da dire? Nulla da obiettare? Cosa dicono i
verdi animalisti?
Se da un punto di vista antropologico il relativismo
culturale è una teoria che ha solide radici teoriche (in
pratica dice che ogni cultura elabora modalità diverse per
rispondere agli stessi fondamentale bisogni, quindi ogni
cultura ha la sua dignità e ogni azione, anche la più orrenda,
se inserita nella cultura d’origine assume un suo significato)
cosa accade quando una cultura “trasmigra” in un altro
territorio dove c’è una cultura diversa? Insomma,
semplificando, se ognuno a casa sua è libero di fare ciò che
gli pare, cosa accade quando c’è chi lo vorrebbe fare a casa
degli altri? Fin dove arriva il confine tra ciò che può
concedere l’ospite al suo ospitato? Perché anche per i
cannibali mangiare l’uomo è un fatto “culturalmente normale”,
ma non per questo permetteremmo ad un cannibale di mangiarsi
qualcuno a casa nostra. Il principio di reciprocità (io ti
permetto di fare a casa mia ciò che tu mi permetti di fare a
casa tua) può essere considerato una forma di valido
compromesso?
Alla
fine ritorno alla domanda iniziale: cosa accomuna un militane
della sinistra, un comunista, un ex-comunista, un laico
all’Islam? Ad un iman? Ad un ayatollah? Agli ulema?
Nulla…sembrerebbe…eppure…
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