L'INGIUSTIZIA DELLA GIUSTIZIA

 

Ultimi episodi nelle aule di giustizia italiana

Come si fa a restare indifferenti di fronte alla gestione di certa "giustizia" ?

 

 

 

19 gennaio 2005

 

Ruggero Jucker, 36enne della Milano bene che assassinò la fidanzata Alenja  Bortolotto, di 26 anni, in Corte d'Appello ha ottenuto che la pena gli fosse ridotta da 30 a 16 anni, grazie al patteggiamento svolto con il rito abbreviato. – Da che se ne può tranquillamente dedurre che fra 4 anni potrà tornarsene a piede libero, perché questi sono i benefici tutt’oggi previsti, dall’aver scontato un certo pezzettino della pena.

 

Donato Bilancia, dal canto suo, condannato a 13 ergastoli per i suoi efferati delitti, è stato recentemente sottoposto a un processo, per le minacce di morte e le ingiurie che avrebbe fatto nei confronti di due agenti di polizia, e durante la sua presenza in aula la Corte gli accorda il permesso di parlare, poiché sembrerebbe abbia delle rivelazioni interessanti in merito all’assassinio dei due sposini, peri  quali, - a suo dire – non avrebbe agito da solo.

Ma nonostante la parola, si perde in ciance inutili e conclude che è meglio che non riferisca chi è l’assassino che sarebbe a piede libero, per non complicare ulteriormente la situazione.

 

Mi sorge spontanea una domanda : ma cos’è la Giustizia, un parco dei divertimenti?  Io dico di no!  E' assolutamente assurdo che individui del genere, che non hanno alcuna possibilità di essere recuperati, possano ancora vivere momenti da protagonisti, anche se soltanto in Tribunale.  Ancora una volta coloro che dovrebbero rappresentare l’ala seria e impegnata del nostro paese, cioè i Giudici, si sono  lasciati beffare, permettendogli di parlare  a sproposito.

 

Ma ancora più pressante sono le domande: cosa sta succedendo alla giustizia?

Possibile che non siamo capaci di applicare un metodo che sia severo, ma giusto nei confronti di chi si è macchiato di orrendi delitti.

 

Non sono passati molti anni da che le assassine della suora Mainetti, massacrata  per un gioco perverso, sono tornate libere, una di loro sta svolgendo un compito delicatissimo di tata, cioè le sono affidati dei bimbi da crescere e quindi da educare.

 

I due assassini di Novi Ligure, impropriamente chiamati romanticamente dai giornalisti dei media italiani come “i fidanzatini” dopo solo 4 anni stanno recuperando la libertà e guardare con serenità al loro futuro.

  

Io credo che il carcere, cioè la pena, dovrebbero rappresentare una punizione adeguata al recupero, ma per come stanno andando le cose nella giustizia, gli assassini non hanno nemmeno il tempo di rendersi conto della gravità di ciò che hanno commesso e di pentirsi, se ne sono capaci.

 

Qual è il messaggio che stiamo dando ai giovani? Uccidete.. uccidete... intanto non pagherete... la società è più che disposta a perdonarvi e poi si sa, chi muore è sempre perdente, mentre chi uccide ottiene anche la comprensione degli intellettualoidi della psicologia, che trasformano questi assassini in vittime di azioni di cui non hanno piena responsabilità

 

E così avanti di questo passo, sotto a chi tocca, il messaggio che stiamo trasmettendo è questo: uccidete, gente, uccidete, intanto a pagare c'è tempo, meglio tardi o meglio ancora: mai.

 

Suor Maria Laura Mainetti,  Gianluca e Susy Cassini, rispettivamente fratello e madre di Erica, Alenja Bortolotto, le 13 vittime del Bilancia non hanno più alcun futuro, io non ricordo nemmeno come i loro nomi e voi? Nessuno di queste persone potrà vivere, crescere, andare a scuola o a lavorare, dormire, ridere, piangere, sposarsi e fare figli e non potrà più nemmeno morire in pace di vecchiaia....  E le loro famiglie? Sono state praticamente distrutte, insieme alla vita dei loro cari.

Ma che giustizia è questa che non sa tenere conto delle vittime? Che giustizia stiamo offrendo alla nostra società?

In questa nostra povera Italia esiste la pena di morte, ma non per gli assassini, esiste per le vittime innocenti, condannati a morte dai loro boia e dalla giustizia che non sa essere giusta e nemmeno avere pietà.

Io reclamo, voglio, esigo, che gli assassini come quelli che ho elencato qui siano eliminati fisicamente dalla faccia della terra e non che tornino a sorridere per le nostre strade a vivere come se nulla fosse accaduto là dove vivono anche le famiglie delle loro vittime.

Con i funerali di Gianluca e Susy Cassini seppelliamo la giustizia con buona pace degli assassini che hanno un alleato fortissimo:

la giustizia ingiusta

N.D.R. Lo so che la fila degli assassini efferati è molto più lunga, qui ne ho citati solo alcuni, ma sono troppi perché io riesca anche solo un attimo a sopportare ulteriormente questo scempio della giustizia, mi scuso con gli altri, non li ho dimenticati ne ho solo presi alcuni ad esempio per tutti.

Lisistrata

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