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NUOVO RAPIMENTO IN IRAQ
E' stata rapita GIULIANA SGRENA inviata in Iraq dal Manifesto
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LA SGRENA COME LA HASSAN - 16 Febbraio 2005 - 2° parte (che andrò man mano a completare aggiungendo pezzi agli articoli già scritti)
E' il fatto del giorno, il video che è stato trasmesso da stamani su tutte le TV, con l'immagine di Giuliana Sgrena, prigioniera dei suoi rapitori, che la sottopongono ad un trattamento che ha un'analogia impressionante con lo stesso metodo a cui è stata sottoposta Margaret Hassan (operatrice umanitaria - anglo-irachena). Quel rapimento purtroppo ha avuto un epilogo drammatico e voglio sperare che questa volta, la conclusione di questo evento già di per sé, abbastanza tragico possa confluire verso soluzioni migliori.
E' una vicenda che mi obbliga a riflettere su alcune valutazioni alle quali, è impossibile per me sottrarmi, per le implicazioni politiche che la vicenda Iraq ha nel nostro paese. Proprio oggi si è riunito il Senato per discutere e votare sul finanziamento aggiuntivo, alle nostre truppe di stanza in Iraq e stamani appare il video su tutte le TV e proprio mentre va in onda la TV RAI3 è già entro la casa dei genitori della Sgrena e sta intervistando i parenti. Sembra che i terroristi siano a conoscenza delle dinamiche politiche italiane e lo hanno già dimostrato in altre circostanze, cosa che lascia supporre almeno più di una vicinanza con l'estremismo politico, che sopravvive ed esiste, ancora molto massicciamente in Italia (ne fanno testo i recenti episodi, venuti alla luce appunto sul terrorismo italiano e quello internazionale).
Pierre Scolari, suo compagno di vita, arriva a dichiarare che la presenza delle nostre truppe in terra irachena è un delitto, mostrando un'evidente faziosità nei confronti del Governo e di tutti i suoi atti, perché altri rapiti, di appartenenza politica diversa dalla Sgrena non hanno certo dato la colpa del loro rapimento al governo, ma qui si attua una nuova forzatura da sciacallaggio sugli eventi mediatici, cercando di fuorviare la logica e il buon senso, che vuole sempre essere necessariamente presente in ogni situazione in cui si è preda di ricatti. E' vero che durante l'arco della giornata ha modificato, almeno a parole il suo atteggiamento verbosamente aggressivo e provocatorio che aveva tenuto nella prima intervista rilasciata a RAI3, ma è anche vero che la sera da Bruno Vespa, nell'immancabile "Porta a Porta" più che un uomo preoccupato per il rapimento della sua compagna, sembrava un uomo intento a produrre un vero spot elettorale pro domo sua. Quello che però di quest'uomo mi ha veramente stupito è stato una delle sue dichiarazioni rilasciate verso sera, nella quale specificamente fa riferimento all'aiuto che la sua compagna gli chiede e lui risponde: io la salverò. Non vorrei essere maligna in un momento così drammatico, ma la sinistra ci ha obbligato a vedere cose, che mai nella vita avremmo potuto pensare esistessero e abbiamo anche scoperto che hanno sacrificato i loro compagni, per tenere alto l'onore, cioè quello che loro intendono per onore della loro parte politica, che tradotto per persone come me che la politica la debbono solo subire significa: potere.
La sinistra, lo ha dimostrato ancora oggi, durante l' interpellanza parlamentare, votando quasi all'unanimità il non rinnovo del finanziamento delle nostre truppe, anche se non è passata la loro mozione, hanno continuato pervicacemente sulla strada della mancanza di obiettività. Della negazione dei fatti e della tessitura di ideologie demagogiche estremamente pericolose. I fatti che sono sotto gli occhi di tutti, sono le elezioni appena svoltesi in Iraq, per difendere i risultati delle quali è necessario che qualcuno resti a dare una mano al novello stato iracheno, perché in caso contrario i terroristi e i bahatisti si impadronirebbero dell'IRAQ.
Al di là di tutto resta assurdo che venga data la colpa delle violenze in Iraq alle truppe della coalizione, c'è bisogno di ricordarlo che in quel paese la violenza era uno status quo? E lo status quo, qualcuno non vuole perderlo. Ma davvero qualcuno crede che la libertà venga regalata e non abbia un prezzo in termini di vite umane?
Nemmeno quando fu rapito Moro, il governo scese a compromessi e a trattative con i terroristi, non è cosa che si può fare, anche se si può arrivare ad accettare di pagare un riscatto economico, non si può mediare o vendere la propria coscienza e le convinzioni politiche, che sono frutto di morale e non possono essere vendute al miglior offerente o al prepotente. Voglio sperare che anche questa volta la patria venga tenuta nella dovuta considerazione, anche perché altre cose sono poco chiare in questa vicenda, o quanto meno coincidono con gli eventi: oltre il voto del Senato vedeva la nascita il processo ai terroristi delle brigate rosse, che fra gli altri avevano assassinato Biagi e D'Antona. E' casuale la concordanza? Sono persona maligna? Non lo so, onestamente nutro seri dubbi, vorrei che i fatti domani mi dicessero che ho pensato male e che tutto è andato a posto. Lo auguro di cuore alla Sgrena perché come ho già ribadito, al di là delle personali convinzioni politiche o di appartenenza sociale, nessuno merita quello che viene fatto alle persone che vengono usate come merce di scambio.
La dignità, ma soprattutto il rispetto umano non si mettono in vendita e possiedono valori che io ritengo assoluti.
Lisistrata |
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4 Febbraio 2005 - 1° parte E ' stata rapita Giuliana Sgrena - inviata in Iraq dal Manifesto, conoscitrice del mondo islamico e appartenente a molti gruppi impegnati politicamente e socialmente, fra cui le donne in nero. Il Manifesto, è quel giornale su cui Vauro posta le sue vignette, che definirle di satira è un eufemismo, ciò nonostante non si può non partecipare con apprensione al suo rapimento, perché il terrorismo non ha assolutamente alcun tipo di legittimazione, per tutte le motivazioni che ho più di una volta enumerato su Lisistrata, esplicitandole e approfondendo l'analisi sulle sue dinamiche e sui fini che si propone. Sono del parere che non è vero che il fine giustifichi i mezzi, perché chi non rispetta l'uomo prima, ma lo usa ai suoi fini, non lo rispetterà nemmeno quando sarà arrivato allo scopo che si prefigge. Nessuno ha il diritto di usare gli uomini, sottoponendoli a vessazioni, umiliazioni, torture psicologiche come quelle che vengono effettuate normalmente con i rapimenti e quelle fisiche, che mirano a piegare completamente l'essere umano, facendolo diventare una larva, per toglierli anche il minimo barlume di reazione e di dignità. Questi rapimenti poi, troppo spesso sono naufragati nel sangue dei rapiti e nella disperazione dei loro cari. Contemporaneamente non posso non pormi delle domande: Cosa è andata a fare fra gli sfollati di Falluja? Quale altro abominevole servizio si stava inventando il Manifesto, cosa cercava di fare, se non rimestare nel torbido? Mi sembra chiaro che la sua direzione voglia screditare, ad ogni costo, il valore delle elezioni irachene, proprio perché i fatti hanno dimostrato che avevano torto? E per farlo mandano una persona dentro il cuore del nemico, che i redattori e il direttore del Manifesto sembrano ancora essere gli unici ad ignorare: Il nemico sono loro, gli integralisti, i terroristi, quelli che loro con tanta beatitudine chiamano forzatamente e impropriamente resistenti, offendendo i veri resistenti di tutti i tempi, quelli che hanno resistito alle dominazioni straniere.
Non l'hanno ancora capito quelli del Manifesto, o forse vogliono una loro martire, e magari anche questa volta finirà per diventare frutto di un complotto americano o peggio dei sionisti?
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