CRESCE L'INTOLLERANZA DELLE SINISTRE

Alcuni studenti negli atenei italiani stanno dimostrando un'intolleranza inaccettabile.

 

Italo Bocchino candidato di Alleanza Nazionale alla Presidenza della regione Campania

Pisa - la contestazione degli studenti di sinistra che ha impedito all'ambasciatore di parlare

 

12 Marzo 2005

 

Si stanno moltiplicando gli episodi di intolleranza, non solo ad opera delle frange estremiste dei no global e dei disubbidienti, come è accaduto fino a poco tempo fa, durante le manifestazioni di piazza, ma questo sta accadendo pericolosamente nei nostri atenei, ad opera di studenti organizzati in vere e proprie squadre che si prefiggono di impedire a chiunque non rientri nel loro modo di pensare, di esprimere democraticamente le proprie opinioni, arrivando fino allo scontro fisico.

- Proprio ieri universitari napoletani hanno impedito a Italo Bocchino, di presentare il suo programma di candidato;

- A Roma stanno per essere messe al bando le bevande americane, Coca Cola in testa;

- A Firenze, il 26 febbraio, un'accozzaglia di studenti, aggrediva cercando di impedire che l'ambasciatore israeliano Gol facesse il suo intervento;

- A Pisa, il 24 ottobre 2004 si verifica una situazione analoga, anzi peggiore: gli studenti organizzati in squadristi, impediscono al consigliere dell'Ambasciata d'Israele in Italia, Shai Cohen di tenere una conferenza. 

- AGGIORNAMENTO - Alla Facoltà di lettere di Bologna, il 9 marzo, un incontro con Angelica Calò del Kibbuz israeliano Sasa, è stato annullato, con la motivazione che era meglio evitare accadessero gli stessi disordini che sono accaduti a Firenze.

Ciò che però è ancora più inquietante è che non si levino voci della sinistra, in modo autorevole per spiegare a questi giovani che essere di sinistra, non significa essere antidemocratici, o almeno fino ad ora hanno preteso di essere portatori della democrazia e dei riformisti, vuoi vedere che ci hanno mentito anche qui?

Tutti questi episodi, dimostrano che ormai la democrazia di cui gli attivisti e i sostenitori della sinistra, si riempiono la bocca, è solo un termine da usare come un'arma impropria, contro chi non la pensa come loro.

Inoltre, questi episodi sono spaventosi, perché assomigliano moltissimo a quelli che negli anni che sono andati dal 1970 al 1980 hanno visto le peggiori violenze scatenarsi da sinistra e da destra, in un crescendo pericolosissimo.

Anche allora si cominciò impedendo l'accesso a coloro che non erano schierati, anche allora si usarono dei metodi del genere esteriore, simili a quelli che oggi ricorrono ai boicottaggi.

Dove andremo a finire se questa spirale continuerà senza fermarsi?  E' questo che la sinistra vuole veramente? E' lo scontro frontale che sta cercando? Ma non erano loro i portatori del pacifismo?  E cosa significa essere pacifisti se poi si fa la guerra a tutti e a tutto in casa propria?

Sono sinceramente preoccupata.  Qui di seguito vi riporto gli articoli di tutti e quattro gli episodi che vi ho descritto

Lisistrata

Napoli 11 marzo 2005  -  Quelli di sinistra e la democrazia

Giovani universitari napoletani impediscono a Italo Bocchino di presentare la propria candidatura agli universitari
Quelli di sinistra sono persone colte, appassionate, che hanno dovuto affrontare i più inimmaginabili travagli (non ce n’è uno che non abbia subito un tormento politico), e sono soprattutto pacifisti, anche se non pacifici. Così se si presenta un “ebreo” o uno di destra in facoltà per discutere è da ostacolare, insultare, osteggiare producendosi in questa sistematica occupazione degli spazi pubblici laddove chi non è allineato ne è estromesso.
Fedeli a questo clichè anche i giovani universitari della sinistra campana che hanno pensato bene di inscenare l’ennesima volgare gazzarra per impedire che il candidato alla Presidenza della Regione, Italo Bocchino, potesse realizzare il suo incontro con i giovani universitari presso la Facoltà Federico II.

Al grido di AN-date via, richiamando la chiara provenienza politica dell’onorevole di Alleanza Nazionale, armati di tanti cartelli, slogan puerili e abbondante intolleranza hanno “occupato” l’ingresso della facoltà seguendo uno stile che è a loro congeniale e costringendo Bocchino a preferire di evitare un inutile e pericoloso scontro, non rispondendo alle provocazioni e dirottando presso la sede del suo comitato elettorale.
Ci chiediamo cosa fa la sinistra dei partiti, quella che foraggia e sostiene questi che non sono altro che teppisti settari e insofferenti, e li elegge come rappresentanti dei propri movimenti giovanili o che adotta nelle loro crociate politiche sostenendoli, magari, acquistandogli stabili da loro occupati o inserendoli in commissioni e attività a sfondo sociale. Una commistione che si ripete sistematicamente ed alla quale occorre contrapporre una risposta di civiltà, che la sinistra intransigente e intollerante sembra ormai aver irrimediabilmente smarrito.

Paolo Carotenuto  da Legno storto

Roma 10 marzo 2005 - Bibite politicamente corrette

Si può essere sapienti e, nel contempo, poco intelligenti? A giudicare dalla decisione presa dagli amministratori dell'Università Roma Tre, c'è gente che preferisce bersi il cervello piuttosto che una bevanda imperialista e razzista, sfruttatrice delle masse operaie. I corridoi dell'ateneo sono improvvisamente divenuti 'off limits' per la Coca Cola, bandita dai distributori automatici piazzati all'interno di tale tempio della cultura per far posto ai succhi di frutta 'equi e solidali'. Il decreto di sfratto della bibita più famosa del mondo, il cui logo ha ispirato il vestito di Babbo Natale (un tipo già in odore di epurazione), è stato firmato dal rettore su caldeggiamento dei rappresentanti della sinistra studentesca, persuasi che nel luogo di formazione per eccellenza delle future classi dirigenti non vi sia posto per il prodotto simbolo della tracotanza yankee.
Le diseducative bollicine sono state espulse dopo le reiterate denunzie nei confronti della multinazionale colpevole di sottopagare i lavoratori del Terzo Mondo, che da oggi potranno rifarsi con gli interessi grazie al vertiginoso aumento nel consumo delle bibite 'democratiche', fra le quali non sembrano peraltro compresi il rhum bevuto nei peggiori bar dell'Avana e la grappa di rose imbottigliata dai figli delle Guardie Rosse cinesi. Maliziosamente, sospettiamo che in siffatto colpo di mano vi sia lo zampino di quel tale Caruso, guaglione napoletano nu pocorillo disobbediente, già cultore delle favolose offerte 3x0 (prendi tre, paghi zero) nei supermercati e recentemente riciclatosi come agente unico per l'Italia della neonata Mecca Cola, alternativa coranicamente corretta al liquido marrone proveniente dagli States.
Vuoi vedere che fra un po' le macchinette per le bibite della Sapienza (rigorosamente orientate verso la Mecca) ospiteranno la bevanda preferita dai rapitori della Sgrena? Nel frattempo, i radicalscicconzi del 'commercio equo e solidale' dai prezzi proibitivi (un autentico idolo africano intagliato in un tornio di Gallarate da un cinesino sotto contratto con la Triade richiede come minimo l'accensione di un mutuo) hanno già eliminato la concorrenza. Messa l'ideologia in bottiglia o in lattina, giovanotti e giovanotte in kefiah si disseteranno con il karkadé prima e dopo gli esami, appoggiandosi ai Sette Pilastri della Saggezza. Evitando i rutti dannosi per i protocolli di Kyoto, benché islamicamente apprezzabili.

Ezechiele Lupo  da Legno storto

Firenze 26 febbraio 2005 - Tre modi diversi di essere studenti

Mentre dei farabutti in Italia impedivano all'ambasciatore di Israele di parlare all'Università di Firenze i loro amici nei territori preparavano l'attentato di stanotte a Tel Aviv. Per il momento abbiamo 13 morti e più di 80 feriti alcuni dei quali molto gravi. Ragazzi, esattamente come i manigoldi di Firenze, ragazzi come i terroristi palestinesi. Ragazzi israeliani che erano in fila per andare a ballare in un locale di fronte al mare di Tel Aviv .Qualcuno in Italia ha voluto giustificare la vergognosa contestazione all'ambasciatore Gol, qualcuno ha addirittura osato dire che i farabutti non erano nazi-comunisti, che la sinistra e' un'altra cosa. Peccato che urlassero dentro l'Ateneo di Firenze "Palestina libera Palestina rossa" e che tutti facciano parte di partiti della sinistra i cui leader dichiarano che Israele e' uno "stato terrorista" o  vanno in Libano per incontrare i loro amici del cuore, i terroristi Hezbollah.

Posso immaginare, data la loro completa assenza di moralità, l'urlo di soddisfazione che avra' accolto la notizia dei ragazzi assassinati in Israele dai loro maledetti amici. Posso immaginare le feste e l'esaltazione per questa ennesima strage di giovani ebrei loro coetanei.
Ieri sera, come era accaduto quattro anni fa al Dolphinarium di Tel Aviv, dei ragazzi di Israele non hanno fatto nemmeno in tempo ad entrare nel locale quando, alle 23.20, uno studente universitario palestinese  di 21 anni, Abdullah Badran, si e' fatto esplodere in mezzo a loro per ammazzarli.
Vediamo quindi tre diversi modi di essere studenti.
In Italia usano il tempo per creare comitati e cellule politiche e per impedire la democrazia.
Usano il loro tempo per fare violenza sui rappresentanti di una nazione odiata, Israele, una democrazia nel cuore del mondo fanatico arabo da loro tanto apprezzato.
Usano il loro tempo per organizzare cortei violenti inneggianti alle dittature di tutto il mondo, spaccare vetrine e bruciare cassonetti.
Manigoldi.

Nei territori palestinesi gli studenti universitari, degni compari di quelli italiani, organizzano attentati per ammazzare giovani come loro purché ebrei e israeliani. Lo fanno da sempre e di tempo ne hanno a volontà  tanto le Università' nei territori sono sempre chiuse per sciopero e occupate da criminali terroristi ventenni.
Un bel futuro per la non ancora esistente Palestina.
Un  futuro  in mano a giovani assassini, fanatici pieni di odio e innamorati della violenza  e della dittature, degni figli di Arafat.
Assassini.
In Israele gli studenti universitari fanno una cosa strana: studiano.
Nella vita fanno un'altra cosa strana : difendono il loro paese dai manigoldi e dagli assassini e quando vogliono distrarsi e il venerdi sera vanno a ballare per esorcizzare le preoccupazioni e la paura  vengono raccolti a pezzi in un lago di sangue.
Sangue innocente di ragazzi che avrebbero voluto vivere in pace.
Fate festa, farabutti di Firenze, rallegratevi perché siete così idioti da non capire che quelli ad essere senza futuro siete voi con le vostre anime perse e il vostro odio.
Fate festa, bruciate bandiere, urlate "palestina libera palestina rossa" perchénon sapete fare altro nella vita e vi lasciate incantare da quelli più grandi e furbi di voi. Suppongo che questo assassino, Abdullah Badran, entrerà a far parte della rosa dei vostri eroi.
Io piango per i giovani di Israele che sono stati assassinati stanotte, per voi e i vostri amici assassini palestinesi solo tanto disprezzo.
Deborah Fait – da Rolli blog

Pisa 19 ottobre 2004  - Il Rettore dell'Università di Pisa condanna la violenza degli squadristi rossi

Forte preoccupazione ha suscitato, anche sulla stampa israeliana, l'aggressione degli squadristi rossi al consigliere dell'Ambasciata d'Israele in Italia, Shai Cohen, cui è stato impedito di tenere una conferenza all'Università di Pisa. Informazione Corretta, in una lettera al Rettore Marco Pasquali, esprimendo apprezzamento per la decisione dell'Università di promuovere la conferenza e solidarietà per l'aggressione, rivolta anche contro la libertà dell'istituzione accademica, formulava anche una riserva circa la decisione del Preside di Scienze politiche di non far intervenire le forze dell'ordine. Meglio sarebbe stato farlo "a garanzia delle libertà democratiche impedite e per identificare e denunciare chi quelle libertà vuole soffocare".
Di seguito pubblichiamo la risposta che il Rettore Marco Pasquali ci ha cortesemente fatto pervenire.

Ho deplorato anch'io vivamente l'episodio. Probabilmente il Preside di Scienze Politiche si è ispirato a un atteggiamento tradizionale di salvaguardia dell'autonomia universitaria, sebbene in questo caso avrebbe potuto essere consigliabile un diverso atteggiamento. Ho tuttavia manifestato pubblicamente la mia condanna dell'accaduto attraverso un comunicato per la stampa locale e nazionale che le riporto di seguito.

Il Rettore dell'Università di Pisa condanna il grave episodio di  intolleranza nei confronti del Consigliere Cohen
In merito all'azione che ha impedito al Consigliere dell'Ambasciata Israeliana a Roma, Shai Cohen, di tenere la lezione per la quale era stato invitato dalla Facoltà di Scienze politiche, il Rettore dell'Università di Pisa, Marco Pasquali, esprime la più severa condanna per quanto accaduto e per ogni episodio di intolleranza e discriminazione e manifesta la  solidarietà personale e di tutto l'ateneo al Consigliere Shai Cohen. 

Il Rettore riafferma la fedeltà dell'Ateneo al principio di libertà di espressione e confronto delle idee e sottolinea che il rispetto di tale principio è non solo valore fondante e condizione di esercizio delle attività istituzionali dell'Università, ma costituisce un intrinseco e insostituibile obiettivo formativo ai fini dello sviluppo di una coscienza civile.
Sottolinea infine che qualunque comportamento che violentemente impedisca l' espressione delle idee ostacola la cultura della comprensione e la positiva soluzione dei conflitti.

Informazione corretta

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