|
Nasce in Toscana un Comitato per Oriana Fallaci e il diritto alla libera espressione - pag. 1
via fax: 055/289098 - via mail: clubbrunelleschi@libero.it
fax 055289098 -
cellulari 347-8288390 / 339-2660648
|
|
||
|
27 maggio 2005 Caro Direttore, assieme al sottosegretario alla Telecomunicazioni, senatore Massimo Baldini e al capogruppo di Forza Italia del Comune di Firenze Paolo Amato, ho promosso un "Comitato per Oriana Fallaci e il diritto di libera espressione". Un comitato aperto alla partecipazione di persone di diversa estrazione politica che hanno a cuore la difesa della libertà di espressione.
Perché
questo è il principio che, a mio avviso, viene messo in
discussione dal rinvio a giudizio di
Oriana Fallaci.
Le adesioni al Comitato potranno essere raccolte presso il
Club Brunelleschi |
MENU' DEL CAPITOLO DEDICATO A ORIANA |
||
|
|
|||
|
Al Presidente del Consiglio Regionale della Regione Toscana 26 maggio 2005
Mozione: A sostegno di Oriana Fallaci e a difesa del diritto di libera espressione. Considerato che l’articolo 21 della Costituzione italiana stabilisce che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Che, secondo quanto riportato da alcuni organi di stampa nazionali, il presidente dell’Unione Musulmani d’Italia, Adel Smith (lo stesso personaggio che non più tardi di un anno fa aveva definito Gesù “un cadavere in miniatura inchiodato a un pezzetto di legno” e la Chiesa “un’associazione per delinquere di cui Wojtyla è il capo”) avrebbe chiesto ed ottenuto di processare la scrittrice Oriana Fallaci per il reato di vilipendio alla religione (artt. 406 e 403 c.p.), nella fattispecie quella islamica, ravvisato in alcune parti (18 in tutto) del libro “La Forza della ragione”, bestseller che ha venduto centinaia di migliaia di copie in tutto il mondo e che nessun Paese ha incriminato. Che il processo a Oriana Fallaci rischia di apparire come un processo contro il diritto di libera espressione, in quanto la scrittrice fiorentina, ritenuta da sempre uno spirito libero e indipendente, verrebbe mandata a processo non per quello che ha fatto, bensì per ciò che ha pensato e scritto. Che in uno Stato che osi definirsi democratico i processi per reati di opinione, come quello di cui è accusata Oriana Fallaci, non possono e non devono trovare cittadinanza. Che a difesa del diritto di libera espressione appare necessaria una generale mobilitazione delle coscienze. Che a Firenze è nato un comitato, aperto alla partecipazione di tutti coloro che hanno a cuore la libertà di espressione, denominato “Comitato per Oriana Fallaci e il diritto di libera espressione”Il Consiglio regionale della Toscana Esprime piena solidarietà alla scrittrice Oriana Fallaci Impegna Il Presidente della Giunta Regionale ad esprimersi sul rinvio a giudizio di Oriana Fallaci e a adoperarsi presso le opportune sedi affinché il Presidente della Repubblica nomini, al più presto, senatrice a vita la scrittrice fiorentina. Gruppo Consiliare Forza Italia |
|||
|
Consiglio Regionale 21/06/2005 Intervento del Consigliere Regionale Angelo Pollina su “Mozione Fallaci”.
Presidente, colleghi consiglieri, le motivazioni che ci hanno spinto a presentare questa mozione sono le stesse dalle quali è nato il “Comitato per Oriana Fallaci e il diritto di libera espressione”. Oriana Fallaci, giornalista, scrittrice, toscana e fiorentina è stata rinviata a giudizio con l’accusa di vilipendio alla religione (artt 403 e 406 del codice penale), nella fattispecie quella islamica, ravvisato in alcune parti del libro “la Forza della Ragione”. L’accusa le è stata mossa e poi depositata presso il Tribunale di Bergamo da Adelm Smith, presidente dell’Unione Musulmani d’Italia. Quell’inquietante personaggio, mi si passi il termine, che qualche tempo fa ebbe a definire il Crocifisso “un cadaverino inchiodato ad un pezzetto di legno”; lo stesso che qualche tempo dopo gettò dalla finestra di un ospedale, dove era ricoverata la madre, il Crocifisso affisso in camera. Qual è la colpa della nostra scrittrice? Quella di aver espresso giudizi severi e duri sull’Islam? Ma non certo offensivi come ripetutamente fa il signor Smith. Con il rinvio a giudizio della Fallaci non solo siamo di fronte alla violazione dell’articolo 21 della Costituzione Italiana che tutela il diritto di libera espressione (“col pensiero, la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”), ma siamo di fronte anche ad una strana interpretazione dell’articolo 101, collegato al dettato specifico della nostra Carta. Questo infatti stabilisce che il compito del magistrato è quello di applicare la legge. Oggi, quel magistrato, è andato oltre il suo compito preciso, sconfinando nella politicizzazione. Di questo passo (e la domanda è legittima) quanti libri e quanti autori dovremmo portare in Tribunale? La lista potrebbe essere infinita: dagli autori palestinesi che hanno scritto sugli israeliani, o viceversa; agli autori cattolici dell’Irlanda del Nord; dagli autori musulmani agli autori della America Meridionale. Quanti scritti, quindi, non esprimono giudizi severi e spesso anche offensivi, sui popoli, sulle culture e sulla storia di altre popolazioni? Qui si tratta di mobilitarsi in nome e per conto della nostra libertà di espressione, un valore assoluto che va oltre gli stessi principi fissati nella Costituzione, ma anche per salvaguardare la nostra storia, la nostra cultura, le radici della nostra civiltà e dell’Europa. Non è infatti possibile tollerare che in uno Stato, che osi definirsi democratico, trovino ancora cittadinanza i processi per i reati di opinione, come quello che dovrà subire Oriana Fallaci. Il miglior sostegno, oggi, alla nostra concittadina, sarebbe la nomina a Senatrice a vita. Tale nomina non rappresenterebbe solo il doveroso riconoscimento al valore e alla carriera di una grande fiorentina ma anche il più significativo atto di solidarietà ad una persona la cui colpa è solo quella di pensare e scrivere liberamente. E allora, colleghi consiglieri, ecco il perché di questa mozione, e il perché oggi chiediamo all’Assemblea un voto favorevole. Perché anche la Regione Toscana, che in passato è stata il faro della civiltà italiana con l’abolizione per prima della pena di morte, si unisca, con l’approvazione di questo testo, a tutti i gruppi di intellettuali e governanti che dagli Stati Uniti a Israele oggi si stanno mobilitando in segno di solidarietà con la Fallaci e per difendere il diritto di libera espressione. |
|||