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INCONTRI NEL WEB
PILLOLE DI PENSIERI IN LIBERTA'
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Una suggestiva
vecchia cartolina del fiume Lambro, nel punto in cui
attraversa Melegnano, presa dal sito
Melegnano.net |
Milano, 15 agosto 2005
Vagando nel web alla ricerca di
informazioni specifiche o comunque interessanti, si fanno degli
incontri, non sempre voluti o calcolati, a volte positivi altre
posso generare fastidio, ma questa volta ho trovato un sito, che
sembrava trattare solo di problemi specifici alla località italiana
da cui ha preso: Melegnano - un paese in provincia di Milano che si
congiunge al capoluogo attraverso la Via Emilia. Nel visitarlo
sono stata attratta da riflessioni che l'autore ha tradotto in
espressioni scritte, argomentandone dettagliatamente i concetti, che
ho trovato molto interessanti e condivisibili per moltissime parti,
ve li offro così come sono stati pubblicati sul sito
Melegnano.net e
vi auguro buona lettura.
Lisistrata
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Molti politici si riempiono la bocca e parlano, in Italia, di una civiltà
multietnica, cui ci dovremmo abituare e citano gli USA, come esempio di
come arriveremo ad essere.
Io penso che non abbiano le idee
chiare.
Una nazione è figlia della propria
storia e non basta un'affermazione per modificare più di duemila anni di
tradizioni e di modificazioni caratteriali.
Gli Stati Uniti nascono come miscuglio
di popoli provenienti da ogni parte di Europa e, anche se non di loro
volontà dall'Africa; fin dall'inizio basano le leggi della loro
coesistenza su di una semplice struttura legislativa e su di un ferreo
rispetto della stessa, tanto da poter affermare che le regole imposte
diventano sistema di vita, che, solo con l'avvento del veleno dei popoli,
"la droga," sembra essere a volte minato o indebolito. Ogni etnia conserva
le proprie tradizioni, ma nel rispetto delle leggi generali imposte a
tutela della nazione superetnica.
L'Italia nasce come etnie separate,
soggiogate dalla lex romana che veniva comunque sentita dallo stesso
popolo romano come imposta dalle lobbies dei grandi capitali dell'epoca.
Basti pensare che, all'epoca dell'antica Roma, lo stato di Governatore di
una provincia veniva affidato a chi, mercanteggiando con l'erario e
comprando così la carica, poteva rivalersi poi sui cittadini della
provincia stessa con tasse a suo uso e consumo.
La vera Italia si espresse dove poté
con i Comuni, pura espressione di potere etnico, dove genti omogenee
vivevano con proprie leggi e si contrapponevano spesso persino ai propri
vicini; le leggi per tradizione erano regole non "da rispettare comunque",
ma "da rispettare se".
Questo "se", reso indispensabile
dall'atavica contraddizione esistente nel corpus legis, già dall'epoca
romana, e, spesso, dal bisogno di non rispettarle per sopravvivere divenne
poi sempre più imperioso con il susseguirsi delle varie dominazioni, che
aggiungevano al caos legislativo esistente regole nuove a proprio uso e
consumo. Normale conseguenza di questo stato è che chi emette le leggi le
adegui alla mentalità del proprio popolo, partendo dal presupposto che,
nella norma le disposizioni verranno ignorate e che pertanto
l'applicazione delle stesse segua la sorte. Chi viene preso ed è costretto
a pagare è come se fosse stato estratto da un bussolotto, è stato
sfortunato, la stragrande maggioranza continua a seguire le leggi come
faceva sotto gli spagnoli, i francesi o gli austriaci, si guarda attorno e
se non c'è nessuno a controllare fa quello che crede. L'italiano si forma
quindi con una forte connotazione localistica che trova il suo naturale
sbocco nel campanilismo e con uno spirito anarchico che lo porta a
sentirsi, nella norma, superiore alle leggi. Sembra un quadro fosco, in
effetti non lo è, perchè, per sua natura, l'italiano è bonaccione, certo
qualcuno è portato alla truffa, qualcun'altro ha la mano lesta, ma di
reati brutti, contro la persona, non ce ne sono tanti. La malavita ha le
sue regole, quella non scherza, non è come lo Stato, e l'italiano lo sa e
gira alla larga. Sfatiamo qualche luogo comune, l’italiano normalmente è
un onesto lavoratore, sia che sia di origini settentrionali che
meridionali. Il modo in cui l’italiano disonesto delinque è truffando o
compiendo piccoli furti. Prima dell’abnorme diffusione della droga che ha
sbloccato gli istinti più bestiali l’italiano era, anche se disonesto, una
brava persona, chiaramente l’aggettivo è valido solo per il confronto con
la realtà attuale. Se guardiamo il comportamento storico di popoli come lo
slavo, dal croato al bulgaro, o arabo, dal palestinese al marocchino,
vediamo che le loro usanze sono assolutamente diverse, la bestialità di
alcuni atteggiamenti e la ferocia di molti episodi (pensate ai villaggi
sgozzati dagli integralisti o ai bambini trucidati dai serbi o dagli
albanesi) ci insegnano che la loro concezione della vita è profondamente
diversa dalla nostra. L’italiano ha nel proprio DNA il gene dell’arte di
arrangiarsi e quello della sottomissione attiva, perchè solo chi aveva
questi geni è riuscito a campare sotto le varie dominazioni. Il bello di
questi geni era la loro caratteristica dominante così che anche i barbari
prima e gli altri invasori dopo, invaghendosi delle nostre donne, avessero
figli che assomigliavano più alla razza degli sconfitti che a quella
dominante.
In questo contesto le nostre leggi
ingarbugliate, che si contraddicono l’una con l’altra, trovano un terreno
che può fare danni limitati. La diffusione della droga e l’invasione
slava ed araba hanno creato una situazione nella quale le leggi che
abbiamo non funzionano più. Per la delinquenza islamica serve la legge
coranica del taglione, quella solo fa sì che vengano rispettate le regole,
i nostri balletti e commedie legali per questi nuovi barbari non servono
proprio e non solo, ma fanno capire anche alla nostra piccola delinquenza
che di regole in Italia non ce ne sono, è il paradiso dei Ladri, dove
tutto è proibito, ma chi se ne frega.
Quindi signori politici non parlate di
civiltà multietnica, ma di invasione, perchè il popolo italico non è
assolutamente difeso dalla ferocia dei nuovi invasori, che arrivano
vestiti da straccioni e poi li ritroviamo alla guida di costosissime
macchine veloci, che considerano loro diritto stuprare le donne e
ritengono che rubare o uccidere un infedele sia un’opera meritoria.
Qualche loro prelato dice che l’Islam
è amore, provate a pensare come la potevano pensare tutte le vittime dei
loro massacri in Algeria o dovunque si scatena la follia religiosa
islamica.
Io non posso pensare che nessuno dei
nostri politici se ne sia reso conto e questo mi turba ancora di più.
Ettore Rossoni
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Quando vengono stravolti i principi fondamentali della convivenza civile.
Quando, conclusasi la seconda guerra mondiale,
i governanti italiani hanno dovuto dare una loro impronta alla nazione che
usciva dal periodo bellico e dalla lotta partigiana che aveva contrapposto
fratelli a fratelli, scelsero di contenere quell’amor patrio sul quale si
era basato il passato regime. Ritenendo forse che il rispetto per il
concetto di patria, per la bandiera e per il principio di italianità
potesse essere la causa di quel nazionalismo che aveva condotto al
prevalere del fascismo nella nostra Italia, brigarono per ottenere che
venisse minata all’origine quell’idea di patria che era alla base del
nazionalismo fascista. Se proviamo a guardarci attorno nel mondo, con un
po’ di obiettività scopriremo che in Francia, in Inghilterra, negli Stati
Uniti, il patriottismo è ancora vivo, eppure in questi paesi non hanno mai
preso piede regimi di tipo fascista.
Nel tentativo di rendere impossibile un
ritorno di una cultura nazionalista, i partiti al potere, man mano che
prevalevano le correnti socialcomuniste, hanno cercato di soffocare quei
principi che ritenevano potessero essere la causa prima del fascismo.
All’inizio hanno provveduto a togliere dalle scuole primarie ogni elemento
riconducibile ad un ideale di patria, poi, rendendosi conto che patria
significa terra del padre, hanno combattuto i principi fondamentali della
famiglia, intesa come area di potere del padre, riducendone gli ambiti, le
prerogative, la “potestas”. In un secondo tempo hanno eliminato le
ricorrenze che, nello spirito, si richiamavano a quegli stessi ideali,
hanno combattuto quelle istituzioni che avevano ancora una bandiera ed un
amor patrio che loro consideravano un peccato mortale. Basti pensare a
quell’uomo politico chiamato dai suoi compagni di partito “il migliore”
che asserì che preferiva essere considerato un violinista sovietico
piuttosto che un politico italiano e, oggi, basta pensare a quegli uomini
politici che hanno impunemente dichiarato di aver interagito con il KGB
sovietico e che invece di essere considerati traditori della patria, come
avverrebbe in qualsiasi nazione ad eccezione di Cuba e della Cina Rossa,
sono chiamati a far parte dell’attuale governo della nostra Italia. Ma
così come è avvenuto nei paesi dell’est, Russia in testa, al declino
dell’ideale di patria si sostituisce il bisogno di un ideale più vicino
alla gente, come è quello del campanile, della propria terra, della
propria regione, del proprio paese. Chi ci governa temendo questo fenomeno
spinge ad una immigrazione selvaggia, nella convinzione che una civiltà
multietnica possa essere finalmente libera dallo spettro del
particolarismo nazionalista, dove la nazione non è più l’aggregato
politico storico, ma un’area etnicamente più omogenea. Anche in questo
caso proviamo a guardarci in giro ed a vedere se le civiltà cosiddette
multietniche sono veramente tali. L’unico paese per il quale si potrebbe
parlare e spesso, a sproposito, si parla di civiltà multietnica è
l’America, gli USA. Vediamo se è corretto prendere gli USA ad esempio, se
effettivamente sono una società multietnica, se effettivamente non è uno
stato nazionalista, se il loro “esempio” può essere trasferito nella
nostra realtà. Dobbiamo a questo punto capire cosa si intende per civiltà
multietnica, non pensiamo certo ad un’Iugoslavia, dove le differenti etnie
hanno scatenato guerre e genocidi, quindi un paese multietnico dovrebbe
essere un posto dove etnie diverse convivono, interagiscono, si completano
e formano un tutto diverso dalla somma dei componenti, cioè un qualcosa di
superiore, un qualcosa che sostituisca alla fratellanza etnica la
fratellanza consistente nell’avere la stessa residenza. Milano, dove
molti meridionali si sentono perfettamente integrati con quei pochi
lombardi rimasti potrebbe a questo punto essere considerata una civiltà
multietnica, dove i popoli convivono e si uniscono contro il comune
avversario, pensiamo al fenomeno leghista dove molti simpatizzanti sono di
origine meridionale. Se analizziamo gli USA vediamo che le etnie non sono
affatto compenetrate, coesistono ghetti assolutamente ed ermeticamente
chiusi, la multietnicità è solo presente, a volte, nell’ambiente di
lavoro, dove esistono altri tipi di ghetti di tipo censuale che spesso si
integrano con ghettizzazioni di tipo razziale. Sempre negli USA è
possibile riscontrare un fortissimo spirito nazionalista, coltivato dalle
istituzioni, che è così radicato da soffocare all’occorrenza i difficili
rapporti inter etnici.
La politica di guerra alle diversità
campanilistiche interne, che stavano trovando un superamento negli sforzi
comuni dell’immediato dopoguerra, porterà pian piano ad un imbarbarimento
dovuto all’inserimento di razze che sono diverse da noi, che portano i
loro costumi, i loro odi, la loro religione e che hanno soprattutto
l’obiettivo di mantenere la loro diversità nel nostro paese, costringendo
noi ad adattarci a loro e non viceversa. Questo fenomeno è molto simile ad
un’invasione barbarica, quando i popoli della penisola furono sopraffatti
e soggiogati dai Goti o dagli Arabi. Non credo che si possa chiamare
moderno e culturalmente avanzato il fatto di lasciare che avvenga una
simile sopraffazione da parte di chi ha nel proprio credo la guerra santa
contro gli infedeli. Chi non si rende conto di quale portata sia il
pericolo è solo un povero sciocco o è in malafede ed antepone gli
interessi propri a quelli della nazione, che, lo dice la parola, è
l’insieme di quanti sono nati in quella terra.
Ettore Rossoni |
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testi seguenti sono stati tratti direttamente
dal Corano
testo integrale curato dalla Comunità
Islamica Italiana
visibile qui:
CORANO
meditate
miscredenti... meditate... |
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«I credenti non si
alleino con i miscredenti, preferendoli ai fedeli. Chi fa ciò
contraddice la religione di Allah, a meno che temiate qualche male
da parte loro» (Sura 3:28). |
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«Quando incontrate
gli infedeli, uccideteli con grande spargimento di sangue e
stringete forte le catene dei prigionieri» (Sura 47:4). |
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«Ben presto getteremo
lo sgomento nei cuori dei miscredenti, perché hanno associato ad
Allah esseri ai quali Egli non ha dato autorità alcuna. Il Fuoco
sarà il loro rifugio. Sarà atroce l’asilo degli empi» (Sura 3:151). |
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«In verità, coloro
che avranno rifiutato la fede ai nostri segni li faremo ardere in un
fuoco e non appena la loro pelle sarà cotta dalla fiamma la
cambieremo in altra pelle, a che meglio gustino il tormento, perché
Allah è potente e saggio» (Sura 4:56). |
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«Instillerò il mio
terrore nel cuore degli infedeli; colpiteli sul collo e recidete
loro la punta delle dita... I miscredenti avranno il castigo del
Fuoco! ... Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li
ha uccisi» (Sura 8:12-17). |
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«Di fronte ad Allah
non ci sono bestie peggiori di coloro che sono miscredenti e che non
crederanno mai» (Sura 8:55). |
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«Preparate, contro di
loro [i miscredenti], tutte le forze che potrete [raccogliere] e i
cavalli addestrati per terrorizzare il nemico di Allah e il vostro e
altri ancora che voi non conoscete, ma che Allah conosce . Tutto
quello che spenderete per la causa di Allah vi sarà restituito e non
sarete danneggiati» (Sura 8:60). |
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«Profeta, incita i
credenti alla lotta. Venti di voi, pazienti, ne domineranno duecento
e cento di voi avranno il sopravvento su mille miscredenti» (Sura
8:65). |
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«Quando poi saranno
trascorsi i mesi sacri ucciderete gli idolatri dovunque li troviate,
prendeteli, circondateli, catturateli ovunque in imboscate! Se poi
si convertono e compiono la Preghiera e pagano la Decima, lasciateli
andare» (Sura 9:5). |
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«O voi che credete!
Se non vi lancerete nella lotta, Allah vi castigherà con doloroso
castigo e vi sostituirà con un altro popolo, mentre voi non potrete
nuocerGli in nessun modo» (Sura 9:39). |
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«I miscredenti non credano che la
dilazione che accordiamo loro sia un bene per essi. Se gliela
accordiamo, è solo perché aumentino i loro peccati. Avranno un
castigo avvilente. » (Sura
3:178). |
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