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guerra globale alle
donne
Ralph Peters
USATODAY
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Milano, 26 Ottobre 2005
Viaggiando in
internet per visitare e cercare nuovi spunti su cui aprire
dibattiti o almeno critiche che siano costruttive, per
migliorare la nostra società, ho incontrato un pezzo che è stato
pubblicato da
Grendel00 proprio il giorno in cui pubblicavo nella
sezione "speciale dossier" quello sui Nuovi crociati
pagina 1
e
pagina 2 e proprio alla seconda pagina del mio
dossier potrete trovare molte analogie, con quello che sto
pubblicando ora qua sotto.
Premetto che
provo un senso di ammirazione e di sana invidia verso Ralph
Peters, e devo ammettere di essere veramente dispiaciuta di non
averlo scritto io, in quanto sono concetti, che di volta in
volta ho ribadito, purtroppo lasciandoli disseminati entro vari
articoli, che ho avuto modo di pubblicare in questi ultimi due
anni, ma che non ho mai avuto la forza o forse il coraggio di
mettere insieme, anche perché soffro di un male dal quale sto
cercando di guarire: l'auto-censura e dato che sono
femmina, questo a volte mi impedisce di prenderne sempre le
parti, per evitare di andare contro i maschi, in quanto non ho
assolutamente nulla contro di loro, ad eccezione di quelli che
fanno delle donne oggetto delle loro perversioni più manifeste o
occulte.
Ho osservato da
molto tempo, con somma tristezza e preoccupazione, che la
società islamica, in particolare quella maschile vive una
devianza sessuale estremamente preoccupante, ma di cui non si
rende conto o non vuole rendersi conto.
Che cosa sono
le punizioni pubbliche delle donne, frustarle in pubblico?
Lapidarle? Sottoporle a una folla di maschi smaniosi di
vendette, di cui non si capisce bene l'origine, ma di cui si può
comprendere con un briciolo di acutezza la finalità?
Orgasmi collettivi
frutto di vere azioni sado-masochiste, che potrebbero benissimo
realizzare entro ambiti accettabili, come accade in occidente
ove esiste un commercio di cassette pornografiche, a
disposizione di coloro che vogliono vivere in perfetta libertà
la propria sfera sessuale o le proprie insoddisfazioni, come le
proprie devianze, senza per questo imporle agli altri con la
violenza e l'arroganza di queste società misogine.
La pornografia
venduta nelle edicole o nei videotape, può essere
criticabile da molti punti di vista, soprattutto da quello di
chi vive la morale in modo molto stretto, ma non rappresenta una
violazione dei diritti, se sviluppata nell'ambito della
reciproca volontà e senza abusare di giovani donne e uomini in
difficoltà o peggio di minori. resta un fatto di libertà
espressiva sessuale, vissuta nel proprio ambito personale e non
di oppressione vergognosa e omicidi collettivi, che vengono
perpetrati in pubblico, nascondendoli sotto la comoda cappa
della religione e della volontà di dio, ma che conducono
inevitabilmente a quanto ho appena detto e che traggono il loro
maggior piacere nell'atto finale ultimo che è la morte della
vittima, e che produce orgasmo nei serial killer che di questo
sistema sessuale hanno fatto il loro culto.
Con l'Islam,
purtroppo, ci troviamo in presenza di una società che ha
istituzionalizzato l'orgasmo collettivo e soprattutto ha dato
libertà di operare e di trarre godimento dalle perversioni,
senza che i carnefici sessisti e maniaci sessuali si rendano
consapevoli delle loro perversioni, lasciando perciò le
loro coscienze "pulite" proprio come hanno fatto tutte le
dittature con i propri criminali perversi, che hanno torturato e
assassinato popolazioni intere, dando loro addirittura dei
meriti.
Questi delitti
contro l'umanità sono i più odiosi che la società possa
perpetrare contro i suoi figli: l'umiliazione delle vittime, che
soltanto i serial killers sono in grado di apprezzare e questo
si estende anche alle umiliazioni inferte ai maschi, perché
questa società che ha la pretesa di moralizzare in realtà vive
le devianze sessuali peggiori, compreso l'omosessualità ed anche
con la scusa di fare pulizia, perseguitano creature che loro
considerano deviate, ma anche se lo fossero, è la natura le ha
create così, quindi dovrebbero prendersela con dio o suicidarsi,
facendo un grosso piacere a tutta l'umanità che si libererebbe
di sadici persecutori e tiranni inaccettabili
Lisistrata |
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l'inizio di una
lapidazione pubblica in Nigeria.
Notate alle spalle
il pubblico maschile, partecipante come attore molto attento,
come se fosse uno dei soliti spettacoli da piazza che mettono in
scena gli artisti, che così possono vivere dei loro onesti
guadagni.
Chi paga qui oltre
alla povera disgraziata costretta suo malgrado ad assumere il
ruolo di protagonista?
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l'inizio della
fustigazione di una donna in pubblico, ad opera di un uomo nero,
avvenuta il 18 agosto in Indonesia.
E' proprio uno
spettacolo edificante per con un pubblico partecipante. Certo
che come sado-maso sono ineguagliabili gli islamici.
Notate il sorriso
beffardo del poliziotto alle spalle del fotografo, che potrà
portare a casa una bella foto ricordo dello spettacolino.
Qualcuno avrà
pagato il biglietto o è tutto a spese della fustigata?
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Quelle sopra le scene e le donne che amano, cioè come le
riducono per poterle vedere umiliate e massacrate, così superano
le loro inadeguatezze e le frustrazioni che li assillano, di cui
non vogliono prendere coscienza
Quelle sotto le donne che detestano, perché non si sentono
all'altezza di affrontarle e di raggiungerle, e non potendole
possedere e asservire ai loro scopi, preferiscono distruggerle
tramite ogni forma possibile di assassinio. |
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May Chidyak giornalista libanese
subisce un attentato terroristico perché troppo libera
nel pensiero e nei costumi, resta invalida, perde una gamba e un
braccio |
giornalista irachena Mohammed
Wageh Wazan,
rapita e assassinata, perché credeva nella libertà
d'espressione. |
Atefe Rajabi - 16 anni iraniana impiccata, perché colpevole di
amare e di non aver abbassato gli occhi davanti al suo giudice. |
Sara Medley -
irachena arrivata terza al concorso di miss inghilterra 2005 |
Ralph Peters è l'autore di "New Glory, Expanding America's Global
Supremacy", e membro del comitato dei collaboratori di USA TODAY.
L'originale lo trovate a
questo url
La più
grande rivoluzione sociale nella storia è in atto intorno a noi:
l'emancipazione delle donne. In stato avanzato nella nostra società,
altrove la battaglia per i diritti delle donne è il cuore delle
lotte colossali sul futuro delle grandi religioni e civiltà.
L'establishment di Washington naturalmente non sarà d'accordo con
una simile affermazione, ma la Guerra Globale al Terrorismo è una
lotta che riguarda il ruolo sociale, economico e culturale delle
donne. La questione centrale per i terroristi è l'interpretazione
della volontà di Dio e l'ininterrotta oppressione delle donne.
Niente sfida l'estremismo islamico come la libertà di cui le donne
occidentali godono.
Soci alla pari
L'improvvisa transizione delle donne da proprietà maschile a
socio alla pari degli uomini nella nostra società, ha liberato
sorprendenti energie creative. In un batter d'occhio, dal punto di
vista storico, abbiamo raddoppiato il nostro capitale umano
effettivo - e reso la nostra società incommensurabilmente più umana.
Il nostro mezzo secolo di sensazionale crescita economica ha molte
radici, ma nessuna va così a fondo come l'allargamento delle
opportunità per le donne.
Ma una simile libertà senza precedenti minaccia le società
tradizionali. Sistemi di comportamento che hanno prevalso per
millenni vengono improvvisamente messi in dubbio. Relazioni che
hanno garantito ai maschi il potere di vita e di morte sulle parenti
femmine sono scomparse dalle culture di successo. Messe sulla
difensiva, le culture fallimentari rimaste indietro, si aggrappano
più saldamente che mai ai vecchi metodi in mezzo ai tumultuosi
cambiamenti globali.
I veri simboli della Guerra al terrore sono il velo islamico e il
tailleur.
L'equazione è semplice. Nessuna civiltà che escluda metà della sua
popolazione dalla piena partecipazione nella società e nell'economia
può competere con gli Stati Uniti e i suoi alleati tradizionali. Ma
ancora le società del medio oriente hanno piantato i piedi pur di
resistere al cambiamento. Alcuni paesi, come Turchia, Pakistan e
Iran, si sono addirittura involuti.
I terroristi islamici hanno fondato l'ultimo, grande club "solo per
maschietti", i cui incontri si tengono in caverne dalle quali le
femminucce sono avvertite di stare alla larga - oppure, nel caso del
terrorista dell'11/9, Mohammed Atta si pretende che le donne vengano
tenute lontane dalla loro tomba per evitare "contaminazioni". La
loro visione offre alle donne ancor meno diritti di quanti ne
avessero le mogli del profeta Maometto. Sono dei sadici misogini per
i quali la fede è solo una scusa. Le loro paure sono primitive.
La buona notizia è che le forze dell'oppressione possono fare un
sacco di marachelle politiche, ma non possono ottenere un successo
strategico. Nessuna società nella quale le donne sono velate e
segregate può ottenere la forza e il dinamismo di una in cui le
donne sono senatori, giudici, amministratori delegati, medici e
piloti militari. La libertà vincerà, anche se non rapidamente.
La cattiva notizia è che questa è veramente una lotta globale che
coinvolge non solo fanatici islamici terrorizzati dalla sessualità
femminile, ma anche forze reazionarie nella nostra stessa società.
La Guerra Globale Contro le Donne è in atto anche nel fronte
interno.
Senza dubitare della sincerità di chi crede che la vita abbia inizio
all'atto del concepimento, la lotta per capovolgere la sentenza Roe
v. Wade (la sentenza della Corte Suprema che stabiliva che le leggi
dei vari stati contro l'aborto violavano il diritto alla privacy,
che rappresentò de facto la legalizzazione dell'aborto negli USA,
ndG.) può anche essere vista come un tentativo di portare indietro
l'orologio sulla libertà delle donne. Opporsi ad un simile tentativo
non è questione di ritenere l'aborto ammirevole, ma di accettare il
magnifico rivoluzionario principio che nessun uomo ha il diritto di
dire a qualsiasi donna cosa può o non può fare con il suo corpo.
Il tentativo di interferire con le libertà di un altro cittadino è
degno di Osama bin Laden, non degli americani.
Allo stesso modo, la riluttanza tutta ideologica della Food and Drug
Administration di autorizzare la "pillola del giorno dopo" per uso
generico è un residuato della tirannia patriarcale che farebbe tanto
piacere ad Abu Musab al-Zarqawi, leader di al-Quaeda in Irak.
Desiderando restaurare l'ideale tirannico che ha governato le
relazioni sociali nel passato, i nostri estremisti chiedono che le
scelte per le donne vengano ridotte, che i loro corpi siano trattati
come beni immobili dello stato.
Donne che negano i diritti
Nemmeno dovremmo stupirci che delle donne stiano tra quelli che
vorrebbero negare i diritti ad altre donne. Le loro corrispondenti
sono quelle megere africane che pretendono che le ragazzine vengano
sottoposte alle mutilazioni genitali delle quali loro stesse sono
state vittime, o le donne del medioriente che insistono sul fatto
che indossare uno chador le proteggerebbe. Queste sono le
campionesse della moralità minima delle regole contro la più grande
moralità della libertà.
Il più grande vantaggio morale è stato il raggiungimento dei diritti
umani fondamentali da parte delle donne. E' anche il più grande
minaccioso sviluppo per chi, spaventato dai cambiamenti, si aggrappa
ad un passato miticizzato e ha paura del futuro - sia che si trovi
dentro ad una madrassa finanziata dai sauditi, o a protestare fuori
da una clinica per la pianificazione familiare negli USA. In tutto
il mondo anime disturbate continuano a insistere che le donne sono
la fonte del peccato e devono essere messe in riga per il loro
stesso bene. Questa è la ricetta per la sofferenza, la desolazione e
la stagnazione.
Viaggiando per il mondo, sono stato testimone di più atti di
maltrattamento verso le donne di quanto vorrei ricordare, ma uno che
continua a ritornarmi in mente l'ho visto qui ed è all'apparenza
benigno: nella calura estiva di Washington, è comune vedere un
turista mediorientale vestito comodamente in polo e calzoncini corti
seguito da una barcollante donna avvolta dalla testa ai piedi in una
svolazzante veste nera, gli occhi sbirciavano attraverso una
maschera. Mi indigna vedere certe cose nel mio paese - o in
qualsiasi posto.
Noi non pensiamo che le nostre truppe all'estero stiano combattendo
per i diritti delle donne. Ma lo stanno facendo. Questa è la lotta
titanica dei nostri tempi, la liberazione di un'intera metà del
genere umano. Il terrorismo islamico è solo un aspetto di questa
lotta. Ma possiamo essere certi di due cose: alla fine sarà la
libertà a vincere. E nessuna società che tormenti le donne avrà
successo nel XXI secolo.
Ralph Peters
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In
Arabi Liberali ho trovato questo pezzo che reputo estremamente
interessante, proprio perché scritto da arabi che dimostra che nella
società più misogina esistono fortunatamente isole di speranza per
il futuro femminile
Immagina di essere una donna
Badriya al-Bishr
Asharq al-Awsat (quotidiano indipendente con base a Londra, di
proprietà saudita)
09/10/2005
(Badriya
al-Bishr è docente di scienze sociali all'Università King Saud in
Arabia Saudita)
Immagina di essere una donna. Quando nasce tuo fratello, le
persone dicono: "E' nato un bambino grazie a Dio!". Quando nasci tu,
invece, esclamano: "E' una femmina, ma se questa è la volontà di
Dio...". Ti chiamano "bambina" - usando una forma di diminutivo - e
sei la benvenuta al mondo se sei la prima o la seconda, l'importante
è che poi non ci siano più figlie femmine, perché ciò non sarebbe
auspicabile per la madre. Mentre i tuoi fratelli sono sempre bene
accetti: più sono e meglio è.
Immagina di essere una donna. Hai sempre bisogno del consenso
del tutore e questo non soltanto per sposarti, come preteso dai
giudici della materia islamica, ma per ogni aspetto della vita
quotidiana. Non puoi studiare se non con il consenso del guardiano,
anche se sei una dottoranda. Non puoi ottenere un impiego e nemmeno
guadagnarti da vivere senza il suo permesso. Nonostante tutto ciò,
c'è ancora chi non si vergogna di affermare che la donna deve
ricevere il benestare per poter lavorare anche nel settore privato.
Immagina di essere una donna. Il guardiano che ti accompagna
in ogni luogo è tuo figlio che ha raggiunto i quindici anni o un tuo
fratello, che si accarezza la barba prima di darti il permesso e
dice: "Che ne dite, uomini, dovrei acconsentire?". A volte chiede
una ricompensa in cambio, ma sia mai! Tuo fratello si rifiuta di
prendere dei contanti, perché il suo orgoglio e il rispetto per se
stesso gli vieta di prendere soldi da una donna. Per questo
preferisce ricevere ricompense sotto forma di macchina, frigorifero
o di un'assicurazione a rate, fino a quando Allah lo toglierà fuori
dalle restrizioni economiche.
Immagina di essere una donna. Se subisci un assalto
personale, percosse o sei vittima di un omicidio, quando i giornali
pubblicheranno la tua foto assieme a quella dei colpevoli con la
descrizione del reato, ci sarà ancora chi si chiederà se la vittima
portava o meno il velo. Se lo indossava allora domanderanno: "Ma chi
l'ha fatta uscire di casa a quell'ora?". E se invece è stato tuo
marito a romperti le costole, allora esclameranno: "Avrà avuto un
buon motivo per farlo!"
Immagina di essere una donna. Tuo marito ti ha rotto il naso,
o un braccio, o una gamba e vai dal Qadi (giudice, ndr) a
lamentarti. Lui ti chiederà dell'accaduto e gli risponderai: "Mi
picchia". Allora il giudice ti dirà con un tono di disapprovazione:
"Tutto qui?!". Le percosse sono pertanto considerate una realtà che
vivono tutti i coniugi e gli amanti: "Picchiare l'amata è come
mangiare l'uva".
Immagina di essere una donna. Per sbrigare le tue commissioni
giri con una Limousine, guidata da un autista indiano o dello Sri
Lanka, e senti l'odore dei suoi vestiti che intravedi tra i sedili
della macchina. Oppure puoi aspettare che tuo fratello minore ti
accompagni a lavoro. Potresti anche chiedere a qualcuno di
insegnarti a guidare la tua auto, ti eserciti a tue spese e ti
impegni per mesi a imparare le strade fino all'esasperazione, finché
non ti rendi conto che non ti è permesso guidare.
Immagina di essere una donna. Nel ventunesimo secolo, vedi le
fatwe emesse da alcuni giuristi islamici contemporanei sulle regole
per prendere le donne dei nemici di guerra, fatti prigionieri, e
avere rapporti sessuali con loro. Poi scopri altre fatwe di altri
giuristi su come prendere queste donne anche in tempo di pace e non
sai più a quale donna del nemico si riferisca.
Immagina di essere una donna che scrive su un giornale.
Ogniqualvolta tratti le preoccupazioni femminili - le vostre
vicissitudini, le vostre carenze, le vostre battaglie, le vostre
condanne e i vostri processi - dicono di te: "Lasciatela perdere,
tutto ciò che racconta sono solo discorsi da donne!"
Trad. Cecilia Fazioli |