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IL SILENZIO
COLPEVOLE SULLE STRAGI
Milano, 24 Novembre 2005
Ho dedicato molte
pagine sulle stragi di natura islamista e in particolare ho
pubblicato una sezione che risale alle prime conosciute di cui si ha
la certezza siano state realizzate da terroristi di fede islamica,
in molte parti del mondo.
Vedi queste pagine e
queste altre
L'andamento è andato
decisamente al rialzo, e si è sviluppato in maniera esponenziale e
questo senza che si prendesse veramente coscienza del fatto che
l'odio manifestato e dilagante per il mondo fosse preso realmente in
considerazione, dimenticando che fra gli occidentali e le loro
democrazie e gli islamici e i loro governi quasi tutti dittatoriali
e teocratici, esiste una differenza sostanziale.
Se in Europa noi
facciamo una dichiarazione, molto sposso questo significa che
esprimiamo un parere, uno stato d'animo anche forte carico di
valenze d'odio, ma difficilmente alle parole verranno fatti seguire
i fatti.
Nei paesi che hanno
propagato il terrorismo invece, non esiste libertà di parola e
questa può essere espressa soltanto se si ha l'appoggio e l'avallo o
addirittura è suggerito da chi governa, altrimenti coloro che si
permettono espressioni pubbliche contrari ai dettami delle dittature
di cui fanno parte, non hanno vita facile e vengono spesso
incarcerati o mandati a morte.
Di conseguenza se un
islamico in pubblico predica l'odio e l'assassinio cerimoniale,
chiamato fatwa, state pur certi che può farlo e ci sarà sempre
qualcuno pronto ad eseguirlo, poiché sa di non avere responsabilità
morale e che nutre l'appoggio e la connivenza del proprio governo e
dei propri concittadini. Nessuno di loro interverrà per dire
che è fuori legge istigare l'omicidio e incitare l'odio, perché tali
comportamenti sono istituzionalizzati.
Ora è il momento
dell'Iraq. L'occidente è intervenuto finalmente a interrompere una
dittatura criminale, sadica e perversa, ma questo ha destabilizzato
e tolto terreno utile ai terroristi che sono distribuiti in modo
molto funzionale su moltissimi territori mediorientali, e vivono con
la protezione dei governi che li ospitano.
La rabbia, l'odio, la
partita persa ha fatto sì che si scatenasse una violenta vendetta,
ma non semplicemente verso l'odiato occidente che si è permesso di
intervenire per interrompere una dittatura feroce e affamatrice, che
si foraggiava e foraggiava il terrorismo con il commercio illegale
del petrolio, ma contro la popolazione irachena che ha dimostrato di
voler partecipare a un rinnovato processo democratico e lo ha fatto
nel modo più democratico possibile: è andato alle urne ed ha votato
e poi vi è tornato per decidere la nuova costituzione.
Per i terroristi in
Iraq questo è la fine di un sogno, ma da killer seriali quali sono
non possono accettare di morire da soli ed allora vale ancora per
loro un antico e biblico urlo di guerra: muoia Sansone con tutti
i filistei!!!
Lisistrata
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I resti di
un kamikaze |
IL SILENZIO SULLE STRAGI
Magdi Allam -
Corriere - 22 novembre 2005
Chi di noi
ha veramente a cuore le migliaia di vittime del terrore in Iraq?
Nei giorni scorsi ci sono stati oltre 150 morti e 200 feriti, in
gran parte fedeli sciiti in preghiera a Khanaqin, altri poveri
sciiti durante un funerale ad Abu Saida, vicino a Baquba. Stragi
perpetrate da terroristi suicidi di Al Qaeda, al pari di quelle
che nelle stesse ore hanno colpito il mercato del quartiere
sciita di Diyala e nelle vicinanze di due alberghi a Bagdad.
Ebbene tutto ciò si risolve, sia in Occidente sia nel mondo
musulmano, in una semplicistica macabra contabilità dei morti.
Forse taluni reagiscono interiormente con un moto di
indignazione. Probabilmente i più provano una malcelata
soddisfazione nel collezionare, giorno dopo giorno, prove
sanguinolente che confermano la tesi della «guerra ingiusta».
Con l'implicita intenzione di far calare una cappa di silenzio e
di indifferenza sui morti iracheni non appena le «forze di
occupazione» straniere dovessero abbandonare l'Iraq. Immaginando
che così si archivierà una volta per tutte una atroce tragedia
scatenata dal «folle» e «odioso» Bush.
Eppure è
così illogico nonché insensato
il diffuso rifiuto di voler prendere atto della dimensione
interna e internazionale dello stesso terrorismo globalizzato di
matrice islamica che ha individuato nell'Iraq il fronte di prima
linea della sua «guerra santa». Possibile che l'Onu, dopo aver
legittimato il nuovo Stato iracheno e le forze multinazionali
con le risoluzioni 1511 e 1546, non elevi la sua voce a difesa
delle vittime del terrorismo? Possibile che la Conferenza per
l'Organizzazione islamica non spenda mezza parola di cordoglio
per dei musulmani trucidati? Possibile che Lega araba si
preoccupi solo di patrocinare l'interesse dei gruppi iracheni
sunniti più estremisti collusi con la cosiddetta «resistenza»?
Possibile che l'Unione europea si trinceri dietro una assordante
barriera di silenzio per non accentuare i conflitti al suo
interno? Possibile che i cosiddetti partiti progressisti o
riformisti rinneghino le istanze della maggioranza della
popolazione irachena in lotta per la vita e per la libertà?
Possibile che i sindacati restino inerti anche di fronte
all'eccidio di 114 manovali iracheni lo scorso 14 settembre a
Bagdad?
Quanto sta
avvenendo in Iraq travalica ogni limite di sopportazione.
Come possiamo non provare umana pietà per questi iracheni che
vengono massacrati quali «apostati» e «nemici dell'islam» per il
semplice fatto di essere sciiti, curdi o servitori di uno Stato
sovrano legittimato dalla volontà popolare e dalla comunità
internazionale? Non è più possibile chiudere gli occhi di fronte
al fiume ininterrotto del sangue di fedeli in preghiera nelle
moschee, di gente semplice accalcata nei mercati alla ricerca di
che sfamarsi, di parenti delle vittime del terrorismo colpite
anche loro dai barbari suicidi durante i funerali. Diciamo basta
con la strage di innocenti in Iraq! Basta con i terroristi che
nel nome dell'islam massacrano iracheni, arabi, occidentali,
musulmani, cristiani, ebrei! Abbattiamo il muro dell'omertà che
ci rende complici dei peggiori nemici della vita! Liberiamoci
dalle catene ideologiche che imprigionano la nostra umanità!
Prendiamo tutti insieme l'iniziativa di mobilitarci al fianco
del popolo iracheno e contro il terrorismo, senza se e senza ma!
Magdi
Allam
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