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TANTE LACRIME TANTO DOLORE
di Deborah Fait - Informazione corretta - Amici d'Israele
18 Agosto 2005
Ormai i due giorni più lunghi e sofferti di Israele stanno passando e la maggior parte della Striscia di Gaza é judenrein come la vogliono i palestinesi. Israele che ha vinto tutte le guerre di aggressione mosse dagli arabi negli ultimi 60 anni sta dando al mondo una enorme prova di grandezza politica e morale. Israele che ha subito negli ultimi cinque anni la più feroce guerra di terrorismo mai sferrata al mondo, vincendola e incarcerando il criminale Arafat nel suo quartier generale, fino alla sua morte mai abbastanza benedetta, sta dimostrando la sua capacità di trasformare guerra, terrorismo e paura in strategia politica di grande intelligenza. In ognuno di noi, in questi giorni, si dibattono due anime, un'anima di testa che ci dice che nel futuro Israele avrà del bene da questo sacrificio e un'anima di pancia che chiede disperatamente "perché sempre noi dobbiamo pagare il prezzo della ferocia altrui?". "Perché? Cosa abbiamo fatto?" gridavano tra le lacrime gli ebrei evacuati."
L'evacuazione dal 70% dei villaggi del Gush Katif si è svolta e, nel limite della possibilità umana rispetto a un trauma così enorme, si è svolta senza violenza grazie ai soldati e alle soldatesse di Zahal e ai poliziotti e poliziotte che hanno saputo unire il loro cuore e la loro sensibilità a un perfetto addestramento. Abbiamo visto esercito e polizia comportarsi quasi come infermieri, con una delicatezza e un'umanità che facevano commuovere. Li abbiamo visti portare fuori di peso le persone che si rifiutavano di uscire spontaneamente, parlandogli, dandogli da bere, accarezzandoli. Una soldatessa ha aiutato una donna a pelare le carote, chiacchierando del più e del meno, poi l'ha abbracciata forte e sono uscite insieme "Volevo trattarla come avrei desiderato fosse trattata mia madre", ha spiegato alla fine piangendo. Abbiamo visto soldati abbracciare le persone e piangere con loro, abbiamo visto una giovane in divisa di Zahal, dopo aver concluso il trasferimento dei bambini dell'asilo, sedersi per terra e gridare la sua disperazione verso il cielo tenendosi la testa tra le mani. Abbiamo visto i soldati e le soldatesse restare impassibili, guardando a terra, quasi distrutti dagli insulti pesanti di alcune persone impazzite dalla disperazione. Abbiamo visto purtroppo anche due genitori indegni di questo nome, per fortuna solo due tra tutti quelli del Gush Katif, mandare i loro figli verso gli autobus colle mani alzate e le stelle ebraiche attaccate al petto, come gli ebrei che andavano verso i campi della morte nazisti. Che la vergogna ricada su questi due genitori e spero che, una volta concluso l'esodo, qualcuno si occupi psicologicamente di loro e impedisca che continuino danneggiare i loro figli.
Tutta l'operazione dell'evacuazione è stata resa più difficile da quelli che Fiamma Nirenstein chiama "i guastatori in kippa'", cioè quei giovani, spesso giovanissimi, venuti dal resto di Israele, che impedivano ai nostri fratelli di andare verso gli autobus per essere trasferiti a Nizan dove centinaia di villette prefabbricate li aspettavano. La polizia ne ha arrestati a centinaia ma sono come le zanzare, fastidiosi e pungenti. Siamo tutti orgogliosi dei nostri soldati e soldatesse, della nostra polizia, siamo tutti orgogliosi dei nostri fratelli ebrei che hanno capito il messaggio politico per il bene loro e di tutto il paese, che hanno capito che non potevano continuare a vivere circondati da un milione e mezzo di cani rabbiosi pronti ad ucciderli tutti. Hanno capito, credo che moltissimi abbiano capito che non c'era altra soluzione ma il dolore, la rabbia e la disperazione per il momento prevalgono. Il Gush Katif resterà per molto tempo bagnato delle loro lacrime e il loro dolore aleggerà tra i resti delle loro case e delle loro serre e i palestinesi, D*o sa quanto immeritatamente, si prenderanno quel territorio per trasformarlo forse in uno stato palestinese, primo stato terrorista e etnicamente pulito del mondo. Succederà tra la gioia del mondo intero, un mondo insano e mai mondato dal suo odio antigiudaico. Che il mondo continui a non capire lo si evince dagli articoli che alcuni manigoldi hanno scritto in questi giorni sui media internazionali. Abbiamo letto sui giornali italiani titoli vergognosi, abbiamo sentito un'assoluta mancanza di pietà, comprensione e ammirazione per il trauma immenso che tutti stiamo vivendo con sofferto coraggio. Il mondo non capirà niente nemmeno quando Gaza diventerà una dependance di Al Queda. Israele però avrà vinto.
Israele ha aperto al mondo la sua anima ebraica, forte, grande e generosa. Israele sta dando al mondo una lezione di grande democrazia, di civiltà e di maturità politica e civile. Il Gush Katif ha provocato un buco nei nostri cuori, il suo ricordo resterà nella nostra storia e le lacrime si asciugheranno un po' alla volta grazie all'orgoglio di essere ebrei, i Fratelli Maggiori del mondo intero.
Deborah Fait |
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Sono andata curiosando per quotidiani e magazine e sono rimasta stupita dalla mancanza di fotografie che ritraessero gli israeliani in lacrime, che mettessero in evidenza il loro dolore, come se questo dolore fosse minore di quello degli altri. Il Corriere della Sera infatti sceglie di non pubblicare foto, in altri quotidiani se qualche foto c'era, cosa rara per altro, ritraeva la barriera formata da cartelli di tipo stradale, con figure informi sullo sfondo, come se stessero facendo dei lavori stradali. Addirittura su Repubblica anziché le fotografie degli israeliani c'è in bella mostra una foto dei militanti di Hamas, Cani sciolti preferisce parlare dell'omicidio dei palestinesi fatto da quello che è stato definito da Ariel Sharon come terrorista israeliano, accennando appena all'evacuazione, Unimondo sceglie una foto degli irriducibili sostenitori dei coloni, che vengono portati via a braccia dalla polizia israeliana, l'Unità poi preferisce parlare del ritiro da Gaza attraverso il pensiero degli arabi. Che dirvi di più? Vi offro un piccolo assaggio fotografico della lunga sfilata delle ipocrisie della stampa italiana, che edulcorando la pillola mette ancora una volta in secondo piano Israele, che forse nemmeno tanto di nascosto vorrebbe vedere affondare nell'oceano, con tutti i suoi abitanti, la stessa cosa che vorrebbero i terroristi palestinesi.
Il mio complimento va all'obiettività perniciosa di questa stampa, che anziché riferire la storia, vuole scriverla la storia, ma il guaio è che nonostante stia sempre dalla parte dei pacifisti, in realtà grazie al sostegno che da implicitamente alle azioni terroristiche, il sangue e le vittime aumentano. Intanto Hamas continua a ripetere: “Né Gaza, né la Cisgiordania, e nemmeno Gerusalemme ci potranno bastare” Lisistrata
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