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Eccovi il
"paradiso cinese" pubblicato su
ASIAnews.
Pechino 4
Ottobre 2005 - In Cina viene curato solo chi paga
Da 20 anni ospedali gestiti con criteri “commerciali”. Solo una
minoranza dei pazienti ha l’assicurazione medica, gli altri vendono tutto
o si curano da soli. In ospedale per coprire le alte spese vengono
prescritti cure e farmaci non necessari.
In Cina il 22% della popolazione mondiale dispone solo del 2%
delle risorse mediche globali. I pazienti debbono pagare le spese mediche
e chi non può farlo si cura da solo e muore senza poter andare in
ospedale.
Negli ultimi 20 anni le riforme hanno trasformato la sanità in
un’azienda guidata dal principio del profitto: ospedali e istituti medici,
privi di sovvenzioni pubbliche adeguate, debbono procurarsi i soldi per il
personale e le spese. I pazienti pagano le cure e sono perfino
incoraggiati a svolgere analisi non necessarie, ma costose.
“Con la richiesta agli ospedali – dice Yu Zonghe, vicepresidente
dell’Associazione ospedaliera cinese – di ottenere profitti sufficienti
per finanziare i costi, il governo si sottrae alle responsabilità”.
Zhu Qingsheng, vice ministro della Sanità, un anno fa ha
evidenziato che al ministero è destinato appena l’1,6% delle spese
statali. Ne beneficiano le grandi città: “solo il 30% della spesa della
sanità – prosegue Zhu - è a beneficio dei contadini, che sono il 70%
della popolazione... Gli abitanti delle aree urbane (il 30% del Paese)
possono contare sul 70% del budget per il settore sanitario”. Una
minoranza dei cinesi ha l’assicurazione medica: nel 2004, secondo Zhu, il
45% della popolazione urbana era senza copertura assicurativa, il 79%
nelle campagne. Gli altri, se hanno bisogno di cure mediche decenti,
devono vendere le proprietà, chiedere un prestito e andare in una grande
città. Anche chi può pagare le cure deve attendere tempi non brevi, le
agende dei medici decenti nelle grandi città sono sempre piene. Secondo il
World Health Report del 2004, il sistema sanitario cinese è tra i peggiori
del mondo, al 189mo posto su 191 nazioni.
Gli
ospedali, per finanziare le operazioni, vendono anche le medicine a prezzi
maggiori del mercato, cosa che ha portato a conti salati per medicine
e a un uso eccessivo di costosi medicinali.
Come
risultato, continua Zhu, tra il 40 e il 60% dei contadini non ha mai
potuto permettersi cure mediche e tra il 60 e l’80% dei cittadini cinesi
muore senza poter andare in ospedale. Molti malati assumono medicine senza
consigliarsi con il medico. Il risultato sono 190 mila morti ogni anno e
altri 2,5 milioni di persone che ricorrono alle cure ospedaliere per uso
improprio dei farmaci.
Gli
alti costi hanno “svuotato” gli ospedali, la percentuale di utilizzo
dei letti in ospedale è passata dall’87% del 1985 al 72% del 2004. Le
strutture mediche preferiscono avere letti vuoti piuttosto che curare
persone che non possono pagare gli alti costi.
Tra
medici e pazienti insoddisfatti crescono le discussioni e la tensione.
A
settembre in una clinica a Fuzhou un infuriato paziente ha ucciso il
suo dottore, malgrado il medico avesse assunto guardie del corpo per
difendersi dai pazienti arrabbiati.
In
luglio un rapporto del Centro di ricerca e sviluppo del Consiglio di
Stato ha concluso che le riforme degli ultimi 20 anni nel settore
sanitario sono state “un fallimento” e che occorre un completo
ripensamento. Ma non c’è accordo circa i possibili rimedi. Secondo una
proposta occorre dividere le cure mediche “di base” da quelle
“specializzate”: il governo dovrebbe assicurare a tutti le cure
fondamentali mentre resterebbero affidate al libero mercato le altre. Ma
vengono evidenziati problemi quali la distinzione tra le 2 categorie e il
modo per evitare abusi.
Molti
medici sono scettici e osservano che ogni riforma deve prevedere
maggiori fondi pubblici per la sanità. Altri sottolineano la scarsa
preparazione dei dottori. “Qualità, efficienza ed equità – osserva Zhang
Wei, assistente del professore presso il Dipartimento di salute, economia
e management dell’università di Pechino – sono ugualmente importanti. Se
la qualità dei servizi medici non è garantita, permarrà la diffusa
insoddisfazione e non saranno risolti i problemi”.
P.B. |