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PARIGI BRUCIA
nelL'intifada
europea
Le fotografie sono state
tratte da un dossier del
Corriere |
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7 Novembre 2005
Folle di
teppisti minorenni di origine maghrebina stanno mettendo a ferro e fuoco
la Francia il focolaio nato a Parigi si sta estendendo a macchia d'olio.
Eccoli al lavoro i delinquenti islamici, quardateli
in
questo video, ed ascoltate le loro urla belluine mentre inneggiano ad
Allah. Se non è guerra civile questa, cos'è?????
In seguito a un incidente accaduto 12
giorni fa, durante il quale due giovani che credevano di essere inseguiti
dalla polizia si sono nascosti dentro una cabina dell’alta tensione e vi
sono rimasti fulminati, sono esplose azioni violente della popolazione che
ha cominciato a dare fuoco a tutto.
Sulla periferia parigina è iniziato a
soffiare il vento della follia e aumenta di potenza e non permette alle
fiamma della violenza di placarsi, al contrario dilaga ogni notte e tende
ad aumentare, e quelle che prima sembravano essere manifestazioni
spontanee, ora si stanno rivelando per quello che sono:
una vera sommossa, una guerriglia urbana organizzata e guidata da una
regia occulta, i cui scopi si possono intuire, ma privi di rivendicazioni
dalle quali possa partire un dialogo, perché questi ratti della notte
colpiscono e fuggono. Questa notte persino un anziano signore che era
sceso in strada per cercare di calmare gli animi, è stato picchiato con
ferocia dal branco assatanato ed è è giunto all'ospedale in fin di vita
ove è spirato, ma già pochi giorni fa in un autobus dato alle fiamme una
donna
portatrice di handycup non è riuscita a scappare e ora giace fra le sofferenze, in fin
di vita in un letto d’ospedale.
Sono 11 giorni ormai
che la Francia è tenuta in scacco da questa folla costituita per la
grandissima maggioranza da maghrebini minorenni, che di notte escono come
ratti dalle loro tane e sciamano in cerca delle vittime da colpire e per
vittime si intende proprio persone, oltre che cose su cui scatenano la
loro violenza. Non solo incendiano, distruggendo tutto ciò che possono
indipendentemente dal fatto che ciò che distruggono, sia di importanza per
la comunità nella quale vivono, ma sparano sulla polizia e i feriti gravi,
anche fra le forze dell'ordine, ormai sono tanti.
La rabbia cieca,
feroce e devastatrice si è accanita su tutto: case, auto (in una sola
notte ne sono state date alle fiamme 1300, camion, scuole, caserme dei
vigili del fuoco, stazioni di polizia, municipi e altri stabili comunali, roulotte, negozi, fabbriche, biblioteche, persino una sinagoga ha
ricevuto la sua bella molotov, e la polizia non riesce a fermarli, anche
se sono stati mandati dei rinforzi.
I
teppisti, anzi i delinquenti hanno allargato la loro area d’azione
passando dalla periferia, al cuore di Parigi e di lì hanno dilagato
raggiungendo altre località, ne hanno contagiate più di 200, questi i
nomi di alcune:
Seine-Saint-Denis, -
Noisy-le-Grand - Aubervilliers - Seine-et-Marne - Mureaux (Yvelines) -
Citè Renault - Avignone (Valchiusa) - Saint Dizier (Haute-Marne) -
Soissons (Aisne) - Nantes (Loire-Atlantique) – Creteil - Montauban (Tarn-et-Garonne)
- zona di Loir-et-Cher - Lille – Roubaix - Tourcoing - Mons-en-Baroeuil –
Auby – Marsiglia - Cannes - Nizza e persino Strasburgo - Tolosa -
Acheres - foresta di Saint Germani – Saint Etienne – Rouenne – Le Havre -
Roanne
Tutto questo porta inevitabilmente a fare delle considerazioni molto
preoccupanti, dal mio punto di vista. Prima di tutto ci troviamo di fronte
a una comunità che anziché integrarsi ha formato un’enclave dentro una
città, anzi ha formato molteplici enclave dentro tutte le città francesi
in cui si sono insediate ed anche se sono di seconda o terza generazione,
stanno dimostrando di non avere rispetto della nazione in cui vivono, di
non amarla, di disprezzarne le leggi e i valori e fanno apparire questa
rivolta come una “Inti-fada” europea,
le
analogie sono drammaticamente spaventose, con una differenza di metodi,
che qui non possono essere applicati come quelli che si consumano in
Palestina e in Israele.
Anche qui sono i
ragazzini quelli che vengono mandati a combattere, anche qui si usano le
pietre, ma sono solo un valore aggiunto alle molotov, alle carabine, alle
pistole e alle armi improprie, alle fiamme, usate in questa piccola
rivoluzione. Qui non possono nascondere dietro ai ragazzini i
guerriglieri con i kalashnikof, nessun giornalista francese si limiterebbe
a riprendere i ragazzini con le pietre, perché non è Israele oggi violata,
ma il patrio suolo francese quello che viene stuprato e solo un
giornalista ad ideologia terrorista, potrebbe accettare di fare riprese
così parziali e dato che la menzogna non produrrebbe riprese guidate, le
azioni devastatrici si scoprono in tutta la loro virulenza.
Ecco che va in scena
un disegno, una strategia studiata a tavolino da tempo che vede purtroppo
coinvolte popolazioni islamiche e che aspettava solo un pretesto per
mettersi in modo.
I soldati usati in questa strategia, in
cui emerge ancora l'odio che nutrono per l'occidente a cui però aspirano e
da cui vogliono solo trarre profitto, sono ragazzi che provengono
una vasta regione del nord Africa e comprende molte nazioni, ma questi
giovani non si distinguono per la loro appartenenza nazionale, ma per la
loro religione e così, come in molte altri parti del mondo scendono in
piazza per rivendicare ciò che ogni altro cittadino rivendicherebbe
egualmente, ma con sistemi diversi.
E’ una tragedia,
queste popolazioni non si sono integrate, non vogliono integrarsi, ma ciò
che è peggio è che non solo restano chiusi entro le loro “mura mentali”
pretendono di trascinarci dentro tutti gli altri che sono fuori.
Non si adeguano e
non imparano il rispetto delle leggi, dei costumi e degli usi dei paesi
nei quali vivono, pretendono di asservirli ai loro costumi, alle loro
leggi, che pur se di nazionalità diversa con governi diversi, dipendono
quasi esclusivamente dalle leggi scritte e interpretate secondo gli
integralisti nel corano, del quale usano la parte che più gli fa comodo e
con la quale pretendono di assoggettare tutto e tutti.
I
francesi dovranno alzarsi in piedi e rispondere con una sola voce per dire
: NO!!!
Gli europei debbono sostenerli e anch'essi si debbono preparare per evitare che tale arroganza
distruttiva si estenda altrove e si debbono preparare bene, non mandando
loro contro dei giovani poliziotti inesperti, che finirebbero come i poveri
poliziotti francesi in ospedale, ma usare alcune forze dell’esercito che
conoscano il territorio e abbiano esperienza di guerriglia, perché tutti insieme in
Europa dovremo rispondere come ci aspettiamo rispondano i francesi oggi:
NO!!!
Lisistrata
Ci tengo a segnalarvi
un interessante post scritto da
jetset
pubblicato sul blog
Il Castello
e alcuni commenti lasciati dai visitatori,
poiché fotografano il comune pensare di persone che stanno sforzandosi di
capire quello che sta realmente accadendo in Francia.
Parigi val bene una massa...
5.11.2005
Ci siamo
! Dopo una strenua difesa dei regimi tirannici da parte di Chirac per non
dover affrontare problemi di terrorismo e di ordine interno (ricordiamo la
vastità della comunità non autoctona della Francia), ora Parigi si trova a
fare i conti con gli immigrati e con la loro violenza.
Il governo di Parigi, da sempre insensibile ai problemi
dell'immigrazione clandestina lasciati pilatescamente alla cugina-nemica
Italia, secondo una collaudata propensione al colonialismo ha da sempre
adottato la politica "dell'integrazione" pensando di farla, per un
ironico gioco di parole, franca. Ovviamente, alla prima alzata di
scudi del paese sul fronte interno allo scopo di far rispettare la
legalità è corrisposta una reazione violenta e contraria. Ricordiamo, ad
esempio, la questione del velo islamico, che tante minacce ha provocato
nei confronti dell'Eliseo. Ed ora si profila una nuova sfida, ovvero
quella del vespaio sollevato dalla vicenda dei due ragazzi i quali, per
evitare l'arresto da parte delle forze dell'ordine si sono rifugiati in
una centrale elettrica nella quale sono morti folgorati.
Alcune considerazioni quindi s'impongono:
Primo: l'immigrazione,
che sia clandestina o meno produce gli stessi risultati, un pò come la
moltiplicazione o l'addizione per cui il risultato non cambia invertendo i
termini. Non c'é molta differenza infatti tra la sistematica
distruzione dei centri d'accoglienza italiani da parte dei clandestini e
le aspirazioni neroniane degli immigrati regolari in Francia che in questi
giorni hanno messo a ferro e fuoco Parigi.
Secondo: se la Francia è
squassata da queste violenze, lo è anche perché non riesce a garantire
lavoro alle moltitudini di immigrati che fanno domanda d'impiego.
Quello che dalla sinistra è stato il tanto vituperato governo Berlusconi,
ricordiamolo, ha diminuito notevolmente la disoccupazione mentre i
transalpini sono rimasti al palo e si trovano a fare i conti con questo
tragico problema già da qualche anno a questa parte.
Terzo: gli immigrati, quanto al
problema della bassa occupazione, agiscono diversamente dai cittadini
francesi. Finora non si è mai assistito a roghi diffusi ed estesi ad
interi quartieri per causa di francesi autoctoni. In passato si sono visti
scioperi selvaggi, blocchi di strade o ferrovie, qualche manifestazione
con rottura di vetrine annessa e subito sedata ma finora non si era
registrato da parte dei parigini alcun diffuso problema di ordine pubblico
di questa entità. Tale segnale evidenzia che dopo la grande disillusione
del bengodi europeo facile da parte degli immigrati e dal momento che la
disoccupazione è la stessa sia per i francesi che per i non-francesi, si
possono cogliere sostanziali differenze di civiltà tra le diverse
etnie. I francesi protestano ma poi si rimboccano le maniche e comunque
s'ingegnano per tirare avanti. Gli immigrati ricorrono ai cerini.
Quarto: alcune pretese degli
immigrati islamici.
Gli immigrati
islamici vogliono il velo che occulti il volto alle loro donne, in palese
contrasto con le leggi sulla riconoscibilità del cittadino.
Gli immigrati
islamici trattano le donne in modo a dir poco bizzarro, contravvenendo
alle leggi sulle libertà e sui diritti personali.
Gli immigrati
islamici vogliono la legalizzazione delle scuole coraniche anche se
totalmente avulse dal programma di studi nazionale (e poi pretendono che
si riconosca ai loro figli la stessa qualifica di un "ingegnere
qualsiasi").
Gli immigrati
islamici vogliono che l'italiano venga insegnato partendo dall'ABC
perfino nelle classi liceali, perché arrivando qui senza la minima
cognizione della nostra lingua è "loro diritto" essere nelle stesse
condizioni di chi l'ha studiata già da quando aveva 5 anni. Questo
ovviamente mette in crisi il normale apprendimento del programma statale
per il resto della classe, rallentandolo inesorabilmente e/o costringendo
lo stato a retribuire adeguatamente gli insegnanti per corsi
supplementari.
Gli immigrati
islamici vogliono potersi fermare cinque volte al dì (anche se stanno
lavorando) per pregare e pretendono una stanza tutta loro in azienda o
nelle università, perché se questo non viene concesso siamo razzisti.
Gli immigrati
islamici non tollerano critiche alla loro religione, altrimenti bisogna
munirsi di scorta armata come Salman Rushdie.
Gli immigrati
islamici vogliono i posti di lavoro garantiti, altrimenti mettono a ferro
e fuoco le città.
Gli immigrati
islamici vogliono centri d'accoglienza a cinque stelle perché altrimenti
ci accusano di essere nazisti.
Gli immigrati
islamici vogliono poter mangiare carne macellata secondo la pratica
islamica, ovvero tagliando la giugulare all'animale e lasciandolo morire
dissanguato dopo atroci sofferenze. Vorrei sapere che ne pensa Pecoraro
Scanio.
Gli immigrati
islamici non vogliono vedere il Cristo davanti ai loro occhi "perché urta
la loro sensibilità".
Gli immigrati
islamici vogliono le quote studentesche a loro destinate nelle nostre
università (a cui spettano di diritto).
Ed ora
l'ultima chicca: abbiamo scoperto che d'ora in poi gli immigrati isalmici
non possono essere nemmeno inseguiti dalla polizia, perché se lo si fa si
deve sperare che essi non si facciano male scivolando su una cacca. Se
portate a spasso il cane munitevi quindi di paletta, pena l'ergastolo.
E poi
non veniteci a parlare dell'inesistenza dello scontro di civiltà !!!
Ricordate:
La diplomazia è nefasta perché al suo inizio corrisponde la
fine della sincerità.
postato da jetset
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Alcuni
commenti lasciati dai navigatori nel blog Il Castello:
Monsoreau ha detto... Chi pagherà tutti i danni ?
Al solito: i cittadini onesti, non i delinquenti.
Come accadde a Genova.
Ma a Parigi hanno una opportunità: rispedire nelle terre dei padri chi
delinque.
Non sono una risorsa quelli.
Sono solo un peso per lo sviluppo e un costo per tutti noi.
Gli europei si sveglino e ritrovino le antiche virtù !
jetset ha detto... Come sapete io non sono mai stato tenero con la
Francia, non ne ho quasi mai condiviso le scelte in politica estera ed
interna né il proverbiale nazionalismo, motivi per cui boicotto tutt'ora
ogni prodotto che viene d'oltralpe.
MA IN QUESTO MOMENTO MI SENTO PARIGINO.
PERCHE' LA FRANCIA PUO', SE LO VUOLE, RIPENSARE AI SUOI ERRORI E LAVORARE
COSTRUTTIVAMENTE PER UN'EUROPA FORTE, DECISIONISTA, INTERVENTISTA E LEGATA
SALDAMENTE ALLE ALLEANZE NORDATLANTICHE.
LA FRANCIA HA BISOGNO DELL'EUROPA MA ANCHE NOI DELLA FRANCIA. UNA FRANCIA
DIVERSA, NON QUELLA INVERTEBRATA CHE ABBIAMO PURTROPPO CONOSCIUTO FINORA
MA QUELLA ORGOGLIOSA DEL SUO GRANDE PASSATO, DELLA SUA RIVOLUZIONE E DELLA
VERA GRANDEUR, CHE DERIVA DALLE IDEE E NON DAI FASTI DEI SUOI PALAZZI.
OGGI SIAMO TUTTI PARIGINI. OGGI SIAMO TUTTI FRANCESI.
Lisistrata ha detto... Ancora concordo con le osservazioni che fai e
trovo che tu abbia fatto nuovamente un ottimo post, molto esauriente. Mi
rivolgo a jetset: scusa, ma non riesco a sentirmi francese per questi
episodi, anche perché non ho ancora digerito bene il fatto che la Francia
dia ospitalità ai nostri terroristi assassini, come il Battisti e gli
altri delinquenti e non ci abbia mai permesso di estradarli, anche se
condannati da un tribunale italiano, non posso dimenticare la vergogna di
aver dato i natali alla rivoluzione Khomeinista che ha generato tanto male
nel mondo.
Quando faranno ammenda, forse riuscirò a sentirmi un pochino Francese, a
meno che non capiti loro qualcosa di tragico come agli USA e allora
ovviamente mi schiererò, per ora guardo e dentro di me dico: chi ha
seminato vento oggi raccoglie tempesta.
UcCaBaRuCcA ha detto...
Esprimo la opinione
premettendo che sono nato e ho vissuto in Francia fino ai 18 anni.
Il problema di cui stiamo parlando non è tanto un problema di immigrazione
o di razza, ma un problema sociale. Nelle periferie francesi c'è una
proporzione della popolazione di origini straniere (fra i quali anche
italiani) più elevata rispetto ai centri urbani, tuttavia la componente
"locale" è ben presente. Insieme a quelli che bruciano le macchine ci sono
anche i figli dei francesi doc. Il problema è la ghettizzazione sociale,
insieme al problema dei rapporti con la Polizia francese (a questo
proposito v. http://piazzagrande.blog.tiscali.it/fe1932799/ ).
Quello che è successo a Parigi succede in Francia da 25 anni, ed è la
stessa cosa che è successo a Napoli quando un poliziotto aveva sparato ad
un ragazzo sul motorino per fermarlo. Solo che la disperazione nelle
periferie parigine e delle altre metropoli francesi è ancora più forte.
ephrem ha detto... Purtroppo il problema in Francia é ben più grave,
in quanto a protestare non sono immigrati, ma ragazzi mussulmani francesi
di seconda o addirittura terza generazione, il che rende ancora più
problematica la situazione e mette ancor più in evidenza la difficoltà
dell'integrazione tra modi di vivere e concezione della vita spesso
contrapposte. Lo scontro di civiltà é vivo e vegeto, ed é alimentato
spesso dagli islamici, immigrati, integrati o clandestini che siano. Chi
nega questo evidentemente o é in malafede o é cieco...
UcCaBaRuCcA ha detto... Proseguo dandovi il link di un video sul
corriere della sera, video ritratto grazie ad un telefonino dove si vede
che la tensione esiste si dalla parta dei giovani, ma anche dalla parte
dei poliziotti.
Un'ultima cosa, le "emeutes" ce l'abbiamo da 25 anni, tuttavia è raro che
durino più di pochi giorni. In questo caso sono quasi certo che qualcuno
(per esempio qualche fondamentalista) inciti i giovani a continuare a far
casino.
Bisquì ha detto... Grande il Mons. Hai descritto perfettamente il
quadro. Mi sento di sottoscrivere parola per parola.
Qui dove abito ci sono migliaia di immigrati ma per strada a non fare
nulla ci trovi solo i nord africani. Bulgari, Polacchi, Rumeni, Russi, Sud
americani, Cinesi li incontri quando escono dal lavoro o al supermercato.
Gli amici nord africani fanno qui quello che fanno lì, la differenza è che
qui o lavori o crepi di fame. La colpa degli atteggiamenti che tu hai
descritto è della sinistra demagogica, non si può dare uno stipendio ad un
disoccupato a vita, quello ha da lavorà e rispettare la nazione dove si
trova altrimenti torna a casa sua.
jetset ha detto... UCCABARUCCA: Sì, la ghettizzazione è come dici tu
un annoso problema. Trovo però una contraddizione in termini in quello che
affermi: come mai i cinesi si sono integrati bene nella nostra società
aprendo in Italia ristoranti, negozietti ed attività fino a farci anche
una bella concorrenza ? Come mai i filippini si sono adattati a diventare
badanti e/o camerieri, gli africani a raccogliere i pomodori o magari a
lavorare nelle aziende come operai mentre gli islamici non si integrano
per nulla ? Ghettizzazione, scrivi. Però la scalata nel livello sociale di
una nazione bisogna guadagnarsela e si è ospiti si deve partire proprio
dai mestieri più umili. Se chiedi qualcosa da mangiare ti accontenti di un
pezzo di pane e di un pò di vino, non chiedi una torta alla panna. Guarda
negli USA che è successo agli italiani: essi, andati negli STATES per
cercar fortuna e con le tasche vuote dapprima vivevano nei quartieri più
poveri adattandosi ai mestieri più umili. Harlem ad esempio era piena di
italiani. Poi questi quartieri si svuotarono e furono create le "Little
Italy" locali, con le prime attività: pizzerie, bar, piccolo commercio.
L'italiano che all'estero lavorava come uno matto, gradualmente ascese
nella scala sociale, generazione dopo generazione, fino a diventare
imprenditore, attore, sportivo, cantante di fama internazionale,
eccellendo in tutto ed addirittura superando gli americani. Ora se vai a
Little Italy la troverai "Little China". Ed anche i nuovi arrivati, come
formichine, lentamente e con immani sacrifici stanno cercando di salire la
loro scala sociale mentre gli italiani, già avvezzi allo stile di vita
statunitense sono nel business da un pezzo, molti di essi ricchi e famosi.
Gli islamici no. Essi non si ritengono ospiti ma padroni ed invece di
migliorarsi vogliono che sia l'ambiente circostante a peggiorare.
Tu dici che vi sono un sacco di pomodori pronti per essere colti: appunto
! Perché non iniziano da lì spaccandosi la schiena ed andando a letto
presto la notte invece di accoltellare, violentare e vender droga la notte
?
La verità, caro UCCABARUCCA è che la ghettizzazione se la vogliono loro.
Scuole coraniche, via il crocifisso, iper-reattività alle critiche nei
confronti della religione, donne trattate come bestie e molto altro che
non sto qui ad elencare: come credi che una civiltà moderna e progredita
possa tollerare un simile virus ?
Tu stesso hai scritto che il lavoro "che nessuno vuole più fare" c'é.
Benissimo. Lo facciano, allora, e senza protestare. Di grazia che c'é, nei
loro paesi campano con un dollaro alla settimana, per quanto il salario
sia basso in Italia non sarà mai come il loro. E poi non è nemmeno vero
questo, perché se un immigrato vuole LAVORARE REGOLARMENTE l'azienda lo
deve retribuire secondo legge. Tu mi dirai, "non sempre è così, perché le
aziende non assumono immigrati che non vogliano lavorare sottocosto". Ed
allora, se il lavoro chiaro e pulito manca, che ci fanno intere navi
cariche di gente in viaggio nel Mediterraneo alla volta delle nostre
spiagge ? Non è forse un autoghettizzarsi l'andare in paesi che non
possono accoglierli ? Un saluto. Enrico.
UcCaBaRuCcA ha detto...
Per
jet set: ti rispondo brevemente, per quanto riguarda il ceppo
dell'immigrazione, secondo me i cinesi invece sono proprio quelli che
fanno più male all'economia, basta andare nella zona di Prato per capire
quello che intendo. Ristoranti e attività varie sono soltanto modi per
riciclare denaro, ne avrai la conferma quando chiederai ad amici cinesi
chi è il capo in tale o tale ristorante. Per quanto riguarda
l'immigrazione italiana... mi dispiace ma stai parlando con un esperto!
vorrei che tu leggessi questo articolo
http://piazzagrande.blog.tiscali.it/px2180690/
per il resto hai ragione, qualsiasi straniero deve avere l'umiltà
necesaria per ricominciare la vita da capo e adattarsi alla cultura che
trova. La cultura e l'identità essendo fondamentale per una società.
Per quanto riguarda la voglia di lavorare, ti posso assicurare che gli
islamici, come gli italiani negli USA, hanno voglia di fare soldi e di
lavorare(parlo della Francia). Se un marocchino prende 1000 euro dallo
Stato sociale tra disoccupazione e allocazioni varie, perchè mai dovrebbe
andare a spaccarsi la schiena per 3 soldi? Mica possiamo criticarli! Il
colpevole è lo Stato sociale assistenzialista.
PS: per i fatti di parigi vi consiglio a tutti di leggere anche
http://piazzagrande.blog.tiscali.it/fe1932799/
Giulio D ha detto... Sempre molto brevemente.
Il punto nodale è la tipologia dell'immigrazione.
Tutti hanno una forma mentis pronta all'integrazione. I musulmani no.
E accontentarli nelle loro pretese significa subire altre e maggiori
richieste fino all'islamizzazine della nostra società. E' giunto il
momento giusto per darci un taglio e dire "il Big Ben ha detto stop".
jetset ha detto...
Carissimo UCCABARUCCA, io non so se tu sia così esperto in fatto
d'immigrazione, a me non pare, con tutto il rispetto per te e per le tue
posizioni in merito di cui comunque apprezzo il tono educato. Sappi però
che ho vissuto in Africa sei mesi all'anno per molti anni (ma non in
albergo, bensì a stretto contatto con le popolazioni locali, tra loro).
Ho altresì viaggiato molto e sono venuto in contatto anche con moltissimi
arabi, quindi li conosco perfettamente, conosco la loro forma mentis ed ho
potuto valutarne in linea di massima le caratteristiche. Ovvio che non
tutti gli arabi sono compresi in questo discorso, sono d'accordo, però
fondamentalmente una stragrande maggioranza può tranquillamente
riflettersi in ciò che espongo in questi posts. Quindi, quando scrivo
degli islamici non mi riferisco ad ogni islamico, ma alla stragrande
maggioranza di loro.
Ma veniamo a noi: ho letto l'articolo di Neri. Parte di esso lascia
trasparire superficialità e retorica diplomatica: il presunto obbligo di
carità nei confronti degli immigrati è temerario perché si rifà ad
un'opinione, peraltro facilmente smantellabile.
Non puoi dimostrare la validità di un'opinione (la tua) con un'altra
opinione (quella di Matteo Neri) perché sarebbe come dimostrare la
validità dell'ipotesi di un teorema utilizzando un'altra ipotesi. Se
un'ipotesi deve essere dimostrata, essa deve convalidata da una tesi
consolidata da fatti acclarati.
Mi spiego con un esempio.
Se io ti dicessi: (IPOTESI) Gli asini potrebbero arrivare sull'East Coast
degli STATES partendo dal Portogallo ed attraversando l'Atlantico alla
velocità di una bicicletta. A suffragare questa opinione leggi l'articolo
linkato.
Se poi linkassi un articolo che dice: (SECONDA IPOTESI) Gli asini volano
procedendo a 20 km/h, il discorso ovviamente non reggerebbe ed il perché è
presto detto.
A fronte di una possibilità ipotizzata (l'arrivare a New York),
suffragherei la correttezza delle mie considerazioni con un altra ipotesi
(il volare). Ma se il link è solo un'altra opinione e non la realtà,
potrei errare a causa delle false conclusioni prodotte dal riferimento su
cui transitivamente mi baso per avvalorare le mie convinzioni.
Onde evitare questo frequente errore di metodologia, quindi,
contrariamente a quanto hai fatto tu ho avvallato il mio discorso
utilizzando ad un processo reale ed oggettivamente rilevabile: gli
italiani, che trent'anni fa erano considerati dagos (e qui Neri non
sbaglia parlando al passato e citando NIXON) oggi non lo sono più ma sono
rispettati, esattamente come gli statunitensi. Questo è un dato, non
un'opinione e su questa base si può costruire un discorso, altrimenti
finiamo per svolazzare con la fantasia come fanno i noglobal che senza uno
straccio di prova comicamente accusano gli Stati Uniti affermando che
l'attacco alle torri è stata opera della C.I.A.
In secondo luogo non so se hai capito il senso del mio articolo precedente
o forse non mi sono spiegato sufficientemente, quindi cercherò di
chiarire.
Ogni popolazione ospitata in un paese straniero subisce una sorta di
ostracismo da parte dei popoli che ospitano. E' capitato così da sempre e
sempre sarà così. Italiani, ispanici, cinesi, russi e via dicendo sono
stati protagonisti di flussi migratori ovunque. In Belgio ed in Germania
gli italiani erano sbattuti nelle miniere a viver come topi guadagnando
una crosta di formaggio al mese. Però gli italiani non andavano a
sfasciare le città germaniche. Parte di quello che scrive il post che mi
hai indicato, quindi, non contraddice ciò che ho scritto nel mio
precedente intervento, anzi, semmai lo avvalora. Anche noi abbiamo subìto
angherìe e soprusi, questo è un dato di fatto. Proprio per questo, però,
si nota la differenza
con gli islamici; noi stavamo a capo chino e ci guadagnavamo la pagnotta
zitti zitti, ringraziando pure. Col passare del tempo e così facendo,
armati di pazienza nonché di volontà ci siamo "svezzati" e siamo riusciti
ad integrarci. Gli islamici invece arrivano qui con la prepotenza,
talvolta sfidando le leggi sull'immigrazione, pretendendo di comandare e
di islamizzare il paese ospitante. Così, se non ottengono ciò che
desiderano, ricorrono a sistematiche violenze. Ti pare forse una
differenza da poco ?
Faccio un esempio: tu ospitassi un estraneo a casa tua ed egli cominciasse
ad offenderti od iniziasse a voler imporre le sue regole di vita tu che
faresti ? Forse non lo cacceresti ? Saresti tu a ghettizzare lui o sarebbe
lui a prevaricare i tuoi diritti ?
Lo stesso dicasi per gli islamici: essi arrivano in Europa o negli States
GIA' odiando l'occidente. Non è colpa dei ghetti se odiano un mondo che
per la loro religione è da distruggere: in altre parole, il loro odio NON
E' conseguenza di una sorta di apartheid, ma del loro modo di vivere
medioevale che li porta a vederci come Satana anche quando se ne stanno a
casa loro, dove non sono ghettizzati per nulla.
Considera ad esempio l'odio per Israele: posso capire Siria, Egitto,
Giordania, anche i palestinesi in un certo senso. In fondo essi hanno
combattuto guerre territoriali con lo stato ebraico. Ma che c'entrano
Iran, Marocco, Algeria, Indonesia ? E' forse un problema loro ?
Come vedi l'islam odia l'occidente A PRESCINDERE ed i loro seguaci spesso
ci disprezzano per partito preso, perché le loro usanze differiscono dalle
nostre. Essi però vengono qui, perché Maometto o non Maometto i soldi
fanno gola anche a loro ed accampano diritti assurdi in un paese che
odiano. Non sono forse da biasimare ?
Aggiungerei un commento finale al post dei Neri:
Sapete che questi sporchi immigrati italiani, con il loro lavoro, armati
di pazienza e non di Corano, con grandi sacrifici ed umiltà oggi non sono
più sporchi e nemmeno immigrati ma perfettamente e felicemente inseriti
nel tessuto sociale statunitense ?
Vedi, c'é un difetto in quello che si scrive in quell'articolo: si rimanda
tutto ad avvenimenti avvenuti 30 anni fa. In trent'anni, subendo,
lavorando e faticando i "dagos" sono divenuti manager. E' questa la loro
vittoria, ed è questo che vorrei farti comprendere.
UcCaBaRuCcA ha detto... Carissimo jetset,
dico
carissimo perchè è veramente un piacere confrontarsi su temi con una
persona come te.
Non sono stato molto chiaro nel mio commneto precedente, il link che ho
riportato era quelo del mio blog, matteo neri sono io anche se uso il nick
di UcCaBaRuCcA. Dicevo che sono un esperto in fatto di imigrazione non
perchè l'ho studiata, ma perchè l'ho vissuta: sono il classico figlio di
immigrati italiani all'estero (in Francia, dove sono nato), anche se oggi
sono di nuovo Italia. Ciò ovviamente non significa che ho più ragione di
te, mi permette solo di dare un opinione "da dentro".
Riguardo al post "questi sporchi immigrati" che ho scritto, volevo proprio
far vedere al mondo che l'integrazione è possibile. Noi italiani siamo
perfettamente integrati negli USA, e anche in Francia, ma ci abbiamo messo
poco meno di 100 anni. il fattore tempo è essenziale.
Quanto alla tua affermazione "Gli italiani non hanno mai bruciato
macchine", non sono d'accordo. Negli USA come in Germania la più grande
organizzazione criminale a origine dichiaratamente italiane, e la mafia è
sicuramente molto più dannosa per la società che 1500 auto rubate. Per il
resto ricordo un commento di una mia vicina di casa che raccontava come
siciliani e pugliesi davano luogo a vere guerre civili qualche decennio fa
nei quartieri periferici di Lyon, ora comunque è acqua passata. Gli
italiani sono stati a loro tempo tra i più odiati, sia in germania che
negli altri paesi.
Sono d'accordo con te sul fatto che gli italiani hanno subito le
umiliazioni a capo chino. Ma questo perchè erano altri tempi. 50 anni fa
la mentalità popolare era molto meno aperta rispetto ad oggi, una rivolta
come quella parigina sarebbe finita in un bagno di sangue da parte degli
immigrati.
Io come lo sai sono un liberale, un liberale convinto. Proprio per questo
esigo che il sistema Statale sia senza pecche. Prima di mandare la polizia
a reprimere i delinquenti, vorrei assicurarmi che i poliziotti del mio
Stato hanno tutti un minimo di professionalità e di competenza. Quello che
io ho subito e che i miei amici hanno subito è assolutamente vergognoso in
uno stato come la Francia. Quando avremo finalmente dei poliziotti degni
di questo nome, allora sarò a favore di una repressione anche durisima se
necessario. MA oggi la situazione è che i delinquenti giocano alla guerra
con gli imbecilli, e così non si va da nessuna parte.
A proposito dell'odio dei musulmani verso l'occidente. E' vero che esiste
una forte minoranza di magrebbini che odiano l'occidente. Ma una forte
minoranza rimane pur sempre una minoranza. Ricordo di quando lavoravo in
una fabbrica a Lyon, un giorno è arrivato un tale algerino, che era appena
arrivato in francia. Ebbene ho dovuto buttare via tutti i miei pregiudizi
sugli arabi. Una persona umile, lavoratrice, servizievole, e molto aperta.
Forse è la società francese troppo assistenzialista che vizia gli
immigrati? sicuramente si.
I dagos sono divenuti manager,ora ci si lamenta perchè albanesi e
nordafrican ci rubano i lavori nei campi. Cosa succederà il giorno in cui
gli albanesi saranno manager? sarà un grande succeso per l'integrazione,
ma come reagiranno gli italiani? In francia e USA siamo già in questa
fase, mentre in Italia il processo di immigrazione è ancora allo stato
iniziale.
mi complimento con te e spero che mi sono spiegato bene
Monsoreau ha detto... Interessante il vostro dialogo, nel quale mi
inserisco per due aspetti.
I poliziotti sono uomini, come tutti noi.
Possono sbagliare, per carità, ma devono affrontare situazioni nelle quali
non è permesso sbagliare.
Possono sparare e uccidere la persona sbagliata. Ma non possono chiedere
un "time out" per verificare se, ad esempio, chi hanno di fronte ha una
pistola giocattolo o vera.
Possono manganellare anche persone di passaggio, ma non possono durante un
tumulto mettersi a fare i garantisti.
Quando svolgevo il servizio di leva una frase era abituale nel momento in
cui si iniziava un servizio armato: "meglio un brutto processo che un bel
funerale".
E ancora "l'integrazione è possibile. Noi italiani siamo perfettamente
integrati negli USA, e anche in Francia". Già, noi Italiani in
USA e Francia. Cioè simili con simili. Ha ragione il Cardinal
Biffi: selezionare l'immigrazione per "importare" solo quegli immigrati
più simili e che vogliano e si possano integrare: autolink
http://ilcastello1.blogspot.com/2005/08/selezionare-limmigrazione.html.
UcCaBaRuCcA ha detto... Caro Monsoreau,
il problema è che se un poliziotto sbaglia, è una cosa, se il poliziotto
invece sbaglia ripetutivamente, si dimostra incompetente e non adatto al
lavoro di poliziotto (lavoro difficilissimo), e non viene punito dalla
gerarchia o dal sistema giudiziario, allora è lo Stato che sbaglia. Credo
in Hobbes, Lo Stato ha il monopolio della forza. e lo deve usare bene.
Italiani e americano sono simili? Leggi il mio articolo
http://piazzagrande.blog.tiscali.it/px2180690/
gli italiani erano considerti NEGRI nei tribunali dell'alabama, il
presidente Richard Nixon definì la razza italiana come una razza di
criminali? Esattamente (intercettazione telefonica nell'ambito di un
inchiesta per un scandalo) "Non sono, ecco, non sono come noi. La
differenza sta nell'odore diverso, nell'aspetto diverso, nel modo di agire
diverso." segue..."dopotutto non si possono rimproverare, non hanno avuto
quello che abbiamo avuto noi. Il guaio è che non riesci a trovarne uno di
onesto."
In germania, il paese europeo dove gli italiani sono meno integrati, ci
considerano ancora come degli sozzoni, mi ricordo di aver letto un paio
d'anni fa che una nobile austriaca ci equiparava agli africani (in senso
spregiativo).
Io spero che un giorno, come oggi si dice che gli italiani sono uguali
agli americani (e oggi è vero), un giorno si dirà che gli arabi sono
uguali agli occidentali. (scusate la retorica)
Monsoreau ha detto...
Personalmente considero i tedeschi dei barbari.
Gli Americani dei bambinoni.
I francesi dei mangiarane e gli austriaci degli sfi****.
Ma questo non cancella il fatto che tutti, Americani inclusi, siamo usciti
da una cultura, da un tradizione, da una matrice comune che affonda le sue
radici nella Romanità e nella Cristianità.
E' sicuramente più facile integrarsi tra noi che non con chi, ad esempio,
professa una religione che è anche stato, che è nata con la violenza; chi
ha una cultura della morte al punto da mandare bambini a suicidarsi; con
chi non ha la cultura del diritto civile, conoscendo solo quello del
corano.
In questo senso intendo "siamo simili".
Del resto la distriba "terroni-polentoni", ma anche quella tra modenesi e
bolognesi (la secchia rapita) dimostra come differenze ve ne siano e speso
vengono marcate.
Quanto alla Polizia, consentimi, la tua è una affermazione generica.
A me sembra che i poliziotti siano molto controllati.
Pensa solo a Genova 2001: con tutto quello che hanno dovuto soportare un
solo morto e, per di più, durante l'aggressione ad una camionetta dei
Carabinieri.
Mi sembra che l'autocontrollo ci sia ampiamente stato.
06 novembre, 2005
18:11
Stars&Stripesforever ha detto...
Se
noi ci mettiamo a coccolare ogni spostato che viene in Italia o che ha
qualche mania, allora rinunciamo a tutelare la maggioranza delle persone
oneste che lavorano per guadagnarsi il pane e il companatico.
In Francia il governo è stato evidentemente sorpreso da manifestazioni
organizzate (non certo "spontanee", almeno non dopo il secondo o terzo
giorno). Forse dovrebbero fare un pensierino a utilizzare truppe scelte:
l'esercito per presidiare le zone a rischio.
Una nazione civile non può permettere che dei delinquenti, ogni notte,
distruggano beni altrui.
UcCaBaRuCcA ha detto... Per monsoreau
infatti quando parlavo di polizia intendevo la polizia francese. In 5 anni
in italia non ho mai avuto un problema. mi sono fatto controllare in
macchina solo una volta e il poliziotto è stato molto cortese, non mi ha
tirato fuori con la pistola e ammanettato come in Francia. Io rispetto
moltissimo i poliziotti italiani, e cerco di rispettare quelli francesi.
Ma intendiamoci, sono due tipi interpretazione della legge completamente
diversi... Questo è molto importante per capire la rivolta parigina, non
sto esagerando. I poliziotti trattano male me che sono un borghese di
origini italiane con tratti somatici francesi, figuriamoci gli arabi! Non
sto qui a elencare i fatti e misfatti della polizia nei confronti di me e
dei miei amici più stretti perchè ci sarebbe da scrivere un libro.
Ribadisco che bisogna tenere ben presente che questi giovani delinquenti
(che sono cmq colpevoli) sono umiliati in continuazione, insieme alla loro
famiglia (ci sono poliziotti che danno tranquillamente della puttana alla
mamma dei ragazzi).
Per quanto riguarda la differenza di cultura, penso che più che il fattore
religioso sia il fattore legislativo a differenziare le nostre culture.
Quello si che è un problema. in effetti finchè i paesi musulmani ed i
musulmani non saranno abituati a distinguere Stato e religione, i rapporti
non potranno essere che tesi.
jetset ha detto... Carissimo UCCABARUCCA,
in genere non mi piace sperticarmi in lodi ma il tuo equilibrio mi piace
moltissimo, le tue posizioni possono essere condivise tutte od in parte,
però il modo di presentarle è molto rispettoso di quelle che sono le
opinioni altrui. Ti invito quindi a seguirci assiduamente e ad intavolare
senza problemi discussioni con il nostro staff che credo, sarà lieto di
interloquire con te (sempre previo tempo a disposizione, ovviamente).
Per quanto concerne la polizia francese, sì, devo ammettere che puoi aver
ragione. Come ho scritto nel mio primo commento, io non amo i francesi
proprio perché sono molto nazionalisti e puzzoni. Quando sono stato in
Francia non mi sono MAI trovato bene e da italiano sono stato trattato con
diffidenza. Non in maniera troppo sgarbata, si badi, perché secondo me in
qualunque posto si vada il fatto di essere educati ed affabili alla fine
paga, eccome, anche se si è trattati male. Comunque, se anche fossi stato
trattato a calci nel sedere non sarei andato ad incendiare le auto ma
magari me ne sarei ritornato a casa.
Ripeto, la Francia sarebbe un grandissimo paese se abbandonasse la sua
baldanza. Diciamo che questo paese usa molto male le grandi potenzialità
che possiede. In fondo è merito della Francia e dell'Austria se la parte
nord dell'Italia è così industrializzata. La Francia, però, invece di
allearsi attualmente con gli altri europei e soprattutto con gli
statunitensi per far fronte comune nei riguardi delle difficili sfide a
livello internazionale (parlo ad esempio di Iraq e dei paesi canaglia a
cui invece vende le armi sottobanco), possiede sempre e comunque una
posizione fuori dal coro, prettamente isolazionista e fintamente pacifista
che la presenta come paladina dei diritti dei delinquenti, mentre tratta i
cittadini delle sue colonie in maniera pessima (come ho scritto ho vissuto
in Camerun ed ho visto con i miei occhi). Però la rabbia degli immigrati
non può essere convogliata verso le automobili o verso le proprietà di
altri francesi perché, esattamente come tu hai scritto che un tuo amico
arabo non è per nulla un facinoroso, parimenti non tutti i francesi sono
dei nazionalisti sfegatati.
Vi sono comunque nelle città occidentali delle zone d'ombra gestite e
controllate da immigrati che non ci pensano per nulla ad integrarsi.
Essi adducono le motivazioni della fallita integrazione razziale come
scusa per poter vivere al di fuori della legge e questo non è tollerabile,
nemmeno in un paese snob come la Francia.
Ora, hanno ragione Monsoreau e starsandstripes quando dicono che la
matrice culturale degli immigrati è molto diversa dalla nostra. Direi che
anzi, è TROPPO diversa per poter andar d'accordo con la maggior parte di
essi. Questo non significa che non vi siano anche italiani dediti alla
delinquenza, ma mentre i delinquenti nostrani li dobbiamo tenere (magari
in galera) quelli extracomunitari li possiamo cacciare fuori dal nostro
paese, altrimenti aggiungiamo delinquenza importata a delinquenza italiana
e non ne veniamo più fuori.
Ecco perché noi ci battiamo tanto per una severissima legge inibitoria dei
flussi migratori, perché non possiamo accettare che chi viene in Europa
arrivi "al buio" e si metta ad accusarci poi di essere dei nazisti se non
trova lavoro (o, di conseguenza, se cade in mano a datori di lavoro senza
scupoli). Questo è un orecchio dal quale i sinistri non sentono perché
cercano a modo loro di mettere una pezza chiedendo al cittadino di
tollerare sine die una situazione della quale essi stessi favoriscono le
cause. D'altra parte la vergognosa sparata di Prodi sulla possibilità di
rivolte anche in Italia è un esempio di come, pur di poter dare addosso al
governo, i sinistri metterebbero volentieri anche in conto anche una sorta
di guerra civile (prossimamente farò un post su questo argomento).
Leggo inoltre con grandissimo gradimento il dialogo tra te e Monsoreau
riguardo al problema del rispetto della legge. Mi sembra che sia tu che
Mons scriviate esattamente le stesse cose, ovvero: gli immigrati si
autoghettizzano perché non vogliono riconoscere l'autorità del paese
ospitante. Che poi sia per religione, per credo politico od altro poco
importa.
Su questo faccio una considerazione logica: gli stati da cui provengono
costoro generalmente sono stati confessionali e non laici. Questo
significa che una legge religiosa si riflette totalmente in una legge
politica. Da qui il caos. Ha ragione Mons a scrivere che la differenza di
ottica religiosa crea frizioni tra loro e noi, così come hai ragione tu a
dire che la causa è di ordine politico. Entrambe le ipotesi trovano
infatti conferma in un motivo preciso: politica e religione, per gli
immigrati islamici, sono la stessa identica cosa.
Poi, carissimo UCCABARUCCA, le mafie e la criminalità comuni sono da
sempre diffuse in ogni parte del mondo. C'é la mafia cinese, quella
statunitense, quella colombiana, quella italiana, quella francese, quella
giapponese e così proseguendo all'infinito.
Le mafie però non hanno mai tentato di costruirsi la bomba atomica per
motivi ideologici, anzi, in genere esse hanno bisogno di tranquillità e di
un mercato lineare per poter riciclare il denaro. Inoltre, tranne per
poche eccezioni, le mafie tendono più a combattersi tra loro piuttosto che
a progettare genocidi e mi risulta che comunque, sempre tranne poche
eccezioni come il bimbo sciolto nell'acido, i bambini non siano mai stati
intenzionalmente colpiti. Anzi, addirittura ricordo un delitto di mafia
contro un sicario che, inviato a colpire un capocosca sbagliò il bersaglio
ed uccise un bambino. A Beslan invece...
Con questo, sia chiaro, non difendo la mafia, ci mancherebbe, ma mi sembra
un genere di delinquenza che, seppur pericolosa e deleteria, è di molti
scalini inferiore a quella pericolosissima e nefasta degli islamici.
Un cordiale saluto da Enrico !
UcCaBaRuCcA ha detto... beh enrico jetset, siamo d'accordo,
a parte per l'ultimo punto che hai solevato (ma che non è rilevante per il
senso del dibattito), ovvero le mafie sarebbero meno dannose per un paese
che la delinquenza. Se si ragiona in termini emotivi, la delinquenza è
molto più nefasta, ma dobbiamo ragionare in termini economici, in cifre,
in questo caso le mafie sono molto più pericolose e danneggiano
enormemente l'economia (è quella la causa dell'arretramento economicodel
sud: la mafia impedisce il liberismo economico). ma questo è un altro
discorso.
Siccome penso che abbiamo esaurito il tema arrivando anche ad una discreta
sintonia, ci vediamo al prossimo articolo!!!!
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Questi i
titoli di alcuni giornali
La
violenza si estende a macchia d'olio
Il Corriere
In Francia torna l'incubo: 30 poliziotti
feriti
Guerriglia a Grigny, a sud di Parigi: 200 giovani colpiscono gli agenti
con pietre e sparano con fucili da caccia. Due sono gravi
Il
premier De Villepin: «Non possiamo accettare "terre di nessuno"»
Il Corriere
Chirac: «I violenti saranno presi e puniti»
Riunito il Consiglio di sicurezza interno. Il presidente ha detto che la
priorità assoluta è il ripristino della sicurezza e dell'ordine.
PARIGI (Reuters) - Nella decima notte di disordini,
in cui
bande di giovani hanno devastato le periferie francesi, sono state
incendiate scuole e 1 .295 auto, malgrado il dispiegamento di migliaia di
agenti di rinforzo.
Il presidente francese, Jacques Chirac,
ha
dichiarato stasera alla stampa che la "priorità" è il "ripristino Il
presidente, che parlava al termine del consiglio di sicurezza interna da
lui convocato questo pomeriggio, ha insistito sul "rispetto di tutti",
sulla "giustizia e l'eguaglianza delle opportunità" per tranquillizzare la
situazione nelle banlieue.della sicurezza e dell'ordine pubblico" nella
crisi della banlieue.
Swissinfo
Francia: banlieue, scoperta fabbrica molotov, sei fermi
da
Swissinfo
Una
"fabbrica" di bottiglie incendiarie è stata scoperta in alcune cantine di
Evry, alla periferia di Parigi, dove la polizia ha compiuto sei fermi. Gli
agenti hanno trovato 150 bottiglie molotov, 50 delle quali pronte ad
essere lanciate, 60 litri di benzina e passamontagna. Sei minorenni fra i
13 e i 16 anni sono stati fermati mentre stavano scappando dalle cantine
cercando di sfuggire all'irruzione della polizia.
Parigi: incendi in centro città -
dal TGCOM
A Tolosa brucia
biblioteca municipale
Continua
l'ondata di violenza in Francia, scossa da incidenti per la decima notte
consecutiva. Numerosi i lanci di bottiglie incendiarie contro vetture in
strada. Episodi simili anche a Place de la Republique. Quasi 1.300 le
automobili distrutte, di cui 656 nella calda banlieue parigina. Oltre 312
le persone fermate. A fuoco una biblioteca municipale a Tolosa. Chirac:"Ristabilire
l'ordine è priorità assoluta".
Altri incidenti e
incendi si sono verificati anche al di fuori della capitale. Due scuole,
15 auto e un'azienda per il riciclaggio della carta sono stati incendiati
nel dipartimento dell'Essonne, banlieue sud-est di Parigi. La scuola
materna di Grigny è stata distrutta al 50% e anche una scuola elementare
della stessa zona è stata gravemente danneggiata. Incendio anche in una
palestra di Villeneuve Saint-George.
Cinque aule
dell'asilo "La belle au bois dormant" sono state distrutte così come due
locali della scuola "Triolet". In provincia, si moltiplicano gli incendi
in località finora tranquille. Si tratta nella maggior parte dei casi di
macchine bruciate dal lancio di cocktail Molotov, ad Avignone (Vaucluse),
Saint-Dizier (Haute-Marne), Soissons (Aisne), Nantes (Loire-Atlantique),
Montauban (Tarn-et-Garonne). Gli atti di vandalismo sono al momento più
diffusi nei dipartimenti del nord. Altri incendi di auto sono stati
segnalati a Lille, Roubaix, Tourcoing, Mons-en-Baroeuil, dove i pompieri
hanno dovuto spegnere fuochi ad alcuni camion e autobus. Nel sud, a
Marsiglia (Bouches-du-Rhone), la polizia conta al momento solo 3
automobili incendiate. Altre sono state bruciate a Cannes, a Nizza e a
Tolosa.
Convocato consiglio
di sicurezza interna
Si è concluso a Parigi il Consiglio di sicurezza interna convocato
d'urgenza da Jacques Chirac in seguito all'escalation di violenza che da
dieci giorni non dà tregua alle periferie povere del Paese. "La priorità
assoluta dell'esecutivo è il ripristino della sicurezza e dell'ordine
pubblico", ha dichiarato il presidente della Repubblica francese al
termine del vertice straordinario.
"Rinforzi dove necessario"
Il
governo francese replica all'escalation di violenze che da oltre dieci
giorni ha messo a ferro e fuoco le periferie delle più grandi città del
Paese. "Non possiamo accettare nessuna 'terra di nessuno' - ha dichiarato
il primo ministro de Villepin - il governo accelererà i processi per
direttissima". "Ovunque sarà necessario - ha aggiunto - ci saranno
rinforzi delle forze di sicurezza"
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