PARIGI BRUCIA

 

nelL'intifada europea

 

 

Le fotografie sono state tratte da un dossier del Corriere

7 Novembre 2005

 

Folle di teppisti minorenni di origine maghrebina stanno mettendo a ferro e fuoco la Francia il focolaio nato a Parigi si sta estendendo a macchia d'olio.

 

Eccoli al lavoro i delinquenti islamici, quardateli in questo video, ed ascoltate le loro urla belluine mentre inneggiano ad Allah.  Se non è guerra civile questa, cos'è?????

 

In seguito a un incidente accaduto 12 giorni fa, durante il quale due giovani che credevano di essere inseguiti dalla polizia si sono nascosti dentro una cabina dell’alta tensione e vi sono rimasti fulminati, sono esplose azioni violente della popolazione che ha cominciato a dare fuoco a tutto.

Sulla periferia parigina è iniziato a soffiare il vento della follia e aumenta di potenza e non permette alle fiamma della violenza di placarsi, al contrario dilaga ogni notte e tende ad aumentare, e quelle che prima sembravano essere manifestazioni spontanee, ora si stanno rivelando per quello che sono: una vera sommossa, una guerriglia urbana organizzata e guidata da una regia occulta, i cui scopi si possono intuire, ma privi di rivendicazioni dalle quali possa partire un dialogo, perché questi ratti della notte colpiscono e fuggono. Questa notte persino un anziano signore che era sceso in strada per cercare di calmare gli animi, è stato picchiato con ferocia dal branco assatanato ed è è giunto all'ospedale in fin di vita ove è spirato, ma già pochi giorni fa in un autobus dato alle fiamme una donna portatrice di handycup non è riuscita a scappare e ora giace fra le sofferenze, in fin di vita in un letto d’ospedale.

 

Sono 11 giorni ormai che la Francia è tenuta in scacco da questa folla costituita per la grandissima maggioranza da maghrebini minorenni, che di notte escono come ratti dalle loro tane e sciamano in cerca delle vittime da colpire e per vittime si intende proprio persone, oltre che cose su cui scatenano la loro violenza. Non solo incendiano, distruggendo tutto ciò che possono indipendentemente dal fatto che ciò che distruggono, sia di importanza per la comunità nella quale vivono, ma sparano sulla polizia e i feriti gravi, anche fra le forze dell'ordine, ormai sono tanti.

 

La rabbia cieca, feroce e devastatrice si è accanita su tutto: case, auto (in una sola notte ne sono state date alle fiamme 1300, camion, scuole, caserme dei vigili del fuoco, stazioni di polizia, municipi e altri stabili comunali, roulotte, negozi, fabbriche, biblioteche, persino una sinagoga ha ricevuto la sua bella molotov, e la polizia non riesce a fermarli, anche se sono stati mandati dei rinforzi.

 

I teppisti, anzi i delinquenti hanno allargato la loro area d’azione passando dalla periferia, al cuore di Parigi e di lì hanno dilagato raggiungendo altre località, ne hanno contagiate più di 200, questi i nomi di alcune:

Seine-Saint-Denis, - Noisy-le-Grand - Aubervilliers -  Seine-et-Marne -  Mureaux (Yvelines) -  Citè Renault -  Avignone (Valchiusa) -  Saint Dizier (Haute-Marne) - Soissons (Aisne) -  Nantes (Loire-Atlantique) – Creteil -  Montauban (Tarn-et-Garonne) - zona di Loir-et-Cher - Lille – Roubaix -  Tourcoing - Mons-en-Baroeuil – Auby – Marsiglia - Cannes -  Nizza e persino Strasburgo  - Tolosa - Acheres -  foresta di Saint Germani – Saint Etienne – Rouenne – Le Havre - Roanne

 

Tutto questo porta inevitabilmente a fare delle considerazioni molto preoccupanti, dal mio punto di vista. Prima di tutto ci troviamo di fronte a una comunità che anziché integrarsi ha formato un’enclave dentro una città, anzi ha formato molteplici enclave dentro tutte le città francesi in cui si sono insediate ed anche se sono di seconda o terza generazione, stanno dimostrando di non avere rispetto della nazione in cui vivono, di non amarla, di disprezzarne le leggi e i valori e fanno apparire questa rivolta come una “Inti-fada” europea,

le analogie sono drammaticamente spaventose, con una differenza di metodi, che qui non possono essere applicati come quelli che si  consumano in Palestina e in Israele.

 

Anche qui sono i ragazzini quelli che vengono mandati a combattere, anche qui si usano le pietre, ma sono solo un valore aggiunto alle molotov, alle carabine, alle pistole e alle armi improprie, alle fiamme, usate in questa piccola rivoluzione.  Qui non possono nascondere dietro ai ragazzini i guerriglieri con i kalashnikof, nessun giornalista francese si limiterebbe a riprendere i ragazzini con le pietre, perché non è Israele oggi violata, ma il patrio suolo francese quello che viene stuprato e solo un giornalista ad ideologia terrorista, potrebbe accettare di fare riprese così parziali e dato che la menzogna non produrrebbe riprese guidate, le azioni devastatrici si scoprono in tutta la loro virulenza.

 

Ecco che va in scena un disegno, una strategia studiata a tavolino da tempo che vede purtroppo coinvolte popolazioni islamiche e che aspettava solo un pretesto per mettersi in modo.

I soldati usati in questa strategia, in cui emerge ancora l'odio che nutrono per l'occidente a cui però aspirano e da cui vogliono solo trarre profitto, sono ragazzi che provengono una vasta regione del nord Africa e comprende molte nazioni, ma questi giovani non si distinguono per la loro appartenenza nazionale, ma per la loro religione e così, come in molte altri parti del mondo scendono in piazza per rivendicare ciò che ogni altro cittadino rivendicherebbe egualmente, ma con sistemi diversi.

E’ una tragedia, queste popolazioni non si sono integrate, non vogliono integrarsi, ma ciò che è peggio è che non solo restano chiusi entro le loro “mura mentali” pretendono di trascinarci dentro tutti gli altri che sono fuori.

Non si adeguano e non imparano il rispetto delle leggi, dei costumi e degli usi dei paesi nei quali vivono, pretendono di asservirli ai loro costumi, alle loro leggi, che pur se di nazionalità diversa con governi diversi, dipendono quasi esclusivamente dalle leggi scritte e interpretate secondo gli integralisti nel corano, del quale usano la parte che più gli fa comodo e con la quale pretendono di assoggettare tutto e tutti.

 

I francesi dovranno alzarsi in piedi e rispondere con una sola voce per dire : NO!!!

Gli europei debbono sostenerli e anch'essi si debbono preparare per evitare che tale arroganza distruttiva si estenda altrove e si debbono preparare bene, non mandando loro contro dei giovani poliziotti inesperti, che finirebbero come i poveri poliziotti francesi in ospedale, ma usare alcune forze dell’esercito che conoscano il territorio e abbiano esperienza di guerriglia, perché tutti insieme in Europa dovremo rispondere come ci aspettiamo rispondano i francesi oggi: NO!!!

Lisistrata

 

 Ci tengo a segnalarvi un interessante post scritto da jetset  pubblicato sul blog Il Castello e alcuni commenti lasciati dai visitatori, poiché fotografano il comune pensare di persone che stanno sforzandosi di capire quello che sta realmente accadendo in Francia.

 

Parigi val bene una massa...  5.11.2005  

Ci siamo ! Dopo una strenua difesa dei regimi tirannici da parte di Chirac per non dover affrontare problemi di terrorismo e di ordine interno (ricordiamo la vastità della comunità non autoctona della Francia), ora Parigi si trova a fare i conti con gli immigrati e con la loro violenza.
Il governo di Parigi, da sempre insensibile ai problemi dell'immigrazione clandestina lasciati pilatescamente alla cugina-nemica Italia, secondo una collaudata propensione al colonialismo ha da sempre adottato la politica "dell'integrazione" pensando di farla, per un ironico gioco di parole, franca. Ovviamente, alla prima alzata di scudi del paese sul fronte interno allo scopo di far rispettare la legalità è corrisposta una reazione violenta e contraria. Ricordiamo, ad esempio, la questione del velo islamico, che tante minacce ha provocato nei confronti dell'Eliseo. Ed ora si profila una nuova sfida, ovvero quella del vespaio sollevato dalla vicenda dei due ragazzi i quali, per evitare l'arresto da parte delle forze dell'ordine si sono rifugiati in una centrale elettrica nella quale sono morti folgorati.
Alcune considerazioni quindi s'impongono:
Primo: l'immigrazione, che sia clandestina o meno produce gli stessi risultati, un pò come la moltiplicazione o l'addizione per cui il risultato non cambia invertendo i termini. Non c'é molta differenza infatti tra la sistematica distruzione dei centri d'accoglienza italiani da parte dei clandestini e le aspirazioni neroniane degli immigrati regolari in Francia che in questi giorni hanno messo a ferro e fuoco Parigi.
Secondo: se la Francia è squassata da queste violenze, lo è anche perché non riesce a garantire lavoro alle moltitudini di immigrati che fanno domanda d'impiego. Quello che dalla sinistra è stato il tanto vituperato governo Berlusconi, ricordiamolo, ha diminuito notevolmente la disoccupazione mentre i transalpini sono rimasti al palo e si trovano a fare i conti con questo tragico problema già da qualche anno a questa parte.
Terzo: gli immigrati, quanto al problema della bassa occupazione, agiscono diversamente dai cittadini francesi. Finora non si è mai assistito a roghi diffusi ed estesi ad interi quartieri per causa di francesi autoctoni. In passato si sono visti scioperi selvaggi, blocchi di strade o ferrovie, qualche manifestazione con rottura di vetrine annessa e subito sedata ma finora non si era registrato da parte dei parigini alcun diffuso problema di ordine pubblico di questa entità. Tale segnale evidenzia che dopo la grande disillusione del bengodi europeo facile da parte degli immigrati e dal momento che la disoccupazione è la stessa sia per i francesi che per i non-francesi, si possono cogliere sostanziali differenze di civiltà tra le diverse etnie. I francesi protestano ma poi si rimboccano le maniche e comunque s'ingegnano per tirare avanti. Gli immigrati ricorrono ai cerini.
Quarto: alcune pretese degli immigrati islamici.

Gli immigrati islamici vogliono il velo che occulti il volto alle loro donne, in palese contrasto con le leggi sulla riconoscibilità del cittadino.

Gli immigrati islamici trattano le donne in modo a dir poco bizzarro, contravvenendo alle leggi sulle libertà e sui diritti personali.

Gli immigrati islamici vogliono la legalizzazione delle scuole coraniche anche se totalmente avulse dal programma di studi nazionale (e poi pretendono che si riconosca ai loro figli la stessa qualifica di un "ingegnere qualsiasi").

Gli immigrati islamici vogliono che l'italiano venga insegnato partendo dall'ABC perfino nelle classi liceali, perché arrivando qui senza la minima cognizione della nostra lingua è "loro diritto" essere nelle stesse condizioni di chi l'ha studiata già da quando aveva 5 anni. Questo ovviamente mette in crisi il normale apprendimento del programma statale per il resto della classe, rallentandolo inesorabilmente e/o costringendo lo stato a retribuire adeguatamente gli insegnanti per corsi supplementari.

Gli immigrati islamici vogliono potersi fermare cinque volte al dì (anche se stanno lavorando) per pregare e pretendono una stanza tutta loro in azienda o nelle università, perché se questo non viene concesso siamo razzisti.

Gli immigrati islamici non tollerano critiche alla loro religione, altrimenti bisogna munirsi di scorta armata come Salman Rushdie.

Gli immigrati islamici vogliono i posti di lavoro garantiti, altrimenti mettono a ferro e fuoco le città.

Gli immigrati islamici vogliono centri d'accoglienza a cinque stelle perché altrimenti ci accusano di essere nazisti.

Gli immigrati islamici vogliono poter mangiare carne macellata secondo la pratica islamica, ovvero tagliando la giugulare all'animale e lasciandolo morire dissanguato dopo atroci sofferenze. Vorrei sapere che ne pensa Pecoraro Scanio.

Gli immigrati islamici non vogliono vedere il Cristo davanti ai loro occhi "perché urta la loro sensibilità".

Gli immigrati islamici vogliono le quote studentesche a loro destinate nelle nostre università (a cui spettano di diritto).

Ed ora l'ultima chicca: abbiamo scoperto che d'ora in poi gli immigrati isalmici non possono essere nemmeno inseguiti dalla polizia, perché se lo si fa si deve sperare che essi non si facciano male scivolando su una cacca. Se portate a spasso il cane munitevi quindi di paletta, pena l'ergastolo.

E poi non veniteci a parlare dell'inesistenza dello scontro di civiltà !!!

Ricordate: La diplomazia è nefasta perché al suo inizio corrisponde la fine della sincerità.

postato da jetset

Alcuni commenti lasciati dai  navigatori nel blog Il Castello:

Monsoreau ha detto...  Chi pagherà tutti i danni ?
Al solito: i cittadini onesti, non i delinquenti.
Come accadde a Genova.
Ma a Parigi hanno una opportunità: rispedire nelle terre dei padri chi delinque.
Non sono una risorsa quelli.
Sono solo un peso per lo sviluppo e un costo per tutti noi.
Gli europei si sveglino e ritrovino le antiche virtù !

 

jetset ha detto...  Come sapete io non sono mai stato tenero con la Francia, non ne ho quasi mai condiviso le scelte in politica estera ed interna né il proverbiale nazionalismo, motivi per cui boicotto tutt'ora ogni prodotto che viene d'oltralpe.
MA IN QUESTO MOMENTO MI SENTO PARIGINO.
PERCHE' LA FRANCIA PUO', SE LO VUOLE, RIPENSARE AI SUOI ERRORI E LAVORARE COSTRUTTIVAMENTE PER UN'EUROPA FORTE, DECISIONISTA, INTERVENTISTA E LEGATA SALDAMENTE ALLE ALLEANZE NORDATLANTICHE.
LA FRANCIA HA BISOGNO DELL'EUROPA MA ANCHE NOI DELLA FRANCIA. UNA FRANCIA DIVERSA, NON QUELLA INVERTEBRATA CHE ABBIAMO PURTROPPO CONOSCIUTO FINORA MA QUELLA ORGOGLIOSA DEL SUO GRANDE PASSATO, DELLA SUA RIVOLUZIONE E DELLA VERA GRANDEUR, CHE DERIVA DALLE IDEE E NON DAI FASTI DEI SUOI PALAZZI.
OGGI SIAMO TUTTI PARIGINI. OGGI SIAMO TUTTI FRANCESI.

Lisistrata ha detto...  Ancora concordo con le osservazioni che fai e trovo che tu abbia fatto nuovamente un ottimo post, molto esauriente. Mi rivolgo a jetset: scusa, ma non riesco a sentirmi francese per questi episodi, anche perché non ho ancora digerito bene il fatto che la Francia dia ospitalità ai nostri terroristi assassini, come il Battisti e gli altri delinquenti e non ci abbia mai permesso di estradarli, anche se condannati da un tribunale italiano, non posso dimenticare la vergogna di aver dato i natali alla rivoluzione Khomeinista che ha generato tanto male nel mondo.
Quando faranno ammenda, forse riuscirò a sentirmi un pochino Francese, a meno che non capiti loro qualcosa di tragico come agli USA e allora ovviamente mi schiererò, per ora guardo e dentro di me dico: chi ha seminato vento oggi raccoglie tempesta.

UcCaBaRuCcA ha detto...

Esprimo la opinione premettendo che sono nato e ho vissuto in Francia fino ai 18 anni.
Il problema di cui stiamo parlando non è tanto un problema di immigrazione o di razza, ma un problema sociale. Nelle periferie francesi c'è una proporzione della popolazione di origini straniere (fra i quali anche italiani) più elevata rispetto ai centri urbani, tuttavia la componente "locale" è ben presente. Insieme a quelli che bruciano le macchine ci sono anche i figli dei francesi doc. Il problema è la ghettizzazione sociale, insieme al problema dei rapporti con la Polizia francese (a questo proposito v. http://piazzagrande.blog.tiscali.it/fe1932799/ ).
Quello che è successo a Parigi succede in Francia da 25 anni, ed è la stessa cosa che è successo a Napoli quando un poliziotto aveva sparato ad un ragazzo sul motorino per fermarlo. Solo che la disperazione nelle periferie parigine e delle altre metropoli francesi è ancora più forte.

ephrem ha detto...  Purtroppo il problema in Francia é ben più grave, in quanto a protestare non sono immigrati, ma ragazzi mussulmani francesi di seconda o addirittura terza generazione, il che rende ancora più problematica la situazione e mette ancor più in evidenza la difficoltà dell'integrazione tra modi di vivere e concezione della vita spesso contrapposte. Lo scontro di civiltà é vivo e vegeto, ed é alimentato spesso dagli islamici, immigrati, integrati o clandestini che siano. Chi nega questo evidentemente o é in malafede o é cieco...

UcCaBaRuCcA ha detto...  Proseguo dandovi il link di un video sul corriere della sera, video ritratto grazie ad un telefonino dove si vede che la tensione esiste si dalla parta dei giovani, ma anche dalla parte dei poliziotti.
Un'ultima cosa, le "emeutes" ce l'abbiamo da 25 anni, tuttavia è raro che durino più di pochi giorni. In questo caso sono quasi certo che qualcuno (per esempio qualche fondamentalista) inciti i giovani a continuare a far casino.

Bisquì ha detto...  Grande il Mons. Hai descritto perfettamente il quadro. Mi sento di sottoscrivere parola per parola.
Qui dove abito ci sono migliaia di immigrati ma per strada a non fare nulla ci trovi solo i nord africani. Bulgari, Polacchi, Rumeni, Russi, Sud americani, Cinesi li incontri quando escono dal lavoro o al supermercato.
Gli amici nord africani fanno qui quello che fanno lì, la differenza è che qui o lavori o crepi di fame. La colpa degli atteggiamenti che tu hai descritto è della sinistra demagogica, non si può dare uno stipendio ad un disoccupato a vita, quello ha da lavorà e rispettare la nazione dove si trova altrimenti torna a casa sua.

jetset ha detto... UCCABARUCCA: Sì, la ghettizzazione è come dici tu un annoso problema. Trovo però una contraddizione in termini in quello che affermi: come mai i cinesi si sono integrati bene nella nostra società aprendo in Italia ristoranti, negozietti ed attività fino a farci anche una bella concorrenza ? Come mai i filippini si sono adattati a diventare badanti e/o camerieri, gli africani a raccogliere i pomodori o magari a lavorare nelle aziende come operai mentre gli islamici non si integrano per nulla ? Ghettizzazione, scrivi. Però la scalata nel livello sociale di una nazione bisogna guadagnarsela e si è ospiti si deve partire proprio dai mestieri più umili. Se chiedi qualcosa da mangiare ti accontenti di un pezzo di pane e di un pò di vino, non chiedi una torta alla panna. Guarda negli USA che è successo agli italiani: essi, andati negli STATES per cercar fortuna e con le tasche vuote dapprima vivevano nei quartieri più poveri adattandosi ai mestieri più umili. Harlem ad esempio era piena di italiani. Poi questi quartieri si svuotarono e furono create le "Little Italy" locali, con le prime attività: pizzerie, bar, piccolo commercio. L'italiano che all'estero lavorava come uno matto, gradualmente ascese nella scala sociale, generazione dopo generazione, fino a diventare imprenditore, attore, sportivo, cantante di fama internazionale, eccellendo in tutto ed addirittura superando gli americani. Ora se vai a Little Italy la troverai "Little China". Ed anche i nuovi arrivati, come formichine, lentamente e con immani sacrifici stanno cercando di salire la loro scala sociale mentre gli italiani, già avvezzi allo stile di vita statunitense sono nel business da un pezzo, molti di essi ricchi e famosi.
Gli islamici no. Essi non si ritengono ospiti ma padroni ed invece di migliorarsi vogliono che sia l'ambiente circostante a peggiorare.
Tu dici che vi sono un sacco di pomodori pronti per essere colti: appunto ! Perché non iniziano da lì spaccandosi la schiena ed andando a letto presto la notte invece di accoltellare, violentare e vender droga la notte ?
La verità, caro UCCABARUCCA è che la ghettizzazione se la vogliono loro. Scuole coraniche, via il crocifisso, iper-reattività alle critiche nei confronti della religione, donne trattate come bestie e molto altro che non sto qui ad elencare: come credi che una civiltà moderna e progredita possa tollerare un simile virus ?
Tu stesso hai scritto che il lavoro "che nessuno vuole più fare" c'é. Benissimo. Lo facciano, allora, e senza protestare. Di grazia che c'é, nei loro paesi campano con un dollaro alla settimana, per quanto il salario sia basso in Italia non sarà mai come il loro. E poi non è nemmeno vero questo, perché se un immigrato vuole LAVORARE REGOLARMENTE l'azienda lo deve retribuire secondo legge. Tu mi dirai, "non sempre è così, perché le aziende non assumono immigrati che non vogliano lavorare sottocosto". Ed allora, se il lavoro chiaro e pulito manca, che ci fanno intere navi cariche di gente in viaggio nel Mediterraneo alla volta delle nostre spiagge ? Non è forse un autoghettizzarsi l'andare in paesi che non possono accoglierli ? Un saluto. Enrico.

UcCaBaRuCcA ha detto...

Per jet set: ti rispondo brevemente, per quanto riguarda il ceppo dell'immigrazione, secondo me i cinesi invece sono proprio quelli che fanno più male all'economia, basta andare nella zona di Prato per capire quello che intendo. Ristoranti e attività varie sono soltanto modi per riciclare denaro, ne avrai la conferma quando chiederai ad amici cinesi chi è il capo in tale o tale ristorante. Per quanto riguarda l'immigrazione italiana... mi dispiace ma stai parlando con un esperto! vorrei che tu leggessi questo articolo http://piazzagrande.blog.tiscali.it/px2180690/
per il resto hai ragione, qualsiasi straniero deve avere l'umiltà necesaria per ricominciare la vita da capo e adattarsi alla cultura che trova. La cultura e l'identità essendo fondamentale per una società.
Per quanto riguarda la voglia di lavorare, ti posso assicurare che gli islamici, come gli italiani negli USA, hanno voglia di fare soldi e di lavorare(parlo della Francia). Se un marocchino prende 1000 euro dallo Stato sociale tra disoccupazione e allocazioni varie, perchè mai dovrebbe andare a spaccarsi la schiena per 3 soldi? Mica possiamo criticarli! Il colpevole è lo Stato sociale assistenzialista.
PS: per i fatti di parigi vi consiglio a tutti di leggere anche http://piazzagrande.blog.tiscali.it/fe1932799/

Giulio D ha detto... Sempre molto brevemente.
Il punto nodale è la tipologia dell'immigrazione.
Tutti hanno una forma mentis pronta all'integrazione. I musulmani no.
E accontentarli nelle loro pretese significa subire altre e maggiori richieste fino all'islamizzazine della nostra società. E' giunto il momento giusto per darci un taglio e dire "il Big Ben ha detto stop".

jetset ha detto...

Carissimo UCCABARUCCA, io non so se tu sia così esperto in fatto d'immigrazione, a me non pare, con tutto il rispetto per te e per le tue posizioni in merito di cui comunque apprezzo il tono educato. Sappi però che ho vissuto in Africa sei mesi all'anno per molti anni (ma non in albergo, bensì a stretto contatto con le popolazioni locali, tra loro).
Ho altresì viaggiato molto e sono venuto in contatto anche con moltissimi arabi, quindi li conosco perfettamente, conosco la loro forma mentis ed ho potuto valutarne in linea di massima le caratteristiche. Ovvio che non tutti gli arabi sono compresi in questo discorso, sono d'accordo, però fondamentalmente una stragrande maggioranza può tranquillamente riflettersi in ciò che espongo in questi posts. Quindi, quando scrivo degli islamici non mi riferisco ad ogni islamico, ma alla stragrande maggioranza di loro.
Ma veniamo a noi: ho letto l'articolo di Neri. Parte di esso lascia trasparire superficialità e retorica diplomatica: il presunto obbligo di carità nei confronti degli immigrati è temerario perché si rifà ad un'opinione, peraltro facilmente smantellabile.
Non puoi dimostrare la validità di un'opinione (la tua) con un'altra opinione (quella di Matteo Neri) perché sarebbe come dimostrare la validità dell'ipotesi di un teorema utilizzando un'altra ipotesi. Se un'ipotesi deve essere dimostrata, essa deve convalidata da una tesi consolidata da fatti acclarati.
Mi spiego con un esempio.
Se io ti dicessi: (IPOTESI) Gli asini potrebbero arrivare sull'East Coast degli STATES partendo dal Portogallo ed attraversando l'Atlantico alla velocità di una bicicletta. A suffragare questa opinione leggi l'articolo linkato.
Se poi linkassi un articolo che dice: (SECONDA IPOTESI) Gli asini volano procedendo a 20 km/h, il discorso ovviamente non reggerebbe ed il perché è presto detto.
A fronte di una possibilità ipotizzata (l'arrivare a New York), suffragherei la correttezza delle mie considerazioni con un altra ipotesi (il volare). Ma se il link è solo un'altra opinione e non la realtà, potrei errare a causa delle false conclusioni prodotte dal riferimento su cui transitivamente mi baso per avvalorare le mie convinzioni.
Onde evitare questo frequente errore di metodologia, quindi, contrariamente a quanto hai fatto tu ho avvallato il mio discorso utilizzando ad un processo reale ed oggettivamente rilevabile: gli italiani, che trent'anni fa erano considerati dagos (e qui Neri non sbaglia parlando al passato e citando NIXON) oggi non lo sono più ma sono rispettati, esattamente come gli statunitensi. Questo è un dato, non un'opinione e su questa base si può costruire un discorso, altrimenti finiamo per svolazzare con la fantasia come fanno i noglobal che senza uno straccio di prova comicamente accusano gli Stati Uniti affermando che l'attacco alle torri è stata opera della C.I.A.
In secondo luogo non so se hai capito il senso del mio articolo precedente o forse non mi sono spiegato sufficientemente, quindi cercherò di chiarire.
Ogni popolazione ospitata in un paese straniero subisce una sorta di ostracismo da parte dei popoli che ospitano. E' capitato così da sempre e sempre sarà così. Italiani, ispanici, cinesi, russi e via dicendo sono stati protagonisti di flussi migratori ovunque. In Belgio ed in Germania gli italiani erano sbattuti nelle miniere a viver come topi guadagnando una crosta di formaggio al mese. Però gli italiani non andavano a sfasciare le città germaniche. Parte di quello che scrive il post che mi hai indicato, quindi, non contraddice ciò che ho scritto nel mio precedente intervento, anzi, semmai lo avvalora. Anche noi abbiamo subìto angherìe e soprusi, questo è un dato di fatto. Proprio per questo, però, si nota la differenza
con gli islamici; noi stavamo a capo chino e ci guadagnavamo la pagnotta zitti zitti, ringraziando pure. Col passare del tempo e così facendo, armati di pazienza nonché di volontà ci siamo "svezzati" e siamo riusciti ad integrarci. Gli islamici invece arrivano qui con la prepotenza, talvolta sfidando le leggi sull'immigrazione, pretendendo di comandare e di islamizzare il paese ospitante. Così, se non ottengono ciò che desiderano, ricorrono a sistematiche violenze. Ti pare forse una differenza da poco ?
Faccio un esempio: tu ospitassi un estraneo a casa tua ed egli cominciasse ad offenderti od iniziasse a voler imporre le sue regole di vita tu che faresti ? Forse non lo cacceresti ? Saresti tu a ghettizzare lui o sarebbe lui a prevaricare i tuoi diritti ?
Lo stesso dicasi per gli islamici: essi arrivano in Europa o negli States GIA' odiando l'occidente. Non è colpa dei ghetti se odiano un mondo che per la loro religione è da distruggere: in altre parole, il loro odio NON E' conseguenza di una sorta di apartheid, ma del loro modo di vivere medioevale che li porta a vederci come Satana anche quando se ne stanno a casa loro, dove non sono ghettizzati per nulla.
Considera ad esempio l'odio per Israele: posso capire Siria, Egitto, Giordania, anche i palestinesi in un certo senso. In fondo essi hanno combattuto guerre territoriali con lo stato ebraico. Ma che c'entrano Iran, Marocco, Algeria, Indonesia ? E' forse un problema loro ?
Come vedi l'islam odia l'occidente A PRESCINDERE ed i loro seguaci spesso ci disprezzano per partito preso, perché le loro usanze differiscono dalle nostre. Essi però vengono qui, perché Maometto o non Maometto i soldi fanno gola anche a loro ed accampano diritti assurdi in un paese che odiano. Non sono forse da biasimare ?
Aggiungerei un commento finale al post dei Neri:
Sapete che questi sporchi immigrati italiani, con il loro lavoro, armati di pazienza e non di Corano, con grandi sacrifici ed umiltà oggi non sono più sporchi e nemmeno immigrati ma perfettamente e felicemente inseriti nel tessuto sociale statunitense ?
Vedi, c'é un difetto in quello che si scrive in quell'articolo: si rimanda tutto ad avvenimenti avvenuti 30 anni fa. In trent'anni, subendo, lavorando e faticando i "dagos" sono divenuti manager. E' questa la loro vittoria, ed è questo che vorrei farti comprendere.

UcCaBaRuCcA ha detto...  Carissimo jetset,

dico carissimo perchè è veramente un piacere confrontarsi su temi con una persona come te.
Non sono stato molto chiaro nel mio commneto precedente, il link che ho riportato era quelo del mio blog, matteo neri sono io anche se uso il nick di UcCaBaRuCcA. Dicevo che sono un esperto in fatto di imigrazione non perchè l'ho studiata, ma perchè l'ho vissuta: sono il classico figlio di immigrati italiani all'estero (in Francia, dove sono nato), anche se oggi sono di nuovo Italia. Ciò ovviamente non significa che ho più ragione di te, mi permette solo di dare un opinione "da dentro".
Riguardo al post "questi sporchi immigrati" che ho scritto, volevo proprio far vedere al mondo che l'integrazione è possibile. Noi italiani siamo perfettamente integrati negli USA, e anche in Francia, ma ci abbiamo messo poco meno di 100 anni. il fattore tempo è essenziale.
Quanto alla tua affermazione "Gli italiani non hanno mai bruciato macchine", non sono d'accordo. Negli USA come in Germania la più grande organizzazione criminale a origine dichiaratamente italiane, e la mafia è sicuramente molto più dannosa per la società che 1500 auto rubate. Per il resto ricordo un commento di una mia vicina di casa che raccontava come siciliani e pugliesi davano luogo a vere guerre civili qualche decennio fa nei quartieri periferici di Lyon, ora comunque è acqua passata. Gli italiani sono stati a loro tempo tra i più odiati, sia in germania che negli altri paesi.
Sono d'accordo con te sul fatto che gli italiani hanno subito le umiliazioni a capo chino. Ma questo perchè erano altri tempi. 50 anni fa la mentalità popolare era molto meno aperta rispetto ad oggi, una rivolta come quella parigina sarebbe finita in un bagno di sangue da parte degli immigrati.
Io come lo sai sono un liberale, un liberale convinto. Proprio per questo esigo che il sistema Statale sia senza pecche. Prima di mandare la polizia a reprimere i delinquenti, vorrei assicurarmi che i poliziotti del mio Stato hanno tutti un minimo di professionalità e di competenza. Quello che io ho subito e che i miei amici hanno subito è assolutamente vergognoso in uno stato come la Francia. Quando avremo finalmente dei poliziotti degni di questo nome, allora sarò a favore di una repressione anche durisima se necessario. MA oggi la situazione è che i delinquenti giocano alla guerra con gli imbecilli, e così non si va da nessuna parte.
A proposito dell'odio dei musulmani verso l'occidente. E' vero che esiste una forte minoranza di magrebbini che odiano l'occidente. Ma una forte minoranza rimane pur sempre una minoranza. Ricordo di quando lavoravo in una fabbrica a Lyon, un giorno è arrivato un tale algerino, che era appena arrivato in francia. Ebbene ho dovuto buttare via tutti i miei pregiudizi sugli arabi. Una persona umile, lavoratrice, servizievole, e molto aperta. Forse è la società francese troppo assistenzialista che vizia gli immigrati? sicuramente si.
I dagos sono divenuti manager,ora ci si lamenta perchè albanesi e nordafrican ci rubano i lavori nei campi. Cosa succederà il giorno in cui gli albanesi saranno manager? sarà un grande succeso per l'integrazione, ma come reagiranno gli italiani? In francia e USA siamo già in questa fase, mentre in Italia il processo di immigrazione è ancora allo stato iniziale.
mi complimento con te e spero che mi sono spiegato bene

Monsoreau ha detto... Interessante il vostro dialogo, nel quale mi inserisco per due aspetti.
I poliziotti sono uomini, come tutti noi.
Possono sbagliare, per carità, ma devono affrontare situazioni nelle quali non è permesso sbagliare.
Possono sparare e uccidere la persona sbagliata. Ma non possono chiedere un "time out" per verificare se, ad esempio, chi hanno di fronte ha una pistola giocattolo o vera.
Possono manganellare anche persone di passaggio, ma non possono durante un tumulto mettersi a fare i garantisti.
Quando svolgevo il servizio di leva una frase era abituale nel momento in cui si iniziava un servizio armato: "meglio un brutto processo che un bel funerale".
E ancora "l'integrazione è possibile. Noi italiani siamo perfettamente integrati negli USA, e anche in Francia". Già, noi Italiani in USA e Francia. Cioè simili con simili. Ha ragione il Cardinal Biffi: selezionare l'immigrazione per "importare" solo quegli immigrati più simili e che vogliano e si possano integrare: autolink http://ilcastello1.blogspot.com/2005/08/selezionare-limmigrazione.html.

UcCaBaRuCcA ha detto... Caro Monsoreau,
il problema è che se un poliziotto sbaglia, è una cosa, se il poliziotto invece sbaglia ripetutivamente, si dimostra incompetente e non adatto al lavoro di poliziotto (lavoro difficilissimo), e non viene punito dalla gerarchia o dal sistema giudiziario, allora è lo Stato che sbaglia. Credo in Hobbes, Lo Stato ha il monopolio della forza. e lo deve usare bene.
Italiani e americano sono simili? Leggi il mio articolo http://piazzagrande.blog.tiscali.it/px2180690/
gli italiani erano considerti NEGRI nei tribunali dell'alabama, il presidente Richard Nixon definì la razza italiana come una razza di criminali? Esattamente (intercettazione telefonica nell'ambito di un inchiesta per un scandalo) "Non sono, ecco, non sono come noi. La differenza sta nell'odore diverso, nell'aspetto diverso, nel modo di agire diverso." segue..."dopotutto non si possono rimproverare, non hanno avuto quello che abbiamo avuto noi. Il guaio è che non riesci a trovarne uno di onesto."
In germania, il paese europeo dove gli italiani sono meno integrati, ci considerano ancora come degli sozzoni, mi ricordo di aver letto un paio d'anni fa che una nobile austriaca ci equiparava agli africani (in senso spregiativo).
Io spero che un giorno, come oggi si dice che gli italiani sono uguali agli americani (e oggi è vero), un giorno si dirà che gli arabi sono uguali agli occidentali. (scusate la retorica)

Monsoreau ha detto...

Personalmente considero i tedeschi dei barbari.
Gli Americani dei bambinoni.
I francesi dei mangiarane e gli austriaci degli sfi****.
Ma questo non cancella il fatto che tutti, Americani inclusi, siamo usciti da una cultura, da un tradizione, da una matrice comune che affonda le sue radici nella Romanità e nella Cristianità.
E' sicuramente più facile integrarsi tra noi che non con chi, ad esempio, professa una religione che è anche stato, che è nata con la violenza; chi ha una cultura della morte al punto da mandare bambini a suicidarsi; con chi non ha la cultura del diritto civile, conoscendo solo quello del corano.
In questo senso intendo "siamo simili".
Del resto la distriba "terroni-polentoni", ma anche quella tra modenesi e bolognesi (la secchia rapita) dimostra come differenze ve ne siano e speso vengono marcate.
Quanto alla Polizia, consentimi, la tua è una affermazione generica.
A me sembra che i poliziotti siano molto controllati.
Pensa solo a Genova 2001: con tutto quello che hanno dovuto soportare un solo morto e, per di più, durante l'aggressione ad una camionetta dei Carabinieri.
Mi sembra che l'autocontrollo ci sia ampiamente stato.

06 novembre, 2005 18:11

Stars&Stripesforever ha detto...

Se noi ci mettiamo a coccolare ogni spostato che viene in Italia o che ha qualche mania, allora rinunciamo a tutelare la maggioranza delle persone oneste che lavorano per guadagnarsi il pane e il companatico.
In Francia il governo è stato evidentemente sorpreso da manifestazioni organizzate (non certo "spontanee", almeno non dopo il secondo o terzo giorno). Forse dovrebbero fare un pensierino a utilizzare truppe scelte: l'esercito per presidiare le zone a rischio.
Una nazione civile non può permettere che dei delinquenti, ogni notte, distruggano beni altrui.

UcCaBaRuCcA ha detto... Per monsoreau
infatti quando parlavo di polizia intendevo la polizia francese. In 5 anni in italia non ho mai avuto un problema. mi sono fatto controllare in macchina solo una volta e il poliziotto è stato molto cortese, non mi ha tirato fuori con la pistola e ammanettato come in Francia. Io rispetto moltissimo i poliziotti italiani, e cerco di rispettare quelli francesi. Ma intendiamoci, sono due tipi interpretazione della legge completamente diversi... Questo è molto importante per capire la rivolta parigina, non sto esagerando. I poliziotti trattano male me che sono un borghese di origini italiane con tratti somatici francesi, figuriamoci gli arabi! Non sto qui a elencare i fatti e misfatti della polizia nei confronti di me e dei miei amici più stretti perchè ci sarebbe da scrivere un libro. Ribadisco che bisogna tenere ben presente che questi giovani delinquenti (che sono cmq colpevoli) sono umiliati in continuazione, insieme alla loro famiglia (ci sono poliziotti che danno tranquillamente della puttana alla mamma dei ragazzi).
Per quanto riguarda la differenza di cultura, penso che più che il fattore religioso sia il fattore legislativo a differenziare le nostre culture. Quello si che è un problema. in effetti finchè i paesi musulmani ed i musulmani non saranno abituati a distinguere Stato e religione, i rapporti non potranno essere che tesi.

jetset ha detto... Carissimo UCCABARUCCA,
in genere non mi piace sperticarmi in lodi ma il tuo equilibrio mi piace moltissimo, le tue posizioni possono essere condivise tutte od in parte, però il modo di presentarle è molto rispettoso di quelle che sono le opinioni altrui. Ti invito quindi a seguirci assiduamente e ad intavolare senza problemi discussioni con il nostro staff che credo, sarà lieto di interloquire con te (sempre previo tempo a disposizione, ovviamente).
Per quanto concerne la polizia francese, sì, devo ammettere che puoi aver ragione. Come ho scritto nel mio primo commento, io non amo i francesi proprio perché sono molto nazionalisti e puzzoni. Quando sono stato in Francia non mi sono MAI trovato bene e da italiano sono stato trattato con diffidenza. Non in maniera troppo sgarbata, si badi, perché secondo me in qualunque posto si vada il fatto di essere educati ed affabili alla fine paga, eccome, anche se si è trattati male. Comunque, se anche fossi stato trattato a calci nel sedere non sarei andato ad incendiare le auto ma magari me ne sarei ritornato a casa.
Ripeto, la Francia sarebbe un grandissimo paese se abbandonasse la sua baldanza. Diciamo che questo paese usa molto male le grandi potenzialità che possiede. In fondo è merito della Francia e dell'Austria se la parte nord dell'Italia è così industrializzata. La Francia, però, invece di allearsi attualmente con gli altri europei e soprattutto con gli statunitensi per far fronte comune nei riguardi delle difficili sfide a livello internazionale (parlo ad esempio di Iraq e dei paesi canaglia a cui invece vende le armi sottobanco), possiede sempre e comunque una posizione fuori dal coro, prettamente isolazionista e fintamente pacifista che la presenta come paladina dei diritti dei delinquenti, mentre tratta i cittadini delle sue colonie in maniera pessima (come ho scritto ho vissuto in Camerun ed ho visto con i miei occhi). Però la rabbia degli immigrati non può essere convogliata verso le automobili o verso le proprietà di altri francesi perché, esattamente come tu hai scritto che un tuo amico arabo non è per nulla un facinoroso, parimenti non tutti i francesi sono dei nazionalisti sfegatati.
Vi sono comunque nelle città occidentali delle zone d'ombra gestite e controllate da immigrati che non ci pensano per nulla ad integrarsi.
Essi adducono le motivazioni della fallita integrazione razziale come scusa per poter vivere al di fuori della legge e questo non è tollerabile, nemmeno in un paese snob come la Francia.
Ora, hanno ragione Monsoreau e starsandstripes quando dicono che la matrice culturale degli immigrati è molto diversa dalla nostra. Direi che anzi, è TROPPO diversa per poter andar d'accordo con la maggior parte di essi. Questo non significa che non vi siano anche italiani dediti alla delinquenza, ma mentre i delinquenti nostrani li dobbiamo tenere (magari in galera) quelli extracomunitari li possiamo cacciare fuori dal nostro paese, altrimenti aggiungiamo delinquenza importata a delinquenza italiana e non ne veniamo più fuori.
Ecco perché noi ci battiamo tanto per una severissima legge inibitoria dei flussi migratori, perché non possiamo accettare che chi viene in Europa arrivi "al buio" e si metta ad accusarci poi di essere dei nazisti se non trova lavoro (o, di conseguenza, se cade in mano a datori di lavoro senza scupoli). Questo è un orecchio dal quale i sinistri non sentono perché cercano a modo loro di mettere una pezza chiedendo al cittadino di tollerare sine die una situazione della quale essi stessi favoriscono le cause. D'altra parte la vergognosa sparata di Prodi sulla possibilità di rivolte anche in Italia è un esempio di come, pur di poter dare addosso al governo, i sinistri metterebbero volentieri anche in conto anche una sorta di guerra civile (prossimamente farò un post su questo argomento).
Leggo inoltre con grandissimo gradimento il dialogo tra te e Monsoreau riguardo al problema del rispetto della legge. Mi sembra che sia tu che Mons scriviate esattamente le stesse cose, ovvero: gli immigrati si autoghettizzano perché non vogliono riconoscere l'autorità del paese ospitante. Che poi sia per religione, per credo politico od altro poco importa.
Su questo faccio una considerazione logica: gli stati da cui provengono costoro generalmente sono stati confessionali e non laici. Questo significa che una legge religiosa si riflette totalmente in una legge politica. Da qui il caos. Ha ragione Mons a scrivere che la differenza di ottica religiosa crea frizioni tra loro e noi, così come hai ragione tu a dire che la causa è di ordine politico. Entrambe le ipotesi trovano infatti conferma in un motivo preciso: politica e religione, per gli immigrati islamici, sono la stessa identica cosa.
Poi, carissimo UCCABARUCCA, le mafie e la criminalità comuni sono da sempre diffuse in ogni parte del mondo. C'é la mafia cinese, quella statunitense, quella colombiana, quella italiana, quella francese, quella giapponese e così proseguendo all'infinito.
Le mafie però non hanno mai tentato di costruirsi la bomba atomica per motivi ideologici, anzi, in genere esse hanno bisogno di tranquillità e di un mercato lineare per poter riciclare il denaro. Inoltre, tranne per poche eccezioni, le mafie tendono più a combattersi tra loro piuttosto che a progettare genocidi e mi risulta che comunque, sempre tranne poche eccezioni come il bimbo sciolto nell'acido, i bambini non siano mai stati intenzionalmente colpiti. Anzi, addirittura ricordo un delitto di mafia contro un sicario che, inviato a colpire un capocosca sbagliò il bersaglio ed uccise un bambino. A Beslan invece...
Con questo, sia chiaro, non difendo la mafia, ci mancherebbe, ma mi sembra un genere di delinquenza che, seppur pericolosa e deleteria, è di molti scalini inferiore a quella pericolosissima e nefasta degli islamici.
Un cordiale saluto da Enrico !  

UcCaBaRuCcA ha detto... beh enrico jetset, siamo d'accordo,
a parte per l'ultimo punto che hai solevato (ma che non è rilevante per il senso del dibattito), ovvero le mafie sarebbero meno dannose per un paese che la delinquenza. Se si ragiona in termini emotivi, la delinquenza è molto più nefasta, ma dobbiamo ragionare in termini economici, in cifre, in questo caso le mafie sono molto più pericolose e danneggiano enormemente l'economia (è quella la causa dell'arretramento economicodel sud: la mafia impedisce il liberismo economico). ma questo è un altro discorso.
Siccome penso che abbiamo esaurito il tema arrivando anche ad una discreta sintonia, ci vediamo al prossimo articolo!!!!

Questi i titoli di alcuni giornali

La violenza si estende a macchia d'olio Il Corriere

In Francia torna l'incubo: 30 poliziotti feriti

Guerriglia a Grigny, a sud di Parigi: 200 giovani colpiscono gli agenti con pietre e sparano con fucili da caccia. Due sono gravi

 

Il premier De Villepin: «Non possiamo accettare "terre di nessuno"»  Il Corriere

Chirac: «I violenti saranno presi e puniti»

Riunito il Consiglio di sicurezza interno. Il presidente ha detto che la priorità assoluta è il ripristino della sicurezza e dell'ordine.

 

PARIGI (Reuters) - Nella decima notte di disordini, in cui bande di giovani hanno devastato le periferie francesi, sono state incendiate scuole e 1 .295 auto, malgrado il dispiegamento di migliaia di agenti di rinforzo.

 

Il presidente francese, Jacques Chirac, ha dichiarato stasera alla stampa che la "priorità" è il "ripristino Il presidente, che parlava al termine del consiglio di sicurezza interna da lui convocato questo pomeriggio, ha insistito sul "rispetto di tutti", sulla "giustizia e l'eguaglianza delle opportunità" per tranquillizzare la situazione nelle banlieue.della sicurezza e dell'ordine pubblico" nella crisi della banlieue.  Swissinfo

 

Francia: banlieue, scoperta fabbrica molotov, sei fermi  da Swissinfo

Una "fabbrica" di bottiglie incendiarie è stata scoperta in alcune cantine di Evry, alla periferia di Parigi, dove la polizia ha compiuto sei fermi. Gli agenti hanno trovato 150 bottiglie molotov, 50 delle quali pronte ad essere lanciate, 60 litri di benzina e passamontagna. Sei minorenni fra i 13 e i 16 anni sono stati fermati mentre stavano scappando dalle cantine cercando di sfuggire all'irruzione della polizia.

 

Parigi: incendi in centro città - dal TGCOM

A Tolosa brucia biblioteca municipale
Continua l'ondata di violenza in Francia, scossa da incidenti per la decima notte consecutiva. Numerosi i lanci di bottiglie incendiarie contro vetture in strada. Episodi simili anche a Place de la Republique. Quasi 1.300 le automobili distrutte, di cui 656 nella calda banlieue parigina. Oltre 312 le persone fermate. A fuoco una biblioteca municipale a Tolosa. Chirac:"Ristabilire l'ordine è priorità assoluta".

Altri incidenti e incendi si sono verificati anche al di fuori della capitale. Due scuole, 15 auto e un'azienda per il riciclaggio della carta sono stati incendiati nel dipartimento dell'Essonne, banlieue sud-est di Parigi. La scuola materna di Grigny è stata distrutta al 50% e anche una scuola elementare della stessa zona è stata gravemente danneggiata. Incendio anche in una palestra di Villeneuve Saint-George.
Cinque aule dell'asilo "La belle au bois dormant" sono state distrutte così come due locali della scuola "Triolet". In provincia, si moltiplicano gli incendi in località finora tranquille. Si tratta nella maggior parte dei casi di macchine bruciate dal lancio di cocktail Molotov, ad Avignone (Vaucluse), Saint-Dizier (Haute-Marne), Soissons (Aisne), Nantes (Loire-Atlantique), Montauban (Tarn-et-Garonne). Gli atti di vandalismo sono al momento più diffusi nei dipartimenti del nord. Altri incendi di auto sono stati segnalati a Lille, Roubaix, Tourcoing, Mons-en-Baroeuil, dove i pompieri hanno dovuto spegnere fuochi ad alcuni camion e autobus. Nel sud, a Marsiglia (Bouches-du-Rhone), la polizia conta al momento solo 3 automobili incendiate. Altre sono state bruciate a Cannes, a Nizza e a Tolosa.

Convocato consiglio di sicurezza interna
Si è concluso a Parigi il Consiglio di sicurezza interna convocato d'urgenza da Jacques Chirac in seguito all'escalation di violenza che da dieci giorni non dà tregua alle periferie povere del Paese. "La priorità assoluta dell'esecutivo è il ripristino della sicurezza e dell'ordine pubblico", ha dichiarato il presidente della Repubblica francese al termine del vertice straordinario.
"Rinforzi dove necessario"
Il governo francese replica all'escalation di violenze che da oltre dieci giorni ha messo a ferro e fuoco le periferie delle più grandi città del Paese. "Non possiamo accettare nessuna 'terra di nessuno' - ha dichiarato il primo ministro de Villepin - il governo accelererà i processi per direttissima". "Ovunque sarà necessario - ha aggiunto - ci saranno rinforzi delle forze di sicurezza"

 

 

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