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LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA ASSOLUTORIA EMESSA PER SILVIO BERLUSCONI NEL PROCESSO SME - emessa il 10 dicembre 2004
il giudice Francesco Castellano (al centro nella foto) legge la sentenza del processo SME
22 aprile 2005
Sono state finalmente rese note le motivazioni della sentenza emessa il 10 dicembre scorso, (già pubblicata su Lisistrata) che il giudice Francesco Castellano, aveva letto al momento dell'assoluzione di Silvio Berlusconi e la cosa aveva dato adito a una serie molto personale di diverse interpretazioni. Oggi non è più così, la sentenza è stata finalmente depositata ed è a disposizione di chiunque la voglia leggere, anche se non ho dubbi sul fatto che ci sarà chi vorrà dare la propria "estensiva interpretazione" soprattutto coloro che non hanno ancora accettato l'idea che Berlusconi non sia il demonio che loro vogliono a tutti costi rappresentare, delegittimandolo anche attraversoun uso distorto, (come dimostrato nei fatti) di testi falsi, compiacenti e della magistratura che anziché stare dalla parte del popolo italiano, come recita la formuletta, è asservita e fa il gioco di una "parte politica", naturalmente a spese di tutti gli italiani. (segue sotto) |
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Eccovi la sentenza, come è stata pubblicata sulla Reuters Italia Sme, motivi di assoluzioni e prescrizione di Berlusconi - di Emilio Parodi qui un breve riassunto: Le 156 pagine di motivazioni depositate oggi dai giudici di Milano che hanno prosciolto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dalle imputazioni di corruzione nel processo Sme, consegnano un quadro di diverse sfumature di assoluzione, dalla più netta alla più dubbiosa prevista dal codice, e una "non assoluzione", cancellata però dall'avvenuta prescrizione del reato. .......................in sostanza i filoni d'accusa erano due: la presunta corruzione sistematica dell'ex capo dei gip romani Renato Squillante; la presunta corruzione dello stesso Squillante più altri magistrati romani per ottenere sentenze favorevoli nella contesa legale con la Cir di Carlo De Benedetti per l'acquisizione del gruppo agroalimentare pubblico Sme dall'Iri a partire dalla metà degli anni '80. A sostegno dell'accusa su questi due filoni, la procura aveva portato, in estrema sintesi, le dichiarazioni della testimone Stefania Ariosto e tre movimenti di denaro. "ARIOSTO CONTRADDITORIA E SENZA RISCONTRI" La Ariosto aveva dichiarato di sapere dell'esistenza di "fondi illimitati" per la corruzione di magistrati messi a disposizione da Berlusconi all'avvocato e deputato di Fi Cesare Previti, di regali di gioielli a giudici e di aver assistito, a casa di Previti e in altri luoghi, a diversi versamenti in contanti al giudice Squillante. Da questa accusa il premier è stato assolto con formula piena "per non aver commesso il fatto". Cioè si può ravvisare il reato, ma non l'ha commesso l'imputato. Ma i giudici sono andati oltre, scrivendo nelle motivazioni che la deposizione della teste Ariosto "si segnala per le numerose contraddizioni e le molteplici lacune". Il Tribunale, a proposito delle dichiarazioni della testimone, cita "le plurime e palesi contraddizioni, nonché la mancanza di riscontri specifici sugli stessi", e mette "in evidenza l'assoluta estraneità di Berlusconi Silvio alle consegne di denaro al giudice Squillante, alla stregua della rappresentazione dei fatti quale effettuata dalla stessa teste". 434.000 DLR A SQUILLANTE, "BERLUSCONI NON PUO' ESSERE ASSOLTO" Fra gli esiti delle rogatorie all'estero, la procura aveva prodotto un bonifico di 434.000 dollari che nel marzo 1991 andarono da un conto svizzero ritenuto riconducibile alla Fininvest ad uno di Previti e da questo a uno di Squillante........La concessione delle attenuanti generiche abbassa i tempi di prescrizione della corruzione da 15 a sette anni e mezzo. E quindi questo reato, che risale al 1991, pur essendo stato commesso da Berlusconi secondo i giudici, viene estinto. "BONIFICO BARILLA E' TANGENTE, MA PROVE NON SUFFICIENTI" ......................."Una volta individuato nel bonifico Barilla del 26/7/88 un pagamento tangentizio, non si può argomentare con altrettanta certezza - è la motivazione - la volontaria determinazione di tutti i soggetti del gruppo al raggiungimento dell'interesse comune con metodi corruttivi". CAPO B, VICENDA SME: NON C'E' IL REATO DI CORRUZIONE L'assoluzione "più piena", se si può usare questo termine, riguarda la cosiddetta vicenda Sme in sé, cioè la presunta consegna di denaro all'ex giudice romano Filippo Verde che intervenne in uno dei passaggi iniziali dell'iter giudiziario per l'acquisizione del gruppo agroalimentare. Verde è già stato assolto in primo grado nel troncone principale del processo Sme. Qui, i giudici del processo Berlusconi, assolvono il presidente del Consiglio "perché il fatto non sussiste", (cioè il reato di corruzione non c'è proprio) legando la sua posizione a quella di Verde, e non entrando neppure nel merito della sua posizione personale........ IL TRONCONE PRINCIPALE DI SME. VERSO GLI APPELLI Il 22 novembre 2003 -- dopo che la posizione di Berlusconi era stata stralciata e "congelata" per il cosiddetto Lodo Schifani, poi bocciato dalla Consulta - - il troncone principale del processo Sme si era concluso in primo grado con il tribunale che aveva ritenuto gli imputati colpevoli della corruzione di Squillante e non colpevoli invece per la presunta corruzione nell'affare Sme, e aveva condannato Previti a 5 anni di reclusione, Squillante a 8 e Pacifico a 4. Verde era stato del tutto assolto perché era imputato solo per Sme. Il processo d'appello partirà il prossimo 18 giugno. Gli avvocati del presidente del Consiglio, i deputati di Forza Italia Gaetano Pecorella e Niccolò Ghedini, hanno annunciato che anche loro presenteranno appello perché Berlusconi venga assolto nel merito anche nell'unico caso in cui è stato prosciolto per prescrizione. |
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Dal Corriere della Sera - ecco come è riportata la notizia: «Non vi è prova certa di corruzione» Sme: «Non è possibile assolverlo nel merito» Lo scrivono i giudici. Depositate le motivazioni della sentenza emessa il 10 dicembre 2004 in cui Berlusconi era stato assolto - leggi il resto qui |
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Da l'Unità ecco un'altro approccio alla stessa sentenza: Motivazioni processo Sme, «Non si può assolvere Berlusconi nel merito» - leggi il resto qui |
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Indipendentemente da come si voglia affrontare la questione, non ci sono dubbi: l'impianto accusatorio è stato svolto con accanimento giudiziario. Tutte le motivazioni della sentenza portano a stabilire che la "grande accusatrice Stefania Ariosto" era un teste non affidabile e le testimonianze da lei rese, sono state lacunose, non hanno dato i riscontri che aveva la pretesa avessero e in molti casi la sua testimonianza si è rivelata falsa. Ne deriva una logica conseguenza: coloro che sono preposti allo svolgimento delle indagini preliminari e che hanno portato Silvio Berlusconi davanti ai magistrati giudicanti con tale elementi, non sono stati all'altezza della situazione, poiché hanno impegnato denaro pubblico e tempo prezioso per altre indagini ed altri processi e alla fine si è dimostrato, privo quasi totalmente di fondamento. La mia opinione e non penso soltanto la mia, è che ci troviamo di fronte ad una classe di magistrati che non è all'altezza del ruolo che svolge o per incapacità o per faziosità e non importa se si tratta di politica di destra o di sinistra, ma sempre di formule inesistenti e dannosissime al sistema Italia. Non penso sia possibile, né giusto, continuare su questo percorso, che è stato imboccato per troppi anni, facendo un brevissimo salto all'indietro per ricordarsi le infamanti accuse ad Enzo Tortora, che lo hanno rovinato e logorato portandolo alla morte e lasciando impunito il suo accusatore ed i giudici che avevano sbagliato,per proseguire con il megaprocesso a Giulio Andreotti, finito in una bolla di sapone, per arrivare sul fronte opposto alle inconcepibili assoluzioni per terrorismo. Questi giudici devono essere giudicati essi stessi, non possono continuare ad esercitare impunemente un potere talmente devastante, contro chi cade nelle loro maglie. Questi giudici fanno paura, non alle persone importanti, che come Andreotti o Berlusconi hanno la possibilità di giungere fino alla fine del percorso giudiziario, ricevendo una, pur minima riparazione, ma fanno paura soprattutto ai comuni cittadini, che non sono in grado di fronteggiare le loro accuse, perché questi giudici hanno dimostrato che come i rotwailer non mollano la presa, anche quando non hanno in mano elementi sufficienti per farlo. Questi giudici, come ogni cittadino che commette un errore, debbono essere giudicati e se non sono all'altezza dell'arduo compito che si sono assunti, debbono essere mandati a casa e possono intraprendere altre carriere lavorative. Tutte le carriere debbono avere una condizione assolutamente irrinunciabile: colui o colei che vanno a svolgerle, debbono essere all'altezza del compito assegnato e nel caso in cui questo non accada, deve essere posto loro un limite, cioè debbono o essere retrocessi o cambiare lavoro. Lisistrata |
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