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L'ITALIA AL COLLASSO ECONOMICO??? tutta la sinistra lo dice ma i fatti la smentiscono - pag. 2 |
Yacht, ville e cocktail La sinistra la chiama crisi di CHIARA PELLEGRINI, BARBARA ROMANO
Prodi in barca all'Elba, Rutelli a Capalbio con Bertinotti, Angius e Petruccioli, D'Alema a Valencia: inizia la lunga estate dei compagni che piangono per l'Italia in bancarotta ROMA - Gridano perché in Italia il piatto piange, accusano il governo di aver portato il Paese sull'orlo dell'apocalisse economica e si strappano i capelli per gli italiani che sono sempre più poveri, ma non perdono occasione per spassarsela alla grande le "cassandre" della sinistra. Fusion, jazz, karaoke, ostriche, sushi e fiumi di champagne. E ancora: mocassini di struzzo e sandali di cavallo, sciarpe in cachemire e giacche di lana cotta. Di più: barche, berline e vacanze da urlo, in castelli, dammusi e cottage di montagna, quasi tutti di proprietà. Non c'è limite ai vizi e agli sfizi dei compagni. La passione è passione. Ne sa qualcosa Massimo D'Alema. Trascinato dalla febbre della vela, in barba alle avvisaglie della crisi sventolate dall'Unione, il leader della Quercia ha preso e se n'è andato a Valencia a seguire l'America's Cup per La7. Toglietegli tutto a D'Alema, ma non il suo "Ikarus", nome con cui battezza ogni sua barca. Ma mentre la prima gli ha regalato una Baltic cup e un Baltic 51, il secondo "Ikarus", di 18 metri, comprato anche questo con un gruppo di amici per la modica cifra di 1,7 milioni di euro, sinora non gli ha dato grandi soddisfazioni. Quest'anno, il leader Massimo si consolerà in Corsica. Pantaloni bianchi e berretto da marinaio anche per Clemente Mastella. Il segretario dell'Udeur, a Ferragosto, si farà un giretto sulla barca a vela di Diego Della Valle: direzione Sardegna. Ma la nauticomania è contagiosa a sinistra. Provate a chiederlo a Romano Prodi. Ascoltati i consigli di Klaus Davi, il Professore ha appeso la bici al chiodo e s'è preso un cabinato con cui fare avanti indietro tra Piombino e l'Isola d'Elba. Il resto delle ferie le trascorrerà nel castello merlato di Bebbio, sull'Appennino, dove è solito riunire tutta famiglia. Prodi non è il solo ad essersi concesso lo sfizio di un buen retiroestivo. A parte il leggendario dammuso dell'ex ministro delle Finanze Vincenzo Visco a Pantelleria, il "bunker" invalicabile dell'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro a Santa Severa, la villa di Giovanna Melandri a Filicudi e quella di Mancino a Stintino, è la Toscana la più gettonata, dove si distingue il casale radical- chic dell'ex ministro dell'Istr uzione Luigi Berlinguer, a Sovicille. Ma resta Capalbio la vera dependance estiva della sinistra, che quest'anno registrerà un'alta densità di onorevoli rossi. Con buona pace di Achille Occhetto e dei ds Claudio Petruccioli e Franco Bassanini, che hanno preso casa lì in tempi non sospetti, quando i compagni preferivano la tintarella di Ansedonia. Un casale enorme, quello di Bassanini, che divide con la moglie Linda Lanzillotta, dirigente della Margherita. Vacanze a Capalbio anche per il leader dei Dl Francesco Rutelli e famiglia. Lui e Barbara Palombelli saranno lì dall'8 al 23 agosto: «Alloggeremo in un albergo, pardon, pensione», si corregge Rutelli che non vuole svelarne il nome («se no i carabinieri si arrabbiano »). Stessa spiaggia stesso mare anche per Fausto Bertinotti. Il leader rosso, con la moglie Lella, sarà, come ogni anno, sotto l'ombrellone dello stabilimento "Ultima spiaggia". Dopo la Toscana, un assaggio di luna caprese, come nel 2004, a casa degli amici Guia e Riki Sospisio. A parte Paolo Cento e la collega dei Verdi Loredana De Petris, che andranno insieme in vacanza - con coniugi a seguito - a "Lì Sauli", elegante masseria del Salento, la perla della Maremma resta la località prediletta anche del capogruppo dei Ds al Senato, Gavino Angius. Alla faccia del risparmio.A Capalbio, il listino prezzi di un semplice albergo a tre stelle, in alta stagione (bed and breakfast) oscilla tra i 66 e i 112 euro per la stanza doppia, tra gli 88 e i 139 per la tripla e tra i 110 e i 166 euro per la quadrupla. Per non parlare degli stabilimenti balneari. Una giornata in spiaggia, ombrellone e due lettini, costa 25 euro. Che arrivano a 325 per due settimane. L'abbonamento mensile, 600 euro. E se per caso viene voglia di un'orata in riva al mare, il menù va dai 50 ai 100 euro, vinello incluso. La buona tavola è un altro piacere cui la sinistra non sa proprio rinunciare. Cucina di alta qualità. Le ostriche sono una delle pietanze più richieste al ristorante del Senato: il piatto preferito del capogruppo della Margherita Willer Bordon e del presidente diessino della commissione di Vigilanza Rai Petruccioli. Ci vanno pazze anche le senatrici: la dl Cinzia Dato, la ds Maria Grazia Pagano e Maria Rosaria Manieri dello Sdi, che spesso amano accompagnare le pietanze con spumante Bellavista. Ma l'Unione abbonda di palati sopraffini, quasi tutti i dirigenti di partito sono clienti fissi dei ristoranti più esclusivi di Roma. Abitando a due passi dal Pantheon, Piero Fassino è di casa da "Fortunato", dove mangia quasi solo pesce alla griglia, come la Melandri, Anna Finocchiaro, Livia Turco. Altro fedelissimo di "Fortunato al Pantheon" è Emanuele Macaluso. Per lui sempre triglie o scorfano in guazzetto. Solo pesce anche per Franco Marini della Margherita (spigola, orata o triglia) e per il presidente dei Comunisti italiani Armando Cossutta, che da Fortunato Baldassarri va a mangiare spaghetti alle vongole e rombo al forno con pachino. Piatto preferito pure da Bertinotti, grande amante anche della cucina emiliana, che va a gustare al "Bolognese", in piazza del Popolo. Strano a dirsi, c'è una cosa che accomuna Rutelli e Prodi: le linguine all'astice di Adriano Pica, lo chef del "Quattro colonne", ristorante a due passi dal Senato, frequentato da Angius, da Mastella e dal leader dello Sdi Enrico Boselli (prezzo a coperto: dai 40 ai 100 euro). Ma soprattutto da Rosy Bindi che va a farsi scorpacciate di pesce spada ai funghi porcini. E quando vanno lì in comitiva, non c'è volta che i compagni non chiudano il pranzo o la cena con Ferrari o Berlucchi. Ristoranti sì, ma anche locali trendy, come il "Riccioli Caffè", dove è facile incontrare D'Alema, Angius, Macaluso, Marini, Mussi, Fassino e signora. Ma anche Alfonso Gianni, del Prc. Tutti fan del sushi, dei the freddi naturali e dei formaggi biologici di cui il locale vanta una ricca selezione. Chi vuole incontrare il sindaco di Roma, Walter Veltroni, vada invece all' "Antico caffè della Pace", dove "bazzicano" pure Bertinotti, Rutelli e D'Alema, specialmente la mattina. Anche la sinistra radical si scopre vivaiola. Basta andare allo "Zodiaco" per beccare Katia Bellillo (Pdci) che canta a squarciagola "E se domani" di Mina con il vicepresidente della Camera Alfredo Biondi: karaoke bipartisan diretto da Piero Vigorelli. Mastella, Spini e Marida Bolognesi preferiscono il "Gilda" e il "Jackie O'", mentre il ds Vincenzo Siniscalchi, il "Bella Blue" ai Parioli. Cento, invece, è un aficionado dei locali del Forte Prenestino, ma qualche volta va a fare quattro salti al "Gioia". Mentre il suo leader, Alfonso Pecoraro Scanio, che quest'anno andrà a Ibiza, non si perde una festa una a Palazzo Brancaccio e mai che saltasse un'edizione del Gay Village. Pasti, dischi e cotillon, ma anche haute couture per la sinistra. E pazienza se l'Italia va in rovina. Quando si tratta di un bel paio di Church, Bertinotti non ci vede più, ancora meglio se indossate con i calzettoni di Missioni. Il dl Enrico Letta, veste Zegna 365 giorni l'anno. Ma risparmia sull'intimo: non sa separarsi dalle sue Fruit of the loom. Maniacale anche D'Alema, che oltre a farsi confezionare gli abiti a Napoli da Cimmino e da Antonio Panico, stesso sarto di Boselli, (minimo 1.500 euro il pezzo), si fa cucire anche le scarpe. Rigorosamente De Tommaso: uno dei più esclusivi calzaturifici italiani. Prezzi medi, dai 350 euro di una "cordovan" (scarpa di cavallo) ai 2.500 delle scarpe da golf. Lui quelle non le prende mai, si "accontenta" del mocassino, che viaggia intorno ai mille euro. Solo calzature di Cosimo De Tommaso anche per Ciriaco De Mita (mocassino classico), Dario Franceschini (tubolare sportiva), Minniti (classica) e Domenico Pappaterra dello Sdi (idem). Anche Rutelli ci sta facendo un pensierino. Perché ci sarà pure la crisi, ma vuoi mettere una scarpa doc? |
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Sacrifici? D'Alema dà l'esempio Mercedes e posate d'argento dal nostro inviato LUCIA ESPOSITO VALENCIA
Il cocktail più buono è l'unico che non puoi bere. È l'odore del mare mescolato ai profumi delle signore fresche di coiffeur e di shopping che ondeggiano sulle loro zeppe come gli yatch sull'acqua. Per il resto, tutto è possibile. Nel mare davanti a Valencia gli equipaggi più prestigiosi hanno alzato le vele per contendersi la Louis Vuitton Cup, un passo decisivo per lanciare la sfida al team di " Alinghi" nelle stesse acque e agguantare la Coppa America del 2007. Le giornate passano lente sotto un sole che non vuole tramontare e arrostisce pelle e pensieri. Si deve solo decidere se innaffiare la giornata con Moet et Chandon o ripiegare su un frizzante vino spagnolo rinviando a dopo il match il piacere dello champagne. L'inviato calzato Prada Per entrare serve poco, un minuto forse due. Basta che il poliziotto confronti la faccia con la foto della tessera, basta imparare a strisciare il pass sul metal detector per lasciarsi alle spalle tutto, l'Italia con la sua gente - poveraccia - costretta a risparmiare anche su cibo e medicine, i consumi che crollano, le vendite che non decollano, l'economia che ristagna, i prezzi che schizzano come saette. Qui la brezza marina che gonfia le vele e scompiglia i capelli, insieme alle nuvole, spazza via anche i numeri della vergogna, spegne l'eco delle polemiche. Via dai guai, lontano lontano, questo è il mondo della gente che conta e che può. Massimo D'Alema ha provato sulla sua pelle perennemente abbronzata il piacere di entrare in questo posto che mette il silenziatore ai problemi e anestetizza i dolori. Sabato mattina, alle nove in punto è partito da Fiumicino insieme con sua moglie Linda e il capo dei servizi sportivi de La7, Aldo Biscardi. Per due giorni il presidente dei Ds, ex presidente del consiglio ed ex direttore de L'Unità, è tornato a fare il giornalista come ai vecchi tempi. Un inviato molto, molto speciale. Non ha dovuto consumare le sue scarpe Prada nere: una Mercedes Van bordeaux con vetri scuri e autista l'ha accompagnato fino al porto dopo una breve visita turistica nella città che ha scippato a Napoli la Coppa America. Una passeggiata lungo la banchina nella navata riservata ai vip, al collo la tessera che va solo ai vip. Qui, tra palme nane e oleandri appena sbocciati, ha incontrato e salutato Vincenzo Onorato, l'armatore di Mascalzone La- tino che l'ha invitato sulla sua imbarcazione immaginando per lui il ruolo di diciottesimo elemento, l'uomo che per regolamento non può parlare durante la gara. D'Alema è stato possibilista, tanto che gli ha confessato il suo peso, 75 chili. Un appassionato di vela come lui sa che questi sono numeri che contano. Ancora pochi passi, poi un aperitivo nell'esclusivo e riservatissimo " Foredock", un lounge bar- ristorante trasparente come quelli newyorchesi allestito sul mare con vista- orizzonte. Tra i vip Gli altri giornalisti, per entrare, devono fare richiesta formale un giorno prima lasciando nome, cognome, motivo della visita e numero di telefono: devono dire se oseranno avvicinare un vip o se intendono solo guardare. Noi - comuni mortali - siamo riusciti a entrare nel magico mondo dell'aperitivo " finger food" che tradotto letteralmente significa " mangiare con le mani". Detta così potrebbe sembrare una roba da straccioni ma quelli del jet set sanno che è molto chic oltre che trendy. Qualche tartina di caviale, rustici e salatini che qui si chiamano pinchos e montaditos, un paio di spiedini di mozzarella di bufala e pomodorini, un drink rigorosamente analcolico scambiando due chiacchiere con Patrizio Bertelli, il toscano focoso che ha sposato la c o m p a s s at a Miuccia Prada e ha trasformato il marchio in un impero da un miliardo e mezzo di euro; la stretta di mano con l'industriale italo- svizzero Ernesto Bertarelli: la sua azienda farmaceutica, la Serono, fattura 2 miliardi di euro su per giù 4mila miliardi delle vecchie lire. Avrebbe potuto pranzare qui, gustare le prelibatezze valenciane preparate per palati sopraffini, ma ancora una volta ha prevalso la sua passione per il mare. Dopo l'aperitivo è salito sul Montrevel, un'imbarcazione di oltre quaranta metri messa a disposizione dall'organizzazione per permettergli di seguire le evoluzioni di Luna Rossa ( a bordo, come diciottesimo uomo, c'era Marco Tronchetti Provera). Chi ha avuto la fortuna di mettere piede su questo yatch assicura che al confronto l'accoglienza riservata ai suoi ospiti da Achille Lauro era da pensione a tre stelle. Tutto il pomeriggio in mezzo al mare, poi in auto verso l'Hesperia Parque Centrale hotel, in plaza Manuel Sanchis Guarner che di stelle ne ha quattro. Qui gli era stata riservata una suite da trecento euro al settimo piano con due tv color, vasca idromassaggio in un bagno rivestito di marmo. Doccia e poi giù al primo piano con la sua signora per una cena nel ristorante dell'albergo ultramoderno gentilmente offerto da La7. « No, non ha cenato qui » , dice il cameriere sorridente indicando la sala " Aitana" dove mangiano tutti, quella con i tavoli piccoli e le tovaglie arancioni. Prende le chiavi e apre il salone " Nuria", le tende blu come le tovaglie, posate d'argento e bicchieri di cristallo. « Questa è riservata alle persone importanti o agli sposi che l'affittano per il loro matrimonio » . Il presidente poteva scegliere uno dei tanti piatti della carta che elenca, tra gli antipasti il jamon ( prosciutto) iberico tagliato in modo tradizionale, la parillada de verduras valencianas, il carpaccio di solomillo con quadratini di pomodoro parmiggiano e mostarda. Tra i secondi, pesci e frutti di mare con mandorle, rodaballo ( rombo gigante) con salsa sidra con bastones de triguero ( asparagi) e una mousse di formaggio, centro de cébon ( maiale) con macedonia di frutta e foie gras caramellato, magret ( anatra) con fragole in un letto di spinaci e pinoli. E, per finire, semifreddo di mascarpone con mousse di frutti di bosco oppure carpaccio di pompelmo con gelato alla vaniglia. « Per il presidente sono stati scelti piatti particolari » , dice il ragazzo che però ha un contratto in scadenza e preferisce rispettare la privacy. « A base di pescado, pescado. Come dite voi? » . A pranzo con Luna Rossa Al mattino colazione nella stessa sala riservata, latte e caffè, dolci e una spremuta d'arancia prima di tuffarsi nel lavoro. Di nuovo al porto, D'Alema ha pranzato con l'equipaggio di Luna Rossa ( un pasto leggero), ha intervistato tutti compreso Silvia, la ragazza che per ore ha riparato la " velaglia". La sera è intervenuto alla trasmissione " Forza Sette" con Paolo Cecinelli che, come lui, è un giornalista esperto di vela. « Sono soddisfatto. Quando ho fatto la proposta a D'Alema non credevo che la prendesse così seriamente. Pacato, compassato e distaccato come politico, diventa appassionato quando si occupa di vela. Ha fatto benissimo il suo lavoro, tanto che per la puntata di domenica prossima è stato lui a suggerirmi l'argomento » , dice Aldo Biscardi che domenica mattina porterà nuovamente D'Alema a Valencia. Una settimana fa " Forza Sette" ha fatto il record di ascolti. Lo stesso giorno, era il 19 giugno, La Repubblica titolava: « La grande crisi dell'Unione europea » per il mancato accordo sul bilancio. Prodi siglava una pace difficile e traballante con la Margherita dopo giorni di passione per la lista unica. Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, sul Sole 24 Ore lamentava: « La politica è il grande assente » . Il presidente dei Ds era sotto il sole di Valencia a fare il giornalista sportivo ( di lusso). |
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La beauty farm di vip e parlamentari costa 2.400 euro alla settimana
ROMA - C'è una beauty farm a Merano, immersa nel verde di un parco secolare, dove vip e politici si fanno coccolare. È qui, a Villa Eden, che ogni anno, per almeno una settimana, il radicale Marco Pannella dopo battaglie e digiuni ama riposarsi. A fargli compagnia ci sono anche Clemente Mastella, segretario nazionale dell'Udeur e il tenore Luciano Pavarotti. La lista dei testimonial è lunghissima: da Maradona a Uto Ughi, da Natalia Aspesi a Luciano Ligabue. A Villa Eden, d'altronde, ti costruiscono persino la settimana tipo. La giornata può iniziare con un risveglio muscolare, con una passeggiata, oppure con lo stretching nel parco. Dopo la prima colazione si va dagli esperti nei reparti nel " Beauty Parlour" e " Centro Medico Vecs". Il pomeriggio si può scegliere tra le varie attività di ginnastica oppure escursioni e passeggiate per Merano e dintorni. Ma i testimonial pagano? È un segreto della casa. Certo è che i comuni mortali pagano dai 1700 ai 2400 euro per una settimana. |
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Il governo scarica la Corte dei conti - di ANTONIO CASTRO ROMA
« L'Italia da molto tempo vive al di sopra dei proprio mezzi anche a causa delle tentazioni del consumismo ». La radiografia che il procuratore generale della Corte dei Conti, Vincenzo Apicella, fa del ( ex) Belpaese è, a dir poco, preoccupante. Se è vero che la spesa statale nel 2004 risulta « in netta diminuzione » , quella di Regioni, Provincie e Comuni è « in forte ascesa » . Una crescita allarmante se, oltre alle spese degli enti locali, si aggiungono le spese sanitarie in forte crescita. « Nonostante gli sforzi fatti » , critica il magistrato contabile, « la sanità delle " 3T" ( tetti di spesa, tagli e ticket) non ha dato i risultati sperati. Senza un notevole recupero di efficienza, si prevede un deficit di almeno 2,5 miliardi di euro, dovuto anche all'assistenza gratuita agli immigrati » . E qui parte la dura requisitoria della Corte dei Conti, che chiede di « migliorare l'utilizzazione dei macchinari di diagnosi e cura, un controllo dei tempi di degenza, un uso più razionale del ricorso ai medicinali, l'eliminazione degli sprechi » . E ancora. I magistrati di viale Mazzini criticano le « innumerevoli « tipologie di « sperpero di denaro pubblico rilevato nell'esercizio della funzione giurisdizionale » a cui si è aggiunta un minore « ma non trascurabile » eccesso di spesa in tema di « gestione del servizio dei corpi di reato » . Insomma, per lo Stato - in ogni sua branca - è necessaria una riorganizzazione di mezzi e professionalità. E poi il recupero dell'evasione accertata: solo il 5% delle imposte evase vengono effettivamente recuperate. Su questo capitolo in particolare il ministro dell'Economia, Domenico Siniscalco, annuncia in serata che il governo introdurrà criteri di controllo della spesa più stringenti per gli enti locali: « Si dice che la spesa dell'amministrazione centrale è diminuita e quella degli enti locali è aumentata. Questo ci spinge ad estendere i criteri di controllo della spesa » , chiarisce, « pur nel rispetto delle regole costituzionali » . Fornisce un'interpretazione politica sulla crescita delle spese locali Fabrizio Cicchitto, vice- coordinatore di Forza Italia, che accusa: « In questa complessa partita di giro il centrosinistra, che controlla la maggioranza degli enti locali, ha enormi responsabilità, non certo casuali, che cerca di nascondere » . Altrettanto chiaro l'allarme del procuratore generale per la crescita economica. Il Prodotto interno lordo - ammonisce Apicella - continua a diminuire « con intensità analoga a quella segnata nel quarto trimestre del 2004 (- 0,5%). Le proiezioni per il 2005 » , avverte, « indicano una preoccupante tendenza all'aumento del deficit » . Secondo la Corte dei Conti quest'anno il rapporto deficit/ Pil potrebbe avvicinarsi al 4%, mentre i parametri di Maastricht ( seppure allargati) impongono di non superare il 3%. Per questo motivo il procuratore Apicella invita il governo a misure drastiche. A cominciare da una sostanziosa riforma della previdenza. Per le pensioni sono necessarie « più che mai, drastiche decisioni, quelle che l'allungarsi della vita media attiva richiedono. Occorre che sia ristabilito un più equilibrato rapporto tra vita attiva e quella coperta da pensione » . La Corte dei Conti, insomma, sollecita il governo ad un intervento straordinario che sembra coincidere con una manovra aggiuntiva. L'invito viene rispedito al mittente dal ministro Siniscalco, che non gradisce la " ricetta" economica restrittiva, che viene bollata come un « giudizio politico » . Nella relazione della Corte, commenta il titolare di via XX Settembre, « ci sono molti aspetti condivisibili, mentre onestamente mi stupisce che esorti a una manovra aggiuntiva in una fase di recessione » |
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I consumi non calano Cambiano direzione - di VITTORIO RAVÀ
« T out va tres bièn, Madame la Marquise » è un vecchio ritornello
dell'operetta francese, ma non è certo la fotografia dell'attuale
situazione economica italiana. Dire che l'economia va bene, come fa Silvio Berlusconi, non è esattamente corretto, ma anche dire che tutto va male,
come fanno tutti gli altri, è un catastrofismo fuori luogo. È meglio
ragionare sui numeri considerando alcuni fattori contestuali. L'analisi
dell'Istat Per la prima volta dal dopoguerra i dati sui consumi fanno
emergere un calo annuo di quasi il 4%. L'Istat parla chiaro: - 3,9%
suddiviso in - 3,6% nei consumi alimentari e - 4% negli altri consumi.
Possiamo ragionare sull'effetto Pasqua anticipata, sul caro petrolio e non
approfondire lo scenario, oppure possiamo soffermarci su alcune
informazioni " minori", quali le grandi differenze delle percentuali tra
nord e sud, e cercare di ricostruire un quadro più complesso ma anche
veritiero e significativo dell'economia italiana. Mercoledì scorso Billè
ha parlato dei consumi in modo vecchio, prendendo in considerazione solo
quelli che sono gli incassi dei negozi. In realtà, però, nello scenario
economico del Bel Paese è cambiata la torta dei consumi e questo rende
vani paragoni che non ne tengano conto. La spesa cambia in fretta Le spese
degli italiani si stanno suddividendo in maniera diversa sicuramente
rispetto a qualche anno fa, ma anche rispetto all'anno scorso.
Consideriamo i rincari delle spese indispensabili, quelli che possiamo
chiamare le " tosature" al reddito degli Italiani. Iniziamo dal mercato
immobiliare: il costo dell'affitto degli italiani si è adeguato agli
standard europei solo dalla metà degli anni Novanta in poi. Prima di
quella data l'equo canone era un'importante forma di sostegno per i
redditi medi e bassi in quanto il differenziale di costo veniva pagato dai
proprietari immobiliari. Un altro colpo di forbici al reddito lo ha dato
l'aumento del costo dei servizi luce, acqua e gas causato dalla
privatizzazione delle aziende municipalizzate e dell'Enel e dal rincaro
del p e t ro l i o. Il terzo livello di tosatura potremo rilevarlo nel
costo delle assicurazioni. Oggi una polizza annuale per un'automobile può
arrivare a superare di gran lunga il valore di un'auto usata: la polizza
base per un'utilitaria per un neopatentato si aggira intorno ai 1.500
euro. Anche per questo le automobili si vendono di meno: l'assicurazione è
diventata un costo quasi impossibile, così come lo sta diventando quello
della benzina, che abbiamo pagato per tutto l'inverno più di 2.300 lire al
litro. E così il reddito disponibile per gli altri consumi è diminuito.
Questo, però, spiega solo in parte il calo rilevato dall'Istat. Visto che
i risparmi non aumentano, che fine hanno fatto i consumi? Una rivoluzione
culturale Dove vanno a finire i soldi che escono dalle tasche degli
italiani? Siamo di fronte ad una mutazione dei consumi che sta cambiando
il modo di spendere degli italiani. Questa non è recessione: è una
rivoluzione culturale. Basta pensare al cambiamento della concezione delle
comunicazioni generato dallo sviluppo della telefonia per capire di cosa
sto parlando. Il telefono è sempre stato caro in Italia in quanto mercato
monopolista; prima della telefonia mobile, però, si telefonava solo quando
si stava in casa. La telefonia cellulare ha reso tutti telefon o - i n d i
p e ndenti e telefono- spendenti, e ha reso obsoleta la frase: « Mi ha
cercato qualcuno? » che tutti dicevano appena rientrati in casa. Sono
passati solo 15 anni dal 1990, anno in cui durante i mondiali di calcio è
stata lanciata la telefonia mobile; nessuno allora avrebbe mai pensato che
il telefonino sarebbe diventato uno strumento usato dai nonni
dell'ospizio, dai bambini delle elementari e anche dagli homeless in coda
alla mensa della Car itas. È in questi nuovi comportamenti d'acquisto, in
questi nuovi bisogni che si nasconde quel reddito che non passa più nei
negozi degli alimentari. Nuovi percorsi del reddito Nel 2004 gli italiani
hanno tagliato le vacanze e nel 2005 hanno tagliato i consumi alimentari e
l'abbigliamento, ma non è che i soldi non siano stati spesi: sono solo
stati canalizzati verso altri consumi che non passano attraverso la rete
della Confcommercio e dei commercianti normali. Assicurazioni, telefonia,
luce, acqua e gas non hanno conosciuto recessione, anzi: sono costi sempre
più importanti nel bilancio di un singolo e siccome la torta resta sempre
la stessa, le fette che si tagliano sono diverse. Oggi per capire la
situazione degli italiani non bisogna lasciare l'analisi in mano alla
Confcommercio: bisogna tracciare scenari diversi per cogliere quei nuovi
rivoli di spesa che trasformano il fiume del reddito in consumo. |
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