PROVE GENERALI DI GOVERNO

con ROMANO PRODI protagonista, in versione prima donna.

Ecco Romano Prodi in versione "Santo Romano Prodi da Bruxelles"

Con quel ditino sempre puntato... e la boccuccia rivolta all'ingiù in un ghigno amaro, non trovate ci sia una strana ma nemmeno tanto vaga somiglianza con alcuni "dittatori"? 

Bin Laden, Ayman Al Zawahiri e Mahmoud Ahmadinejad (il neo presidente iraniano)

 

7 agosto 2005

 

Premessa: un ringraziamento a Aribandus, per avermi inviato l'intervista e suggerito il pezzo

 

In questi ultimi mesi non mi è stato possibile ignorare Romano Prodi, non c'è che dire: con i suoi comportamenti e le sue dichiarazioni illuminate da vero leader, ha lasciato il segno; al punto che gli ho conferito ben 3 tazze d'oro e avrei anche dovuto conferirgliene una quarta. per aver dichiarato che l'Euro ha salvato l'Italia, ma ci sono passata sopra, per evitare che ci prendesse gusto e pensasse di essere diventato troppo importante.... Eccovele tutte e tre.

29 luglio 2005 - per aver consegnato il lasciapassare ai terroristi che in Iraq vogliono colpire i nostri militari che si occupano della ricostruzione

10 luglio 2005 - per essere riuscito a far sapere al mondo di non aver appiccato nessun incendio, quindi lui non lo spegnerà.

2 marzo 2005 - per aver dimostrato il senso dell'ironia e per scherzo aver denunciato Il Giulivo per la satira politica

E tanto per non smentire le proprie qualità oratorie, alle quali mi inchino poiché quando lo ascolto fatico a comprendere l'alto contenuto concettuale dei suoi filologici ed elevati pensieri sublimi. Così rilascia un'intervista che dimostra come si sente già insediato, a capo del governo, al punto che non si preoccupa di lanciarci una minaccia, ....magari sarà rimasto influenzato dalla moda alla kamikaze, che ci promettono lacrime e sangue..... e allora lui fa altrettanto.  Così mentre attraverso le sue parole scopriamo che si prepara a dirigere una squadra di calcio, fa anche l'indiano. 

L'ANSA - come recita l'acronimo Agenzia Non Superpartes Arbitrale -  dà risalto alle sue parole, non con un semplice comunicato, ma con tutta l'intervista.  E' proprio il caso di dirvi: godetevela!

PRODI: LA MIA SARA' SQUADRA DI GOVERNO FORTE E COESA
 
ROMA - Romano Prodi e' fermamente convinto che una volta al governo potrà contare su una squadra di ministri ''forte e coesa''. ''Governare vuol dire dirigere una squadra - ha spiegato il leader dell'Unione nel corso dell'intervista su La 7 - con un ruolo che e' un misto tra l'allenatore e l'assistente sociale: in un governo moderno non vince il solitario... ''.
''Fare la squadra non vuole mica dire avere giocatori tutti uguali - ha sottolineato Prodi - ma far andare nella stessa direzione persone che hanno sfumature e pesi diversi, affidare a ciascuno il suo compito, ma per andare nella stessa direzione''. Di certo, ha detto sin d'ora Prodi, ai ministri che comporranno questa squadra di governo si dovrà ''lasciare la corda lunga''.
Il leader dell'Unione si e' detto fiducioso sulla lealtà di Bertinotti, e alla domanda se anche il leader del Prc farà gioco di squadra, ha risposto: ''Se firma, sì. Ne sono assolutamente sicuro''.
E per dimostrare che il suo ottimismo è fondato, Prodi ha fatto riferimento alla sua esperienza europea: ''A Bruxelles mi dissero 'come è possibile che tu metta un commissario francese al Commercio estero e quello britannico alla Politica estera...?'. E' andata benissimo - ha sottolineato il Professore - perché erano personalità adatte a questi compiti''.

 

IN CASO DI VITTORIA EREDITA' PEGGIORE IMMAGINABILE
''Se dovessi vincere le elezioni mi troverò di fronte ad una eredità peggiore inimmaginabile: crescita zero da anni, bilancio dello Stato disastroso, un'immagine del nostro Paese all'estero che è al minimo storico'', ha detto Prodi, intervistato da Alain Elkann su La 7, sottolineando che proprio questa situazione ''che peggiora ogni giorno'' lo spinge a raggiungere l'obiettivo di tornare al governo, di dare al Paese ''una novità assoluta'' e di assicurare il cambiamento.

IL POTERE? NON HO UN PARTITO MIO...
Io un uomo di potere? ''nella mia situazione e' una definizione inadatta: non ho un partito mio''. ''L'altra volta - ha aggiunto il leader dell'Unione facendo riferimento alla sua precedente esperienza, potevo contare su 6-7 parlamentari miei, e il potere si conquistava di volta in volta sul campo: il potere garantito non ho mai saputo cosa fosse...''.

SE SERVE CHIEDERO' LACRIME E SANGUE
''Sono abbastanza indiano per non pensare a lacrime e sangue: se i sacrifici sono necessari per raggiungere degli obiettivi si debbono chiedere''. ''Quelli che per dimostrare di essere forti e potenti, non lo fanno - ha aggiunto il leader dell'Unione - non hanno capito niente della natura umana o della vita''. 

E D'altra parte come possiamo non credergli, quando ci spiega amabilmente di avere privilegiato due commissari stranieri e ci racconta che questo governo lascia un "disastro inimmaginabile"  Se guardiamo la sua storia qua sotto, dobbiamo ammetterlo: lui è un vero esperto in disastri e quindi sui disastri non potrà sbagliare, certamente li infilerà tutti uno dopo l'altro ed anche quelli che noi nemmeno riusciremmo ad immaginare, per non smentire le sue illuminate parole, si preoccuperà di centrarli in pieno.  Da persona modesta qual'è non ci nega nemmeno le sue qualità più profonde:  ora sappiamo che è un vero esperto della natura umana e della vita. Come recitano le parole conclusive della sua intervista.

La storia devastante del governo Prodi dal 21 aprile 1996 alla crisi

21 aprile 1996: l'Ulivo vince le elezioni, grazie al patto di desistenza con Rifondazione comunista. Maggioranza autosufficiente al Senato, mentre alla Camera i voti di Rifondazione sono determinanti.
16 maggio: Scalfaro dà l'incarico a Prodi che il giorno dopo ha già pronto il governo, che giura il 18. Il 24 maggio ottiene la fiducia al Senato e il 31 alla Camera.
19 giugno: varata la prima manovra correttiva dei conti pubblici per 16 mila miliardi.
24 settembre: governo e parti sociali raggiungono un accordo sul piano per l'occupazione.
27 settembre: varata una finanziaria per 62.500 miliardi.
14 novembre: si dimette Di Pietro, ministro dei lavori pubblici.
30 dicembre: "decretone" di fine anno con misure fiscali per oltre 4.300 miliardi di lire (eurotassa).
27 marzo: approvata manovra correttiva di 15.500 miliardi.
9 aprile:
prima grande crisi con Rifondazione. La missione Alba in Albania è approvata con i voti del Polo. Nei giorni successivi Rifondazione torna a votare la fiducia al governo.
28 settembre: finanziaria da 25.000 miliardi.
9 ottobre:
seconda crisi. Rifondazione annuncia voto contrario alla finanziaria. Prodi si dimette. Il giorno dopo Bertinotti si dice pronto a un nuovo accordo, che comprende le 35 ore.
Il 14ottobre
 il governo è rinviato alle Camere e il 16 ottobre ottiene la fiducia.
1 novembre: intesa governo-sindacati sulle pensioni.
24 marzo: il governo approva il disegno di legge sulle 35 ore.

25 marzo: Italia ammessa nel gruppo iniziale dell'Euro.
2 aprile: respinte le mozioni di sfiducia al ministro dei Trasporti Claudio Burlando.
17 aprile: il Consiglio dei ministri approva il Documento di programmazione economica e finanziaria.
20 aprile: respinte le dimissioni del ministro della Giustizia Flick dopo le fughe di Gelli e Cuntrera.
21 luglio: il Senato vota la fiducia per la verifica di governo. Il 22 fiducia anche alla Camera.
25 settembre: il governo approva una Finanziaria da 14.700 miliardi.
4 ottobre:
il Comitato politico di Rifondazione comunista decide il voto contro la Finanziaria.
Nei giorni successivi scissione della corrente di Cossutta, che voterà a favore.
25 settembre: il Consiglio dei ministri vara la Finanziaria '99, da 14.700 miliardi dopo aver aggiunto in extremis 1.200 miliardi da destinare alle fasce sociali più deboli. Prodi sottolinea che la finanziaria "viene incontro a esigenze e richieste del Prc".
1 ottobre: Per Bertinotti la Finanziaria "non è emendabile" e il governo può solo "ritirarla". Cossutta esprime sconcerto per la "determinazione ad arrivare alla rottura".
4 ottobre: al Comitato politico nazionale di Rifondazione comunista vince la linea del segretario, con il voto determinante della minoranza trotzkista di Maitan.
5 ottobre: Prodi va al Quirinale per riferire a Scalfaro. Cossutta si dimette da presidente del partito. Cossiga annuncia che l' Udr non voterà la fiducia al governo, ma nella maggioranza è aperto il dibattito sul rapporto con l Udr. D'Alema smentisce le voci di una sua volontà di sostituire Prodi.
6 ottobre: l'assemblea dei gruppi parlamentari del Prc approva, con 29 voti contro 16, il documento presentato dal capogruppo alla Camera Diliberto con cui si dà mandato di votare no al governo e alla Finanziaria. Il documento contiene però una forte critica alla linea del segretario aprendo la strada alla scissione.
7 ottobre: Prodi riferisce alla Camera gli ultimi sviluppi della crisi. Per il Prc parla Diliberto che annuncia la decisione del
partito, ma esprime il disagio suo e di altri colleghi di partito. Nel pomeriggio riunione di quadri del Prc, con Cossutta e Diliberto, che avvia di fatto il processo della scissione che dovrebbe portare alla nascita di un altro partito comunista.
8 ottobre: la replica di Prodi alla Camera è prudente, soprattutto sul problema dei raid Nato nel Kosovo, che può essere un punto di rottura con Cossutta. Tutti gli schieramenti fanno appello ai propri deputati per la presenza in aula, perchè la fiducia è legata a pochi voti.
Dai Ds ai Popolari, dai Verdi a i "cossuttiani" c'è grande amarezza per l'esito del voto alla Camera. Ma nelle riflessioni di quasi tutti i leader della maggioranza viene espresso forte disappunto per la decisione di Bertinotti di non votare la finanziaria. Comincia D'Alema, segretario ds, secondo il quale "non si può certo escludere che la via d'uscita possano essere le elezioni. In queto momento credo che nulla possa essere escluso".
Bertinotti, aggiunge D'Alema, ha compiuto un "errore drammatico". "Credo che chi abbia visto alla televisione le immagini dei parlamentari del Polo festanti intorno a Berlusconi e Fini difficilmente le dimenticherà - ha detto - E credo che per Bertinotti non sarà facile quello che lo attende. Quindi - insiste il leader ds - l'errore drammatico l'ha compiuto quel pezzo della sinistra che si è sottratto alla responsabilità del governo del Paese e che ha restituito alla destra la parola e il motivo per festeggiare. Perchè loro, da soli, non avrebbero mai potuto riconquistarlo".
E contro il segretario di Rifondazione, che ha votato "no" all'esecutivo, è sceso in campo anche Marini, leader popolare. Scosta brusco i cronisti, lasciando l'aula di Montecitorio dopo la bocciatura del governo, e dice: "Avete visto tutti quello che è successo: siamo andati sotto per un voto solo". "Siamo andati sotto per il voto di un traditore" aggiunge Mattarella.
"Al Capo dello Stato proporremo di valutare la possibilità di affidare l'incarico a chi è in grado, all'interno del centrosinistra, di portare all'approvazione della legge finanziaria e di gestire la fase successiva e le importanti scadenze istituzionali previste", ha invece dichiarato il senatore Luigi Manconi, portavoce nazionale dei verdi, che ha anche proposto alle altre forze dell'Ulivo di incontrarsi "in tempi strettissimi" per affronatre la nuova situazione e "non dissipare quell'unità del centrosinistra che tuttora resta preziosa".
9 ottobre Armando Cossutta propone un nuovo incarico al presidente dimissionario Romano Prodi limitato all'approvazione della Finanziaria. Il leader dei deputati moderati di Rifondazione, che oggi, contro le indicazioni del partito, ha votato a favore del governo, ha detto che Prodi dovrebbe impegnarsi a dimettersi subito dopo l'approvazione della finanziaria. Successivamente, essendo in pieno semestre bianco, il presidente della Repubblica potrebbe "adottare misure straordinarie di carattere politico istituzionale", ha aggiunto. Cossutta non ha voluto rispondere alla domanda se intendesse riferirsi alla possibilità di dimissioni anticipate di Scalfaro per poter andare alle elezioni dopo la nomina di un nuovo presidente da parte di questo Parlamento

tratto dal sito www.Repubblica.it  

Ma dato che non sono l'unica persona ad avere una così alta stima di Romanone Prodinotti, come qualcuno lo ha soprannominato, vi pubblico cosa ne pensa di lui lil quotidiano L'Opinione delle libertà

L’estate di fuoco di Prodinotti  - Davide Giacalone

Si legge Prodi ma si pronuncia Prodinotti. Ovvero uno strano incrocio tra un professore in bicicletta di matrice democristiana ed uno scaltro personaggio senza partito che, per vincere le primarie del centrosinistra, fa la corte a no-global e pacifisti a senso unico, attaccando pesantemente la nostra missione di pace in Irak. Dopo aver definito okkupanti i nostri soldati impegnati, altresì, in una difficile e rischiosa missione umanitaria, ci manca solo che il capo dell’Unione si mettesse a cantare “O bella ciao” in onore di quei criminali che buona parte della sinistra italiana definisce resistenti. Ma si sa, il voto non olet per chi si trova a dover rappresentare una litigiosa nebulosa di forze politiche le quali, con lo scopo di legittimarne la traballante candidatura, si sono inventati la farsa delle primarie. Una farsa che, tuttavia, rischia di ingigantire il peso politico, peraltro già molto elevato, di un Bertinotti molto determinato a giocare fino in fondo il ruolo di rompiscatole. E proprio per cercare di non ripetere la brutta esperienza del ‘98, in cui Prodi fu letteralmente sfrattato da Palazzo Chigi a causa del segretario di Rifondazione, il curiale ex presidente della Commissione europea sta cercando fin da adesso di contenere le velleità bertinottiane, mettendosi a fare il rifondarol-pacifista. Ma chissà cosa penseranno i nostri ragazzi in Irak, chiamati a svolgere il loro dovere da una chiara risoluzione dell’Onu, di un personaggio che, per un puro tornaconto personale, li ha trasformati in un bersaglio. Se io fossi al loro posto non credo che proverei una particolare stima per questo camaleonte che, non si sa come, è riuscito a raggiungere i più alti vertici istituzionali d’Italia e d’Europa. D’altro canto, quando per sperare di vincere le prossime elezioni si diventa ostaggio della sinistra più radicale - quella che picchia i poliziotti e devasta le nostre città in nome della pace, per intenderci – c’è poco da stupirsi se un maldestro epigono del Machiavelli si mette a scimmiottare uno Zapatero qualsiasi. Questi sono i tempi e questi sono gli uomini!

 

L'Opinione delle Libertà, però fa molto di più pubblica altri articoli a mio parere molto interessanti su Prodi, di cui uno a firma Arturo Diaconale  dal titolo  La grande lotta all'interno dell'Unione

Anche noi però abbiamo fatto la nostra parte e qualche "articolino piccante", a questo improbabile cavaliere della tavola rotonda, ottenuta dall'estrapolazione rovesciata della quadratura del cerchio, lo abbiamo pubblicato, infatti Gaetano Saglimbeni gli ha dedicato proprio questo: Rovinati dall'Euro di Prodi  e La pattumiera della storia.

 

A questo punto direi che può bastare, non vorrei provocarvi qualche reazione tossica di rigetto, perché io, già al solo nominarlo: sto maluccio, se poi debbo dedicargli del tempo per scrivere articoli su di lui: ancora peggio; ma d'altra parte lo affronto come quando si prende una brutta malattia, ne parlo per esorcizzare il danno, forse è l'unico modo, a meno che... non ci pensi il cielo a venire in nostro soccorso, o quell'incendio di cui lui non sarebbe responsabile, ma che non si è nemmeno preso la briga di spegnere, non foss'altro per dare ragione alla saggezza popolare racchiusa negli antichi proverbi, ce ne è proprio uno che fa alla bisogna e che recita: chi gioca col fuoco, prima o poi si scotta.

Lisistrata

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