INFORMAZIONE DISONESTA DEI MEDIA ITALIANI

 

 

 
questo è l'award della disonestà assegnato nel 2004 per uno scoop inventato dai giornalisti sul muro israeliano - leggi qui

 

21 settembre 2005

 

 

 

Ricevo e pubblico da  HonestReportingItalia un servizio sulla disinformazio di Stato perpetrata continuamente dalla RAI3

Il TG3 delle 19.00 di martedì 13 settembre riportava un servizio da Gaza del corrispondente  Filippo Landi che certamente non ha brillato per onestà intellettuale. 
Il ‘giornalista’ ha passato metà del tempo a sua disposizione a tentare di convincere gli spettatori che gli abitanti dell’intera striscia di Gaza non avevano accesso al mare da ben 38 anni, pur non potendo non sapere che oltre il 75% del litorale di Gaza non ha mai fatto parte di alcuna “colonia” ebraica.  Infatti dopo aver  intervistato un bambino del campo profughi di Khan Younis, che diceva di non essere mai stato su quella spiaggia, ha tradotto in perfetta malafede che il poveretto non aveva MAI VISTO IL MARE.

 

 Il Il 10 aprile 2005 il TG3 annunciava: “Tre giovani palestinesi falciati dai soldati Israeliani mentre giocavano al calcio”.

La verità è ben diversa:

 - La zona in cui “giocavano al calcio” è la zona più calda della striscia di Gaza, il corridoio   “Philadelphi”, una zona di sicurezza chiusa a tutti essendo il confine fra la Striscia e l’Egitto.

- In questa zona nessuno “gioca al calcio”, poiché è costantemente pattugliata dall’esercito, dato che, attraverso la stessa zona, gli arabi cercano di contrabbandare armi ed esplosivi dall’Egitto, per i ben noti usi terroristici.

- Altri due “giovani” che “giocavano al calcio” sono stati fermati dalla stessa polizia dell’Autorità Palestinese, che ha comunicato ad Israele che i cinque cercavano d’infiltrarsi dalla striscia in Egitto per poi introdurre armi a Gaza attraverso il confine Israeliano-Egiziano. 

- I tre si sono avvicinati al confine strisciando a carponi, per Filippo Lando, questo forse è una nuova tecnica araba di “giocare al calcio”. Gli altri due sono rimasti dietro.

- Quella che il TG3 ha riportato è la versione palestinese dell'accaduto, senza preoccuparsi di verificare se era o meno corretta, dimostrando perciò faziosità o quanto meno incapacità di svolgere seriamente la professione del giornalismo, che corrisponde al dare le informazioni corrette, prive di preconcetti e verificate. 

La versione israeliana, non è stata riferita. L'intento  del TG3 è evidentemente stato quello di insinuare, ancora una volta perpetrando una discriminazione e una falsità ricorrente in questi TG, che i cattivi soldati Israeliani non avevano niente di meglio da fare, se non sparare addosso a innocui e innocenti ragazzi che giocavano al calcio. 

 

Questa è la versione riportata dalla CNN, che nessuno può certo accusare di essere filo-israeliana  CNN

 

Inoltre, sia  nell'edizione del TG3 del 12 settembre 2005 delle 19.00, che in quella del 12.00 del 13 settembre, il signor Filippo Landi da Gaza,  ha parlato delle sinagoghe bruciate come di "edifici che contenevano le sinagoghe" oppure che si trattava di "ex-sinagoghe, da cui gli israeliani avevano portato via i simboli religiosi", con l'evidente intento di sminuire la gravità della loro distruzione.

Prima di queste considerazioni 'architettoniche', Landi non ha mai mancato di sottolineare che sono stati gli israeliani a non abbattere le "ex-sinagoghe", creando le premesse per il loro incendio, da parte dei palestinesi, giustificando de facto e in anticipo le azioni che questi avrebbero potuto commettere. 

Non sarà che avrebbe voluto lui trovarsi al loro posto, per poter fare altrettanto?.

L'ovvio obbiettivo del Landi sembra proprio finalizzato ad assolvere, comunque e sempre,  i palestinesi da qualsiasi responsabilità ed odio anti-semita, per poi far  ricadere sugli Israeliani anche le nefandezze degli islamonazisti all'opera, di cui soltanto i faziosi ormai non si vogliono rendono conto.


A tutto questo è seguita l'immancabile descrizione a parole e per immagini della miseria della popolazione di Gaza, evitando accuratamente i riferimenti alla
banda criminale di Arafat, della sua consorte e dei miliardi da loro accumulati, attraverso gli aiuti internazionali e  sottratti ai loro “fratelli".  Imputando ancora una volta ad Israele la colpa della loro miseria.

 

Il 12 settembre Landi, a conclusione del suo 'pezzo', ha intervistato tra le macerie di un insediamento, un ragazzino palestinese che ha spiegato la loro indigenza con il fatto che "sono serrati da ogni lato, sia per terra sia per mare, dagli israeliani" (la verità nota a tutti è che chi vuole uscire ed entrare nella Striscia lo può sempre fare, senza però le bombe…) anche se esistono decine di esempi che tali reportage tipo questo di Landi sono falsi e fasulli.

 

Ma Filippo Landi non è un caso isolato, infatti la falsificazione delle notizie su Israele e sulla Cisgiordania, sono state propinate agli italiani  dal giornalista Giuseppe Longo, che ha sempre fatto i suoi servizi utilizzando un'unica fonte di informazione: I palestinesi, come pure da Marc Innaro, autore delle famose menzogne su Beit Lehem, tutt'ora impiegato della RAI.

 

Quello che appare più grave però, è che tutti questi episodi di cattivo giornalismo, non sembrano eventi casuali, ma come servizi propagandistici, svolti secondo una deliberata scelta politica dell'Ente di Stato Radiotelevisivo Italiano, o almeno di parte di esso, con incitamento all'odio verso Israele, che non trova giustificazione.

 

Questo modo goebbelsiano di fare propaganda anti Israeliana anziché giornalismo è inaccettabile, particolarmente, quando questo arriva da un ente statale come la  RAI, che deva la sua esistenza ai contribuenti italiani che pagano profumatamente il suo lavoro e si aspetterebbero come minimo un'informazione corretta.

 

Chissà se i politici a cui è affidata  l'autorità parlamentare e il controllo della RAI, riusciranno o vorranno mettere  fine a questo vergognoso modo di disinformare il pubblico, conducendo una vera e propria campagna di propaganda araba anti Israeliana a spese del contribuente Italiano.

 

Se volete sostenere Honest Reporting e protestare, potete farlo scrivendo a questi indirizzi:

segreteria@rai.it  -  news@rai.it - c.mimun@rai.it b.socillo@rai.it m.mazza@rai.it a.dibella@rai.it - pres_com_vigilanza_rai@camera.it - prescomvigilanzarai@camera.it -direttoreTG3@rai.it - Redazione.tg3@rai.it

 

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