SCULACCIATE IN SALSA VERDE alla Mustafà

 

 
l'abbraccio della folla al presidente Carlo Azeglio Ciampi, prima che si "convertisse all'islam" trascurando i nostri diritti di cristiani, laici, agnosti, valdesi, ebrei, anglicani, atei o più semplicemente italiani

 

21 settembre 2005

 

 

 

Dopo il bel sermoncino, che ha tenuto il nostro amato presidente Carlo Azeglio Ciampi, tirandoci tutti per le orecchie, per richiamarci a quello che secondo lui dovrebbe essere un dovere, a cui noi cattivoni avremmo mancato, poiché dovremmo riservare più  rispetto ai musulmani, dev'essere subentrato un black out, poiché c'è stata una "possiamo chiamarla senile? dimenticanza di fare toc toc sul sederino anche a loro, ricordandogli che sono ospiti in casa nostra e che hanno dei doveri, oltre che vantare dei diritti, e l’Italia, per loro fortuna, è governata da leggi che tengono conto del rispetto e del diritto, altrimenti col cavolo che avrebbero potuto insediarsi emigrando in forma selvaggia, con i loro prepotenti comportamenti che non prevedono nemmeno il rispetto delle nostre abitudini, oltre che delle nostre leggi, qualcuno ha approfittato della sua piccola omissione.


Per cosa lo sta facendo signor Presidente? In virtù di quale motivazione ci maltratta, offendendo la nostra buona disposizione d'animo? Per buona fede e ignoranza del come la popolazione italiana vive questa “troppo massiccia ed invasiva migrazione entro i propri confini” e non solo quelli territoriali, ma anche quelli culturali, o perché si è ormai incamminato sulla scia del suo predecessore Oscar Luigi Scalfaro?

 

Ci piacerebbe tanto saperlo Signor Presidente. Per piacere ci illumini, Faccia scendere su di noi la luce della sua sapienza….. e ci tolga anche quel poco senso di appartenente alla civiltà cristiana che c’è rimasto, non aspettavamo che questo, che Lei ci togliesse quello che prima ci faceva credere di volerci restituire.


Come può vedere da solo, immediatamente “i furbastri levantini di mestiere” hanno approfittato del momentaneo vuoto mentale di un presidente, che fino ad oggi si è infarcito la bocca di valori patriottici, esaltandosi davanti al tricolore e emozionandosi al canto dell’inno nazionale ed incredibilmente ed  improvvisamente svende i nostri valori.

 

Ecco  come l’UCOI ha immediatamente approfittato delle sue parole signor Presidente.

Islam, l'Ucoii scrive a Ciampi: ''Musulmani discriminati in Italia"
"Il segretario nazionale dell'organizzazione islamica Piccardo denuncia un ''deficit di eguaglianza'' e protesta per le affermazioni di Pisanu sulla vicenda della scuola di Via Quaranta a Milano"  Leggi il seguito su IGN cronaca (Androkronos)

 

Io che invece al contrario di Lei sono seriamente preoccupata di questa lente ed inarrestabile occupazione del nostro territorio e del mondo occidentale, ieri sera ho assistito alla trasmissione fatta in studio a Telenova, con il collegamento diretto a Via Quaranta a Milano e fra le tante cose che ho sentito e visto, una in particolare mi ha colpito negativamente ed è questa: Il direttore dell'Istituto scolastico ha fatto vedere quelli che sarebbero i testi italiani usati nella scuola.  Ha mostrato opuscoli fotocopiati, raggruppati in dispense, con la giustificazione che molte famiglie sono economicamente svantaggiate e che comunque si rifanno ai testi italiani, con una leggera eccezione sulla storia, perché loro non possono insegnare la storia così come la insegnamo noi, e la giustificazione sarebbe stata quella di evitare di dare informazioni non proprio corrette.


E' una delle peggiori e palesi dimostrazioni di mancanza di rispetto, illegalità e razzismo. Infatti si è preso l'arbitrio di sindacare la nostra cultura, dando dei bugiardi ai nostri storici e ha mostrato un’esplicita pretesa superiorità, discriminando sui nostri processi storici, contravvenendo di fatto, anche in questo frangente alle nostre leggi e al tanto preteso rispetto che vorrebbero da noi.

 

Altra motivazione, per quanto riguarda le famiglie è che pretenderebbero un istituto tutto per loro, poiché in questo modo raggrupperebbero all’interno i loro figli, risparmiando fatica e spese.
Apparentemente una richiesta accettabile, se non fosse che noi, che siamo italiani e non d’adozione, ci adeguiamo da sempre a situazioni per le quali queste difficoltà sono quotidiane e non ci sognamo di pretendere che ci facciano delle scuole su misura per le nostre esigenze.
Leggi cosa scrive
il Giornale sul caso della scuola islamica di Via Quaranta a Milano.

Vedi anche L'allarme inascoltato di Cremona pubblicato su La Padania, unico giornale ad aver dato spazio a questo articolo - Il ministro Pisanu dichiara Illegale la scuola islamica a Milano - Reuters 

Un gruppo di musulmani in preghiera sul marciapiede di una strada, in una qualunque delle nostre città. Se la fede è un diritto, è un altrettanto diritto quello che si trovano negati i passanti, che non possono superare la barriera che quei corpi proni rappresentano, occupando uno spazio che è di tutti.

Dove sono finiti i diritti dei portatori di handicup? E quelli delle mamme che debbono andare a scuola a prendere i figli? E quelli dei negozianti che non possono vendere, perché la gente non può passare?

Sono finiti sotto quel tappeto e le scritte sul muro evidenziano il pericolo, il rifiuto di queste manifestazioni islamiche, che per esercitare tutto ciò che ritengono loro diritto, di fatto usurpano i nostri e contravvengono alle leggi.

Se lo avessimo fatto noi, ci avrebbero arrestato come minimo per disturbo della quiete pubblica o per adunata sediziosa.....


Una domanda signor presidente sorge spontanea: cosa dobbiamo fare ora? dobbiamo metterci tutti in questa posizione prona, di fronte all’arroganza e alla prepotenza, di questi emigrati, che non ha mai avuto eguali in nessun’altre delle comunità venute in Italia prima di loro? Facciamo che comincia prima Lei, signor Presidente....  Lei ci dà l’esempio e dopo noi, o approfittiamo del suo fondo schiena messo in bella mostra o magari seguiamo il suo illuminato esempio di multiculturalismo, che sta pian piano per essere sostituito dal monoculturalismo islamico.

Lisistrata

 

Questo articolo pubblicato su Il Giornale lo ritengo molto interessante, soprattutto per lo scenario che si configura, quindi ve lo pubblico qui di seguito.

 

In via Quaranta insegna il «maestro» del terrore

 

Lo Sco: tra i docenti del centro islamico milanese alcuni sospetti fiancheggiatori di Al Qaida. E spuntano legami con il «broker» degli estremisti

Gian Marco Chioccida  - Roma


Fossero solo questioni di agibilità. Il problema vero dell'istituto scolastico di via Quaranta a Milano, chiuso dal Comune di Milano, sembra essere quello degli insegnanti laureati in integralismo e terrorismo. Note d'intelligence e indagini del Servizio centrale operativo della polizia tratteggiano così l'identikit della «scuola del terrore» frequentata da oltre 500 alunni, ognuno dei quali invitato a pagare una retta mensile di oltre 100 euro al mese.

Per prima cosa si fa presente che l'attività didattica, attualmente guidata dall'egiziano Rezk Mohamed Aly già indagato e rinviato a giudizio nell'operazione Sfinge del 1995, prevedrebbe l'impiego di alcuni professori noti proprio per le loro acclarate posizione integraliste. Gli apparati dei Servizi e le forze dell'ordine si soffermano su due nomi: l'egiziano M. R., elemento di spicco della dirigenza dell'Ici di Milano, indagato con Aly nella Sfinge, e il somalo S. M. S. A. «sospettato di essere contiguo al gruppo terroristico somalo Al Ittihad al Islami».

E proprio ficcando il naso fra i banchi scolastici del plesso Al Fagr Al Islami si è finito per incrociare gli accertamenti con quelli di un'altra indagine «gemella», che punta a stanare un presunto fiancheggiatore dell'organizzazione filoqaidista che ha la sua centrale nel Corno d'Africa e le sue basi italiane disseminate fra Milano, Torino, Roma, Lucca, Firenze e Monza. Il nome non si può fare, ma nell'ambiente è conosciuto come «il broker». Lavorando sotto traccia nell'ambiente più radicale della comunità somala in Lombardia,

I poliziotti hanno finito per concentrare i loro sforzi su S. M. S. A., insegnante dell'istituto arabo di via Quaranta, ribattezzato «il maestro». Gli accertamenti sono iniziati un anno fa, allorché su segnalazione dei servizi segreti militari gli agenti hanno focalizzato il loro interesse su un quarantenne di Mogadiscio già coinvolto nelle inchieste Al Mohajiroun (perché in contatto con due sospetti militanti di una formazione salafita algerina) e nelle investigazioni avviate nel 2003 sulla cosiddetta rete Mera'i.

I legami tra l'«insegnante» di via Quaranta e il «broker» sospettato di riciclare dollari per Bin Laden, partirebbero da molto lontano. Da quando, cioè, il «broker» residente da anni a Milano, diviene il catalizzatore di un importante ramo finanziario che si occupa di smistare gli ingenti risparmi degli emigranti del Corno d'Africa in Europa attraverso l'arcaico sistema «hawala», un circuito extrabancario che non lascia traccia, che viaggia on line, che si basa sull'anonimato e il passaparola.

Il timore dei servizi segreti, e delle forze dell'ordine che sugli input degli 007 di Forte Braschi svolgono complicati approfondimenti, è che quel canale serva in realtà a finanziare le cellule di Hassan Dahir Aweys e Hassan Turki, i signori del terrore di Al Ittihad al Islami alleati di Al Qaida nel triangolo Somalia, Yemen, Eritrea.
Il «broker» è un tipo sveglio. Guardingo. Che «all'anagrafe - scrive lo Sco - risulta depennato per irreperibilità nel 2001», ma che alcune «fonti» della polizia localizzano in un phone center non distante da piazzale Loreto.

Per il coordinamento delle sue attività in Lombardia - sempre stando alle analisi della polizia - il «boker» si avvarrebbe, per l'appunto, dell'insegnante di via Quaranta che curerebbe «l'aspetto religioso» dell'organizzazione diretta da altri due connazionali: uno addetto al «ramo politico», l'altro alla «branca economica». Quest'ultimo sarebbe al centro di un vero e proprio intrigo. Un'informativa riferisce la «convinzione diffusa» all'interno della comunità somala che dietro lo sportello lombardo di una nota società internazionale del Corno d'Africa («attenzionata» da svariate agenzie di intelligence occidentali) il broker «sia impegnato nella movimentazione di denaro verso l'estero per conto di una non meglio precisata finanziaria legata a una organizzazione terroristica di matrice islamica». Un'altra nota riservata fa risalire a lui, e di conseguenza all'intera scala gerarchica della connection somala, «il punto di riferimento per i somali che giungono clandestinamente in Italia e per quelli che si allontanano dai centri di accoglienza».

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