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IL GIOCO DI PAROLE E' UN METODO? Fa parte integrante della taqija?
22 settembre 2005
I genitori dei bambini "sfrattati"
dalla scuola islamica di Via Quaranta a Milano dichiarano:
"il nostro non è un
problema di islam, ma è un problema di cultura"
e rifiutano di parlare con i giornalisti perché ritengono che il loro
pensiero non venga riportato interamente.
Meglio fare un piccolo ripasso, sulla storia dei Fratelli musulmani gruppo politico-religioso eversivo, fondato in Egitto nel 1928, messo al bando dopo un tentativo di assassinio del presidente Nasser, proprio per la loro attività sovvervisa sono stati perseguiti dall’Egitto, imprigionati ed eliminati in massa, molti di loro si sono rifugiati nei paesi come la Giordania, la Siria, ove hanno trovato asilo e l’Arabia Saudita, dove la Fratellanza non soltanto è legale ma anche protetta dalla monarchia. La fratellanza nel frattempo si occupa di finanza e di banche ingigantendo i propri poteri economici (guarda caso riescono a mantenere e foraggiare i terrorismi in Africa, in Oriente ed anche in Occidente, Bin-Laden compreso.
Leggete la storia completa qui e vedrete come si è venuti a scoprire questo piano di occupazione mondiale, così leggendo una lettera scritta proprio ai sauditi, vi sarà più chiaro quello che sembra slegato dal contesto: la scuola islamica di Via Quaranta – che fa parte del contesto, infatti il suo più importante dirigente è nel mirino della magistratura italiana, perché accusato di connivenze e di sostegno al terrorismo, come già indicato in questo articolo pubblicato su Il Giornale.
Questa invece è una parte del contenuto della lettera trovato dalla polizia Svizzera, che è quella che sta rifiutando l’ingresso non solo ai loro “lavoratori”, ma ai loro ideologi, al contrario di noi, che li accogliamo con tutti gli onori. “Non siamo un partito, né un’organizzazione, né un gruppo, ma grazie a Dio siamo una scuola di pensiero in movimento, la nostra entità è come quella di un corpo gelatinoso che si estende in tutte le direzioni e che continuerà a crescere, e siamo convinti che il nostro campo d’azione è il mondo intero, che la nostra comunità è quella dell’islam dappertutto nel mondo”.
Tornando alla scuola di Via Quaranta, considerando la dichiarazione rilasciata dal loro direttore scolastico, sul fatto che i testi storici italiani vengono "leggermente modificati" per far posto ad opinioni che non creino contrasti, (non è ben chiaro quali contrasti possa generare una ricostruzione storica se non vista nell'ottica di chi non la vuole leggere, ma la vuole reinterpretare secondo i propri canoni di pensiero e di giudizio) sono sicura che se scommettessi la mia mano destra e la mettessi sul fuoco per quello che pubblicherò ora, non me la brucerei.
Nell'Epistola ai giovani, il fondatore della Fratellanza al-Banna scrisse: «Noi vogliamo che la bandiera dell'Islam sventoli di nuovo, al vento e bene in alto, in tutte le contrade che hanno avuto la fortuna di accogliere l'Islam per un certo periodo di tempo, e dove la voce dei muezzin (chi chiama alla preghiera, ndr) è risuonata tra i takbirs e i tahlils (orazioni coraniche, ndr). Poi la mala sorte ha voluto che le luci dell'Islam si ritirassero da queste contrade, cadute nella miscredenza. Dunque l'Andalusia, la Sicilia, i Balcani, le coste italiane e le isole mediterranee sono tutte colonie musulmane e bisogna che ritornino in seno all'Islam. Allo stesso modo occorre anche che il Mediterraneo e il Mar Rosso ridiventino mari musulmani, come lo erano prima. Noi vogliamo esporre il nostro messaggio islamico al mondo intero, raggiungere le genti nella loro totalità, sottomettere tutti i tiranni finché non ci sia più disordine e la religione sia interamente votata a Dio». Controlla le connessioni complete qui e qui
Uno dei suoi successori Al-Qaradawi. che sostiene di aver lasciato i Fratelli musulmani egiziani, che giudica troppo sclerotici, poiché lui si considera Lo sceicco rappresentante di un islam totale, che è religione e Stato, fede e legge, culto e comandamento, preghiera e jihad, tutto in una volta sola……. In futuro, scrive Qaradawi, in un volume pubblicato nel 1990 e distribuito come libretto in tutte le librerie islamiche del mondo sostiene:
il
“movimento islamico” deve portare a termine tre compiti: Da queste farneticanti dichiarazioni, si evince chiaramente che per lui, non esiste persona al mondo che sia innocente e fuori da questo pensiero assolutistico e devastante, per ciò che ha contribuito a generare nel terrorismo internazionalmente applicato e da nessun musulmano veramente rifiutato.
La scuola islamica di Via Quaranta di Milano, rappresenta solo un tassello, un pezzettino di "avantgard islamica" e si inserisce bene in uno dei principi enunciati da tutti questi fanatici musulmani dell’avanguardia del terrore globale, sul mondo che non è islamico, e per ottenerlo massacrano anche i loro fratelli in fede. Ora se siete obiettivi e vi togliete un attimo di dosso i panni del partito politico per cui simpatizzate, veramente volete le scuole islamiche in Italia?
Se avete un po’ di tempo e di pazienza, leggetevi anche questo e poi mettete tutto in connessione, perché è un disegno globale e non slegato, la domanda è se saremo capaci di respingere questo attacco massiccio, fronteggiare questa guerra non dichiarata, poiché abbiamo purtroppo molti “traditori in casa” che probabilmente sono in buona fede, accecati dall’odio antiamericano o dagli indottrinamenti di partito, ecco perché fra i primi punti della strategia islamica di conquista, in un dossier scoperto a Parigi, vi è questo paragrafo: Punto primo: allearsi con la sinistra no global e i cattolici terzomondisti. Punto secondo: dissimulare. Lisistrata
Ebbene, se non volete partecipare a mantenere libero il vostro paese da questa aberrante strategia di conquista, andate a lezioni di corano e preparate i vostri fondi schiena ad abituarsi alle flessioni.
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