POSTO IN PRIMA FILA NEL TRIBUNALE DEL POPOLO

Alcune immagini  vergognose prese durante il G8 di Genova - 20-21-22 luglio 2001

Polizia violenta?  Può darsi!!!   No global violenti?  Una certezza!!!

 

14 ottobre2005

 

 

Sull'articolo pubblicato ieri "Le strane affinità fra sinistra e islam" hanno trovato un'immediata risposta nella proposta che ha fatto il procuratore aggiunto di Genova Mario Morisani, il quale vorrebbe che il processo contro le forze dell'ordine che a Genova sono state imputate per le presunte violenze avvenute durante il  G8, venisse ad essere svolto all'interno di un teatro per permettere la presenza di più pubblico possibile.

 

Per quanto mi riguarda, non nutro nessun dubbio sul fatto che questo sia un ignobile tentativo per ristabilire il principio che vigeva nei processi del popolo, in cui tutto veniva rispettato, tranne i diritti degli imputati e dato che, anche queste forme di "pubblica lapidazione" sono facenti parte della "cultura?" islamica ecco dimostrato un assioma d'affinità elettiva fra Islam e sinistra italiana.

 

Se è vero che si vuole dare visibilità ad un processo, esistono mezzi tecnologici per renderlo pubblico, attraverso una ripresa televisiva, che al contempo favorisce un tranquillo svolgimento del processo stesso, nel rispetto dei principi fondamentali che regolano il nostro ordinamento giuridico e rispettino la nostra costituzione.

E' diventato solo un luogo comune ormai sostenere che nessun imputato può essere considerato colpevole a prescindere, e che questo lo stabilisce soltanto una sentenza definitiva?  Eppure tuttora, persino in primo e secondo grado, ancora i giudizi possono essere ribaltati, come in questi anni abbiamo visto accadere moltissime volte, forse troppe.  Eppure per gli stessi processi abbiamo anche assistito a condanne e gogne pubbliche, che nulla hanno di famigliare con la democrazia e lo stato di diritto, e soprattutto non possiedono nemmeno un briciolo di civiltà, che sia degna da essere presa ad esempio.

 

Ve lo immaginate chi sarebbero coloro che interessati al processo si recherebbero in massa al suo svolgimento? Non ci vuole uno sforzo di fantasia, e i fatti fino ad ora successi hanno sempre dimostrato che la sinistra, soprattutto quella estrema, come quella andata in scena nello sfortunato G8, è priva di ogni rispetto per la minima forma di democrazia, del diritto e persino delle persone.

 

Genova è stata messa a ferro e fuoco, distrutta nell'immagine e i suoi abitanti sottoposti a ogni serie di violenze e non solo mediatiche, perché vedere sotto casa propria incendiare un cassonetto, bruciare una macchina, o devastare un bancomat, come pure distruggere un centro interinale, è qualcosa che fa male a chiunque abbia a cuore un minimo di rispetto del vivere sociale e della libertà e non solo di quella d'espressione, ma anche di quella di azione.  I genovesi sono dovuti rimanere tappati in casa, come fossero sotto un attacco di guerra, per evitare di finire coinvolti anche fisicamente nei disastri, che tutta quella marea di gentaglia costituita dai no-global, blac-blok, anarchici, pacifinti, tute bianche, gente dei centro sociali, che di sociale possiedono solo il nome, insomma tutta gentaglia che dall'Italia e dall'estero, si è organizzata e armata da guerriglia armata, per offendere non solo la città e i suoi abitanti, ma la nazione intera, il Governo e i rappresentanti di tutto il mondo che vi si erano riuniti.

 

E se i poliziotti incriminati dovessero venire condannati, cosa possiamo aspettarci da questo nuova era dell'illuminismo giudiziario?  Una bella fustigazione pubblica e perché no? Anche una lapidazione di massa dei poliziotti reprobi e già che ormai si è giunti a questo punto, come faranno a resistere alla tentazione di metterci anche i politici che gli stanno sulle palle?  Io ricordo benissimo l'aggressione fatta a Craxi con quella massa di mascalzoni organizzati che gli lanciava le monetine e quella fatta ad Andreotti, ancora molto prima che venisse assolto definitivamente.

 

W la nuova libertà! Quella di mandare la nostra società e la nostra cultura verso il suicidio di massa e quelli che non vogliono suicidarsi: tutti in piazza a morire sotto i colpi delle pietre scagliate dalle sinistre ormai innamorati persi  dei terroristi islamici, tanto da seguirne l'esaltante esempio culturale.

Lisistrata

 

E per i poliziotti processo di popolo di ARMANDO PLEBE  -  Libero

 

È di ieri la notizia che il procuratore aggiunto di Genova Mario Morisani ha chiesto che il processo per le presunte violenze da parte delle forze dell'ordine all'epoca del G8 anziché svolgersi in tribunale, si svolga in un teatro per permettere la presenza dell'intera folla di coloro che vogliono assistere al dibattimento. In una nazione civile sarebbe una richiesta inaudita, in quanto va contro le più elementari norme della riservatezza e dell'obiettività della giustizia. Si pensi che in Inghilterra addirittura quando è in corso un processo è fatto divieto alla stampa di commentarne i termini, per impedire che ne venga influenzato il dibattito. Qui siamo all'estremo opposto: non si è ancora richiesto che la sceneggiata venga ripresa anche dalla televisione, ma se ciò accadrà a questo punto non ce ne meraviglieremmo. La giustificazione del provvedimento è altrettanto incredibile: si sostiene che l'aula della Corte d'Assise è troppo piccola per contenere la folla degli interessati al processo. E dire che in Corte d'Assise si dibattono processi ben più importanti, riguardanti omicidi o stragi. Ma per questi ultimi l'aula della Corte non è considerata troppo piccola, perché non si sente il bisogno di una grande cassa di risonanza. Invece il dilatare l'eco di un processo che di per sé sarebbe alquanto limitato non può avere se non una motivazione politica. Occorre gridare in pubblico che i facinorosi di sinistra devono essere intoccabili e che chi si azzarda a toccarli va scomunicato. Intendiamoci, non vanno certo difesi gli eventuali soprusi che si siano verificati nel corso di quella operazione di ordine pubblico. Chi ha esagerato o chi comunque si è reso colpevole di violenze è giusto che sia punito. Ma non punito a furor di popolo, bensì in base alle leggi esistenti. Invece sin dal principio si è voluto trasformare il dibattito sui fatti di Genova in quello che ai tempi famigerati dell'Unione Sovietica si chiamava un processo di popolo. Era un triste retaggio del periodo del terrore della rivoluzione francese, quando gli aristocratici venivano trascinati sulle piazze e dati in pasto a folle inferocite che volevano soltanto veder cadere le loro teste. Da noi fortunatamente manca la ghigliottina, comunque ci auguriamo che l'iniziativa del procuratore genovese non abbia seguito. Ma se per caso dovesse averlo, sarebbe giusto chiedere che le riprese del processo vengano fatte precedere da un filmato sulle violenze che si effettuarono in quei giorni per le strade del capoluogo ligure, a colpi di spranghe, di vetrine infrante, macchine date a fuoco. Perlomeno il pubblico potrebbe rendersi conto delle motivazioni dei fatti incriminati, per quanto deplorevoli.

 

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