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POSTO IN PRIMA FILA NEL TRIBUNALE DEL POPOLO
14 ottobre2005
Sull'articolo pubblicato ieri "Le strane affinità fra sinistra e islam" hanno trovato un'immediata risposta nella proposta che ha fatto il procuratore aggiunto di Genova Mario Morisani, il quale vorrebbe che il processo contro le forze dell'ordine che a Genova sono state imputate per le presunte violenze avvenute durante il G8, venisse ad essere svolto all'interno di un teatro per permettere la presenza di più pubblico possibile.
Per quanto mi riguarda, non nutro nessun dubbio sul fatto che questo sia un ignobile tentativo per ristabilire il principio che vigeva nei processi del popolo, in cui tutto veniva rispettato, tranne i diritti degli imputati e dato che, anche queste forme di "pubblica lapidazione" sono facenti parte della "cultura?" islamica ecco dimostrato un assioma d'affinità elettiva fra Islam e sinistra italiana.
Se è vero che si vuole dare visibilità ad un processo, esistono mezzi tecnologici per renderlo pubblico, attraverso una ripresa televisiva, che al contempo favorisce un tranquillo svolgimento del processo stesso, nel rispetto dei principi fondamentali che regolano il nostro ordinamento giuridico e rispettino la nostra costituzione. E' diventato solo un luogo comune ormai sostenere che nessun imputato può essere considerato colpevole a prescindere, e che questo lo stabilisce soltanto una sentenza definitiva? Eppure tuttora, persino in primo e secondo grado, ancora i giudizi possono essere ribaltati, come in questi anni abbiamo visto accadere moltissime volte, forse troppe. Eppure per gli stessi processi abbiamo anche assistito a condanne e gogne pubbliche, che nulla hanno di famigliare con la democrazia e lo stato di diritto, e soprattutto non possiedono nemmeno un briciolo di civiltà, che sia degna da essere presa ad esempio.
Ve lo immaginate chi sarebbero coloro che interessati al processo si recherebbero in massa al suo svolgimento? Non ci vuole uno sforzo di fantasia, e i fatti fino ad ora successi hanno sempre dimostrato che la sinistra, soprattutto quella estrema, come quella andata in scena nello sfortunato G8, è priva di ogni rispetto per la minima forma di democrazia, del diritto e persino delle persone.
Genova è stata messa a ferro e fuoco, distrutta nell'immagine e i suoi abitanti sottoposti a ogni serie di violenze e non solo mediatiche, perché vedere sotto casa propria incendiare un cassonetto, bruciare una macchina, o devastare un bancomat, come pure distruggere un centro interinale, è qualcosa che fa male a chiunque abbia a cuore un minimo di rispetto del vivere sociale e della libertà e non solo di quella d'espressione, ma anche di quella di azione. I genovesi sono dovuti rimanere tappati in casa, come fossero sotto un attacco di guerra, per evitare di finire coinvolti anche fisicamente nei disastri, che tutta quella marea di gentaglia costituita dai no-global, blac-blok, anarchici, pacifinti, tute bianche, gente dei centro sociali, che di sociale possiedono solo il nome, insomma tutta gentaglia che dall'Italia e dall'estero, si è organizzata e armata da guerriglia armata, per offendere non solo la città e i suoi abitanti, ma la nazione intera, il Governo e i rappresentanti di tutto il mondo che vi si erano riuniti.
E se i poliziotti incriminati dovessero venire condannati, cosa possiamo aspettarci da questo nuova era dell'illuminismo giudiziario? Una bella fustigazione pubblica e perché no? Anche una lapidazione di massa dei poliziotti reprobi e già che ormai si è giunti a questo punto, come faranno a resistere alla tentazione di metterci anche i politici che gli stanno sulle palle? Io ricordo benissimo l'aggressione fatta a Craxi con quella massa di mascalzoni organizzati che gli lanciava le monetine e quella fatta ad Andreotti, ancora molto prima che venisse assolto definitivamente.
W la nuova libertà! Quella di mandare la nostra società e la nostra cultura verso il suicidio di massa e quelli che non vogliono suicidarsi: tutti in piazza a morire sotto i colpi delle pietre scagliate dalle sinistre ormai innamorati persi dei terroristi islamici, tanto da seguirne l'esaltante esempio culturale. Lisistrata
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