I NUOVI CROCIATI ??? - pag. 2

L'islam continua la sua guerra di conquista del mondo

iniziata con Maometto

E' una crociata barbarica che dura da ben 1500 anni

 

qualcuno riesce a immaginare come e quando finirà e soprattutto:

riusciranno a sopravvivere le altre culture?

 

Questa seconda parte del corposo articolo-dossier è relativo alla discriminazione che l'islam pone in essere da sempre nei confronti della donna, alla quale non sono nemmeno riconosciuti i diritti umani basilari in una società che si ritenga degna di far parte del consesso delle società civili del mondo, per questo sono obbligata a vestire un abito che non mi è congeniale, ma che debbo rispolverare dagli annali storici dell'Italia e dell'Europa sessantottina, per mettermelo addosso, anche se mi va stretto e non avrei voluto farlo.

Oggi mi debbo presentare anche come femminista, poiché le femministe europee si sono defilate dalla scena politica e fanno la loro apparizione sporadica ogni tanto, solo quando c'è qualcosa che le tocca sul piano personale e lede i loro interessi, anche se questi non sono primari, ma superflui.  Ritengo quest'assenza di interesse nei diritti primari di donne che non hanno la possibilità di reclamarli, irresponsabile, oltre che egoistico, poiché i benefici di cui hanno goduto e le conquiste che hanno ottenuto, sembrano aver reso le loro menti e le loro reazioni al limite dell'inutile e della stupidità ideologica.

 

Queste ex o finte femministe di oggi, non hanno capito che se l'islam si affermerà nel mondo, loro non torneranno ai pochi diritti che avevano prima del 1970, loro e soprattutto le loro figlie torneranno al più buio medioevo storico.

 

Non abbiatevene a male maschietti che mi leggete, è una battaglia sacrosanta in questo momento e so che molti di voi la condividono, anche se mi è capitato di cogliere alcune espressioni dentro le rappresentanze maschili italiane, poco promettenti in questo senso, infatti tempo fa raccontai un episodio che mi era capitato al mercato vicino a casa mia e ve lo ripropongo, proprio per farvi capire che il mio "nuovo femminismo" non è contro i maschi, ma è per la difesa dei diritti umani delle donne e ve lo dimostra il fatto che non ho preso posizioni favorevoli o contrarie, a quello che è accaduto recentemente nel parlamento italiano, in relazione alle "quote rosa" che non ritengo nemmeno degno di considerazione, poiché io credo che sia difficile obbligare, chi ha lavorato sodo per ottenere dei privilegi a rinunciarvi a favore di qualcun altro, solo per un articolo di legge.   Sono del parere che sia quel qualcun altro colui (in questo caso colei) che debba fare in modo che le sue azioni lo portino a cogliere quei privilegi, se non esistono leggi che glielo impediscono e nel caso delle "quote rosa" lo ritengo un falso problema.

Non esiste legge italiana, che impedisca alle donne di raggiungere i vertici della carriera politica, ma la strada è ovviamente più difficile per le donne, ma questo è anche frutto di secoli di storia misogina e maschilista e non si possono cancellare tutti insieme con una legge, bisogna lavorare perché le cose trovino il loro giusto equilibrio nello svolgimento dell'evoluzione.

 

Questo l'episodio misogino a cui ho assistito in un mercato in Italia questa estate: un padre e una figlia erano fermi vicino a me davanti ad una bancarella di magliette, la ragazzina voleva prenderne una tagliata sulle spalle che le lasciava in parte nude, il padre non voleva assolutamente e l'ha obbligata a scegliere un'altra maglietta, fin qui nulla di eclatante, perché un padre a mio parere, ha anche il dovere di vigilare sui costumi se sono troppo licenziosi o pericolosi per ciò che lui intende sulla moralità della sua figliola o sul fatto che pensa di difenderla, il problema subentra quando lui in un attacco improvviso di misoginìa irrefrenabile si rivolge al venditore e mentre sta pagando dice testualmente: addavvenì o' islàm....

 

Per gli argomenti che invece voglio toccare ora quasi da "femminista combattente" il rapporto legge e diritti è fondamentale, perché in una società che nega i diritti civili a una parte di essa è una società incivile e che rinuncia di sua volontà alla crescita, al benessere e soprattutto alla giustizia sociale. Non può esserci giustizia sociale in una società che giustifica crimini contro parte di sé stessa, legiferando per impedire qualsiasi possibilità di cambiamento.

E' un'azione contro natura e contro l'umanità, ed io la combatterò con la forza che riuscirò a mettere in campo, finché un anelito di vita dentro di me mi permetterà di farlo.

Lisistrata

Fascismo islamico stile sudanese

 

Khartoum 17.10.2005 - Il regime sudanese rifiuta di riconoscere pari diritti alle donne. Leggi l'articolo originale

Lo comunica ufficialmente il ministro della giustizia sudanese, Al-Maradi di Mohamed Ali, dopo aver avuto un incontro con il relatore sudanese dei diritti dell'uomo ms Sima Samar per cui il Sudan non accetterà nessun articolo relativo ai diritti umani che contraddica la religione islamica.

Sempre secondo il ministro i diritti delel donne sono garantiti in tutta la legislazione e nella costituzione e presuppongono parità con gli uomini.  Inoltre ha aggiunto che il suo paese avrebbe una legislazione avanzata, se confrontata con i molti altri paesi del tezo mondo, precisando che questi diritto sono contenuti in 22 articoli nella costituzione e sono protetti dalla corte costituzionale.

 

Certo che dichiarazione del genere all'interno di un regime che sta perpetrando uno dei più orrendi genocidi della storia moderna, contro le popolazioni pacifiche come quelle che abitano la regione del Darfur per il semplice fatto che risiedono naturalmente su terre, sotto le quali è stato scoperto che esiste una ricchezza immensa di giacimenti petroliferi, non equivale certo alla difesa dei diritti umani, poiché non rientra negli interessi dell'attuale governo filo-islamico e quindi usare l'islam è una comoda facciata per giustificare ogni crimine. Vedi il rapporto di Amnesty International

 

rifugiati e vittime innocenti del Darfur

 

Condannata alla lapidazione per adulterio

 

Tehran - 16.10.2005 - Una donna iraniana di nome Soghra, che è stata riconosciuta colpevole di adulterio, con un amico di suo marito ed è stata condannata alla pena per lapidazione, ma prima dovrà scontare i 15 anni di carcere che le sono stati commutati.

Secondo i funzionari iraniani, questa sentenza prevede la possibilità che la pena per lapidazione possa essere modificata nella sua forma classica, per esempio ricorrendo all'impiccagione o ad altra forma che ora è più in uso nell'ordinamento giudiziario iraniano,in quanto la lapidazione non viene più eseguita da molti anni.

Non vengono rese chiare quali pene siano state inflitte all'amante.  Leggi l'articolo originale

 

L'Iran accelera i tempi per la fustigazione delle donne "mal velate"

da: Donne Democratiche  Iraniane in Italia  - Notizia originale su IranFocus

 

Tehran, 6.9.2005 - L'ufficio del procuratore dello Stato del centro provinciale dell’Iran, ha annunciato, le donne che violino il rigoroso codice islamico sull’abbigliamento saranno frustate immediatamente.


Nella città dell'Iran centrale di Shahin-Shahr, da parte del’ufficio del procuratore dello Stato, sono stati affissi enormi tabelloni, anche sulle vetrine dei negozi, i quali avvertono che violando il codice sull abbigliamento le donne compariranno davanti di un giudice islamico subito dopo dell'arresto per ricevere la condanna: normalmente 100 frustate in pubblico.
Le affissioni avvertono che il procuratore richiederà le pene massime, e prosegue: "gli individui il cui l’abbigliamento ed il trucco sia contro le leggi religiose sarà perseguito senza ''dover, in primo luogo, attendere in una coda'' e sarà condannato alla fustigazione ed alle indennità", "I fazzoletti (foulards o sciarpe) che non coprono i capelli ed il collo", "i soprabiti o i cappotti stretti e quelli corti sopra il ginocchio e di cui le maniche non coprano il polso, i pantaloni stretti che non coprano le caviglie" e "il trucco delle donne" sono tutti proibiti, sempre secondo la dichiarazione e che chi non obbedisce al codice sull' abbigliamento sarà trattato di conseguenza.
Le donne i cui fazzoletti (foulards o sciarpe) non coprono correttamente i capelli affronteranno da 10 giorni a 10 mesi di prigione, aggiunge la dichiarazione.

 

Condannata agli stenti- colpevole di essere donna

Tehran 7.8.2005 - Una donna separata da due anni del marito che lavorava per sopravvivere è stata citata in causa dal marito perché secondo quanto scritto nel certificato di matrimonio, al momento in cui si sono sposati lei era stata dichiarata come casalinga, quindi la corte ha dato ragione al marito separato e ha obbligato la donna, attraverso una sentenza esecutiva, a lasciare il lavoro. Leggi l'articolo originale su Iranfocus

In Iran le donne non possono svolgere tutte le professioni, molte delle quali sono riservate ai maschi, come l’essere giudici alle donne è interdetto.  Per lavorare fuori casa debbono avere il permesso certificato per iscritto dal marito all’atto del matrimonio, in assenza del quale non possono farlo.  Se lavorano quando ritirano la liquidazione questa viene loro considerata al 50% di quello che verrebbe considerato se fosse un uomo e la stessa regola è applicata per il pensionamento. In caso di eredità il procedimento è lo stesso, ricevono la metà di quello che viene dato ai maschi.

 

i rappresentanti della superiorità maschile al'opera, certo che ci vuole coraggio per minacciare in 5 una donna

La deriva integralista della Repubblica islamica iraniana, che con una repubblica vera non è nemmeno imparentata, di fatto è rappresentata da una dittatura teocratica e da politici il cui fanatismo islamico, supera di gran lunga il patologico, scrive un'altra storia vergognosa nel suo già vergognoso percorso storico, da quando Khomeini ha preso con una rivoluzione il potere instaurando un regime terroristico nel paese e creando le condizioni per cui la popolazione non sia in grado di ribellarsi o di scegliere da sé veramente chi la deve rappresentare.

IL MULTICULTURALISMO CON L'ISLAM IN EUROPA E' FINO AD ORA UN FALLIMENTO

 

Nella europeissima Inghilterra 117 casi di omicidi islamici sospetti delitti d'onore

19 ottobre 2005 - La polizia britannica sta rivalutando 117 casi di omicidio, avvenuti l'anno 2004 contro giovani donne, in Inghilterra, nei quali i responsabili sono islamici per scoprire quanti fra essi in realtà siano delitti d'onore avvenuti all'interno delle famiglie, per le quali le ragazze vengono assassinate per lavare quello che sarebbe "l'onore offeso".

Un esponente islamico Khan, sosterrebbe che questi omicidi interessino solo una piccola parte della comunità islamica e che non dipende dal fatto che sia una pratica islamica, ma frutto di una situazione di interesse politico nei paesi di provenienza.  Inoltre aggiunge che tutte le comunità che rappresentano una minoranza, svilupperebbero per un mal interpretato senso di appartenenza e dell'onore e usa a questo scopo assimilare i fatti inglesi con alcune culture sudamericane, nelle quali le donne sono anch'esse considerate proprietà degli uomini. Leggi l'articolo su CSMonitor

Il giornalista Abdul-Rahman Malik precisa che in questo periodo è molto difficile riuscire a far parlare gli immigrati islamici su questo argomento, anche in considerazione dei recenti attentati alla metropolitana londinese, che avrebbero prodotto una reazione di islamofobia.

 

Certo che quando si vuole scusare ad ogni costo e giustificare una pratica incivile è facile perdersi nei sufismi, l'importante è non cadere nel tranello e non lasciarsi rincretinire dalle parole devianti, fatto sta che queste pratiche sono in uso non tanto in Inghilterra per conservare il senso d'appartenenza, ma provengono dal luogo d'origine in cui questi gruppi islamici risiedono, ove l'assassinio della donna che non tiene una condotta considerata morale, è anche regolamentato nei codici e tutti i fedeli in base al concetto di Ummah sono legittimati a esercitare l'assassinio "purificatore".

Comodo perciò utilizzare le analogie, che in realtà non esistono infatti non c'è legge di alcun paese del sud America che ammetta l'omicidio d'onore, nemmeno per il tradimento o l'adulterio e se viene scoperto il colpevole, è passibile di processo e relativa condanna. Nell'Islam è addirittura lo stato che si incarica di effettuare questi "omicidi".

Emerge però un concetto molto interessante di auto-accusa, che probabilmente "l'esperto" infervorato nella sua difesa ad oltranza di ciò che andrebbe sempre e comunque condannato, non si è accorto di avere pronunciato: "Nell'Islam le donne sono considerate proprietà degli uomini"

 

Danimarca - tassisti musulmani spiano le donne immigrate

 

I tassisti musulmani, che vivono e lavorano guidando le loro automobili in Damicarca, spiano le donne immigrate che per sfuggire alla repressione in seno alle proprie famiglie se ne sono allontanate, poi aiutano i famigliari a ritrovarle e oltre che svolgere una forma di repressione assolutamente inaccettabile per paesi come la Danimarca, ove ilrispetto dei diritti civili è parte della costituzione del paese. 

Questi tassisti di fatto finiscono per diventare fiancheggiatori di assassini, come l'ultimo episodio accaduto ad un ragazza, assassinata da suo fratello, perché aveva osato rivendicare la libertà di sposare un uomo scelto da lei, anziché uno impostole dalla famiglia.

Così il fratello, grazie alla compiacenza dei tassisti l'ha rintracciata e assassinata in pieno giorno.  Leggi l'articolo originale

 

Professoressa olandese musulmana cacciata dall'università islamica

 

Amsterdam 17.10.2005 - Samira Haddad, tunisina e professoressa di lingua araba è stata cacciata dall'università islamica in Olanda, perché si rifiutava di portare il velo. La professoressa ha chiesto l'intervento della legge ed ha dichiarato di non avere mai avuto problemi sia quando ha completato i suoi studi in una scuola islamica di Rotterdam, che quando ha insegnato in paesi islamici a capo scoperto. Oltretutto questa incredibile azione discriminatoria, viene a verificarsi una settimana dopo che le leggi olandesi hanno proibito l'uso del velo in pubblico e nelle scuole.

Leggi l'articolo originale su Expatica

 

Dal blog unpolitically  18.10.2005 - Dopo il blitz della polizia olandese, che tre giorni fa è riuscita a sgominare un'importante cellula terroristica islamica all'Aia e Amsterdam, il problema della presenza islamica nel paese europeo torna a dominare la cronaca. Questa volta vittima dell'estremismo islamico è una donna, insegnante di lingua araba, la cui colpa sarebbe quella di rifiutarsi di rispettare l'obbligo del velo. Si rivolgerà alla Commissione olandese per le Pari Opportunità Samira Haddad, un'insegnante musulmana che nei mesi scorsi ha rinunciato a una cattedra di arabo presso la prestigiosa Università Islamica di Amsterdam perché sarebbe stata costretta a portare il velo durante le ore di lezione. Si tratta del primo caso di questo tipo in Olanda e rappresenta un'eccezione anche a livello europeo.

 

Libero - edizione del 18.10.2005

Rifiuta il velo, professoressa olandese cacciata dall'università islamica

AMSTERDAM Dopo il blitz della polizia olandese, che tre giorni fa è riuscita a sgominare un'importante cellula terroristica islamica all'Aia e Amsterdam, il problema della presenza islamica nel paese europeo torna a dominare la cronaca. Questa volta vittima dell'estremismo islamico è una donna, insegnante di lingua araba, la cui colpa sarebbe quella di rifiutarsi di rispettare l'obbligo del velo. Si rivolgerà alla Commissione olandese per le Pari Opportunità Samira Haddad, un'insegnante musulmana che nei mesi scorsi ha rinunciato a una cattedra di arabo presso la prestigiosa Università Islamica di Amsterdam perché sarebbe stata costretta a portare il velo durante le ore di lezione. Si tratta del primo caso di questo tipo in Olanda e rappresenta un'eccezione anche a livello europeo. Nel vecchio continente si sono susseguite negli ultimi anni numerose denunce di donne di fede islamica che, al contrario di Samira, chiedevano di portare l'hijab nei luoghi pubblici, a partire dalle scuole ( il velo è vietato, per esempio, negli istituti scolastici francesi e tedeschi). Piuttosto che dover portare il velo, la Haddad, riferisce la Bbc, ha preferito rinunciare alla cattedra, accusando però l'ateneo islamico di Amsterdam di attuare pratiche discriminatorie nei confronti di chi non è musulmano, e questo malgrado la legge olandese stabilisca che gli istituti religiosi non debbano tenere conto del credo dei loro dipendenti. Nonostante la donna si professi musulmana dice di essere contraria all'obbligo del velo e teme che un giorno questo tipo di violenze possa essere imposto anche a chi crede in una fede diversa. L'Olanda è teatro di forti tensioni interreligiose e etniche dall'assassinio, l'anno scorso, del regista Theo Van Gogh per mano di un fondamentalista islamico. Proprio in questi giorni il nodo dell'integrazione delle comunità musulmane è tornato alla ribalta per via di una controversa proposta del governo di centro- destra, che chiede di mettere al bando il burqa - il velo che copre le donne dalla testa ai piedi - in molti luoghi pubblici. Intanto, il Consiglio municipale di Utrecht ha già fatto sapere che non intende più concedere la mutua o assegni familiari alle donne che si presentano al colloquio con le autorità locali portando il burqa o anche solo l'hijab. Continua inoltre a farsi sentire il problema del terrorismo islamico. Solo giovedì scorso c'erano state nuove minacce nei confronti dei deputati Ayaan Hirsi Ali e Geert Wilders, entrambi critici dell'islam radicale. Ambedue avevano dovuto proteggersi a lungo dopo l'omicidio del regista Theo Van Gogh lo scorso 2 novembre. In Olanda il 5,7 per cento della popolazione, poco più di 920 mila persone su 16 milioni, è di fede islamica. Le moschee nel Paese sono 400, mentre si contano almeno una trentina di scuole primarie musulmane. Le comunità più folte sono quella turca e quella marocchina. Hamza Boccolini

 

Dopo questo corposo dossier, se avete avuto la pazienza di leggervelo tutto ed arrivare fino qui vi trattengo ancora per un'ultima riflessione. 

Siamo sicuri che integrare una cultura come l'islam, senza pretendere che la sua integrazione sia totale rispetto alle nostre leggi, alla nostra costituzione e ai nostri costumi, ci possa permettere di dormire sonni tranquilli? 

Oggettivamente dopo gli episodi riportati, che purtroppo non sono eccezioni, ma sono la regola dentro tutte le culture mondiali là dove l'Islam piano piano ha preso corpo, e si è insediato, ha moltiplicato le sue genti ed ha preteso il cambiamento delle leggi in modo così disastroso che in molti paesi del mondo ci sono guerre intestine, terrorismo e islamizzazione forzata, delle popolazioni che vengono assogettate alla sharja, siano esse o meno d'accordo, e in alcune regioni in cui sono andati ad abitare, per cui all'inizio erano una minoranza e sono diventate maggioranza, sono arrivati a pretendere l'autonomia dalla nazione in cui la regione da loro abitata si è popolata di musulmani, anche se frutto di seconda o terza generazione.

Questo in particolare dimostra che non si sono adeguati alla nazione, rispettandone i principi, ma si sono impossessati della nazione ospite ed hanno preteso che la nazione cambiasse la propria costituzione e questo sta continuando, pezzo per pezzo, tassello per tassello, e così di seguito  stravolgendo la situazione geopolitica mondiale.

 

Se ce la fate ancora a sopportare questo dossier, vedete nuovamente ciò che sta succedendo in Kosovo in Indonesia in  Kashmir ecc. ecc. e cari amici c'è di che preoccuparsi veramente e non dormire la notte.... se non ci si vuole svegliare una mattina con la schiena piegata e la fronte a terra, per non rialzarla più.

 

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