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KAMIKAZE CONTRO IL MONDO
Per raggiungere i loro
obiettivi non risparmiano nemmeno i fratelli in fede e i loro
obiettivi dichiarati sono:
IL CALIFFATO MONDIALE |
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Nella foto la donna irachena kamikaze,
mentre spiega alla TV giordana di non essere riuscita a farsi
esplodere, mentre il marito ha portato a termine la missione nella
quale l'aveva coinvolta.
I giordani sono rimasti scioccati
dalla sua apparizione e confessione resa in TV, i suoi parenti in
Iraq la ripudiano, poiché dichiarano di non essere assolutamente
d'accordo con queste azioni, che non corrispondo al comportamento
dei buoni musulmani.
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IL FATTO
Il 9 novembre 2005 ad Amman, in Giordania.
tre differenti
esplosioni, provocate da altrettanti kamikaze, si sono verificate in
alcuni hotel. Almeno 57 i morti e circa 300 i feriti. Non ci
sarebbero italiani tra le vittime. ma un palestinese e due cittadini
americani. In nottata Al Qaeda ha rivendicato la strage con un
comunicato apparso sul web. "Prenderemo i responsabili di questo
atto criminale", ha detto il re Abdallah II.
Le modalità sono
sempre le stesse, semplici ma efficaci: i kamikaze entrano
indisturbati, si mischiano alla folla e quando intorno a loro questa
è numerosa, azionano il dispositivo deflagrante, mietendo più
vittime possibili.
In uno degli hotel
si stava celebrando un matrimonio e quella che avrebbe dovuto essere
ricordato come un giorno di festa, si è trasformato tragicamente in
un giorno di lutto, portando disperazione fra famiglie ignare di
essere presi di mira in un gioco crudele di morte, che non fa
differenza fra le vittime, indipendentemente siano innocenti o no,
grandi, piccoli, americani, europei, asiatici, africani o arabi
mediorientali. L'importante è uccidere e far parlare di sé.
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15
Novembre 2005
E’ difficile
trovare il bandolo della matassa in questo districato “gioco di
potere e di morte” che muove i fili in questo teatro umano, in cui
ci vede tutti probabili vittime o probabili carnefici.
Strano destino
quello della Giordania, venire colpita al cuore da chi in un tempo,
nemmeno tanto lontano, era stato graziato.
Abu Musab al
Zarqawi, terrorista di origine giordana, capo operativo
dell'organizzazione di al Qaida in Iraq, ha rivendicato gli attacchi
terroristici del 9 novembre, portati a segno in 3 alberghi di Amman.
Sì lui,
proprio colui che nel 1999 era stato amnistiato dal re giordano, che
ora non è più disponibile ad atti di clemenza. Re Abdallah II
promette caccia ad oltranza: "Li prenderemo ovunque si trovino,
li tireremo fuori dai loro nascondigli per portarli di fronte alla
giustizia".
Come ormai si è visto e compreso bene
Al Zarqawi e i suoi capi e ispiratori, non tollerano la politica di
distensione che la Giordania stava cercando di portare avanti,
nell’interesse non solo della propria popolazione, ma anche di tutta
l’area mediorientale, sia con gli Usa che con Israele.
Questa è una
di quelle persone che i sinistri italiani chiamano “resistenti” e
che di professione fa il macellaio di esseri umani e più di tutti
gli altri attentati precedenti questo lo dimostra in pieno.
E’ facile e
comodo per i pacifisti chiedere la pace, ma la pace è qualcosa che
richiede sacrifici, rinunce e non si può pretendere che solo una
delle parti in causa deponga le armi e faccia passi indietro, tutte
debbono fare la loro parte e tutte debbono produrre azioni
distensive verso gli altri, per poter trovare punti su cui
condividere qualcosa in comune e non solo punti di scontro.
Questo la
Giordania lo stava facendo ,ma gli ispiratori del "califfato
mondiale" non vogliono la pace fra i popoli, vogliono la pace
eterna dei loro probabili o fanta nemici e chi sono i nemici del
califfato?
Tutti coloro
che cercano di raggiungere obiettivi che siano mediati dal buon
senso e dal desiderio di armonia fra i popoli.
Di una cosa in
mezzo a questo caos abbiamo avuto comunque la certezza. I giordani
non hanno atteso di essere organizzati od orchestrati e
strumentalizzati da qualche sindacato o gruppo partitico, ma sono
immediatamente scesi in piazza a manifestare il loro totale dissenso
contro questa politica dissennata portatrice di morte.
Vedi Euronews
Lisistrata |
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29 ottobre 2005 -
Nuova Delhi – India
La capitale
indiana è stata scossa da un serie attentati, che hanno colpito
diverse parti della città.
La prima è
stata registrata nel mercato di Pahargani, affollato di gente
impegnata nello shopping per la Festa hindu delle luci che cade
martedì. La seconda esplosione si è verificata circa mezz'ora dopo,
nel mercato di Sarojini Nagar, che è stato immediatamente chiuso al
pubblico. Altre due esplosioni sono state successivamente registrate
nella parte meridionale e nella parte centrale di Nuova Delhi,
nell'area di Govindpuri e nel mercato di Gole. Il bilancio è di
61 morti e oltre
200
Il sedicente
gruppo militante Inqilab ha rivendicato la serie di attentati,
motivandolo come risposta alla polizia indiana per la politica
tenuta nel Kashmir. |
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1 ottobre 2005 - Bali - Indonesia
L'attentato riesce a fare 30 vittime e
più di 100 feriti, è l'ennesima prova, qualora ce ne fosse bisogno,
che ci si trova di fronte a una strategia "globale di conquista
mondiale" e d'altra parte se i traditori di casa nostra vogliono
a tutti costi trovare giustificazioni agli attentati operati contro
l'occidente, in quale collocazione vogliono porre la strategia del
terrore condotta sulla pelle di stati e popolazioni con le quali si
sono già innestati i meccanismi dell'islamizzazione forzata? Questa
non è solo una dimostrazione, ma la prova inequivocabile che
non vogliono convivere e integrarsi, ma possedere
Vedi il servizio su
APNEWS
Questo articolo l'ho
inserito nel dossier "Islam alla conquista del mondo" che ho
pubblicato a
questa pagina nel sito ed è in continuo aggiornamento
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