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GUERRA GLOBALE
ALLE DONNE
parte II° -
pagina 1
la violenza è il mezzo più
facile e per questo preferito del maschio, che si crede
appartenente a una specie superiore e non vuole accettare di
essere solo il rovescio della stessa medaglia. |
Barbari retaggi tribali e
nuovi integralismi religiosi, diventano una miscela peggiore
dell'acido che spesso viene usato per distruggere l'anima e la
personalità femminile, alla pretesa supremazia del maschio, che
riesce solo a dimostrare la sua insufficienza a ricorrere all'uso
dell'intelligenza e non della forza fisica, l'unico dono che questi
uomini hanno avuto dalla natura. Purtroppo sono tantissimi e di
fatto dimostrano la loro inferiorità.
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26 Novembre 2005
Colpa delle donne o patologie
endemiche del maschio umano?
Gb: Stupri, colpa anche delle donne -
A.N.S.A.
Secondo studio in alcune circostanze la donna
e'responsabile
(ANSA) - LONDRA, 21 NOV - Oltre un terzo di
britannici ritiene che la donna in alcune circostanze sia
parzialmente responsabile quando rimane vittima di uno stupro. E'
quanto emerge da un sondaggio commissionato da Amnesty International
reso noto oggi. Quando una donna flirta ha parte della colpa secondo
il 28% dei mille intervistati (per il 6% tutta). Altri comportamenti
a rischio sono: l'ubriachezza, gli abiti sexy o discinti.
Secondo questo “illuminato studio”,
esisterebbe una discreta componente di colpa che viene attribuita
alla donna,anche se una statistica derivata da soltanto 1000
intervistati non mi convince completamente, credo che per ottenere
un responso più oggettivo, sia necessario intervistare un campione
più ampio di persone, comunque anche guardando questa breve
relazione, emerge una contraddizione spaventosa nel convincimento
degli intervistati, e questo dimostra che le violenze sulla donna
sono ben lungi dall’essere superate, se esiste ancora una base su
cui i ragionamenti le giustificano addossando la colpa alle vittime,
anziché a coloro che compiono uno dei crimini più efferati del
variegato mondo dei crimini umani.
Chi stupra una persona, chiunque essa sia,
subisce non semplicemente una violenza fisica, ma viene violentata
soprattutto nell’anima, offesa profondamente nella sua dignità, che
viene cancellata come se non fosse una persona e questo la porta a
morire un po’ non solo nell’anima anche fisicamente, perché ogni
giorno della sua vita non potrà mai dimenticare l’umiliazione e il
dolore inflitto.
Mi sarebbe tanto piaciuto sapere cosa pensano
in relazione alla colpa dello stupro, quando questa si consuma su
bambine che vanno dai 3 ai 16 anni o su donne anziane o peggio
ancora quando bimbe vengono vendute per avviarle alla prostituzione,
vorrei proprio capire che colpa hanno queste persone, veramente
ancora una volta vorrei riuscire a trovare una risposta, che sia
logica e che abbia un riscontro oggettivo sul perché gli uomini non
sanno mettere o tenere sotto controllo la loro emotività, le
pulsioni sessuali e la violenza che si accompagna inevitabilmente a
questi comportamenti, e non mi riferisco soltanto ai casi peggiori,
come quando ci si trova di fronte a serial killers, questi possono
tranquillamente venire considerati casi patologici, ma quando ci
troviamo di fronte alla violenza quotidiana, per la maggioranza
delle volte, causata da persone vicine a chi subisce la violenza, e
meno da sconosciuti, ma che si consuma in ogni
latitudine del mondo sempre contro la donna e le bambine, per
estendersi spesso anche fino ai bambini di sesso maschile, tanto più
frequente quanto più questi sono piccoli, e per conformazione
fisiologica naturale, non hanno ancora sviluppato quella forma
esteriore di sessualità, che li renda ben distinguibili dalle
femmine.
Debbo
purtroppo notare che effettivamente sembra che sia in atto un
peggioramento nella situazione delle violenze, verso le donne e i
bambini, come se una certa forma di intolleranza che appartiene a
culture più retrive, ormai si sia infiltrata anche fra le nostre
radici ed abbia iniziato a dare i suoi velenosi frutti. Di
questo sono molto preoccupata e spero che il buon senso faccia sì
che si capisca che bisogna porre un freno anche all'immigrazione
selvaggia, poiché questa conduce sulle nostre strade una massa di
disperati, che non avendo nella loro cultura, gli stessi nostri
costumi nel senso della libertà e della democrazia, la scambiano per
lassismo e dato che nemmeno la magistratura sembra intenzionata a
farsi carico delle vittime, mettendo coloro che hanno già commesso
reati in questo senso, in condizione di non commetterne per il
futuro, sarà molto difficile che lo stato attuale possa migliorare.
Sono
convinta che lo stato dovrà farsi carico di una sorta di
"educazione" degli immigrati, obbligandoli a prendere coscienza del
cambiamento di abitudini che debbono affrontare, attraverso una
maturazione consapevole che l'Italia stessa potrebbe fornire con
corsi specifici a cui tutti gli immigrati debbono partecipare, e non
solo ma che si debba anche far carico di una sorta di "rieducazione"
di quegli italiani che commettono delitti dello stesso valore, in
quanto non sono meno responsabili degli altri.
La domanda è come? Io
una risposta ce l'avrei:
- per gli immigrati
una scuola di base etica e conoscitiva della nostra cultura, lingua
e tutto ciò che riguarda leggi e costituzione;
- per gli italiani che
commettono delitti di questo tipo, l'obbligo a dare il loro impegno
per gli anni ai quali verrebbero condannati in carcere, prestando al
loro posto servizio presso strutture in cui ci sono realtà di
sofferenze spaventose, come malati terminali, anziani non più
autosufficienti, portatori di handycup e tutte quelle strutture
nelle quali la sofferenza umana non è solo palpabile, ma è visibile.
Affinerebbe certamente la loro sensibilità e permetterebbe loro di
essere utili e di crescere.
Lisistrata
Qui sotto trovate
pubblicati una serie di interessanti articoli sulla raccolta di dati
in base ai fatti che si verificano tragicamente
ogni giorno, ad ogni latitudine di questo nostro
"malato pianeta".
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VIOLENZA SESSUALE - ISTAT - IN COSTANTE AUMENTO
NEGLI ANNI
Un fenomeno in
crescita. Costante. Le violenze sessuali registrano un incremento
preoccupante. Nel 2001 - secondo gli ultimi dati elaborati dall'Istat
e pubblicati nell'annuario statistico di quest'anno - le violenze
sessuali denunciate all'autorità giudiziaria dalle forze dell'ordine
erano state 2447, in 462 delle quali l'autore è rimasto ignoto. Nel
2002, invece, le denunce sono state 2543, pari ad un aumento del
3,9%, di cui 418 contro ignoti. Nel 2003 le violenze sessuali sono
state 2744, con un incremento del 7,9%, e di queste 458 anonime. Il
dato del 2003 è particolarmente significativo perché indica che i
delitti sessuali sono 4,8 ogni centomila abitanti. Le persone
denunciate sono state 3092, 166 delle quali, minorenni. (AGI) |
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Una donna su
sei subisce violenza domestica nel mondo, dice Oms
di Patricia
Reaney 24, 11.2005
LONDRA (Reuters) - Una donna ha perso una coppia di gemelli
dopo essere stata colpita allo stomaco dal padre dei suoi bambini,
un'altra dorme in una stanza chiusa a chiave per proteggersi dal
partner che ha minacciato di spararle.
Sono alcune
storie di donne - una su sei nel mondo --che subiscono violenza
domestica. In alcune comunità fino a due donne su tre sono La
società ha chiuso un occhio su questo problema per troppo tempo", ha
detto Joy Phumaphi, assistente del direttore generale della sezione
del Oms che si occupa di salute della famiglia e della comunità.
"Emerge anche
molto, molto chiaramente dallo studio che un grande numero di donne
non denuncia le violenze. Un quinto di loro non ne parla addirittura
con nessuno", ha detto a Reuters.
Lo studio,
basato sulle interviste di 24.000 donne in 10 paesi dal Giappone
alla Thailandia passando per la Namibia e il Peru, è la prima
ricerca mondiale completa per stabilire la reale diffusione della
violenza domestica, i suoi effetti sulle donne e la risposta dei
governi e delle comunità.
La ricerca
dipinge un quadro impressionante di ossa spezzate, escoriazioni,
bruciature, crani spaccati, strupri e paura. Spesso il circolo
vizioso si ripete da una generazione all'altra.
"Un bambino
che è cresciuto in un ambiente dove c'è violenza domestica tende ad
accettarla come una cosa normale e ad usarla da grande", ha
affermato Phumaphi.
NESSUN POSTO DOVE ANDARE
Molte donne
non denunciano la violenza familiare perché la considerano normale.
Altre temono di perdere i loro figli o si vergognano. In molti casi
le autorità la considerano un affare privato e non vogliono essere
coinvolte.
Tra il 4 e il
12% delle donne incinte ha raccontato di essere stata picchiata
durante la gravidanza -- oltre il 90% dal padre del bambino, secondo
la ricerca.
"Non hanno
nessun posto dove andare. Tutte le porte sono chiuse per loro. Molte
donne si sentono talmente messe all'angolo che soffrono di malattie
mentali. Molte di loro tentano il suicidio e alcune di loro riescono
a togliersi la vita", ha detto Phumaphi.
Tra i paesi
oggetto dello studio, durato sette anni, ci sono anche Samoa,
Brasile, Etiopia, Bangladesh, Tanzania e Serbia e Montenegro.
La ricerca
mostra come le vittime di violenza domestica hanno il doppio delle
probabilità di soffrire di malattie mentali rispetto alle altre
donne.
state
maltrattate dai loro mariti, conviventi o fidanzati, secondo uno
studio dell'Organizzazione mondiale della sanità.
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"La violenza
sulle donne è una delle forme di violazione dei diritti umani più
diffusa ed occulta nel mondo". Irene Khan, Segretaria Generale di
Amnesty International
La
violenza sulle donne è parte di una cultura globale che nega alle
donne pari opportunità e pari diritti e legittima la violenta
appropriazione del loro corpo per gratificazione individuale o scopi
politici. Milioni di donne nel mondo sono terrorizzate da violenze
domestiche, schiavizzate in matrimoni forzati, comprate e vendute
per alimentare il mercato della prostituzione, violentate come
trofei di guerra o torturate in stato di detenzione. |
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La violenza
domestica - Donne comprate e vendute -
Amnesty International
La
violenza domestica comprende tutti quegli abusi che avvengono in
casa o nel contesto familiare.
È la forma di violenza sulle donne più diffusa nel mondo. Donne di
ogni classe sociale, razza, religione ed età subiscono terribili
abusi da parte degli uomini con i quali condividono le loro vite. La
violenza domestica rappresenta una violazione del diritto delle
donne all'integrità fisica e psicologica e si manifesta in varie
forme: abusi fisici e psicologici, atti di violenza o tortura,
stupro coniugale, incesto, matrimoni forzati o prematuri, crimini
d’onore.
Almeno il 20%
delle donne, a livello mondiale, ha subito abusi fisici e violenze
sessuali.
In nome dell’onore -
Donne e
ragazze di ogni età vengono aggredite per motivi d’onore in paesi di
ogni parte del mondo.
I "crimini d'onore" includono la tortura, lo sfregio permanente del
viso con acido, l'omicidio. Si registrano numerosi casi in paesi del
Medio Oriente, dell’Asia meridionale e dell’America Latina. Stimare
il fenomeno è tuttavia molto difficile poiché la maggior parte dei
casi non vengono denunciati, sia per paura di ritorsioni, sia perché
spesso le autorità tollerano o addirittura giustificano questi atti
criminali. Nel 1999 in Pakistan più di 1.000 donne sono state
vittime di "crimini d’onore", culminati in molti casi nell’omicidio.
Fra i paesi più colpiti vi sono anche Bangladesh, Iraq, Giordania e
Turchia.
Abusi e maltrattamenti sulle
lavoratrici domestiche -
In molti paesi
le lavoratrici domestiche, generalmente di nazionalità straniera,
sono maltrattate dai loro datori di lavoro. Molte di esse, derubate
dei loro documenti, sono costrette a vivere in condizioni di lavoro
forzato. Spesso si tratta di donne immigrate clandestinamente o
vittime del traffico a scopo sessuale e che non hanno alcuna
possibilità di tutela legale. Il fenomeno è gravissimo, ad esempio,
in Arabia Saudita, dove usualmente le collaboratrici domestiche
vivono in una condizione di prigionia, confinate e relegate nella
casa in cui lavorano e in cui subiscono vari tipi di violenze
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Mai più
violenza sulle donne in tutto il mondo! -
Amnesty International
Non conobbi mai Paloma, ma sua madre mi parlò di lei. Paloma era una
delle diverse centinaia di giovani donne assassinate a Ciudad Juárez,
una città al confine tra Messico e Stati Uniti. Peroltre un
decennio, queste donne furono rapite, torturate, stupratee uccise.
Le autorità fecero ben poco per indagare, perseguire o fermare
questi delitti perché si trattava di donne povere, inermi,
politicamente ininfluenti. Molte erano giunte a Ciudad Juárez per
lavorare nei maquiladoras, stabilimenti di assemblaggio
costruitidalle multinazionali sul confine messicano, attirate dalle
agevolazioni fiscali e dal basso costo della manodopera messicana.
Le giovani donne come Paloma hanno alimentato il fenomeno della
globalizzazione economica nella speranza di ricavarne qualcosa,
diventandone altresì le vittime. Ciò che spicca in questo caso è il
coraggio delle madri delle donne uccise a Ciudad Juárez. Le madri si
sono organizzate tra di loro e chiedono giustizia. Assieme a loro e
ad altri, lo scorso anno Amnesty International è riuscita a
esercitare pressione sul governo federale del Messico affinché si
impegnasse afar cessare le uccisioni. La storia di Paloma è soltanto
uno tra imilioni di esempi della più vergognosa infamia dei nostri
tempi: la violenza sulle donne
In Asia e
Medio Oriente le donne vengono uccise in nome dell'onore. Nell'Africaoccidentale
le ragazze sono sottoposte amutilazioni genitali femminili in
nomedella tradizione. Nell'Europa occidentale le donne migranti e
rifugiate sonoattaccate perché non accettano le usanze sociali della
comunità che le ospita. Nella regione meridionale dell'Africa le
ragazze sono stuprate e infettate con il virus dell'HIV/AIDS perché
coloro che abusano di loro sono convinti che fare sesso con una
vergine li guarirà dalla malattia.
Infine, nei
paesi più ricchi e più sviluppati del mondo, le donne vengono
picchiate a morte dal proprio partner.
Questo tipo di
violenza si diffonde perché sono troppi i governi pronti a chiudere
un occhio e a lasciare che la violenza sulle donne abbia impunemente
luogo. In troppi paesi, le leggi, le politiche e le usanze sono
discriminatorie nei confronti delle donne: negano loro glistessi
diritti degli uomini, rendendole così più vulnerabili di fronte alla
violenza. La proliferazione delle armi di piccolo calibro, la
militarizzazione in atto in molte società e l'attacco al cuore dei
diritti umani nell'ambito della "guerra al terrorismo" non fa che
peggiorare il calvario di molte donne. I diritti umani sono
universali: la violenza sulle donne è un abuso dei diritti umani su
scala universale. Donne di continenti e paesi diversi, di religioni,
culture e retroterra sociali differenti, istruite o analfabete,
ricche o povere, sia che vivano in guerra o in tempo di pace, sono
legate dal filo comune della violenza subita da gruppi armati o
dalloStato, dalla comunità o dalla loro stessa famiglia.
Trattati e
meccanismi internazionali sono davvero utili soltanto se applicati
in modo appropriato. Altrimenti restano parole nell'aria. Leggi e
politiche possono offrire protezione solo se rispettate.
Altrimenti
restano parole scritte. I diritti umani diventano una realtà
soltanto se forniscono uguaglianza e protezione altrettanto reali.
La sfidacontinua a essere un cambiamento che possa realmente fare la
differenza nella vita delle donne. È ciò che le donne di tutto il
mondo chiedono oggi.
(Il seguito qui) -
Irene Khan,
Segretaria Generale di Amnesty International
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VIOLENZA
CONTRO LE DONNE -
UNICEF -
A cinque anni dalla conferenza di
Pechino, la violenza sulle donne e le bambine all'interno della
famiglia è ancora un'emergenza mondiale, sostiene l'Unicef
Cinque anni
dopo la Conferenza di Pechino, che richiamava la necessità di
un'azione globale per fermare la violenza sulle donne, uno studio
dell'UNICEF rileva che non è stato fatto abbastanza per bloccare la
forma più comune di violenza, quella all'interno della famiglia. Il
problema riguarda tutti i paesi, nessuno escluso, ma in alcune aree
del mondo una donna su due ne è vittima.
Il rapporto rileva che tale violenza è trasversale ai diversi tipi
di cultura, classi sociali, grado di istruzione, reddito, etnia e
età in ogni paese. Circa 60 milioni di donne sono sparite dalle
statistiche sulla popolazione mondiale, vittime delle loro stesse
famiglie, uccise (deliberatamente o per negligenza), soltanto perché
di sesso femminile.
Lo studio sulla violenza intrafamiliare, condotto dal Centro di
Ricerca Innocenti dell'UNICEF di Firenze, rileva che fino ad oggi 44
paesi hanno adottato una legislazione specifica per combattere la
violenza in famiglia, 12 dei quali in America Latina.
La Dichiarazione per l'Eliminazione della Violenza sulle Donne del
1993 definisce la violenza sulle donne relativa, anche se non
limitata, a tre aree: la violenza intrafamiliare, nella società e
quella perpetrata o condonata dallo Stato.
Il rapporto dell'UNICEF, preparato in occasione della riunione
"Pechino +5", organizzata a New York dal 5 giugno per fare il punto
sulla Conferenza di Pechino a cinque anni di distanza, si occupa in
particolare della violenza intrafamiliare, che molti paesi e culture
tendono a considerare come ineliminabile in quanto avviene
all'interno della famiglia ed è profondamente radicata.
Nel rapporto l'UNICEF afferma che la violenza intrafamiliare è una
delle negazioni più perniciose dei diritti umani, in quanto è
perpetrata non da persone sconosciute ma da membri della famiglia,
da persone di cui ci si fida. E' diffusa ovunque, con conseguenze
sia fisiche che emotive per le donne e I bambini, mettendo a
repentaglio la loro sicurezza economica, minando il loro senso di
autostima e le prospettive di una crescita normale. Nel peggiore dei
casi, si arriva a mettere a repentaglio la vita stessa, come nel
caso dell'uccisione delle donne o del loro suicidio per
disperazione.
Il rapporto dell'UNICEF propone una strategia che rimuova le cause
della violenza e al tempo stesso offra un servizio di sostegno alle
vittime. Fa appello a un approccio integrato al problema e al
coinvolgimento di molti settori della società civile, compresi i
leaders civili e religiosi, nonché al rafforzamento della sicurezza
per le donne e le bambine attraverso la formazione su questioni di
tipo legale, l'istruzione e occasioni di lavoro.
In un articolo di Radhika Coomaraswamy, relatrice speciale per le
Nazioni Unite sulla Violenza sulle Donne, si mettono in evidenza le
particolari responsabilità dello stato nell'affrontare la questione
della violenza intrafamiliare. L'autrice sostiene che "gli stati
dovrebbero assicurare la certezza della pena per chi commette
violenze in famiglia e l'indagine e la persecuzione dei crimini
commessi in ambito familiare".
Il rapporto si richiama a una serie di misure per ridurre questo
"tremendo tributo", quali la riforma legislativa e la fine
dell'impunità dei responsabili. I paesi dell'America Latina che
hanno approvato una legislazione sono Argentina, Bolivia, Cile,
Colombia, Costa Rica, Ecuador, El Salvador, Messico, Nicaragua, Perù,
Porto Rico e Uruguay. Mentre alcuni paesi hanno cominciato a
legiferare sullo stupro coniugale, tra cui Messico, Namibia, Sud
Africa, e Stati Uniti, il rapporto fa notare che l'abuso sessuale e
lo stupro da parte di un familiare non è considerato un crimine in
molti paesi.
La legge sudafricana sulla violenza domestica del 1998 contiene un
particolare tratto innovativo, in quanto garantisce uno speciale
"Ordine di Protezione temporanea" quando il tribunale accerta che
gli atti dell'aggressore procurano "imminente danno" alla parte
lesa. Questa regola garantisce la protezione della salute, del
benessere e della sicurezza del querelante e include la possibilità
di allontanare l'aggressore dal tetto coniugale, pur mantenendo
l'obbligo di sostenere economicamente la parte lesa.
Lo studio dell'UNICEF sulla violenza domestica elenca una serie
impressionante di diversi tipi di violenza perpetrati sulle donne,
lungo tutto il ciclo vitale, da familiari. Si va dall'aborto
selettivo per sesso, alla malnutrizione forzata, alla mancanza di
cure mediche e di istruzione, alla prostituzione forzata e alla
riduzione in schiavitù, oltre ad altre forme di violenza più
"visibili" come lo sfregio con l'acido e il delitto d'onore. Il
rapporto mette anche in evidenza la relazione tra violenza
intrafamiliare e diffusione dell'HIV/AIDS e sottolinea il legame tra
violenza in famiglia e diffusione dell'uso di armi. |
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Alcuni
fatti di casa nostra -
ho voluto segnalarvi
alcuni casi fra quelli più recenti in ordine di tempo, proprio
perché in questo modo è più evidente quanto sia esteso questo
fenomeno di violenza, contro le donne e i bambini e la cosa dovrebbe
cominciare veramente a preoccupare e sia i legislatori, che la
giustizia, dovrebbero cambiare modo di prevenire e giudicare questi
vergognosi reati, che vanno dalla semplice molestia, alla riduzione
in schiavitù, per arrivare sino allo stupro e all'assassinio.
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UN
OMICIDIO ANNUNCIATO -
Omicidio di biella da
La Padania
Deborah, un inferno
durato dieci anni - Inutile la pioggia di denunce
contro Santangelo. La sorella: tutti sapevano ma nessuno ha
fatto nulla.......
Breve stralcio della storia dell’assassino -La vita
di Santangelo è peggio di un romanzo nero: ripetute denunce, il
carcere per 3 anni e 2 mesi, a seguito della violenza su Deborah
e su altre ragazze, poi ancora mesi in galera e altre denunce.
Ma Deborah è quella che lo fa finire in carcere e che diventerà
per questo il suo capro espiatorio. «In dieci anni non hanno mai
fatto niente: la scusa era sempre la stessa, abbiamo le mani
legate», ripete la sorella. «La paura cresceva sempre più con il
tempo, eravamo letteralmente perseguitati da questo pazzo, non
solo Deborah, ma tutta la famiglia. Ci hanno tagliato le gomme
più volte e anche tentato di bruciare l’auto. E poi, Deborah,
oltre alle denunce, che cosa doveva fare di più? L’ultima è
stata a ottobre, nonostante soltanto ad agosto si fosse svolta
l’ultima udienza contro Santangelo. Tutti sapevano, nei minimi
particolari, che cosa abbiamo vissuto in questi dieci
anni».
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Emiliano
Santangelo, l'assassino, già stupratore di più donne e spesso
incarcerato per violenza e altri reati. |
STUPRO A BOLOGNA -
iL RESTO DEL cARLINO
Immagini choc
nel video Agguato nell'indifferenza
Ragazza di
trent'anni bloccata alla fermata dell'autobus: botte e poi l'incubo.
'E' stato uno straniero'.
E' caccia all'uomo.
La telecamera di un benzinaio ritrae l'agguato: passano le auto e
non si fermano. Forse non si sono accorti di quello che avveniva
BOLOGNA, 25
NOVEMBRE 2005 - La telecamera del vicino distributore di benzina
non e' riuscita a dare un volto allo stupratore, ma ha
ritratto quella che potrebbe essere l' indifferenza degli
automobilisti di passaggio. La vicenda è quella delle ragazza
di 30 anni pestata e violentata in un giardino condominiale di via
Corticella, alla periferia di Bologna.
DONNA
VIOLENTATA A BOLOGNA: BIANCHI (MARG), AGGHIACCIANTE
-
Kataweb
"Lo stupro
di cui e' stata vittima la ragazza a Bologna e' una vicenda
agghiacciante che conferma che la violenza sessuale contro le
donne sta assumendo le dimensioni di una vera e propria
emergenza". Lo dichiara la responsabile Terzo Settore della
Margherita, onorevole Dorina Bianchi, a proposito della vicenda
della ragazza stuprata a Bologna nell'indifferenza degli
automobilisti. "E' assurdo che episodi di tale gravita' possano
accadere in una citta' come Bologna nell'indifferenza generale. E'
evidente che oltre all'allarme sicurezza esiste anche un allarme
indifferenza che ha permesso ad uno stupratore di agire
indisturbato. Scrivero' al ministro Pisanu affinche' si attivi
immediatamente per chiarire la dinamica di questa vicenda
incredibile che colpisce per la doppia violenza subita dalla
vittima, da parte di chi ha perpetrato l'abuso e di chi non l'ha
soccorsa". (AGI)
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VENDUTA A 13 ANNI, ARRESTATI MADRE E VIOLENTATORE
- Catania, 29 ottobre 2005
Per poche
decine di euro vendeva la figlia tredicenne a un agricoltore di
59 anni che abusava sessualmente della bambina. E' accaduto in
una paese della provincia di Catania. Per questo motivo i
carabinieri hanno arrestato una donna di 57 anni, separata dal
marito che vive fuori dalla Sicilia, in esecuzione di un ordine
di carcerazione per violenza sessuale e induzione alla
prostituzione emesso dal gip di Caltagirone. Stesse accuse per
il presunto violentatore, finito anche lui dietro le sbarre.
Adesso la piccola e' stata allontanata dal suo ambiente e data
in affidamento provvisorio. |
VIOLENZA SESSUALE - STUPRO VICINO A STAZIONE NEL MILANESE
Una donna
italiana di 38 anni e' stata violentata da un marocchino di 25
anni, senza fissa dimora, a Trezzano sul Naviglio (Milano).
L'uomo e' stato arrestato dai carabinieri di Corsico. La
violenza dovrebbe essere avvenuta, secondo la ricostruzione
degli inquirenti, oltre 10 giorni fa. La donna stava percorrendo
una strada nei pressi della stazione ferroviaria di Trezzano sul
Naviglio, quando ha visto sopraggiungere l'uomo, che
probabilmente conosceva, in auto e gli ha domandato un
passaggio. Il marocchino l'ha fatta salire in auto ma non l'ha
portata a Milano, dove la donna avrebbe voluto recarsi, e l'ha
condotta in uno stabile disabitato e, minacciandola con un
coccio di bottiglia, l'ha costretta a un rapporto sessuale.
Prima di andarsene, l'ha minacciata dicendole: "Se mi denunci,
ti sciolgo nell'acido". La donna, che aveva i vestiti strappati,
e' stata notata da una pattuglia dei carabinieri ai quali ha
raccontato di essere stata aggredita. Poi, una volta portata
alla clinica Mangiagalli di Milano, dove le sono state
riscontrate tracce di violenza, ha completato il racconto
dell'accaduto. I carabinieri sono quindi riusciti a rintracciare
il marocchino, a Trezzano, e lo hanno arrestato mentre stava
spacciando hashish in una strada. (AGI) |
"Giustizia
teocratica"
Una
scabrosa vicenda che ha coinvolto una congregazione dell'hinterland
milanese
Molesta la figlia:
la
sua Chiesa sa e tace. La triste storia riguardava un
testimone di Geova, A. F. appartenente alla congregazione di S.(MI),
colpevole di aver abusato sessualmente della propria figlia
tredicenne.
La cosa resta
sconosciuta finché la ragazzina non si confida coi nonni (che non
appartengono alla chiesa dei testimoni di Geova) e da qui la vicenda
comincia a manifestarsi in tutta la sua tragicità, e nonostante ciò
ottiene una sorta di protezione dal gruppo a cui appartiene, poiché
la comunità non considera nemmeno la possibilità di far intervenire
la giustizia italiana, rifiutandone di fatto l’autorità giuridica.
"Gli anziani
dei testimoni di Geova, nascondendo e proteggendo un padre che ha
ripetutamente stuprato la figlia, dandogli una condanna soltanto
religiosa (una breve sospensione), dicono di applicare lo statuto
della loro comunità. E allora sono inaccettabili quello statuto e
quella comunità. Perché di fronte ad un reato intollerabile – com’è
la violenza sessuale di un padre sulla figlia, per di più minorenne
– reagisce commettendo altri reati: protegge un colpevole, non lo
consegna alla magistratura, ostacola l’indagine, e una volta che
questa è giunta in possesso dei documenti-prova, la comunità li
richiede indietro, come atti |
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VIOLENZE SESSUALI SU FIGLIA - A LECCO CONDANNATO A 8 ANNI
- 25
novembre 2005
Il gup di
Lecco Gianmarco De Vincenzi, ha condannato con rito abbreviato a 8
anni di reclusione un lecchese 40enne per violenze sessuali
continuate ai danni della figlioletta di soli 10 anni. L'imputato si
e' sempre detto innocente ma a suo sfavore ha giocato anche una
precedente denuncia per fatti analoghi. Secondo quanto ricostruito,
anche attraverso la testimonianza della piccola vittima, nel 2003
l'uomo, residente a Barzano' (Lc), approfittando dei momenti in cui
rimaneva solo con la bambina avrebbe ripetutamente e pesantemente
abusato di lei arrivando in qualche caso anche a percuoterla.
All'uomo non sono state concesse attenuanti e benefici di legge.
Dovra' scontare la condanna nel carcere del "Bassone" di Como, dove
e' gia' detenuto da un paio di anni. (AGI)
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ROMA - Una rumena viene violentata da un connazionale
appena scesa dall'autobus - 28 novembre 2005
Una rumena
di 20 anni e' stata violentata la notte scorsa a Roma appena da
un autobus in via Leonardo Da Vinci, nel quartiere San Paolo, è
stata aggredita dallo sconosciuto (col quale aveva scambiato
poche parole sull'autobus) e trascinata dietro un cartellone
pubblicitario dove è stata picchiata e violentata ripetutamente.
L'uomo grazie alla descrizione della ragazza è stato arrestato
per violenza sessuale. La vittima è stata invece medicata
all'ospedale dove è stata riscontrata la violenza subita.
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LA SPEZIA - Infermiera 20nne violentata - è caccia
all'uomo - 23 novembre
2005
E' caccia
all'uomo alla Spezia, dell'aggressore che ieri all'alba verso le
6,30 ha violentato un'infermiera di vent'anni nel quartiere
della Chiappa, zona periferica a nord della città tra le auto.
La giovane era appena uscita di casa e si stava recando al
lavoro, a poche centinaia di metri dall'abitazione, poco prima
della violenza un uomo sui 45 anni brizzolato alla guida di un
fuoristrada la avvertiva di essere seguita, ma lei ha rifiutato
il passaggio offertole, credendolo una scusa. |
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COMO - molestano ragazzina sul treno - 2 arresti
25
novembre 2005
Due
giovani tunisini, entrambi 25enni, sono stati arrestati con
l'accusa di aver rinchiuso in uno scompartimento del treno
diretto a Como, una ragazzina costringendola ad assistere alle
loro performance masturbatorie. Secondo quanto ricostruito, in
prossimità della stazione di Grandate, i due extracomunitari
avrebbero adocchiato la ragazzina sola nello scompartimento e ne
hanno approfittato per entrare e costringere la giovane ad
assistere agli atti osceni. La giovane è però riuscita, dopo
qualche minuto, a fuggire e a raggiungere il capotreno al quale
ha raccontato la sua disavventura. Il convoglio e' stato
immediatamente bloccato. E mentre la presunta vittima, si è
allontanata, attorno ai polsi dei due 25enni sono scattate le
manette con le accuse, anche se si proclamavano innocenti.
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CROTONE - Ferroviere violenta giovane rumena arrestato
23 novembre 2005
Gli agenti
della squadra mobile della questura di Crotone hanno tratto in
arresto un uomo di 62 anni, R.C., di Catanzaro, impiegato delle
Ferrovie dello Stato in servizio alla stazione di Crotone, con
le accuse di sequestro di persona, violenza carnale, lesioni
personali aggravate ed estorsione. La vittima è una donna di
nazionalità rumena, di 30 anni, che la sera del 25 settembre
scorso si era recata alla stazione ferroviaria di Crotone per
acquistare un biglietto con destinazione Catanzaro, ma
dall'impiegato in servizio aveva appreso che non c'erano più
treni per quella destinazione. Lo stesso impiegato, a quel
punto, si era offerto di accompagnarla con la sua auto ed invece
l'ha portata in una stradina di campagna l'avrebbe percossa e
poi violentata. |
UCCIDE
LA MOGLIE NEL TORINESE E SI COSTITUISCE -
23 novembre
2005
E' morta nella
notte Lucia Andreotti, 38 anni, la donna di Chivasso (Torino) ferita
ieri sera da un colpo di pistola sparato dal marito Antonio Molinaro,
39 anni. (AGI) 23.11.05
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FERMO (Ascoli Piceno) - Segregavano 5 donne in casa,
arrestare a fermo 2 bulgare - 19 novembre 2005
Tenevano
segregate in casa con il terrore, cinque ragazze, bulgare come
loro, e le facevano uscire solo per farle prostituire. Due
giovani bulgare di 25 e 26 anni, Elena Radeva e Miroslava
Shopova, sono state arrestate dalla polizia di Fermo con
l'accusa di lesioni, sequestro di persona e sfruttamento della
prostituzione. Le due fermate, già note alle forze dell'ordine,
la Radeva che non aveva ottemperato in passato all'ordine di
espulsione dall'Italia emesso dall'autorità giudiziaria, ed
avevano creato una piccola organizzazione di giovani
connazionali costrette tutte a prostituirsi. |
ORISTANO - Rumena uccisa nell'oristanese, arrestato il
marito anchesso rumeno -
19
novembre 2005
Marcel Serban,
marito della rumena trovata morta stamane nelle campagne di
Milis, nell'Oristanese, è stato arrestato per omicidio dai
carabinieri del reparto operativo del comando provinciale. La
donna, che si era trasferita in Italia da tempo, aveva regolare
permesso di soggiorno. Non è ancora chiara, invece, la posizione
del marito, 39 anni, su quale sono in corso accertamenti.
Secondo l'accusa, il marito Marcel, nella tarda serata di ieri,
ha sparato un colpo di fucile calibro 12 a pallini contro la
donna, raggiunta al volto è morta istantaneamente.
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Clandestino in manette: stuprò 9 anziane -
notizia da
Il Giornale
- giugno-luglio 2005
Maghrebino, clandestino, di giorno gessatore (in nero) in un
cantiere edile, di notte violentatore di donne sole in età avanzata:
dalle non più giovani alle vecchiette. Questo, secondo l'esito delle
indagini che hanno portato all'arresto di un 42enne marocchino, il
ritratto dello stupratore che nell'arco di dieci mesi ha stuprato,
in provincia di Varese, 9 donne in età comprese fra i 50 e gli 80
anni. L'ottuagenaria - 82 anni per l'esattezza - è stata la prima
vittima, e risale al settembre del 2004.
L'ultima denuncia è recente, del 15 giugno scorso. Tutte le
aggressioni sono avvenute di notte, in casa delle vittime
violentate. L'immigrato è stato arrestato dai carabinieri che,
coordinati dal sostituto procuratore Loredana Giglio, l'hanno
individuato dopo complesse indagini supportate dalle analisi di
laboratorio sul Dna fatte dal Ris di Parma. E proprio il Dna indica
che in cinque casi, sui nove denunciati, l'autore della violenza è
sicuramente lui. Altri due casi sono ancora sotto esame in
laboratorio per i riscontri,
mentre
per altri due non sono stati trovati reperti da analizzare. Ma le
modalità delle aggressioni sono sempre le stesse, quasi una
fotocopia, rilevano gli investigatori. Il 42enne manovale marocchino
si metteva in azione solitamente di giovedì, fra le 2 e le 6 del
mattino, e agiva in un'area compresa fra i comuni di Oggiona Santo
Stefano, Cassano Magnago, Solbiate Arno, Albizzate e Jerago con
Orago. Dopo aver individuato e scelto la vittima nei giorni
precedenti, seguendola al supermercato e appurando dove abitava,
la notte dell'assalto il
maghrebino andava in bicicletta sotto la casa della donna. Si
toglieva le scarpe e si metteva del nastro adesivo sui polpastrelli,
per non lasciare impronte, poi si arrampicava sul balcone o sul
davanzale della finestra aggrappandosi ai tubi delle grondaie o del
gas. Entrava nella camera della donna sola, nel buio completo, le
metteva una mano sulla bocca, a volte pronunciava qualche parola in
francese (una sola volta, pare, in arabo) e la violentava. Se la
donna resisteva con particolare tenacia, la picchiava. Poi se ne
andava e scompariva nel buio della notte, sicuro di non essere stato
visto dalle sue vittime, che infatti di lui, nella denuncia,
fornivano descrizioni basate su altri particolari come «l'odore acre
della pelle».
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Non
liberatelo. Ha detto: “Quando esco, lo rifaccio!”
preso da qui
«L’assassino di mio figlio e di Simone
Allegretti, condannato a 30 anni di galera, uscirà dopo averne
scontati solo 7», si dispera Luciano Paolucci, pardre di Lorenzo -
«Chiedo a Ciampi: nessun beneficio per chi uccide i bambini»
Siamo tornati qui
perché, ormai è più di un sospetto, tra qualche mese il geometra
pedofilo e assassino potrebbe ritornare libero. Sì, Luigi Chiatti,
reo confesso dei due omicidi che fecero inorridire l’Italia, ha
ormai tutte le «carte in regola» per tornare un uomo quantomeno
«semi- libero» dopo appena otto anni di prigione. E allora viene da
chiedersi in che Paese viviamo se, sull’onda dell’emozione seguita
agli omicidi di Hagere Kilani e Graziella Mansi (le due bimbe di 4 e
8 anni uccise la prima a Imperia, la seconda a Castel del Monte,
quest’ultima addirittura da un branco di giovani pedofili), da una
parte si varano misure repressive (garante del minore, poliziotti
nelle scuole, controllo dei siti Internet) e dall’altra si è così di
manica larga da concedere a un assassino la possibilità di tornare
fuori dal carcere. Con il rischio che si avveri ciò che disse appena
arrestato: «Se esco da qui, ammazzo di nuovo!». |
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Lorenzo Paolucci (13 anni) e Simone Allegretti (4 anni) i due
bimbi assassinata da Luigi Chiatti soprannominato il "mostro di
Foligno" |
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violenze sessuali I parte
l'uomo nero
esiste |
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