Prima parte - 22 settembre 2004
E' possibile sconfiggere il
terrorismo, o dovremo disporci a subirne per sempre i dettami? -
parte I°
Che cos’è
il terrorismo? Il vocabolario enciclopedico della lingua italiana
“Treccani” lo definisce così:
1)
metodo di governo fondato sul terrore (governo del terrore in
Francia durante la rivoluzione e per estensione altri governi che lo
hanno usato come Hitler, Stalin, Pol Pot, Amin Dada, Komeini, ecc.)
2)
azione e metodo di lotta politica, per difendere, ma più
frequentemente per sovvertire e destabilizzare una struttura di
potere, attraverso il panico e la reazione emotiva, che suscita
sulla gente.
3) In
usi fig. culturale, psicologico e similari, cioè metodi di pressione
psicologica fondati sull’uso di argomentazioni semplicistiche e
intimidatorie.
Mi sembra
che queste tre casistiche lo contengano e lo esplicitino abbastanza
chiaramente.
Come nasce
il terrorismo? Anche qui è abbastanza facile trovare una risposta,
perché è già implicita nel lessico che lo definisce.
Ma chi è
il terrorista? Sempre nel vocabolario troviamo queste definizioni:
1) come
termine storiografico del governo del Terrore in Francia durante la
rivoluzione,
2)
membro di un’organizzazione politica, che si avvale di mezzi
terroristici, o appartenente a gruppi terroristici.
Nonostante
la seconda guerra mondiale ne abbia celebrato il culmine, terminato
nel 1945 con la disfatta del nazismo, il secolo non ci ha
risparmiato la sua proliferazione, che si è andata diffondendo a
macchia d’olio. Anche in Italia ne abbiamo generato di nostro, da
quello estremistico politico a quello organizzato dalla delinquenza.
Stragi nel nostro paese piccole o grandi ce ne sono state
tantissime.
Nel resto
del mondo anche, basterebbe pensare che persino la prima guerra
mondiale è iniziata per un regicidio commesso da un terrorista, per
capire la valenza dirompente che esso è in grado di generare.
Noi
viviamo in un regime democratico, che tende a cercare di capire le
ragioni di tutti, questo non giustifica però l’eccessiva
comprensione che ha sempre trovato attorno a se il terrorismo.
Gli anni
bui del terrorismo italiano sono stati segnati anche dalla
connivenza e dalla comprensione che partiti legittimamente
parlamentari, gli hanno concesso.
Si è
dovuta ribellare l’Italia intera, perché il terrorismo subisse
finalmente un grosso colpo e finisse al tappeto moribondo, non morto
purtroppo e lo dimostrano gli assassini avvenuti in questi ultimi
anni di cronaca e politica d’Italia.
La storia
dovrebbe essere fonte di esperienza e di conoscenza e noi tutti,
abbiamo il dovere di farne tesoro, imparando ciò che ci ha
insegnato., per evitare almeno gli errori già fatti.
Invece è
ricapitato, con il terrorismo di matrice islamica, che gli europei
non riescono a comprendere nel suo piano destabilizzante e nella sua
guerra fondamentalista, iniziata già da oltre un trentennio avverso
noi, ma nonsoltanto, è stato condotto in modo feroce anche contro
molte nazioni di fede islamica, ma il cui governo era
sostanzialmente laico.
Ci
troviamo oggi di fronte ad un pericolo molto simile a quello che si
presentava, quando il nazionalsocialismo si preparava a governare la
Germania e invadere l’ Europa.
Nessuno
può permettersi di dimenticare che Hitler ha scalato il potere
grazie a apparenti elezioni, che in realtà sono state sostenute
attraverso una spirale d’odio contro gli ebrei, sfruttando
l’insoddisfazione e la fame dei popoli europei, più o meno la stessa
metodologia che stanno utilizzando oggi i terroristi islamici.
Che
utilizzano la rabbia e l’odio di interi popoli, indirizzandoli verso ideologie a loro sgradite,
manipolando abilmente la verità, grazie soprattutto all’ignoranza in
cui tengono le loro genti.
Non si può
fingere di non vedere i parallelismi che sono così evidenti nelle
due metodologie.
Come non
si può continuare ad ignorare che gli ebrei sono dovuti fuggire in
medio oriente, tornando nella loro terra d’origine per sfuggire a
un’Europa che li odiava e li aveva massacrati quasi tutti, perché il
nazismo non aveva attecchito solo in Germania, ma aveva fatto
proseliti, innanzitutto in Russia e in moltissimi paesi europei fino
a raggiungere l’illuminata Inghilterra. Ora è inutile e ancora
stupido prendersela con gli ebrei israeliani, perché sono il frutto
di scelte folli e irresponsabili operate già dall’Europa oltre 70
anni fa.
L’Islam ha
sempre coltivato una politica espansionistica e la coltiva tutt’ora,
non è una storia che nasce in Palestina nel 1946, ma l’Africa e
l’estremo oriente sono stati invasi dall’islam, in modo violento. In
Africa l’invasione è qualcosa che fa impallidire il terrorismo che
abbiamo visto all’opera persino oggi. Le decapitazioni sono una
variante minore, se rapportate a ciò che subiscono le popolazioni
animiste africane in questo ultimo quarto di secolo, non meno grave
di quello che hanno subito storicamente dalla deportazioni come
schiavi, catturati dai predoni arabi e venduti in tutto il mondo,
alle condanne a morte odierne, per le peccatrici.
Ma l’islam
ha anche colpito i governi islamici laici, per sovrapporre ad essi i
loro integralismi, con un terrore infinito. Come dimenticare
l’Algeria?
Questi
alcuni paesi africani in cui sono in atto vere guerre di potere:
Nigeria –
Repubblica Centrafricana - Somalia – Sudan – Uganda - Congo R.D. -
Costa d’Avorio - Eritra – Etiopia – Liberia – Algeria – Burundi -
Israele-Palestina
Queste le guerre in
altre aree del mondo
Cecenia -
Filippine - Haiti – Colombia – Iraq - Kashmir Kurdisthan –
Afhanistan – Nepal - Sri Lanka
Queste
infine le zone di crisi, ma molto simili alle guerre:
Armenia/Azerbaijan
– Turchia/Kurdistan – Iran – Pakistan – Bosnia – Serbia-Montenegro/Kosovo
– Macedonia – Moldova – Georgia - Indonesia/Molucche/Papua/Sulawesi
– Laos – Thailandia – Marocco/Saharawi – Cina/Tibet – Cina/Sinkiang-Uygur
– Laos – Thailandia - Vietnam – Sierra Leone – Ciad – Congo
Brazzaville – Angola – Zimbawe – Comore – Ruanda – Repubblica
Centrafricana - Messico/Chiapas – Guatemala – Bolivia – Venezuela –
Perù – Regno Unito/Irlanda del nord – Spagna/Paesi baschi –
Francia/Corsica –
Dedicare
un pensiero al Mahatma Gandhi, maestro della non violenza, che è
stato assassinato il 30 gennaio 1948 da un integralista hindu (certo
Nathuram Godse). dopo che il Mahatma aveva condotto l'India fuori
dalla dominazione inglese e dal conflitto con il Pakistan, costato
oltre 1.000.000 di morti e 6.000.000 di sfollati, proprio mentre il
resto del mondo, si stava risollevando faticosamente, dalla follia
della seconda guerra mondiale, purtroppo serve non solo per
ricordarlo, ma per dimostrare che di fronte alla violenza non basta
essere motivati da spirito pacificatore o pacifista, non basta avere
le migliori intenzioni possibili, non serve essere inermi o imbelli,
ma è assolutamente necessario impedire ai violenti di manifestare la
loro violenza. In particolare modo quando di violenza terroristica
si tratta, perché questa non si ferma di fronte a nessuno, non
conosce il sentimento della pietà e non distingue tra innocenti,
vittime, colpevoli e carnefici. Beslan purtroppo è la più
lampante manifestazione di crudeltà che negli ultimi mesi abbiamo
visto all'opera e portata proditoriamente contro bambini da pochi
mesi di vita, fino ai loro nonni.
Ora bisogna capire
come fare ad uscire da questa trappola di morte, senza fine, perchè
ci stiamo avvitando in una spirale da cui diviene sempre di più
difficile liberarsi.
Lisistrata
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