|
:::::::::::::::::::::::::::::::
Viviamo in una
società che ha innalzato a suo modello ideale costruzioni
inesistenti, noi siamo l'uomo dio, siamo coloro che hanno creato il
mondo a loro immagine somiglianza e nel farlo abbiamo voluto che
alcuni di noi incarnassero visibilmente questo stereotipo,
altrimenti non dimostrabile, non tangibile e soprattutto non
raggiungibile.
Abbiamo voluto
che alcuni rappresentassero i nostri fatui ideali, con le loro gesta
ci dimostrassero che nulla ci è precluso, al contrario tutto può
essere possibile e tutto deve diventare possibile, purché chi lo
realizza sia dotato di qualcosa di soprannaturale, che la massa
degli altri uomini non sarà mai in grado di raggiungere, quindi a
questi uomini dei: tutto è concesso.
I campioni
dello sport lo incarnano, gli attori, i giornalisti televisivi, le
dive e le soubrette, persino i politici ormai hanno raggiunto questo
parossismo sterotipato di uomo semidio,
Ma ciò che è
grave è che ormai questi semidei sono costruzioni mere e semplici,
fatte su uomini che nulla hanno realmente a che fare con la
divinità, che debbono rappresentare.
Grande
Fratello, la fortunatissima serie televisiva ne è il peggior esempio
(ma a questo argomento dedicherò un altro capitolo).
:::::::::::::::::::::::::::::::
Ai campioni, a
questi semidei tutto è concesso, possono uscire tranquillamente dai
binari in cui tutti noi tapini ci dobbiamo dibattere
quotidianamente.
Maradona ne è
stato l'esempio più chiaro e lampante.
A questi uomini dei qualcosa però è
chiesto in cambio: che rispettino le regole scritte
da chi li ha innalzati sull'altare della gloria.
Guai incolga a
colui o coloro che non sapranno rivestire questo ruolo fino in
fondo, li attende la distruzione, l'oblio o peggio la morte.
Se qualcuno
avesse posto dei freni al dilagante e dilagato problema della droga
finalizzata al rendimento sportivo, noi ora non piangeremmo Marco
Pantani, noi ora non dovremmo domandarci perché, perché
semplicemente non sarebbe successo quello che è successo.
:::::::::::::::::::::::::::::::
Un uomo
fortificato nel corpo con artifici, resta inevitabilmente indebolito
nella sua tempra morale e spirituale, perché potrà ingannare gli
altri la sua splendida immagine, ma non ingannerà lui che sa quanto
sforzo e fatica e a quali compromessi sia dovuto scendere per
arrivare a quei traguardi. Un uomo semidio nell'immaginario
collettivo, uomo vero e solo come tutti gli uomini nella loro
umanità, frustrato nella fatica della perenne rincorsa di un ideale,
non può che finire stroncato sotto il peso dello sforzo.
:::::::::::::::::::::::::::::::
Quanto ancora
dovremo camminare, per capire che siamo noi e noi soltanto artefici,
del nostro destino e che chiunque si sostituisca a noi non può che
danneggiarci?
Forse a Marco
Pantani è successo proprio questo, la sua vita non gli apparteneva
più, gli era sfuggito di mano il proprio destino e lui non ha saputo
più riprenderselo.
:::::::::::::::::::::::::::::::
Torna a home
:::::::::::::::::::::::::::::::

|