Falsa decapitazione

l'imbroglio di un perbenista pacifista

 

Tutti bravi a parlare e giudicare gli altri, ma per tornaconto personale: tutto è lecito sulla pelle altrui...

 

<<< fotogramma del video beffa

9 agosto 2004

Negli ultimi giorni, siamo venuti a conoscenza, penso tutti con raccapriccio, dell’ultima efferata decapitazione di un ostaggio americano, rapito in Iraq.

Il video è stato fatto avere alla TV Araba del Dubai Al Arabya, che lo  ha trasmesso, attribuendo l’assassinio al  leader islamico Al Zarqawi.

E’ questo un periodo veramente tragico per l’umanità, non che in passato non ci siano state cose peggiori degne di altrettanto o ancora di più raccapriccio, ma oggi a differenza di ieri, noi abbiamo dei mezzi mediatici che ci permettono la diffusione in simultanea in quasi tutti i recessi terrestri di un’informazione che si globalizza e fa partecipe tutta l’umanità, ma anche un’informazione di facile contraffazione.

Si potrebbe ribadire che in passato gli eventi riferiti venivano poi riportati subendo continue mutazione, per interessi personali o semplicemente perché è una legge di natura (se da bambini avete giocato a passaparola, lo avete certamente sperimentato) ma arrivavano a destinazione con un ritardo tale da essere quasi innocui.

 

Ci sarebbe da tirare un sospiro di sollievo venire a conoscenza che quel video era solo una messinscena operata dal “presunto decapitato” che ha confessato il falso, se non fosse per il tragico precedente che ha generato, infatti ora quando verremo a conoscenza di episodi di questo genere, dentro di noi, una vocina si instillerà con un dubbio: sarà vero? Non sarà un’altra messinscena?

E’ stato Benjamin Vandenford, 22 anni ad aver orchestrato e realizzato, nonché alla fine raccontato d'avere messo in scena la falsa decapitazione a casa di un amico, usando sangue da film.

Alcuni fotogrammi del video riportano letteralmente l’intervista e le dichiarazioni che il malcapitato sarebbe stayo obbligato a fare dai sequestratori: Il mio nome è Benjamin Vanford. Sono di San Francisco, California. Sono stato offerto per uno scambio di prigionieri in Iraq. Noi dobbiamo lasciare questo paese ora. Se non lo facciamo, ognuno di noi sarà ucciso in questo modo" ecc. ecc.

Fino all’esecuzione realizzata con finta decapitazione, coltello rituale, sangue, sangue, sangue….

 

Venderford ha spiegato di avere messo il video su Internet tempo fa per attirare l’attenzione sulla sua campagna elettorale. Ma sui media ci sono state anche altre spiegazioni, sempre date dal Venderford che avrebbe voluto dimostrare la sua bravura e quanto era facile far girare notizie allarmistiche o false, contattando TV compiacenti a trasmettere tali informazioni e video e per dimostrare le falle del sistema di comunicazione americano, dimenticando volutamente che le informazioni lui le ha passate ad Al Arabya ed è stata questa a trasmetterle per il mondo.

Gli americani, con tutti i difetti che hanno ancora una volta hanno solo dimostrato di essere persone profondamente ingenue, infatti hanno creduto al servizio di Al Arabya.

 

Mi sento offesa, indignata, forse sarebbe meglio dire incazzata, perché in un momento così tragico per l’umanità tutta, sia che si trovi da questa parte della barricata, che dall’altra, far rivivere un orrore di questo tipo è indegno di una persona che ha la pretesa di avere qualcosa da dire.

Voglio sperare che la Giustizia Americana sappia usare la mano pesante e non perdoni questo individuo, che a chiamarlo parassita è gentile.  Parassita, perché sfruttare per scopi personali tanto dolore, orrore è come provocarlo, infatti una tale azione, andata in video facendola passare per vera, ha il potere di produrre reazioni a catena e magari generare altro sangue, purtroppo vero questa volta.

 

Sarò esagerata, ma gli pagherei volentieri un viaggio in Iraq. Destinazione le milizie di Al Zarqawi. Loro non avranno bisogno di ricorrere a trucchi, perché le azioni le fanno eccome se le fanno.

 

 

 

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