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Negli ultimi
giorni, siamo venuti a conoscenza, penso tutti con raccapriccio,
dell’ultima efferata decapitazione di un ostaggio americano, rapito
in Iraq.
Il video è
stato fatto avere alla TV Araba del Dubai Al Arabya, che lo ha
trasmesso, attribuendo l’assassinio al leader islamico Al Zarqawi.
E’ questo un
periodo veramente tragico per l’umanità, non che in passato non ci
siano state cose peggiori degne di altrettanto o ancora di più
raccapriccio, ma oggi a differenza di ieri, noi abbiamo dei mezzi
mediatici che ci permettono la diffusione in simultanea in quasi
tutti i recessi terrestri di un’informazione che si globalizza e fa
partecipe tutta l’umanità, ma anche un’informazione di facile
contraffazione.
Si potrebbe
ribadire che in passato gli eventi riferiti venivano poi riportati
subendo continue mutazione, per interessi personali o semplicemente
perché è una legge di natura (se da bambini avete giocato a
passaparola, lo avete certamente sperimentato) ma arrivavano a
destinazione con un ritardo tale da essere quasi innocui.
Ci sarebbe da
tirare un sospiro di sollievo venire a conoscenza che quel video era
solo una messinscena operata dal “presunto decapitato” che ha
confessato il falso, se non fosse per il tragico precedente che ha
generato, infatti ora quando verremo a conoscenza di episodi di
questo genere, dentro di noi, una vocina si instillerà con un
dubbio: sarà vero? Non sarà un’altra messinscena?
E’ stato
Benjamin Vandenford, 22 anni ad aver orchestrato e realizzato,
nonché alla fine raccontato d'avere messo in scena la falsa
decapitazione a casa di un amico, usando sangue da film.
Alcuni
fotogrammi del video riportano letteralmente l’intervista e le
dichiarazioni che il malcapitato sarebbe stayo obbligato a fare dai
sequestratori: Il mio nome è Benjamin Vanford. Sono di San
Francisco, California. Sono stato offerto per uno scambio di
prigionieri in Iraq. Noi dobbiamo lasciare questo paese ora. Se non
lo facciamo, ognuno di noi sarà ucciso in questo modo" ecc. ecc.
Fino
all’esecuzione realizzata con finta decapitazione, coltello rituale,
sangue, sangue, sangue….
Venderford ha
spiegato di avere messo il video su Internet tempo fa per attirare
l’attenzione sulla sua campagna elettorale. Ma sui media ci sono
state anche altre spiegazioni, sempre date dal Venderford che
avrebbe voluto dimostrare la sua bravura e quanto era facile far
girare notizie allarmistiche o false, contattando TV compiacenti a
trasmettere tali informazioni e video e per dimostrare le falle del
sistema di comunicazione americano, dimenticando volutamente che le
informazioni lui le ha passate ad Al Arabya ed è stata questa a
trasmetterle per il mondo.
Gli americani,
con tutti i difetti che hanno ancora una volta hanno solo dimostrato
di essere persone profondamente ingenue, infatti hanno creduto al
servizio di Al Arabya.
Mi sento
offesa, indignata, forse sarebbe meglio dire incazzata, perché in un
momento così tragico per l’umanità tutta, sia che si trovi da questa
parte della barricata, che dall’altra, far rivivere un orrore di
questo tipo è indegno di una persona che ha la pretesa di avere
qualcosa da dire.
Voglio sperare
che la Giustizia Americana sappia usare la mano pesante e non
perdoni questo individuo, che a chiamarlo parassita è gentile.
Parassita, perché sfruttare per scopi personali tanto dolore, orrore
è come provocarlo, infatti una tale azione, andata in video
facendola passare per vera, ha il potere di produrre reazioni a
catena e magari generare altro sangue, purtroppo vero questa volta.
Sarò esagerata,
ma gli pagherei volentieri un viaggio in Iraq. Destinazione le
milizie di Al Zarqawi. Loro non avranno bisogno di ricorrere a
trucchi, perché le azioni le fanno eccome se le fanno.

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