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Funerali di stato ? - 25 maggio 2004
Fabrizio Quattrocchi
E’ rientrata la salma del povero Fabrizio Quattrocchi, governo e opposizione si dividono, come accade sempre naturalmente, sulle modalità da adottare per il funerale. Da qualcuno viene suggerita l’idea di fare delle esequie di stato, quelle con tutti gli onori, che normalmente vengono tributate agli eroi. Questa volta non mi trovo d’accordo su questa posizione. Sono fra coloro che non hanno mai messo in dubbio la buona fede dei quattro ragazzi partiti per loro scelta per l’Iraq e lì rapiti da un gruppo non ancora identificato se di guerriglieri o di banditi. Nonostante mi sia schierata sempre dalla parte delle scelte effettuate dal nostro governo, questa volta non sono d’accordo. Non vedo l’utilità e soprattutto non mi sembra giusto che i funerali di questo giovane uomo, vittima della cattiveria umana, oltre che della guerra, debbano essere effettuati in questo modo. Non è una questione di valori di vita umana, ma una questione di valori sulle scelte. Fabrizio Quattrocchi ha scelto di andare a lavorare in una Terra turbolenta, ove era appena finita una guerra, ma l’ordine e la pace non erano ancora raggiunti, lui sapeva benissimo cosa stava facendo, oppure aveva il dovere di informarsi, mentre fra i suoi compagni di disavventura, c’era addirittura chi non aveva messo al corrente nemmeno la propria famiglia. Ora che le cose hanno preso una piega chiara, nel senso che il danno è fatto, mi permetto di parlare sui dubbi che queste scelte mi generano. Comunque per non dilungarmi troppo su questo argomento, credo che se dovessero essere tributati funerali di stato per Fabrizio Quattrocchi, lo stato italiano dovrà fare i conti anche con tutti gli operai che perdono la vita sul lavoro. I due pesi e le due misure non mi sono mai stati congeniali e non comincerò certo oggi ad adottarli, nemmeno nell’ideologia. Credo sia giusto che lo Stato intervenga, ha fatto bene il ministro Franco Frattini ad assistere la famiglia, è giusto che sia stata aiutata a recuperare il suo corpo, è giusto anche che lo stato si faccia carico delle spese che comporterà il funerale, ma non può trattare questa persona come un proprio eroe, perché non lo è. Fabrizio Quattrocchi è una vittima, non un eroe. Fabrizio non è andato in Iraq per garantire la democrazia, non si dedicava al volontariato nella CRI o in qualche altra associazione, non stava nemmeno svolgendo opere a difesa della democrazia. Fabrizio Quattrocchi ha fatto una scelta consapevole, motivata da esigenze sue e come ognuno di noi, purtroppo deve sopportarne, lui e la sua famiglia le conseguenze, che non debbono ricadere su una nazione intera. Le mie condoglianze vanno alla famiglia, perché capisco e condivido il loro dolore, ma il mio dissenso per i funerali di stato resta lo stesso.
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