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Assassinato Ajad Anwar Wali - imprenditore italo iracheno
Ajad Anwar Wali di 44 anni a sin. fra i suoi figli e a dx. poco prima del suo assassinio.
5 Ottobre 2004
Mi vergogno, si mi vergogno e mi scuso, per quanto poco possano valere le mie scuse, perché ero completamente all'oscuro del rapimento di questo nostro "connazionale", avvenuto, tanto per non smentirsi, ad opera della famigerata e variegata banditaglia terroristica che opera in Iraq, tanto cara alle due Simona (pari e dispari).
Ajad Anwar Wali è un imprenditore di 44 anni e vive in Italia con la sua famiglia dal 1980, si occupava di gestire un mercato import-export in provincia di Treviso, precisamente a Castelfranco Veneto, ove risiedeva con la sua famiglia. Per il suo lavoro si era recato in Iraq ove alla fine del mese di agosto è stato sequestrato. Purtroppo questa notizia è stata confermata dalla Farnesina e ho dovuto constatare che il tam tam mediatico messo in moto dai pacifisti e le mega mobilitazioni di piazza, non si sono attivate, come l'interessamento del Governo è apparso latitante o scarso, ma mi viene il legittimo sospetto che se lo siano scordato. Lo dimostra il fatto che di quest'ostaggio non si sapeva praticamente nulla e la scarsità di notizie purtroppo dimostra che non sono state tentate tutte le vie possibili per arrivare a salvarlo da quell'inferno. Lo stesso gruppo terroristico, lo ha barbaramente assassinato assieme a un altro sequestrato: Yalmaz Dabja, turco di 35 anni. Entrambi sono stati accusati di essere spie e dopo la solita e tragica farsa, messa in atto e come sempre filmata in diretta, il video dell'esecuzione è stato fatto pervenire all'Agenzia France Presse.
E' possibile che questo non sia il momento di polemizzare, ma non riesco a fare a meno di pensare che purtroppo anche nella morte esistono rapiti di serie A e rapiti di serie B, per i quali non si attuano gli stessi tentativi. Chissà se le due Simona tanto caritatevoli ed umane penseranno di farsi carico degli orfani lasciati sul terreno dai loro amici "resistenti" sì perché resistenti sono, proprio come è resistente la gramigna che infesta le coltivazioni e le distrugge.
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