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Barbaramente assassinato Kenneth Bigley
Kenneth Bigley - l'ultimo dei tre rapiti dal gruppo terroristico Tawhid e Jihad., legati a Abu Al Zarqawi
15 Ottobre 2004
Solo oggi trovo il tempo e la voglia di scrivere due parole su questo povero essere umano, rapito, vilipeso, torturato, umiliato, disperato e alla fine assassinato. Sto attraversando una crisi di rigetto, di schifo, non solo nei confronti dei terroristi, ma anche dei media italiani e mondiali. A nessuno dei soloni dell'informazione o della politica, è venuto in mente che quando i terroristi hanno assassinato il primo americano, gli altri due potevano essere presenti, anche se tenuti lontani dalla telecamera, in una zona del locale ove avveniva l'immonda sentenza? E che quando è toccato al secondo il povero Bigley era presente ed assisteva al macello? Purtroppo l'occidente sta chiudendo gli occhi e non soltanto questi. Ci stanno propinando una dose massiccia di anestetico contro i fondamentalismi, in particolare contro questi di origine islamista. Perché nessuno ha capito, e probabilmente nessuno vuole capire, che per piegare degli uomini, come sono riusciti a fare con quasi tutte le loro vittime, li hanno prima terrorizzati? Hanno usato gli stessi sistemi che usavano i rapitori di bambini, che mentre li tenevano segregati dicevano loro che i genitori li avevano abbandonati e non potevano liberarli se i genitori non avessero pensato a loro, così davano la colpa a chi per quei bimbi invece si stava distruggendo economicamente, per riuscire a riportarli vivi a casa. Non si limitavano a rapire la persona, ma ne fiaccavano la volontà e questo stanno facendo e hanno fatto i terroristi. Così hanno fatto con Bigley, gli hanno detto e ridetto fino alla nausea che non potevano liberarlo per colpa del suo governo e del suo primo ministro. Comodo vero? E' sempre colpa delle vittime, mai degli assassini, ma quando vengono arrestati allora le cose cambiano e vantano diritti civili negati a tutti gli altri. E noi lì pronti a darglieli, per rispettare delle leggi che sarebbero giuste, se trovassero corrispondenza, anche dall'altra parte. Un pensiero mesto a questa persona, che probabilmente proprio come le due neo-eroine Simona Pari e Simona Dispari, amava l'Iraq e gli iracheni, purtroppo qualcuno non amava lui e non ama nemmeno noi o semplicemente non aveva capito chi era. Ragazzi, lasciatemelo dire: che tristezza.....
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