QUALCHE VOLTA RITORNANO

La notte dei morti viventi - film horror dal vivo

Osama bin Laden è tornato

Se volete qualche notizia approfondita su questo tema, con tutta la storia e i vari link ove poterla controllare, vi suggerisco di leggere IL FOGLIO - Camilloblog - vi troverete delle notizie d'approfondimento interessanti

Incredibile con un tempismo eccezionale è riapparso in TV il morto vivente Osama Bin Laden.  Non poteva mancare  alla vigilia di ognissanti - Halloween. 

 

A guardarlo bene sembra uscito dalla tomba, è anche leggermente invecchiato, ma si è rifatto il look. Dev’essere stato promosso di grado, non indossa più la tuta mimetica, non imbraccia il fido kalashnikov, o l’altrettanta rivisitata tunica che faceva tanto Madonna… ora indossa un morbido caftano color oro, che gli scivola graziosamente e altrettanto morbidamente sulle spalle, sì da sottolinearne il nobile lignaggio....

Si presenta abilmente in posa da santone, con il suo sempre teso indice puntato verso la telecamera e sfodera voce e gesti pacati, sotto controllo apparentemente non minacciosi, ma profetici, per dirci che: così non si fà.... che non possiamo comportarci da birichini e che ci penserà lui a rimetterci tutti in riga.

Chissà se i nostri migliori stilisti lo prenderanno a esempio, vuoi mai che lancino una nuova moda?

In fondo lui è abituato a lanciare: anatemi, fatwe, bombe, kamikaze, aerei, maledizioni, falsità....  e noi si sentiva tanto la mancanza di qualcos’altro… ed ora che è arrivato, possiamo finalmente dormire sonni tranquilli.

 

 

E cosa ci racconta il tanto ricercato e mai trovato Osama? Nientepopodimenocccche tutto ciò che di peggio e falso si trovanel film Farenheith911 di Moore e negli editoriali antiBush di Paul Krugman; minacciando una nuova 11 settembre.

Osama ci spiega perché ha attaccato l’America, facendo risalire la colpa di tutto a Israele e al conflitto palestinese, intanto lui sa che noi, rincoglioniti almeno quanto lui, non ci ricorderemo che nel 1998 dichiarò la sua guerra con una fatwa, e la motivò soprattutto per la guerra in Iraq nel 1991 e per le iniziative che l’America aveva preso – pur se con l’avallo dell’ONU – contro l’Iraq, addebitandone anche allora sempre la colpa ad Israele, ma quasi nemmeno sfiorando il conflitto palestinese, che allora non gli interessava nemmeno di striscio.

 

Da una prima analisi, alle parole dette e soprattutto a quelle non dette, ma che ha lasciato intendere fra le righe, ho motivo di essere allarmata, perché non è tanto ciò che Osama dice, frutto di un odio smisurato incancrenito dalle tante sconfitte e dall’obbligato esilio dalla vita pubblica, ma ciò che fa!!!   Infatti non gli è riuscito di diventare padrone dell’Arabia Saudita, ci ha provato con l’Afghanistan e gli è andata male, ora sta tentando con l’Iraq e io ho la vaga sensazione che gli andrà ancora peggio, e dato che lui ne è consapevole, probabilmente farà tutto il possibile per non risparmiarci crudeltà ed efferatezze.

 

Sono allarmata anche perché quest’uomo, dall'indubbio fascino malefico, sta catalizzando intorno a sé una marea di consensi e non solo di consensi della popolazione araba, ma anche di quelli di molti occidentali.

Sta riaccadendo quello che la storia ci ha già fatto vedere molte volte: uomini malefici che hanno saputo catalizzare attorno a sé il male allo stato puro, giustificandolo con una falsa etica.

Torquemada, Napoleone, Stalin, Hitler, Pol Pot, solo per citarne qualcuno...

 

In lui c'è un'analogia molto pericolosa con Che Guevara, - per molti è un eroe - e per un certo periodo le sue azioni sono state giustificate dalla necessità di una rivoluzione nel suo paese... ma poi la sua presunzione ha varcato i confini della legittimità, anche lui si è sentito investito del ruolo del liberatore delle masse oppresse e con la sua religione marxista-leninista, è andato per l'America Latina a seminare morte. Persino Fidel Castro, che non è certo un angioletto, non lo ha voluto seguire, eppure lui ha continuato lo stesso, ed avrebbe continuato all'infinito se non fosse stato fermato.

 

L’analogia risiede proprio qui, si ribella al potere costituito in Arabia, ove non riesce a fare parte più incisivamente della casta dominante, ed allora esporta la sua ribellione andando a difendere un paese aggredito dalla Russia: l’Afghanistan. Lì si stabilisce dando libero sfogo al suo genio distruttivo, prepara alla guerra e al terrorismo tutti gli uomini che può, puntando sul fanatismo religioso, frutto dell'ignoranza ed aiuta un regime crudele a insediarsi.  Poi pianifica e fa partire la sua guerra, per soddisfare le sue ideologiche e patologiche convinzioni razziali, utilizzando proprio un popolo che vissuto per decenni nella guerra, non conosce altro che la legge del più forte e su questa disgrazia lui si nutre come una larva, ma il suo cibo è l'odio e il rancore. Pianifica e attua azioni terroristiche verso tutto il mondo, che sovvenziona grazie alla sua ricchezza e alla droga di cui inonda i nostri paesi.

 

Ora la belva Osama è ferita, e ancora molto pericolosa, ma cambia strategia e sposta la sua attenzione sull’Iraq, dimostrando che Bush non aveva torto e che c’erano già legami precedenti con quella nazione e non faccio fatico a leggere fra le sue parole non dette, che il primo paese contro cui sferrerà attacchi mortali sarà Israele. 

 

Mi piacerebbe invece tornare un giorno a scrivere che ho capito male, che mi sono sbagliata.

 

E infine, come nel film “i morti viventi” al mattino si risolverà tutto, spero che questo si verifichi prima che il disastro si secolarizzi. E spero anche che i nostri giovani non ripetano l’errore ideologico fatto con il Che, non vorrei vedere il suo volto allampanato da ideologo del terrorismo, dipinto su bandiere rosse portate in corteo durante le manifestazioni della pace, inventandosi un'altra leggenda da strumentalizzare a fini politici, evitando di chiamarlo con il nome che merita: TERRORISTA!!!

Lisistrata - 2 Novembre 2004

 

Qui potete trovare la fatwa che Osama e il suo gruppo avevano  lanciato contro gli Stati Uniti scritta in inglese: http://www.fas.org/irp/world/para/docs/980223-fatwa.htm

Qui invece, l'originale in lingua araba: http://www.library.cornell.edu/colldev/mideast/fatw2.htm

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