Il premier  SILVIO BERLUSCONI

riceve oggi in anticipo il suo regalo natalizio

 I giudici della prima sezione penale di Milano, lo hanno assolto

i giudici della Prima Sezione Penale di Milano, hanno oggi data lettura in aula, della sentenza, che recita:  ''Visto l'articolo 531 CPP dichiara non doversi procedere nei confronti di Berlusconi Silvio in ordine al reato di corruzione ascrittogli al capo A) limitatamente al bonifico in data 06-07 marzo 1991 perché qualificato il fatto per l'imputato come violazione degli articoli 319 e 321 C.P. e riconosciute le circostanze attenuanti generiche, lo stesso è estinto per intervenuta prescrizione; visto l'articolo 530 CO.2 C.P.P. assolve Berlusconi Silvio dal reato di corruzione relativo al bonifico in data 26-29 luglio 1988 contestato al capo A) per non aver commesso il fatto; visto l'articolo 530 C.P.P. assolve Berlusconi Silvio dagli altri fatti di corruzione contestati al capo A) per non aver commesso il fatto; Visto l'articolo 530 CO.2 C.P.P., assolve Berlusconi Silvio dal reato di corruzione a lui ascritto al capo B) perche' il fatto non sussiste''

 

il giudice Francesco Castellano - al centro nella foto- legge la sentenza del processo SME

Milano 10 dicembre 2004

Si chiude oggi, finalmente è il caso di dirlo, una storia che ebbe inizio con "mani pulite" infatti a seguito di quella situazione giudiziaria che mise fuori gioco e distrusse quasi tutti i più grandi partiti politici italiani, Silvio Berlusconi decise di scendere in campo e di occuparsi della politica italiana, in prima persona.

 

Guai glie ne incolsero, le sinistre che avevano visto finalmente a portata di mano il potere, che per tanti anni avevano perseguito e che nell'ombra avevano gettato le basi di  una vera e propria rivoluzione sotterranea, andando ad occupare con i loro uomini le posizioni di potere alternativo alla politica quali: magistratura, insegnamento dall'università alle scuole elementari,  informazione Rai e cartacea, uffici burocratici, che rappresentano una spina nel fianco di qualsiasi forma di governo e tutto quanto era possibile occupare, registra oggi una delle più grandi battute d'arresto.

 

Dal giorno che, l'allora magistrato Antonio Di Pietro decise di "disfare Berlusconi" mettendo in atto una delle azioni più vili e indecorose che mai la magistratura, prima di allora, si era sognata di fare, e gli mandò un (prima divulgato attraverso i media schierati a sinistra) mandato di garanzia per atti corruzione, in pieno G8 a Napoli, che aveva come tema la corruzione nel mondo, le azioni contro di lui, il suo gruppo economico e politico non sono mai finite.

 

Potremo oggi dire basta? Si chiude qui?  Onestamente conoscendo ormai la natura di tutte queste azioni, dubito seriamente che ciò sia possibile, anche se spero che non vorranno aggiungere il ridicolo alla sconfitta.

 

un intervento di Berlusconi aula a Milano, con a fianco l'avv.Pecorelli

nel processo che è durato ben 9 anni.

 

Personalmente gioisco con il premier, che ha dimostrato non solo di essere un ottimo uomo d'affari, ma è stato capace di rivestire i panni del politico ed ora  può benissimo dare sfoggio della forma più alta della politica, che ha riuscito a raggiungere.  Oggi Berlusconi più di ieri ha dimostrato di essere uno statista, ma non per aver vinto il processo, ma perché ha saputo combattere per anni questa guerra dichiarata dalla magistratura faziosa e dai suoi fiancheggiatori, con i delatori, fra i quali in prima fila Stefania Ariosto, condotta in maniera ingannevole, che si è rivelata per quello che era:  una  persecuzione.

 

I suoi legali hanno dichiarato che si appelleranno a quella parte di sentenza, per la quale è stato prosciolto, perché la prescrizione l'aveva estinta. 

 

Per molto meno altri uomini se ne sarebbero andati dal nostro paese.  Confesso che se mi fossi trovata al suo posto avrei preso i miei (suoi) soldi e sarei andata ad investirli altrove, ove mi avrebbero certamente accolto a braccia aperte e non cercato continuamente di distruggermi, scatenandomi contro il loro inconcepibile e feroce odio.

 

Una domanda mi sorge spontanea:  come difendersi da giudici faziosi, se ci trovassimo noi nelle condizioni in cui si sono trovati coinvolti personaggi come Silvio Berlusconi e Giulio Andreotti?

 

Lisistrata

I pubblici ministeri Boccassini e Colombo - sconfitti dai fatti - dopo la demolizione del loro teorema

 fondato su ideologie che risentono di nostalgici sapori dell'inquisizione, 

riusciranno ad inghiottire l'amaro boccone, o si scateneranno in un altro orrifico giro di walzer a spese nostre?

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