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 Home » Articles » persecuzioni religiose nell'islam e dintorni » EGITTO: STRAGE DI CRISTIANI COPTI AD OPERA DEI MUSULMANI
EGITTO: STRAGE DI CRISTIANI COPTI AD OPERA DEI MUSULMANI
Published on 07/01/10 at 17:33:54 GMT by lisistrata
 
persecuzioni religiose nell'islam e dintorniLa notizia che leggerete qua sotto viene data usando termini quasi “politicamente corretti”. A mio avviso e non sono la sola a pensarla così è un errore gravissimo sminuire anche nei termini quello che sta accadendo ad opera degli islamici nel mondo intero.
Qui non si tratta come scrivono i giornali di uccisione di cristiani, ma si tratta di strage di cristiani,  perpetrata con mezzi uguali a quelli che usa la delinquenza comune quando spara sulla folla e quindi terroristici e questo dimostra che il “difetto sta nel manico” cioè è la dottrina islamica che deve essere riformata o episodi di questa natura saranno sempre più frequenti, poiché negli anni, una mancata forte ed equilibrata reazione a tutto questo, ha dimostrato che la violenza islamica è aumentata in modo esponenziale e non ci sarà rimedio con il dialogo, che non esiste in realtà, se non con pochi e ininfluenti personaggi. Fino ad ora i cristiani parlano da soli il loro dialogo è rivolto a sordi, quindi o qualcuno finalmente si prenderà la responsabilità di avere coraggio e di dare una risposta altrettanto forte alle aggressioni o non se ne verrà mai a capo.
Ciò che manca è la volontà  da parte dei governi occidentali di “far sentire la loro voce” ai governi islamici, in quanto tutto parte da loro, dalla legge che viene adottata nei paesi islamici, che non rispetta la carta mondiale dei diritti dell’uomo, anzi discrimina le minoranze religiose di ogni altra specie che non siano islamiche e che consente, attraverso la sharia una serie di atti delinquenziali, anche solo conseguenti a pettegolezzi o sentito dire, poiché arrivano a contemplare fino l’omicidio di coloro che sono disprezzati come infedeli, blasfemi, o hanno avuto l’ardire di innamorarsi di una ragazza islamica e di volerla sposare.
Adriana Bolchini

copti che manifestano contro la polizia il giorno dopo la strage.

IL FATTO come è riportato da Il Giornale del 7/1/2010
Vigilia del Natale copto Uccisi 6 cristiani in Egitto Scattato il coprifuoco
Un uomo armato ha aperto il fuoco dall'interno di un'auto contro un gruppo di fedeli che partecipavano alle celebrazioni del Natale copto, in una località nel sud dell’Egitto, a 600 km dal cairo. Morti sei cristiani e un poliziotto musulmano. Frattini: "Orrore e riprovazione"

Il Cairo - E' stato un tragico Natale per i cristiani copti egiziani, che celebrano oggi la natività di Cristo. Un’aggressione a colpi di arma da fuoco contro i fedeli raccolti per la festa è avvenuta mercoledi sera in un villaggio dell’Alto Egitto, provocando la morte di sette persone, fra cui un agente di polizia, e il ferimento di un’altra decina. Il fatto ha scatenato la rabbia dei cristiani, che si sono raccolti di fronte alla stazione di polizia del villaggio (in circa 2000 secondo la Tv al Jazira), ingaggiando scontri con le forze dell’ordine.

La dinamica dei fatti Esistono diverse ricostruzioni sugli incidenti, ma secondo un comunicato ufficiale a sparare contro due gruppi di fedeli diversi, nel villaggio di Nagaa Hamadi, sarebbe stato un gruppo di tre persone a bordo di un’auto. Nel secondo dei due casi l’aggressione è avvenuta davanti al convento di Badaba, in una zona agricola vicino al villaggio. Secondo fonti di sicurezza, uno dei responsabili è già stato identificato in un uomo, dal nome musulmano, con altri precedenti penali.

Ragazza violentata L’attentato ha fatto seguito allo spargersi di voci secondo cui un giovano copto aveva rapito, se non violentato, una ragazza musulmana di un villaggio vicino, sempre nel governatorato di Qena. Secondo l’Afp, si tratterebbe di un episodio avvenuto a novembre ai danni di una dodicenne, che aveva già scatenato in un villaggio vicino la collera dei musulmani. La prima sparatoria è avvenuta intorno alle 11.30, precisa la nota ufficiale, contro alcuni copti raccolti per le celebrazioni, la secondo appunto davanti al convento.

Scatta il coprifuoco Le forze dell’ordine hanno stretto le maglie dei controlli per fermare gli aggressori e hanno imposto il coprifuoco nella zona. L’episodio di ieri è solo l’ultimo di una serie di scontri in cui sono sfociate in questi ultimi anni le crescenti tensioni tra i due gruppi religiosi, soprattutto nell’area povera dell’Alto Egitto, cioè nel Sud del Paese. L’arcivescovo della chiesa di Nagaa Hamadi ha detto che i copti accusano la polizia di non aver preso abbastanza sul serio le minacce giunte a più riprese da criminali ed integralisti.

La minoranza cristiana in Egitto Prevalentemente copta ortodossa, costituisce il 10% circa della popolazione, anche se è difficile una quantificazione certa, e lamenta di subire molte discriminazioni sia da parte dei musulmani estremisti che nella vita civile e amministrativa. Più difficile inoltre per loro, come evidenziato di recente anche dal Consiglio nazionale per i diritti umani, anche la costruzione di luoghi di culto. Le tensioni sono particolarmente forti proprio al sud, dove sono spesso sfociate in scontri tra le due parti, uccisioni e danneggiamenti. Ed in più occasioni a far scattare le violenze sono state vicende legate al pudore di giovani donne musulmane.

Le ultime violenze Nell’autunno scorso, per esempio, ad Assiut, il video girato con il telefonino di una giovane musulmana in atteggiamenti troppo affettuosi con il fidanzato ha scatenato la rabbia di centinaia di musulmani, che avevano attaccato con lanci di pietre case e negozi dei cristiani, e dato fuoco alle loro vetture. In quegli scontri rimasero uccise tre persone. A novembre, sempre nel governatorato di Qena, un’altra folla di musulmani aveva lanciato sassi contro la stazione di polizia di Farshout, dove era stato portato per essere interrogato un cristiano accusato di aver molestato una ragazza musulmana, per poi saccheggiare e distruggere i negozi alcuni negozi di cristiani. Altri scontri anche nel Delta, nel luglio scorso, dopo una lite in cui un commerciante cristiano aveva ucciso un adolescente musulmano.

Frattini: orrore e riprovazione "Le violenze perpetrate contro la comunità cristiana copta in Egitto suscitano orrore e riprovazione". Lo ha affermato il titolare della Farnesina, Franco Frattini, commentando le drammatiche notizie da Nag Hamadi. "La comunità internazionale non può restare indifferente né deve mai abbassare la guardia - ha proseguito Frattini - di fronte all’intolleranza religiosa, che costituisce una gravissima violazione dei diritti umani fondamentali. L’Italia intende continuare a difendere in tutte le sedi il principio della libertà di culto, quale assoluto ed irrinunciabile valore di civiltà". Frattini ha fatto sapere che parlerà personalmente della misure "di contrasto e prevenzione", nel quadro degli eccellenti rapporti di amicizia e di cooperazione che legano i due Paesi con il ministro degli Esteri egiziano Aboul Gheit, in occasione della visita al Cairo alla fine della settimana prossima.
 
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