NON SOLO L'ISLAM, MA ANCHE LA CINA E' UN PERICOLO.
Pubblicato il 14/01/07 alle 15:27:32 AST da Ercolina_Milanesi
“ NON SOLO L’ISLAM, MA ANCHE LA CINA E’ UN PERICOLO “
Ormai è risaputo che l’Islam è un grave pericolo per l’Europa, l’America ed ora pure per la Russia, che è invasa anche dai cinesi.
Della prepotenza, della prevaricazione islamica ne siamo tutti al corrente, ma non si deve dimenticare il popolo cinese che, passo dopo passo, è entrato nel nostro paese e ha già acquistato parecchi immobili nelle nostre città. Ora Roma, Milano, Torino e le più grandi città hanno tutte la loro China Town, difatti non si espandono, ma creano un quartiere tutto per loro, negozi, ristoranti, un agglomerato prettamente cinese. Si auto ghettizzano da soli.
Gli investitori cinesi non mancano, perché sanno che in Italia fanno affari d’oro, innanzi tutto per il basso costo per il benessere dei consumatori meno abbienti e la prova lampante è vedere l’affluenza nei negozi d’abbigliamento, in secondo luogo per gli investimenti di ogni genere.
Ora stanno invadendo l’Africa, hanno già costruito città, fabbriche e sono migliaia i cinesi deportati che sconteranno la loro pena lavorando senza compenso alcuno, sino allo scadere della loro condanna. Però andata senza ritorno.
Ma, chi sta peggio di noi, sono i russi. In pochi anni sono entrati ben 8 milioni di cinesi che, secondo sondaggio, entro il 2010, saliranno a 20 milioni. La Cina che ha in comune con la Russia quattromila chilometri di frontiera, la più lunga del mondo, si potrebbe ritrovare con una eccedenza di manodopera da 250 a 300 milioni di persone, se la modernizzazione prosegue impetuosa e investe anche le campagne. In Siberia e oltre gli Urali vive poca gente e lo spopolamento proseguirà nei decenni sempre più per colpa di una crisi demografica. Mentre il 66 % dei russi è preoccupato per questa invasione gialla, Putin è favorevole per i rapporti commerciali, è interessato alle merci made in China per il basso costo e in cambio offre gas, petrolio e armamenti. Gli investitori cinesi stanno già finanziando la costruzione di un mini-quartiere a Mosca, su una superfiche di 200mila metri quadrati, e di un altro a San Pietroburgo su un’area di 180 ettari. Saranno zone residenziali con alberghi, ristoranti e centri commerciali. Il mini-quartiere di San Pietroburgo (La porta del Baltico) avrà un teatro simile a quello dell’Opera di Pechino. Molto interessati a guadagnare ed arricchirsi, i cinesi sono più vicini alla forma mentis americana e, d’altronde, gli emigrati cinesi più istruiti si dirigono verso gli Stati Uniti e l’Europa, mentre i proletari penetrano nella Russia asiatica.
Se è vero che alla luce dell’attuale crisi demografica i russi sono destinati a ridursi a cento milioni da qui al 2050, un’altra etnia scomparirebbe.
In Italia una cifra esatta di cinesi non è possibile averla, troppi clandestini che arrivano a frotte nel paese di Bengodi, con la speranza di una miglior vita. Alcuni l’avranno, questo è certo, ma gli altri, non fortunati o incapaci di inserirsi in un paese così diverso dal loro, finiranno nelle mani della mafia, la terribile mafia cinese che non ha nulla da invidiare alla mafia italiana.
Vedremo sorgere case ove si donano sogni fantasiosi e ci si stacca dalla realtà: l’oppio; vedremo aumentare la prostituzione per le strade, perché il più vecchio mestiere del mondo è quello che rende di più; costruzioni di pagode per pregare, come i musulmani hanno le moschee. Però se noi cristiani ci azzardassimo a costruire chiese nei paesi islamici, sappiamo benissimo che andremmo incontro a morte sicura. In Cina molti vescovi sono scomparsi, altri sono detenuti da anni ed anni nelle galere, i metodi della “rivoluzione culturale” maoista sono sempre in vigore; dare l’estrema unzione ad un moribondo o lavorare in un seminario clandestino porta ai lavori forzati.
Ma noi italiani siamo permissivi, accogliamo tutti coloro che approdano alle nostre coste, poveri derelitti ma pure persone pronte a delinquere.
Arriverà, si spera, il giorno che chi ci governa aprirà, finalmente, gli occhi e si renderà conto del nostro comportamento anomalo verso chi, fra breve, avrà il potere sulla nostra Patria ?