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POLIGAMIA POLIGAMIA CHE CI SIA OGNUN LO SA’
Pubblicato il 16/01/07 alle 14:16:50 AST da Admin
E’ LA POLIGAMIA COME L’ARABA FENICE: CHE CI SIA OGNUN LO SA, CHI LO E' NUN CE LO DICE Vi avevamo resi edotti sulla, alquanto “amena” situazione che Lia di Haramlik (Il Circolo) una delle mogli di uno degli altrettanto troppi aspiranti sceicchi nostrani, chiamato da Magdi Allam «Mullah di noialtri» osando avanzare l’ipotesi che il fedifrago, fosse ROBERTO HAMZA PICCARDO. (Il maiuscolo corsivo è dovuto al rispetto che cotanto personaggio imponente e impunito, nella sua prosopopea di moralizzatore degli italici costumi, merita.) http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=924
Lui da vero musulmano illuminato e liberale, si è posto nella faticosa condizione, frutto di un sacrificio estremo di elargire ai suoi connazionali rare pillole di saggezza, per dare loro quell’illuminazione catartica nella quale lui si è immerso in questa vita. Neo-convertito all’islam più radicale, esponente di spicco dell’ucoii si è impegnato nell’elargizione dei suoi insegnamenti frutto di una saggezza illimitata, sovrapponendo valori “islamicamente corretti” ai valori “decadenti” della nostra civiltà, di cui, al di là dei dogmi religiosi tutti improntati ad una arroganza “islamicamente corretta” gode copiosamente i frutti che non saranno dono divino, ma provengono da governi, magari poco illuminati, ma capaci di dare ciò che agli uomini serve per raggiungere il benessere: LIBERTA’ E DIRITTI .
Quegli stessi diritti che quelli come lui hanno la faccia tosta di usare a proprio uso e consumo e di negare agli altri, soprattutto alle eventuali mogli e probabili figli che potrebbero derivare da quelli che per noi sono semplicemente rapporti d’amante e non rapporti di coppie sposate, anche se vogliono farcelo credere, tant’è che il “furbastro” adotta matrimoni di facciata validi solo per i gonzi che ci cascano, ma che lui con i suoi correi in questa incredibile quanto inaccettabile infestazione dei nostri valori, persiste a realizzare, come fosse frutto di un mandato della sublima onnipotenza a cui ci racconta di ispirarsi.
E che c’è di tanto sublime nello sposare contemporaneamente più mogli, anche contro la loro volontà implicita o esplicita e di ripudiare quelle che gli vanno ormai strette, approfittando del fatto che in Italia la magistratura e soprattutto alcune forze politiche, ovviamente schierate a sinistra, guardano con occhio guercio le vergogne che questi beceri individui, siano italiani che stranieri stanno cercando di importare vigliaccamente e furbescamente nel nostro tessuto sociale, per godere di privilegi che sono in realtà l’abuso dei diritti altrui? Nulla!!! Non c’è nulla di sublime!!! Ma c’è la furbizia e l’egoismo che fa sì che ogni meccanismo sia lecito per raggiungere il potere, anche se schiaccia e annulla i diritti altrui.
Magdi Alllam ce lo spiega chiaramente da molto tempo, ma chi non ha orecchie per intendere non intende e soprattutto chi non ha cervello per capire, continua a non capire o peggio si schiera dalla sua parte perché gli fa comodo e gioco non capire, ma sappia il signor Piccardo e lo sappiano anche gli altri Piccardo seguaci, che noi abbiamo perfettamente capito il suo gioco, dove vuole arrivare e come ci vuole arrivare e sappia che non gli daremo partita vinta senza lottare e che noi stiamo crescendo e quelli come lui stanno affondando.
ROMA — Il primo dicembre vi avevamo raccontato di uno scandalo sessuale a sfondo poligamico, in cui Lia, curatrice del blog Haramlik, denunciava di essere stata ripudiata da un non meglio specificato «Mullah di noialtri». Ebbene ora siamo in grado di svelarvi il nome: Hamza Roberto Piccardo.
Ed è Lia, professoressa di Letteratura che insegna a Genova, a rivelarlo: «L'ultima cosa che vorrei fare è ritrovarmi ad avere partecipato, con la mansuetudine di un capretto, alla grottesca messa in scena di una scenografia religiosa entro cui ambientare il porno amatoriale più banale del mondo, con Hamza Piccardo e Lia di Haramlik nei titoli di testa, in un tripudio di buon esempio. Ma ti prego. Fare da utile idiota, imbarazzata e silente, ai vitelloni da moschea. Non scherziamo».
Piccardo è il segretario nazionale dell'Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), il personaggio più in vista e più controverso Islam in Italia. Sposato civilmente con una marocchina dopo il divorzio dalla prima moglie italiana, dalle quali ha avuto complessivamente 5 figli, lo scorso marzo Piccardo ha contratto un secondo matrimonio con Lia, nella moschea di Verona. Senonché a luglio Piccardo l'ha ripudiata, comunicandole in modo sprezzante la sua brusca e unilaterale decisione tramite un sms.
A quel punto Lia si è ribellata e ha avviato una campagna mediatica all'interno del suo blog, per ottenere il riconoscimento dei suoi diritti di moglie divorziata, nonché per protestare contro «Islam semplificato a misura di cretino, questo giochetto pseudo-islamico che va in onda tra I quattro dementi che hanno avuto la ventura di trovarsi nel posto giusto al momento giusto con la religione giusta e che ne hanno fatto una rendita di potere spicciolo da miserabili».
In una email indirizzata a Piccardo, datata 7 ottobre 2006 e che pubblichiamo per la prima volta, Lia chiarisce le ragioni per cui intende rivelare tutto, proprio tutto, di una esperienza che definisce un «delirio sado-poligamico»: «L'ultima cosa che vorrei fare, nella mia vita, è ritrovarmi omertosa, a coprire col mio partecipativo silenzio una prassi pseudomatrimoniale di bassissima lega, un uso becero della poligamia, una burocrazia religiosa adoperata come mero preservativo spirituale».
La missiva inizia così: «Caro Hamza, come sai, ho esercitato nei tuoi confronti — per diversi mesi e con generosità — l'islamica virtù della misericordia verso le tue debolezze, incoerenze e mancanze. Purtroppo, non mi è più possibile continuare a ostinarmi nel credere nella tua buonafede». Lia sintetizza così la decisione di sposarsi: «Tu ti sei presentato da me come rappresentante e punto di riferimento, in questo Paese, di una religione e di una causa per cui io mi spendevo da anni (...) Arrivi tu e decidi che mi devi urgentemente sposare, in nome della tua profonda fede Islam e in barba a qualsiasi mio ed altrui richiamo alla sensatezza (...) Hai goduto di un'apertura di credito da parte mia, invece, figlia proprio della mia attrazione e del mio rispetto per Islam che con tanto ardore rappresenti, ed ho accolto la tua sfida: "Fidati di me e sposami subito". "D'accordo". Capivo bene, e la continuo a capire, la tua urgenza di metterti in condizione di "potere restare dietro una porta chiusa" con la sottoscritta. Solo che l'obbligo di contrarre matrimonio prima di poterlo fare non si esaurisce, per un musulmano, nella ripetizione burocratica di una formuletta. Il matrimonio islamico non è una magia o un miracolo che trasforma la carne femminile da haram ad halal, a mo' di cristiana trasformazione dell'acqua in vino. Il matrimonio islamico serve a garantire alle donne dei diritti, ed è in questi diritti che si riflette la coscienza dell'uomo. (...) Di questi miei diritti, di questi tuoi doveri, non se ne è vista manco l'ombra».
Lia lamenta l'assenza di un «normale rapporto affettivo tra persone serie, adulte e perbene», denuncia un comportamento violento («eri ormai talmente arrogante da concederti il lusso di tirarmi uno schiaffo») ma soprattutto rivela il prevalere di un comportamento morboso per il sesso: «Sei arrivato al punto di dirmi, nella stessa chat, che "no, questa settimana non vado a Milano, non posso portarti neanche una scatola" e poi, poche righe più sotto, spiegarmi nei dettagli che "se adesso venissi da te, slurp, ti farei questo e quello". Non so: cosa te la sposi a fare una donna se poi, in barba persino ai tuoi doveri di assistenza nei tre mesi successivi al divorzio, non ti chiedi sotto quale ponte stia andando a sbattere, e tutto quello che sai fare è esporle I tuoi sogni erotici quando ti gira di chiamarla?
Cosa c'entra Islam? Cosa c'è di islamico nel non assumersi nemmeno l'ultima delle responsabilità: quella di avere le palle di stare zitto e viverti I tuoi languori in silenzio, fosse solo prendendo esempio dalla donna che, con tutto il fegato che tu non hai, in silenzio assoluto si sciroppa un incubo intero? Che cos'è esattamente il matrimonio islamico targato Ucoii, segretario nazionale dei miei stivali? Come ti permetti, come vi permettete di chiamare "islamico" un simile sconcio?». Lia chiede «il mio risarcimento, buonuscita o dono di consolazione», quantificandolo in 20 mila euro.
Ammonendolo che se Piccardo non accetterà la richiesta entro il 13 ottobre, «impegnerò tutte le mie energie per fare chiarezza su ciò che, a quel punto, sarebbe inequivocabilmente confermato come un uso fraudolento e blasfemo di una supposta benedizione divina sui coiti realizzati sotto l'egida dell'Ucoii, a partire dai tuoi». La condanna dell'Ucoii è netta: «L'esercizio istituzionalizzato da parte di un'organizzazione a sfondo religioso di prassi che, nel mondo arabo — sto pensando al matrimonio orfi (segreto, ndr) egiziano — vengono percepite come una forma di prostituzione legalizzata, è disdicevole. A volere essere gentili». Nel finale Lia dà libero sfogo al proprio sarcasmo: «Non mi sfugge, per contro, la ricaduta a breve termine che la pubblicizzazione delle nostra esemplificativa vicenda potrebbe avere sui musulmani del nostro Paese che, davvero, non meritano di essere rappresentati e messi in imbarazzo da un Alberto Sordi dell'islam italiano».
Fino al 30 dicembre scorso, Lia nel suo blog ha minacciato di fare il nome di Piccardo: «Dovrei raccontare, a questo punto, dell'ultimo acquisto della galleria di mostri di cui è composto l'islam italiano che ho la ventura di conoscere. Non so se ne ho voglia. Eppure, scriverne si deve». Ebbene ora sappiamo chi è il protagonista di questa telenovela «sado-poligamica» dell'islam italiano. Non è l'unico e non sarà probabilmente l'ultimo di cui vi racconteremo la storia intima, di per sé squallida, ma di cui dobbiamo occuparci. Perché sono questi «musulmani di professione» gli interlocutori che lo Stato predilige e che, grazie all'imperversare dell'ignoranza, del buonismo e della collusione ideologica, stanno già praticando la sharia islamica in Italia. Non ci resta che sperare nelle donne che, al pari di Lia, ci costringano ad aprire gli occhi. Magdi Allam IL CORRIERE DELLA SERA - 16 gennaio 2007
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mah!!
Scritto alle 17/01/07 alle 13:15:06 AST da UCPIadmin
Lia lamenta l'assenza di un «normale rapporto affettivo tra persone serie, adulte e perbene», denuncia un comportamento violento («eri ormai talmente arrogante da concederti il lusso di tirarmi uno schiaffo»)
.....e che si aspettava?
la signora lia
Scritto alle 17/01/07 alle 16:53:56 AST da Admin
è una furba, altro che palle, sta facendo passare un distinguo fra l'essere islamici e la poligamia. Chi non ci dice che lei e il Piccardo non siano d'accordo?
Magdi, Magdi, forse hai preso un abbaglio questa volta, ma stai attento, è già la terza o la quarta che ti fregano, pensaci bene la prossima prima di dargli spazio, tu hai in mano un potere mediatico che noi qui ci sognamo e allora, usalo bene e non per questi stronzi pornografi.