Milano è una città incredibile, sembra proprio che il bene e il male dell’Italia nascano qui. Qui si scrive la storia, tutto ha inizio e tutto sembra avere un fine a Milano. Anche questa volta è partita da Milano la “battaglia legale” contro la new age del terrorismo rosso. Seconda posizione si sarebbe chiamato questo gruppo affiliato alle Brigate Rosse. A fermarli il mandato emesso grazie all’inchiesta condotta magistralmente dalle forze dell’ordine e dai servizi che collaborano con il ministero della difesa. Ora si è giunti alla fase degli interrogatori coordinati dal pm Ilda Boccassini e siamo anche arrivati alle prime dichiarazioni “politiche” infatti ci sono già un paio di autoproclamatisi “prigionieri politici” Un Deja-vu trito e ritrito, noioso persino se non fosse che nasconde il sé il germe pericolosissimo dell’odio, che coltivato a dovere produce una fitta vegetazione di tragedie, tipiche del terrorismo da qualsiasi parte o matrice provenga.
Analizzando bene la situazione, così in base alle poche cose che ci è dato di sapere, ma in conseguenza ad una vasta esperienza precedente, anche di natura personale (ricordate? lo ripeto spesso: io sono stata vittima di Prima Linea e un pochino “conosco i miei polli”) siamo in grado di capire che la situazione è decisamente migliore per noi italiani “probabili vittime” nel mirino di questi fanatici e irragionevoli individui, che non sanno mettere a frutto le loro idee se non attraverso azioni violente.
Infatti sono stati “catturati” prima che potessero veramente nuocere, per cui è ragionevole pensare che la mente ideatrice in fondo non sia così potente, come quella o quelle che hanno generato le prime e ben più pericolose bande armate sovversive dei terroristi nostrani, di cui una parte oggi siede tranquillamente nelle stanze dei bottoni ed esercitano il potere, “democraticamente” per quanto sanno essere democratici degli ex terroristi, sui nostri destini. Questi “nuovi ragazzi” giovani e meno giovani, sembra non abbiano dalla loro parte la possibilità di una brillante carriera parlamentare, giornalistica, sociale, televisiva, o quant’altro di meglio offra il mercato del lavoro a dei terroristi che hanno portato a termine le loro azioni criminali, inondando di sangue la Penisola, questi “nuovi ragazzi” si sono fatti prendere con le mani nel sacco, come i ladruncoli nei supermarket sotto casa… li hanno fotografati mentre in 4 non riuscivano a rapinare nemmeno un bancomat. Questi “nuovi ragazzi” per loro buona pace, in assenza di un grande burattinaio strategico e anche per la loro incapacità d’azione, sono destinati all’oblìo e noi non ce ne doliamo di sicuro, i terroristi che dobbiamo mantenere e sopportare nelle istituzioni sono già troppi e ci bastano e ci avanzano.
Ed eccovi la loro storia, leggete questa pagina http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/La-cantina-di-una-casa-di-ringhiera-Ecco-il-covo-degli-eredi-delle-Br/1508238/6 e capirete la poca intelligenza di questi soggetti, la mancanza di una linea guida, di un pensiero forte, capace, coordinatore e la loro stupidità di non essere nemmeno in grado di capire quali sono i limiti da non superare e la mania di grandezza delle loro future azioni, mica il burgy all’angolo, no!!! Macché, questi pistola volevano colpire il quotidiano "Libero" entro Pasqua, la casa di Silvio Berlusconi, le sedi Mediaset e Sky a Cologno, l´Eni di San Donato, l´economista Pietro Ichino, gambizzare il dirigente Eni Vito Schirone…. E poi hanno lasciato bene in vista un casino di “merce scottante” proprio nella cantina del loro covo… cioè quella rubata alle vicine di casa, tanto erano furbi che non si ricordavano nemmeno delle regole rispettate anche della vecchia “mala” milanese, che raccomandava di “fare la legana fuori dal bosco”. Ma questi il cervello lo avevano in subappalto? Non si sono nemmeno accorti che la cantina era stata ispezionata. Per questo e altro un plauso alle forze dell’ordine, alle due signore che hanno saputo mantenere il segreto, al Ministero della difesa e alla Magistratura che hanno saputo coordinarsi in modo eccellente.
E queste alcune delle ultime notizie, da La Gazzetta del Mezzogiorno http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_cronache_NOTIZIA_01.asp?IDNotizia=173321&IDCategoria=10 Terrorismo - Dopo l'arresto: «Sono prigioniero politico» Davanzo e Latino hanno pronunciato la frase tanto usata ai tempi delle Brigate Rosse: «Mi dichiaro prigioniero politico». Il che verosimilmente significa ritenersi in guerra con lo Stato che ti arresta ed anche affermare una stretta continuità con il terrorismo storico. Gli altri non rispondono alle domande Ichino: «La Cgil non ha responsabilità» http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_cronache_NOTIZIA_01.asp?IDCategoria=273&IDNotizia=173319 MILANO – Alfredo Davanzo (a destra nella foto), forse il più esperto del gruppo, lo ha proclamato subito, al momento dell’arresto. Dopo 24 ore ha seguito la sua strada Claudio Latino (a sinistra nella foto), davanti al gip Salvini. Tra i 15 presunti terroristi arrestati ieri, sono finora due quelli che si sono dichiarati prigionieri politici. Davanzo e Latino hanno pronunciato la frase tanto usata ai tempi delle Brigate Rosse: «Mi dichiaro prigioniero politico». Il che verosimilmente significa ritenersi in guerra con lo Stato che ti arresta ed anche affermare una stretta continuità con il terrorismo storico. LEGGI IL RESTO http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_cronache_NOTIZIA_01.asp?IDNotizia=173321&IDCategoria=10