LA LISTA DEI CONSUMATORI, PROMOSSA DAL CODACOMS SI PRESENTA ALLE ELEZIONI DEL 9 APRILE A FIANCO DELL'ITALIA DEI VALORI - LISTA DI PIETRO - E ANCORA PRIMA DI ESSERE ELETTA HA GIA' IMPARATO IL POLITICHESE PIU' BIECO, SFRUTTANDO UN'ANZIANA SIGNORA, CHE NONDISDEGNA DI FARSI SFRUTTARE, VISTO CHE NON LE COSTERA' NULLA, SECONDO QUANTO DICHIARATO DA LEI STESSA
Il caso della pensionata che chiama in causa Berlusconi perché non ha avuto l’aumento annunciato a Porta a porta, ma il politico ex magistrato Di Pietro ha dimenticato le norme del Codice?
Mistificazioni e menzogne su una vicenda montata ad arte per fare di una vecchietta sprovveduta la portabandiera della propria campagna elettorale. La signora in questione, dicono al ministero del Lavoro, non rientra nella fascia degli aventi diritto (2 milioni mezzo di persone)perché anche il marito ha la pensione. Mi manda Rai3 ha detto no.
Il titolo con il quale il Corriere della Sera presenta il caso è davvero sorprendente. E la pensionata porta il premier dal giudice , leggiamo a 7 colonne, nella apertura di una pagina dominata dallo foto a 3 colonne della signora. E nel sottotitolo, accanto alla sue parole virgolettate (“Non mi ha dato l’aumento promesso”), la clamorosissima sorpresa: Berlusconi convocato, Bruno Vespa testimone. Quando lo incontrerò in aula, spiega nel sommario la battagliera signora, non gli dirò niente, non voglio pronunciare parole sbagliate. Tanto, ci sono le carte che parlano per me. In televisione il presidente aveva detto che mi avrebbe portato la pensione a 500 euro, invece ne prendo sempre 371.
Ci sono le carte che parlano, certo. Solo che le carte, purtroppo per lei, non parlano a suo favore. Come le hanno già spiegato quelli di Mi manda Rai3, ai quali la signora si è rivolta per avere giustizia; come le ha spiegato il fratello, il quale ne sa certamente quanto i responsabili della trasmissione televisiva che ha fatto la fortuna politica del giornalista Marrazzo, oggi governatore delle sinistre-Ulivo nel Lazio; come le ha spiegato, anche e soprattutto, il pretore di Palestrina, sostenendo che nel caso da lei proposto mancava sia la controparte che il presunto ipotetico reato. Gli unici a tacerle una doverosa spiegazione (per ragioni che, chiaramente, non possono trovare giustificazioni sul piano dell’etica politica) sono stati e sono quelli della lista dei Consumatori, promossa dal Codacons, che alle elezioni del 9 aprile si presenterà insieme alla Italia dei valori dell’ex magistrato Antonio Di Pietro. Ed è proprio la presenza dell’ex pubblico ministero di Mani pulite, sia pure marginale in questo caso, che più inquieta. Possibile, si domanda l’uomo della strada, che il politico ex magistrato Di Pietro non abbia spiegato agli alleati che per impostare un procedimento giudiziario è necessario che ci sia la controparte, con almeno un ipotetico reato?
La lista dei Consumatori, spiega il giornalista Giuliano Gallo sul Corriere, ha deciso di fare di questa anziana signora la portabandiera della sua battaglia contro le promesse non mantenute. Ed è appunto in questa frase la spiegazione della strumentalizzazione che del caso è stata fatta e sarà fatta ancora di più in campagna elettorale. Alle spalle di una povera donna che continuerà ad illudersi, purtroppo, di poter avere quello che per legge non potrà mai avere e nessuno potrà mai darle.
Scrive il giornale milanese: La Finanziaria 2001-2002 prevedeva che dal primo gennaio 2002 scattasse l’aumento per portare a un milione di lire al mese (516 euro) le pensioni minime per chi aveva più di 65 anni. Vero, verissimo; ed infatti ne hanno beneficiato ben 2 milioni e mezzo di italiani con pensione sociale al minimo. Solo che il mio collega Gallo (per dimenticanza, suppongo, non per calcoli politico-propagandistici che non possono far parte del bagaglio di un giornalista) ha omesso di ricordare che la norma riguardava coloro che disponevano soltanto della pensione minima ed escludeva in maniera chiara e inequivocabile (giustamente o ingiustamente, non sta a me dirlo) quanti disponevano di altre pensioni: per esempio quella di reversibilità del coniuge (marito o moglie) deceduto o quella del coniuge ancora in vita.
Ed è quest’ultimo il caso della signora Ida Severini, 78 anni, sposa di un muratore in pensione, madre di tre figli (uno dei quali, poliziotto, morto a 39 anni), abitante a San Cesareo, provincia di Roma. Il primo a spiegarle che lei non poteva rientrare nella fascia di pensionati annunciata da Berlusconi a Porta a porta è stato il fratello, ma la signora Ida non si è lasciata convincere. Si è rivolta dapprima a Mi manda Rai3 , poi al pretore di Palestrina, nelle cui giurisdizione ricade San Cesareo. I responsabili della trasmissione televisiva si sono resi subito conto che la vicenda descritta non stava in piedi (e la terza rete della Tv di Stato, si sa, non perde occasione per attaccare il governo Berlusconi, al minimo disguido o semplice pretesto, sempre che ci siano); ed il pretore, dinanzi al quale la signora è comparsa accompagnata da un legale, ha risposto a chiare lettere, a lei ed all’avvocato, che per la legge italiana, senza controparte ed un reato almeno da ipotizzare, è impossibile procedere in giudizio.
No, per il pretore non poteva essere una controparte il presidente del Consiglio, per una promessa fatta in campagna elettorale, neppure nel caso in cui la norma avesse riguardato i titolari di pensioni sociali al minimo con coniuge pensionato vivente. Penso alle decine di migliaia di procedimenti giudiziari che si sarebbero dovuti e si dovrebbero impiantare a carico di politici inadempienti per promesse in campagna elettorale, se le norme del Codice di procedura penale e civile fossero diverse da quelle richiamate dal pretore di Palestrina. Ma nel caso della signora di San Cesareo, bisogna sottolinearlo ancora una volta, non esisteva e non esiste nemmeno la ipotesi del reato, visto che la Finanziaria approvata dal Parlamento nel dicembre del 2001 prevedeva l’aumento degli emolumenti a 516 euro soltanto ai titolari di pensioni sociali al minimo che non disponevano di altra pensione in famiglia e la signora ha ancora (per sua fortuna) un marito sano e vegeto, che percepisce la pensione (pur modesta) di ex muratore.
Fin troppo chiaro, anche per chi non ha dimestichezza con queste cose. Ma a creare ugualmente un caso (assolutamente inesistente, lo ripeto) ci hanno pensato quelli del Codacons, pensando alla imminente campagna elettorale. Soltanto loro mi hanno dato retta, dice la settantottenne signora Ida e devo ringraziarli, perché mi hanno assicurato che anche le spese dell’avvocato le pagheranno loro.
Per completezza della informazione, diciamo che la convocazione delle parti, dinanzi al giudice di pace di Roma, è per il 28 febbraio, e cioè in piena campagna elettorale. Con Berlusconi in veste di presunto inadempiente ed il giornalista Bruno Vespa in veste di testimone, come conduttore della trasmissione Porta a porta nel corso della quale Berlusconi sottoscrisse nel 2001 il patto con gli italiani, dovrebbe esserci anche Roberto Maroni, ministro del Lavoro. Per fare che cosa, nessuno lo sa. Solo per offrire qualche spunto di strumentale polemica alla grancassa propagandistica della lista dei Consumatori di Carlo Rienzi, della Italia dei valori di Antonio Di Pietro e delle sinistre-Ulivo di Prodi, Fassino e compagni. E, dobbiamo dirlo con grande amarezza, per l’ennesima delusione di una povera vecchietta che non crede al fratello, non crede a Mi manda Rai3, non crede ad un pretore dello Stato italiano e si fida unicamente, purtroppo, dei ciarlatani della politica.