In memoria di un grande maestro: LUCIANO PAVAROTTI
Pubblicato il 06/09/07 alle 13:55:38 AST da francoazzurro
" ... il canto è la ricchezza dei poveri, i ricchi non cantano mai. E il nostro è un tempo che urla, non canta. Solo se si è popolo si canta. Non a caso queste canzoni sono sempre canzoni di popolo, canti anonimi, dolci o meste storie di umanità messe in canto; villotte ora nate dai solchi bagnati di sudore, ora dai ricordi amari della trincea, o dalle rischiose scalate della montagna. Valori che non si possono perdere impunemente, sono essi uno dei più delicati patrimoni, segni di alta civiltà. Non c'è di più nobile e coinvolgente del canto. Virtù salvatrice di umanità sempre più rara è il canto. Per questo, quando un popolo canta, c'è da sperare ancora. E sarà persino inutile disperare quando non si udranno più canti. Per questo il nostro dev'essere un tempo molto sfortunato! Nulla di più educativo del canto: una scuola certamente severa che insieme alle voci affina le anime e impreziosisce semtimenti e rapporti. Nulla di più rappresentante che ascoltare un canto la sera: il canto di un coro...
P. Davide Maria Turoldo
Anche se quello di Pavarotti apparentemente è un canto d'èlite, dedico queste riflessioni, di P.Davide Maria Turoldo, alla scomparsa di una voce calda e potente che ha incantato tutto il mondo e che per noi del Coro Alpino “La Martinella”, (nel quale mi son cimentato per circa trent'anni), è stato il nostro maestro ideale.
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Contestazione.
Scritto alle 09/09/07 alle 18:24:44 AST da venezia63jr
Uno in meno.
HO UN DUBBIO....
Scritto alle 10/09/07 alle 03:07:03 AST da cantastorie
MA I GRANDI MAESTRI NON DOVREBBERO AVERE DEGLI ALLIEVI E DEI SUCCESSORI.... NON HO SENTITO LA LORO VOCE IN QUESTI GIORNI... CHE IL VUOTO CHE HA LASCIATO NON POSSA DIPENDERE ANCHE DA QUESTO?